78 pensieri su “Il gioco della paura

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    petit.koala30@gmail.com dice:

    Questo è sicuramente un libro molto particolare. A me generalmente non piacciono i libri che trasmettono un messaggio perché tendono a concentrarsi più sul messaggio che sulla trama e, poiché a me piace leggere per passare il tempo, finisco per metterci un sacco di tempo, perché la storia non scorre e, invece di passare il tempo piacevolmente leggendo un libro, spesso decido di abbandonarlo sul mio comodino per andare a fare altro. Questo libro, invece, ha una bella trama, due storie apparentemente separate l’una dall’altra che si intrecciano fino al momento in cui diventano una, il momento in cui il puzzle si completa e tutto trova un senso; ma non si ferma a questo, perché riesce a trasmettere un messaggio senza annoiare il lettore, impresa molto ardua di questi tempi. I personaggi sono sviluppati in modo vario, ci sono personaggi statici che vengono sviluppati poco, come Sandy, il quale non cambia durante la storia, ma anche personaggi molto ben sviluppati e di tipo dinamico, come Dylan, che viene mostrato come un ragazzo molto tranquillo e silenzioso, la cui storia viene rivelata passo passo dall’autrice, ad un certo punto mostra un lato di sé completamente diverso; o come Reza, che viene mostrato come un escluso (insieme a Sandy), ma che quando finalmente viene a conoscenza tutta la sua storia va incontro ad un cambiamento e si sacrifica per salvare il fratello.

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    Luca Cantori dice:

    “Il gioco della paura” è un libro che parla di tre amici che decidono di partecipare ad una Fright Night, un gioco in cui degli attori nascosti in un bosco spaventano i partecipanti sulle loro paure più grandi. Il gioco dovrebbe servire a far superare le proprie angosce. Il trio di amici si iscrive, ignaro che gli attori nel bosco si spingeranno ben oltre i limiti del gioco e che qualcuno quella notte morirà.
    Dal titolo si capisce chiaramente di che tipo di libro si tratta, suspance e inquietudine crescono via via e invogliano a leggere più velocemente le pagine per scoprire il finale, peraltro del tutto inaspettato. Fin dall’inizio si genera una notevole tensione quando si legge il primo dei tanti pensieri di un misterioso assassino che annuncia di trovarsi tra coloro che parteciperanno al gioco e che vedrà la sua vittima morire. Anche gli occhi sulla copertina e sulle pagine con i pensieri dell’assassino accrescono questa spiacevole sensazione di ansia e angoscia perché sembrano spiare. Il lettore diventa così consapevole che qualcosa di orribile accadrà, ma non sa né a chi e né per colpa di chi e si rende conto di essere uno spettatore impotente di fronte a tutto questo. Anche la struttura del libro è particolare perché di solito c’è un narratore interno o esterno, mentre qui la storia è raccontata dai punti di vista dei vari personaggi. Questo coinvolge sempre più il lettore che riesce bene ad immedesimarsi nei protagonisti e a prevedere in alcuni casi gli eventi anche se ciò che sembra sicuro può svanire e diventare in un attimo incerto.
    Non aggiungerei altro per non rivelare del tutto il libro e lasciare ancora qualcosa da scoprire, ma invito caldamente la lettura che sarà tutta d’un fiato.

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    Edoardo Miliani dice:

