Come si fa una recensione?

 

Avremmo potuto semplicemente linkarvi le “40 regole per scrivere bene” tradotte da Umberto Eco, un po’ per levarci l’impegno di questo articolo e un po’ per farvi sorridere[1]. Invece, abbiamo fatto ricorso alle nostre più recondite energie nella speranza che questo breve elenco possa esservi d’aiuto nell’impervio mondo delle recensioni per LIbernauta.

 

1.  Una recensione non è un riassunto

Ve lo si dice spesso in classe, ma i latini dicevano repetita iuvant. Evitate dunque di scrivere il riassunto della trama in un paragrafo a sé. Se proprio non potete fare a meno però di ricollegarvi alla narrazione, potete limitarvi a riportare un evento del libro o delle citazioni.

 

2. Il dono della sintesi appartiene al divino

Avete a disposizione solo 1800 battute. Se avete dubbi, potete scrivere la vostra recensione su un file Word e alla sezione “Revisione” cliccare la voce “Conteggio parole” e verificare il numero alla riga “Caratteri spazi inclusi”. Noterete così che ci si arriva davvero facilmente a quel limite, anche per questo motivo tenete ben presente la prima regola di quelle qui esposte. Insomma, inutile facciate tante elucubrazioni, noi vogliamo la polpa del tutto, non l’osso!

 

3. Se non sai, copia!

Così vuole il motto universalmente utilizzato in ambito marketing, e potrebbe andar bene anche qui, ma con delle limitazioni. Potete rivedere alcuni esempi delle recensioni dei libri degli anni scorsi, o leggere delle recensioni sparse nel mare del web, ma copiare non significa prendere un testo, cancellare il nome dell’autore, metterci il proprio e fine, perché si tratterebbe di una vera e propria truffa. Significa invece farsi ispirare da ciò che leggiamo, magari adottando la medesima struttura del discorso mettendoci però del proprio. Insomma, significa imparare dai grandi! Evitate dunque copia/incolla di recensioni d’altri, perché noi ormai l’occhio ce lo siam fatti e sappiamo subito riconoscere quando la farina è di un sacco d’altri.

 

4. Le recensioni sono liquide

Vale a dire che non hanno una forma e una struttura prestabilita, ma solo un argomento fisso. Siate creativi dunque: potete scrivere una recensione in forma di dialogo; scrivere una recensione per consigliare il libro a una civiltà aliena; scriverla in forma di lipogramma, di poesia, rincorrendo alla litote o tutte quelle figure retoriche che costringono il linguaggio a toccare vette eccellenti. Oppure no, anche la semplicità contiene moltitudini.

 

5. Se il libro racconta di te, recensisciti

Insomma, se il libro racconta di eventi che anche tu hai vissuto, o c’è un personaggio che temi sia ispirato proprio a te, scrivicelo! Spesso le recensioni migliori sono quelle che non parlano solo del libro, ma del nostro rapporto con questo, degli eventi della nostra vita che ritroviamo nel libro che si concludono allo stesso modo o che al contrario ci portano in tutt’altre direzioni. In sintesi: parlarci di te potrebbe farti acquistare punti.

[1] Potete comunque recuperare il tutto – e ve lo consigliamo davvero – al seguente link: https://www.webnauta.it/wordpress/40-regole-per-scrivere-bene/

 

Testo: Nicolas Cunial