17 pensieri su “A sud dell’Alameda

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    Lorenzo Amaro dice:

    Il libro è stato scritto da Lola Larra ed è stato pubblicato il 10 maggio 2018 e parla del periodo difficile che sta attraversando il Cile nel lontano 2006. Nella zona che si trova a sud di Santiago, oltre l’Alameda, la grande avenida che divideva in modo emblematico in due parti la città. Gli studenti di un istituto hanno deciso di prender parte ad una rivolta, che venne anche definita la “rivolta dei pinguini”, cosi chiamata perche’ gli studenti avevano la camicia bianca e la giacca nera, per affermare il diritto allo studio per tutti. Appunto nel giro di qualche giorno pero’ tutto sembra cambiare: inizia a crescere la tensione tra i compagni, il cibo inizia a scarseggiare e tutto ciò che avevano organizzato stava iniziando a vacillare. Tra questi ragazzi c’e Nicolas, che è il miglior portiere della scuola, non gli interessa la politica ma solamente Paula e scrisse qualcosa per lei…
    Una settimana fa non avrei mai immaginato di trovarmi qui.
    Una settimana fa, quando sono iniziate le proteste e si è deciso di occupare la scuola, io pensavo, come i miei amici, che tutto quel trambusto del Centro Alunni non avesse nulla a che fare con noi.
    Adesso non so cosa penso.
    È stata tutta colpa di Paula.
    Paula, la francese.
    Questo libro è stato scritto dal punto di vista di Nicholas che nei sette giorni di occupazione si rende conto che qualcosa stava cambiando e ripensa anche ad una frase che gli disse sua madre…
    “Nico, volevo dirti che sono molto orgogliosa di te, lotta per ciò in cui credi.”
    Non è certo facile un’occupazione, giorni inattivi e difficili, lontani dai propri cari e dalla vita quotidiana, cibo e comodità scarseggiano e piano piano molti abbandonano…

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    Niccolò Nenci dice:

    Il libro sinceramente non mi è piaciuto molto, poiché non scorreva bene ed era tutto abbastanza uguale, (è anche vero che comunque può piacere, essendo una storia il cui protagonista è un ragazzo della nostra età). Qualche merito allo scrittore però va dato, perché comunque ha scritto un libro che parla di un occupazione scolastica, che è una cosa che anche oggi succede…

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    Linda Bruno dice:

    Cile, qualche anno fa, ma non troppi. Nicolas frequenta un college privato ma si unisce alla protesta degli studenti per il diritto all’istruzione, affinché non sia privatizzata. Nicolas gioca a calcio e forse fino a quel momento il focus della sua attenzione era sullo sport e sugli amici, ma anche grazie alle ideologie molto aperte respirate in famiglia e forse anche dal richiamo potente di una cotta per una ragazza attivista, rimane fino all’ultimo nella scuola occupata con i disagi che via via sono più ingombranti dei benefici e del brivido della novità. La scuola si organizza: diversi studenti hanno i loro compiti, i leader cominciano a delinearsi e per lo più sono rispettati. Nicolas riesce a costruire una relazione anche intima con Paula, come sperava, ed anche ad apprendere qualcosa sul passato dei propri genitori, che chiama per nome, a loro volta attivisti nei movimenti studenteschi in Cile negli anni ’80. Sono interessanti e molto realistiche le dinamiche dell’occupazione, e i disegni che intervallano le pagine scritte, aiutano ad entrare nell’atmosfera. La storia non è banale e nemmeno troppo “schierata”, ci sono luci ed ombre sia sugli occupanti (che hanno pregiudizi nei confronti di Nicolas, del suo interesse per il calcio, del fatto che proviene da college privato, e anche verso i suoi amici che non vengono fatti entrare a scuola una volta usciti, con scuse e adducendo motivazioni false). Ci sono personaggi belli, quelli che agiscono in sordina, senza voler ringraziamenti, ma per pura ideologia e prinicipi; e ci sono personaggi negativi, che approfittano della situazione, si infiltrano, derubano. Forse non è molto approfondita la situazione politica, quella attuale e quella degli anni ’80, ma il libro fornisce spunti di approfondimento e stimola la curiosità.