    Appassionante. Appassionante è l’unico aggettivo che mi sento di usare per descrivere questo libro.
    Senza preavvisi o avvertimenti, Gioco di Paura mi ha trascinato nella sua trama, mi ha mostrato i suoi personaggi e le sue vicende, il tutto in modo così intenso che mi sono divorato il libro in meno di tre ore.
    Quando ho visto la copertina, mi è sembrato un libro al quanto banale e infantile, un libro che non potesse trasmettermi alcunché e che mi avrebbe stufato dopo dieci pagine. Tuttavia, ho voluto concedergli un’opportunità, tanto per verificare la mia tesi iniziale. Dopo aver letto il primo capitolo mi sono reso conto che mi era piaciuto. Così ho letto il secondo, poi il terzo, il quarto…fino ad arrivare all’ultimo. Quando ho letto anche l’ultima pagina, mi sono reso conto che forse mi ero sbagliato. Anzi, mi ero sicuramente sbagliato.
    La cosa che mi ha incuriosito di più di Gioco di Paura sono stati i personaggi: ognuno ha una caratterizzazione e una fisionomia ben precise all’interno della storia, e capisci di aver compreso appieno un personaggio solo alla fine del romanzo. Infatti, Gioco di Paura, almeno a mio parere, è un romanzo appassionante per l’incredibile maestria con cui il narratore è riuscito a bilanciare l’immersione del lettore all’interno della storia e l’onniscienza di quest’ultimo nei confronti dei personaggi. Il lettore, infatti, conosce pochissime caratteristiche riguardo ad alcuni personaggi fulcro della storia (Dylan, la madre di Dylan, Reza), e non ne apprenderà alcuna se non alla fine del libro. Molto spesso si ha la sensazione che i personaggi siano più informati del lettore, e questo provoca una sensazione di mistero e di curiosità tipica dei romanzi gialli. D’altro canto, il lettore ha una visuale del quadro generale ben più ampia dei componenti della storia, grazie alla caratteristica di essere un romanzo a più voci.
    Queste due caratteristiche si mescolano benissimo insieme, rendendo più facile al lettore capire le vicende del romanzo ma anche facendolo incuriosire ad esse non poco. In poche parole, rendendolo Appassionante.
    In conclusione, gioco di paura è un romanzo semplice e profondo allo stesso tempo, che riesce in modo approfondito a trattare, in modo approfondito, temi come malattie mentali e situazioni familiari difficili dal punto di vista dei ragazzi, ovvero le principali vittime. Il tutto condito con una componente horror e da approfondimenti sulle vite dei personaggi. È veramente un libro fantastico.

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    Leonardo Cavallaro dice:

    la cosa che mi ha colpito di più del libro è la trama perchè leggendo solamente il titolo mi sembrava solamente una storia horror, invece il libro presenta una trama molto avvincente che ti prende fin dall’inizio. A me è piaciuto molto come libro e lo consigli a tutti, l’unica pecca (se devo essere pignolo) è che è un libro abbastanza corto, avrei preferito una storia più lunga ma comunque, a parte questo è un ottimo libro.

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    Grecia Cordova dice:

    Allora devo ammettere che quando ho sentito il nome di questo libro …mi sono interessata subito, infatti è stato il primo libro del libernauta che ho letto. Quando ho iniziato a leggere non lo capivo molto ma è proprio questo mi faceva interessare e continuare a leggere …mentre proseguivo, la trama diventava sempre più interessante e senza accorgermi sono arrivata alla fine del libro. Mi sono sentita un po identificata con i vari personaggi perche anch’io, anche se non tanto, ho le sue paure e i sui caratteri …
    Lo ho cosigliato tanto alle mie amiche (che vanno ad altre scuole)perche vorrei sapere anche le loro opinioni e magari vedere se trovano “il gioco della paura” interessante come me …e magari se troviamo una “Fright Night” andarci inseme e divertirci e chi sa magari anche questa finisce come nel libro …perche loro non conoscono ancora il mio passato…

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    Jacopo Coviello dice:

    Il libro di Maren Stoffels, autrice olandese, narra di un evento il Fright night, in cui tre ragazzini, Sofia Quin e Dylan, dovranno combattere per superare le loro più profonde paure. Ma non sanno che nel bosco, teatro del gioco, li aspetterà una terribile sorpresa. La lettura è scorrevole, a tratti coinvolgente. Denso di spannung e colpi di scena, il racconto riesce a farti stare attaccato alla storia fino alla fine e ti accorgi che ogni parola ha un’importanza e un’influenza altissima per il finale. Dylan, probabilmente mio coetaneo, a differenza degli altri non ha paura degli insetti o della morte. La sua è particolare, ha paura di sua madre, colpevole di averlo privato della sua infanzia con il pretesto di una malattia che nello scorrere della lettura risulterà essere inesistente, e di aver allontanato da lui suo fratello Reza che ritroverà come comparsa ad animare il gioco. Questo lo ha reso incapace di aprirsi e di confidarsi con gli altri, neppure con il fidato Quin. Tutti sappiamo quanto sia importante avere un amico. Mio padre mi dice spesso che in un amico posso trovare il fratello che non ho. Dylan vive con il suo migliore amico eppure si tiene dentro tutta la sua storia e il suo dolore. Dovessi immaginare un titolo diverso per questo libro lo intitolerei “L’imprevedibile gioco della vita”.

