La lettura ad alta voce in classe

Almeno un’ora la settimana, da anni, leggo ad alta voce ai miei studenti. Leggiamo albi, racconti, romanzi. Leggiamo, discutiamo, condividiamo. La lettura ad alta voce è il mezzo più potente che un’insegnante ha a propria disposizione per trasformare un insieme di individui in una vera e propria comunità Venerdì mattina, quinta ora. Entro in prima […]

Almeno un’ora la settimana, da anni, leggo ad alta voce ai miei studenti. Leggiamo albi, racconti, romanzi. Leggiamo, discutiamo, condividiamo. La lettura ad alta voce è il mezzo più potente che un’insegnante ha a propria disposizione per trasformare un insieme di individui in una vera e propria comunità Venerdì mattina, quinta ora. Entro in prima B e trovo i miei ragazzi già disposti in cerchio, con il taccuino in mano. Non è retorica affermare che questa è l’ora più attesa della settimana, quella che fa sospirare al suono della campanella perché è passata troppo velocemente. Almeno un’ora la settimana, da anni, leggo ad alta voce ai miei studenti. Leggiamo albi, racconti, romanzi. Leggiamo, discutiamo, condividiamo. La lettura ad alta voce è il mezzo più potente che un’insegnante ha a propria disposizione per trasformare un insieme di individui in una vera e propria comunità, e troppo spesso noi docenti non vi facciamo ricorso. Confondiamo i libri di testo con i programmi, e un po’ pigramente ignoriamo che nei nostri documenti ufficiali (le Indicazioni nazionali, le linee guida) la lettura ad alta voce viene auspicata con parole esplicite. Oggi le neuroscienze ci forniscono argomenti ancora più convincenti per scegliere di dedicarle del tempo: sappiamo, grazie alle ricerche di Federico Batini e di altri studiosi, che ascoltare storie e negoziare significato attraverso la discussione e la condivisione potenzia le life skills, ma ritengo anch’io, come Simone Giusti, che per un insegnante sia decisivo anche solo fermarsi al livello relazionale – emotivo e strettamente didattico. Frank Serafini, in The reading workshop, ci aiuta a delineare con chiarezza quali siano le ricadute sugli studenti della lettura ad alta voce:
  1. Costruisce un ricco background di conoscenze letterarie e lessicali
Durante le sessioni di lettura ad alta voce ci si ferma spesso: ogni alunno che non conosce una parola o un’espressione ne chiede il significato; in più, quando la comunità di lettori è già avviata, attraverso la discussione si consolida la conoscenza degli elementi della letteratura
  1. Promuove la gioia della lettura
Quando in una prima chiediamo ai nostri studenti a quanti piaccia leggere, è possibile che la percentuale non sia altissima; la situazione cambia – e non poco – se chiediamo a quanti piaccia ascoltare una storia.
  1. Invita i ragazzi a conoscere nuove e accattivanti storie
È sufficiente un anno di lavoro affinché i nostri studenti entrino in contatto – direttamente o indirettamente, attraverso i rimandi e le citazioni – con un numero significativo di storie.
  1. Aiuta a costruire la comunità di lettori
Raccomando sempre, nei corsi di formazione, di sottoporre la classe all’inizio del laboratorio, a dosi massicce di sessioni di lettura ad alta voce, anche prima di iniziare la lettura individuale: questo previene possibili criticità, che si verificano quando nel gruppo alcuni studenti si mostrano oppositivi rispetto alla lettura autonoma.
  1. Mette i ragazzi di fronte a nuovi titoli, generi, autori e illustratori
La scelta dell’insegnante di proporre alla classe autori, generi e temi diversi previene il rischio che gli studenti, nella lettura individuale, si mostrino restii ad allontanarsi dalla loro comfort zone
  1. Fornisce l’opportunità di discutere di libri
Nel laboratorio di lettura non esiste un’interpretazione autentica di un testo, detenuta dal docente e trasmessa frontalmente agli alunni; viceversa, secondo la teoria della lettura transazionale di Louise Rosenblatt, è attraverso la negoziazione delle interpretazioni che il senso si costruisce e si amplifica.
  1. Aiuta i ragazzi a sviluppare la loro immaginazione
Ascoltare una storia è, come quando la si legge silenziosamente, come essere il regista di un film che ha in mano solo la sceneggiatura: manca ancora tutto il resto, che si svilupperà in modo differente nell’immaginazione di ciascun alunno.
  1. Aiuta i ragazzi a imparare come ascoltare storie
L’ascolto di una storia ha le proprie regole: l’esercizio costante nel tempo aiuta a farle proprie in maniera rigorosa.
  1. Procura una piacevole esperienza di gruppo
Nel cerchio dell’ascolto ogni struttura della classe viene meno: questo tipo di attività annulla le distanze e dà la parola a chi, per mille motivi diversi, tende a mimetizzarsi col banco nelle attività più “scolastiche”. Nella lettura ad alta voce è sempre l’insegnante a leggere: la sua è la lettura consapevole di chi ha già letto il libro, ne conosce i punti salienti, sa quando e perché rallentare. Crea un clima di complicità ed è un modello per gli adolescenti che ascoltano.