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    Mattia Cacciari dice:

    Mi è piaciuto. I disegni sono veramente molto particolari e li ho trovati meravigliosi, mi sono immedesimarsi fin da subito nel protagonista che finisce lì quasi per caso e poi si integra anche se con qualche incidente di percorso con gli altri che hanno occupato.
    La lettura ha stimolato in me molte riflessioni: da noi in Italia quasi nessuna scuola viene occupata da anni e la loro occupazione avrà avuto l’effetto sperato?
    Mi piacerebbe molto occupare la mia scuola per lottare e difendere i miei di riti, ideali e la mia libertà di espressione.
    L’occupazione delle scuole e gli scioperi lavorativi sono le cose più democratiche, durante questi eventi ogni uomo donna i bambini conta davvero.

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    Hanna Bruno dice:

    Il libro si presenta sottoforma di diario da un lato, quello in cui Nicolas, il protagonista studente cileno, racconta i giorni dell’occupazione della scuola, e dall’altro come grafic novel con didascalie dove la voce narrante è una misteriosa donna. L’argomento è comunque unico, si tratta di avvenimenti realmente accaduti, l’occupazione degli anni Duemila e rimandi a quella degli anni Ottanta in cui entrambi i genitori di Nicolas avevano militato. Nicolas frequenta un liceo privato ma ugualmente sostiene l’importanza dell’educazione pubblica e comunque in quanto diritto di tutti. Durante l’occupazione i ragazzi discutono animati da entusiasmo, ci sono ovviamente gelosie, leader più o meno riconosciuti, anche i ragazzini più piccoli che non resistono, sbocciano amori, come accade fra Nicolas e Paula, quest’ultima è proprio la molla che fa scattare nel protagonista l’interesse per l’occupazione. Nicolas resiste con gli occupanti nonostante sia spesso snobbato dato che frequenta la scuola privata e la sua principale occupazione sia il calcio. La misteriosa voce fuori campo si materializza sul finale, è l’insegnante che negli anni Ottanta era stata allontanata dall’istituto proprio perché aveva sostenuto gli studenti riottosi! E’ lei che aiuterà i ragazzi, anonimamente, a accaparrarsi il cibo e incoraggiamento.
    Una storia interessante, ambientata a Santiago ma con aspetti comuni a esperienze di autogestione in tutte le scuole del mondo…

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    Domenico Marzelli dice:

    “A sud dell’Alameda” è un libro che inizialmente può sembrare un semplice romanzo storico che raffigura gli eventi della Rivoluzione dei Pinguini in Cile, ma dopo la trama si evolve, soprattutto il personaggio di Nicolas, che non era interessato alla rivolta ma solamente a Paula e comincia ad interessarsi ad altri compagni.
    Questo libro mi è piaciuto molto perché è reso scorrevole da dei fumetti illustrati presenti quasi alla fine o all’inizio di ogni capitolo.
    All’inizio non ero molto invogliato a leggerlo perché pensavo che fosse un romanzo storico come molti, invece la trama è arricchita dai pensieri di Nicolas, dalla descrizione di ciò che vede la donna (ricordando ciò che aveva fatto quando ancora lavorava come professoressa) e dalla trama in continuo mutamento.
    Consiglierei questo libro, nonostante rappresenti la Rivoluzione dei Pinguini, anche a qualcuno che non è interessato agli eventi storici.

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    Gabriele Harff dice:

    Dopo aver letto questo libro in poco più di due ore posso affermare che questa velocità di lettura supersonica oltre ad essere (modestia a parte)😊 una mia dote naturale è stata indubbiamente determinata dal fatto che A SUD DELL’ALAMEDA è molto interessante e avvincente. Non è facile intuire la categoria a cui appartiene questo libro poiché vi si possono trovare varie tematiche: l’amore spensierato tra Nicolas e Paula, il sogno degli studenti cileni di poter vedere affermati i propri diritti, le manifestazioni di protesta contro il governo ingiusto e corrotto, gli attriti tra gli studenti della scuola nei sette giorni di occupazione. Quindi raccomando vivamente la lettura di questo libro per la sua ricchezza di contenuti e di linguaggi diversi che si intersecano. Sarete rapiti dalla immediatezza delle immagini di questo graphic novel moderno e intrigante.