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    Sofia Cateni dice:

    La prima cosa che mi ha colpito di questo libro è il fatto che i protagonisti, ma anche gli altri personaggi della storia, esprimono in prima persona le proprie paure e i propri sentimenti. Quando ho cominciato a leggerlo pensavo che mi sarei annoiata, nel momento in cui però Dylan ha cominciato a raccontare la sua storia, il libro ha rapito la mia attenzione. Ho continuato a leggerlo, non tanto per sapere come sarebbe andato a finire il gioco, ma per sapere quello che in passato era accaduto a Dylan; lui ha dovuto vivere per molto tempo con la madre che non lo trattava con affetto e amore, ma come un giocattolo, facendolo spesso stare male solo per attirare l’attenzione dei medici dell’ospedale, arrivando addirittura a separarlo dal fratello; è per questo motivo che il protagonista del libro non sembra il gioco della paura, la fright night, ma Dylan e la sua vita piena di paure e sofferenze.

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    David Cherici dice:

    Il libro “il gioco della paura” è ben fatto e ben strutturato;il modo in cui l’autore si è concentrato per dare al libro una focalizzazione zero è una bella idea, soprattutto per far capire al lettore i vari pensieri dei personaggi, nella stessa situazione, andando su un filo continuo. La cosa più appassionante del libro è che si parte in maniera abbastanza vaga con le presentazioni, per poi arrivare alla fine dove tutto viene spiegato e collegato in modo da dare un senso alle varie vicende accadute fino ad allora. Un’altra cosa affascinante è come l’autore sia riuscito a collegare le storie dei vari personaggi.

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    Dorotea Albanese dice:

    “Il gioco della paura” è un libro che parla dell’avventura di 3 ragazzini durante un gioco che ha come obiettivo far riaffiorare le più intime e oscure paure ai suoi partecipanti. Durante il racconto, infatti, si andranno ad esplorare i pensieri più tenebrosi dei personaggi. È una lettura interessante in alcuni punti, ma carente in altri. Essendo un libro principalmente indirizzato ai giovani lettori, ha un linguaggio molto semplice e chiaro, caratteristica che aiuta chi legge a comprendere meglio la storia eliminando dubbi molto tipici del genere letterario a cui appartiene (thriller/giallo). Tuttavia la grande semplicità di trama e di linguaggio, a tratti, rende la storia superficiale, portandola ad essere perfino “piatta” in alcuni suoi punti ( peccato perché le tematiche e lo spunto per la trama potevano portare alla creazione di qualcosa di più innovativo). Azzeccata però mi sembra la scelta della divisione in capitoli dedicati ai personaggi principali. Ogni personaggio ha un proprio capitolo ed è tramite questa tecnica che lo scrittore vuole far vivere a chi legge un’esperienza a 360º. Poco efficace è invece il finale, il quale poteva essere più approfondito e dettagliato. “Il gioco della paura” non è un libro dalle grosse pretese, ma nonostante ciò, nasconde al suo interno degli spunti intriganti.

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    Gaia Bartolozzi dice:

    Questo libro parla dell’avventura di tre partecipano al “gioco della paura”.
    Questo gioco aiuterà i ragazzi ad affrontare le proprie paure, ma uno di questi ne ha una particolare e basandosi su questa viene narrata tutta la storia. Questo libro viene raccontato da vari punti di vista che inizialmente mi hanno dato un po’ noia perché non capivo, ma poi a lungo andare mi sono servite per capire il libro. É un libro molto scorrevole e si legge molto facilmente ;specialmente verso la fine dove ci sono dei colpi di scena che ti tengono attacato al libro, in alcuni momenti é pauroso ma in altri è emozionante specialmente la fine ed é appunto per questo contrasto che mi é piaciuto.

