Beautiful Music

Allibratori Aps onlus

Bastian looked at the book. “I wonder,” he said to himself, “what’s in a book while it’s closed. Oh, I know it’s full of letters printed on paper, but all the same, something must be happening, because as soon as I open it, there’s a whole story with people I don’t know yet and all […]


Bastian looked at the book. “I wonder,” he said to himself, “what’s in a book while it’s closed. Oh, I know it’s full of letters printed on paper, but all the same, something must be happening, because as soon as I open it, there’s a whole story with people I don’t know yet and all kinds of adventures and deeds and battles. And sometimes there are storms at sea, or it takes you to strange cities and countries. All those things are somehow shut up in a book. Of course you have to read it to find out. But it’s already there, that’s the funny thing. I just wish I knew how it could be.”Suddenly an almost festive mood came over him. He settled himself, picked up the book, opened it to the first page, and began to read

M. Ende, The Never Ending Story

Sempre, e dico sempre, leggendo mi accade di perdermi nei voli di Pindaro. Le insegnanti di italiano si stracciavano le vesti cercando di interpretare sia la mia pessima grafia che le mie deviazioni contenutistiche. Io alla fine ci ho fatto pace e, anzi, ne ho fatto il mio stile. Per cui questo articolo, parlerà solo in parte del libro che lo riguarda, cioè Beautiful Music di Michael Zadoorian. Chi arriverà in fondo a queste righe si troverà altrove, proprio come Bastiano dellla storia infinita. Io inizio. Fate un po’ voi.

 

Cammino per i corridoi delle scuole come un cane randagio in cerca del prossimo pertugio dove passare un’ora a raccontare storie e sbircio, di tanto in tanto, tra le porte lasciate semi aperte in quelle classi dove s’aspetta l’arrivo del docente o dove c’è l’ora di supplenza e ancora si vivono minuti di interregno. Laddove ci sono lim appese  alle spalle delle cattedre, s’annida sempre il capanello di naviganti in fissa con l’ultimo video di XXX o la canzone che fa XXX. Ho adocchiato tante prove di balletto in licei scientifici da farmi pensare di essere ai provini di qualche reality show. Ho visto improbabili quattrocchi cimentarsi in assoli di air guitar o scoordinati movimenti d’anca da credere di essere finito in un salto nel tempo in qualche sagra di paese del 1985. Eppure la musica sortisce ancora un certo effetto. Non mi piace molto la musica dei giovani o dei GGiovani, ma manco meno la musica della mia gioventù piaceva ai miei vecchi che mi urlavano dalla cucina “… ABBASSA LO STEREOOO”. 
Se di musica si deve parlare allora apriamo le scansie cigolanti di dimenticati settimini dove son riposti i vinili della mia gioventù. Mi preparo un Nesquick e stappo la bic ble e… 
C’è questo ragazzo, avrà circa quindici sedici anni a giudicare dagli indizi della storia raccontata da Michael Zadoorian; si chiama Danny, nome completo Daniel Yzmasky. La città Detroit. Detroit si trova nel Michigan, lo stato raccontato in tanti film-docu da Michael Moore soprattutto in Bowling for Colombine, se non lo avete visto, beh guardatevelo.
Se fate caso alla bandiera di Detroit, noterete che c’è uno stemma araldico ben noto a noilatri di queste zone: il giglio angioino. Infatti La città pare sia stata fondata dai cacciatori di pelli francesi nei primi del 700, i Trapper. Si i Trapper, con la T maiuscola che non son certo quelle mezze bullette di musicisti stonati dei giorni nostri che mi mettono tanta angoscia, no. Stiamo parlando di gente vestita di pelle di opossum, con dei baffi che gli arrivavo alle ascelle, cappelli Allibratori Aps Onluscon code di procione, nomi epici come Davy  Crockett, Kit Carson, Jim Bridger. Giusto per darvi un po’ il sapore e lo spessore di questi tizi potete guradarvi un paio di film come The last of the Mohicans o il più recente Revenant. E guardateveli in lingua originale, per la miseria. 
Ad ogni modo, questa zona degli Stati Uniti è sempre stata un territorio molto conteso, e non sarà un caso che perfino Henry Ford mise a Detroit le basi della sua industria automobilistica. Ma la storia che troverete nel libro di Michael Zadoorian fotografa un periodo molto particolare, la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70. Più precisamente un anno a noi caro il 1973. In quell’anno ebbe inizio una crisi del petrolio che durò un lustro e che io mi ricordo perché i vecchi sacramentavano dalla mattina alla sera per il rincaro improvviso della benzina e la svalutazione repentina del dollaro. Detroit, un pentolone multietnico, divenne una specie di pentola a pressione, dove gli scontri tra afroamericani e bianchi erano all’ordine del giorno.
La storia di Danny e della sua sconclusionata famiglia si dipana proprio in questo contesto. Danny è in procinto di andare alle scuole superiori, non ha molti amici e le sue giornate le passa nello scantinato a costruire modellini di auto e ad ascoltare i vinili di Beautiful Music insieme al padre. La BM è un vero e proprio genere musicale. Detta anche Muzak o musica da ascensore. Sono quelle canzoni da sala d’aspetto. Spesso senza testo. Canzoni magari famose ma rifatte da grandi orchestre. Beh non vi starò certo a raccontare cosa troverete nelle oltre 300 pagine di questo romanzo intenso, amaro, crudele e appassionante, ma ho preparato per voi una playlist che è davvero un giulebbe e che potrete ascoltare per intero solo sul Channel XIX. Ovviamente previa iscrizione a libernauta XIX.
Insomma mi fermo qua. Vi lascio di seguito la bibliografia e la filmografia che mi è balenata per la testa scrivendo queste righe e leggendo il romanzo Beautiful Music.
Buona lettura e buon ascolto.

                                                                Testo: A. Gasparri

 

Film 
Bowling for Colombine
The last of the Mohicans
Revenant
Almost Famous
Velvet Goldmine

 

Libri
N. Horby, Alta fedeltá
D. F. Wallace, Il rap spiegato ai bianchi
R. S. Barger, Hell’s Angel (la vita spericolata di Ralph Sonny Barger)
D. Crockett, King of the wild frontiere
A. Mercati, Il manuale del trapper