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    Lapo Frosecchi dice:

    Siamo nella zona a sud di Santiago, in un piccolo istituto privato. Gli studenti hanno deciso di occupare la scuola e di unirsi al movimento di protesta che sta riempendo le strade di tutto il Cile.
    È di questo che parla “A sud dell’Alameda” un libro sotto forma di diario di Nicolas, il protagonista, che ci riporta e ci fa vivere tutte le situazioni piacevoli ma anche infelici che accadono durante tutta l’occupazione.
    Nicolas non sa ancora bene perché ha deciso di unirsi ai suoi compagni, non è molto interessato alla politica, le assemblee lo annoiano, forse è rimasto solo per Paula, la francese, che tutti guardano un po’ male, ma che a lui piace.
    Però durante l’occupazione Nicolas maturerà e riuscirà a capire i motivi e l’importanza di questi movimenti studenteschi, ma soprattutto scoprirà molte cose sulla sua famiglia, in particolare su sua madre.
    Nonostante i primi capitoli siano più descrittivi e lenti, ma comunque piacevoli, andando avanti con la lettura mi sono accorto che il libro si faceva sempre più emozionante e coinvolgente, in particolare quando le cose all’interno della scuola peggiorano e toccherà ai ragazzi risolverle per non far perdere l’obiettivo dell’occupazione.
    Inoltre i capitoli del libro sono preceduti da immagini e rappresentazioni che anticipano i fatti che accadranno rendendo più appassionante e coinvolgente la lettura.

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    chiara presta dice:

    Lola Larra, accompagnata dalle illustrazioni di Vicente Reinamontes, ispirata dalla Rivoluzione dei Pinguini in Cile, ci narra la storia appassionante e coinvolgente, dell’occupazione studentesca che mosse le coscienze dei potenti per aprire un dibattito in quella che all’epoca fu una dittatura nel sistema scolastico cileno;

    “A sud dell’Alameda” è il Diario di un’occupazione.

    Devo dire che l’emozione cresce pian piano, leggere queste pagine muove realmente le coscienze, non parliamo di adulti, parliamo di giovani menti, come noi, che puntano a un futuro migliore, e illuminato ed “a Sud dell’Alameda”è un esempio ricco di entusiasmo nell’attivismo cileno.

    Diario di un’occupazione è un testo fortemente ispirato con la graphic novel che ne caratterizza il contenuto.

    Le immagini affidate alla sapiente matita di Vicente ci narrano i retroscena della storia in cui si capiscono elementi importanti che ne delineano lo sviluppo; immagini parlanti.

    Consiglio questo libro a tutte le persone a cui piace viaggiare scoprire e vivere nuove avventure, questo perché è importante andare in un posto sia fisicamente, che mentalmente e conoscere fino in fondo la sua storia, e quindi viverlo con altri occhi.
    Non solo per i viaggiatori ma anche per quelle persone che vivono tutto con superficialità e che danno tutto per scontato come la scuola, invece la popolazione cilena ha dovuto lottare molto per un pari livello di istruzione tra ricchi e poveri. Beh per non commettere questi errori basta immedesimarsi nelle storie e capire quanto sia importante imparare tutti allo stesso modo.

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    Elisabetta Gandi dice:

    E’ un bel libro che parla di un tema molto importante e l’idea che ci siano delle illustrazioni a mostrare le cose mi piace, dato che i disegni sono anche molto belli.
    Al contrario, trovo che alcuni punti del libro siano molto noiosi e fin troppo descrittivi.
    Se, però vi interessa saperne di più sull’argomento di cui tratta il libro ve lo consiglio vivamente.

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    Ginevra Felici dice:

    Ho trovato molto interessante la lettura del libro “A Sud dell’ Alameda”. Mi è piaciuto molto il modo in cui è stato scritto, ovvero sotto forma di diario, che il narratore, il quale svolge anche il ruolo di protagonista, rilegge dopo un po’ di anni, rivivendo tutte quelle emozioni che ha provato durante il periodo dell’occupazione del proprio liceo. L’ho trovato inoltre un libro molto scorrevole e, a parer mio, i punti dove sono presenti dei rallentamenti che fanno calare l’attenzione del lettore sono veramente pochi. Mi è piaciuto molto anche perché narra delle vicende realmente accadute. Tratta di occupazione, un argomento che oggi viene visto da molti negativamente. Questo libro fa capire invece che è bello lottare per dei diritti, per ottenere qualcosa di giusto perché, se ci si crede, i desideri si possono realizzare. Ho apprezzato molto anche il fatto che all’interno del romanzo sono presenti molti disegni, per giunta molto belli e ben fatti. Anche questi contribuiscono allo “scorrimento” veloce del libro, perché ne alleggeriscono la lettura, facendo immergere completamente il lettore in ciò che sta leggendo. Ne consiglio vivamente lettura.

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    Thomas Marchi dice:

    Questo libro mi è piaciuto molto, ma rispetto al precedente (Ladies Football Club) non mi ha lasciato tutta quella sensazione di avventura coinvolgente, ma per lo più una sensazione di appoggio solidale e compiacimento per le vicende narrate, vista la loro importanza a livello sociale e morale. Ho apprezzato particolarmente la determinazione degli studenti “ribelli” contro la scellerata loce, una legge che sosteneva gli istituti privati a scapito di quelli statali. Viene anche approfondito in modo specifico il mondo della scuola occupata, con cause e conseguenze. Si coglie bene come il racconto sia incentrato più sull’umore che sulla storia in sé del paese, in questo caso il Cile, e la vicenda diventa sempre più avvincente perché viene esaltata la forza del “contropensiero” e di conseguenza anche la presa di coscienza del protagonista, che riesce a sviluppare un pensiero politico non allineato con la dittatura. Infine, trovo meraviglioso il modo in cui gli autori riescono a catapultarci fuori dalla nostra testa per entrare in quella dei protagonisti attraverso le immagini fumettistiche, quasi come stessimo vivendo la vicenda attraverso i loro occhi.

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    Denise Mihai dice:

    ‘A sud dell’Alameda’ è un romanzo che tratta argomenti delicati e abbastanza recenti: un’occupazione in una scuola privata per rendere l’istruzione scolastica un diritto alla portata di tutti. Nicolas, come la madre tempo addietro, si oppone al regime e partecipa all’occupazione, dov’è presente anche Paula, di cui si innamorerà follemente. Dopo 7 giorni, Nicolas si accorge che il suo modo di ragionare è cambiato, come se in breve tempo fosse cresciuto al passo della situazione sociale. Nel complesso, è un libro interessante e molto scorrevole, affiancato dalle varie vignette che lo rendono più simpatico.

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    Jonita Hoti dice:

    Ci troviamo verso la zona sud di Santiago, qui un gruppo di studenti occupa la scuola dove studiano per unirsi alla protesta formatasi in Cile. Queste proteste hanno uno scopo ovvero quello di far sì che lo studio sia un diritto per tutti senza distinzioni; l’occupazione dura pochi giorni, ma questi pochi giorni sono molto importanti, perché portano ad una crescita e ad una formazione gli studenti che stanno occupando la scuola ma che poi porterà loro anche un grande cambiamento a livello sociale.

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    Margherita Sbriscia Fioretti dice:

    Questo libro mi ha molto colpito perché racconta una storia che sembra assolutamente surreale per chi vive in Italia: il fatto che in Cile la situazione sia così diversa rispetto al nostro paese colpisce per molteplici punti di vista; ancora di più che dei ragazzi così giovani si occupino di temi così importanti come l’istruzione eguale per tutti.
    Il libro affronta tematiche fondamentali come l’eguaglianza, il battersi per i propri diritti, l’integrazione e la fiducia.
    Mi è piaciuto molto come è strutturato il libro e che ci siano così tanti disegni che contribuiscono allo svolgersi della storia. Il fatto che a volte ci siano anche gli interventi esterni della professoressa, che osserva da fuori, dà alla storia una descrizione completa e reale che rende, al tempo stesso, la narrazione molto più credibile.
    I periodi sono molto semplici e corti principalmente strutturati con frasi a se stanti. Nella storia non sono presenti ingenti descrizioni poiché prevale l’arco narrativo, è presente qualche dialogo più che altro per trasporre le assemblee.
    La punteggiatura è lineare, dato che il libro è composto principalmente da frasi semplici; non sono presenti tante virgole dato che prevalgono i punti fermi.
    Il linguaggio è esattamente quello che potrebbe utilizzare un diciassettenne. Il fatto che le illustrazioni non siano tradotte e che quindi tutte le scritte presenti siano in spagnolo contribuisce a coinvolgere il lettore.
    Mi ha però un po’ sorpreso l’evolversi della storia di Nicolas e Paola dato che nel libro non è propio chiaro il rapporto che c’è tra di loro e per come esso viene descritto all’inizio non sembra che ci siano sentimenti evidenti mentre invece all’improvviso tra di loro scoppia l’amore che sembra invece per come viene descritto in seguito molto evidente fin dall’inizio per entrambi.
    É molto bello il fatto che l’atmosfera sia ben costruita (i cellulari che allora avevano pochi crediti, la prima presenza di internet che ancora era poco utilizzato, la difficolta a comunicare, ecc.).
    I personaggi che mi sono piaciuti di più tra quelli presenti sono Mellado e Maria Jose; il primo perché molto interessato anche a quello che era successo prima della loro occupazione e interessato a capire le origini delle leggi che loro volevano combattere. La seconda per il fatto che non sia rimasta in disparte davanti alle proteste anche se per lei quei diritti erano già garantiti dato che apparteneva ad una fascia più alta nella città di Santiago.
    Il libro scorre comunque molto bene e secondo me è leggibile da chiunque senza alcuno sforzo io non appena l’ho iniziato avrei potuto finirlo in due ore se non fossi stata interrotta.

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    Annapia Fiore dice:

    La Rivoluzione dei Pinguini: un evento che a molte persone potrebbe essere sconosciuto e che ad altre, invece, forse a causa del buffo nome, potrebbe persino far sorridere. In realtà, fu qualcosa di molto serio: consistette in una lunga serie di proteste studentesche da parte di studenti cileni – soprannominati “pinguini” a causa della loro uniforme – per abolire la LOCE, una legge ereditata dalla dittatura di Pinochet che rendeva impossibile un accesso equo all’educazione. Ed è da qui che parte la nostra storia.

    Maggio 2006, Santiago, Cile: gli studenti di una scuola superiore privata si preparano a scendere in piazza. Tra questi c’è anche Nicolas, un giovane studente appassionato di calcio ma non tanto di politica e attualità: si è lasciato trascinare dall’occupazione della scuola da una sua compagna di scuola, Paula, la “francese” rivoluzionaria.

    Attraverso il suo diario seguiamo Nicolas e i suoi compagni in un lungo viaggio che avrebbe portato alla crescita personale sua e dei suoi coetanei: tra assemblee, battibecchi e storie d’amore, il gruppo di manifestanti dovrà affrontare una serie di sfide e di problemi celati all’interno dello stesso istituto scolastico…

    “A Sud dell’Alameda – Diario di un’occupazione” scrittola da Lola Larra e illustrato da Vincente Reinamontes (Edicola Editore) è una graphic novel piena di spirito: le immagini e le parole si uniscono perfettamente all’interno della narrazione, creando un intreccio avvincente con non pochi colpi di scena.
    L’elemento migliore è forse la professoressa Garreton: un’insegnate che è stata presente per i suoi studenti durante le proteste contro la dittatura di Pinochet negli anni ’80 e che continua ad esserlo negli anni duemila, per persone che non sono suoi studenti.

    Una storia che vale la pena conoscere, per noi studenti soprattutto al fine di sapere quanto fondamentali siano i nostri diritti.

    Voto: quattro/cinque.

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    Grace Shimaj dice:

    Il libro ci parla dell’occupazione studentesca che aprì una breccia al sistema scolastico a sud dell’Alameda, Cile.
    Alla lettura di ogni pagina, l’emozione cresce pian piano, e ti riempie di conoscenze. La storia non di adulti, ma di giovani ragazzi della mia stessa età.
    Fino a poco tempo fa, il sistema divideva i ragazzi in serie A ,coloro che avrebbero potuto affermarsi nello studio, e nelle scuole prestigiose; e serie B,coloro a cui era stata tolta questa possibilità. Ma non esistono studenti di serie A e B, perché siamo tutti studenti, tutti con gli stessi diritti di usufruire dei mezzi pubblici.
    Questo è ciò che il libro insegna, o meglio, è ciò che il libro mi ha insegnato. L’unione di tutti quegli studenti ha insegnato molto , ma soprattutto, ha fatto la differenza!

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