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    Amedeo Mancini dice:

    Il libro è raccontato da vari personaggi e questo inizialmente fa perdere il filo del racconto, ma una volta compreso ciò, il libro si rileva fluido e coinvolgente; tanto che hai il desiderio che non finisca .

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    Tommaso Landimi dice:

    Io non sono un gran lettore ma devo dire che, finalmente, grazie a questo libro, ho potuto assaporare il piacere della lettura: sono stato davvero col fiato sospeso fin dalle prime pagine e non riuscivo a smettere di leggere; questo non mi era mai successo! L’autrice racconta due storie contemporaneamente attraverso l’uso di anticipazioni e flashback con un ritmo incalzante: da una parte si sviluppa la vicenda della “Fright Night” e dall’altra si svela la storia sorprendente di uno dei protagonisti, Dylan, vittima di assurdi soprusi da parte della madre. Questa scelta stilistica è molto azzeccata perchè nell’alternare le due storie si crea un forte effetto di suspence. Anche l’idea di affrontare le proprie paure attraverso una “Fright Night” secondo me è geniale e mi ha portato a farmi delle domande: parteciperei mai a un evento del genere? E se sì, quali sarebbero le paure che vorrei affrontare? Con chi vorrei affrontarle? Ora che ho letto questo libro e ho visto cosa è successo ai protagonisti, probabilmente non parteciperei. Alla fine sono arrivato alla conclusione che forse le paure sono normalissime, fanno parte di noi stessi e dobbiamo solo accettarle e impararare a conviverci, pur senza lasciarci sopraffare.

    Tommaso Landini, IG Liceo Scientifico G. Castelnuovo Firenze

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    Edoardo Michelucci dice:

    Una avvincente storia, un azzeccato misto di avventura e paura, che fa doppiamente entrare virtualmente dentro al racconto il lettore. Un libro pieno di colpi di scena. Non mi è piaciuta una specifica parte del racconto, ma in generale tutto il finale, che ho letto tutto d’un fiato, perché coinvolgente e incerto. A me personalmente questo libro, o meglio il gioco nel quale si trovano coinvolti i protagonisti, ricorda una gara che davano ogni sera alla televisione, in cui alcuni concorrenti dovevano superare diverse prove a ostacoli e alla fine sconfiggere un nemico per poter entrare in un castello. Ne ho un vago ricordo ma durante la lettura mi sono ricordato di questo programma. Non ho capito molto bene il finale, ma la lettura di questo libro è stata molto piacevole. Nel finale non ho capito in particolare che cosa si dicono il protagonista e la signora alla fine, forse perché in quel punto ho letto molto velocemente per sapere il prima possibile il finale. Una cosa che non ho apprezzato molto del libro è stato il punto di vista di più personaggi. Avrei preferito averlo sempre del protagonista anche se in alcune parti non si poteva fare a meno. Non avevo mai letto un libro con una trama simile e non mi ricordo neanche di aver letto un libro di questo genere. Quindi per me è stata totalmente una novità. Detto ciò alla fine il bilancio è più che sufficiente, e se dovessi dare un voto a questo libro lo valuterei intorno al 7 e mezzo.

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    maurograffia@virgilio.it dice:

    Il gioco della paura, dal titolo si può intendere che è un libro di terrore; in questo libro troveremo due protagonista, la cui storia sarà raccontata dal loro punto di vista, i quali hanno legame inaspettato paure stravaganti.
    La storia si svolge in un bosco, dove ci sarà una notte a pagamento dove potrai vivere le tue più grandi paure, dove si scoprirà la più grande paura di Dylan, fuori dal comune e inaspettata. Lui e sui amici Quin e Sofia incontreranno altri ragazzi, di cui non sapevano avere un legame particolare.
    “Il gioco della paura” é una storia inaspettata, molto misteriosa e con finale a sorpresa e non (a mio parere) molto gradito.
    il libro mi è piaciuto parecchio, perché non avevo mai letto un libro che riscontra le paure inusuali dei ragazzi, dai personaggi interessanti e una storia dietro molto articolata, questo libro è molto consigliato se si cerca qualcosa di diverso e molto vicino a situazioni reali.
    ,,

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    Mattia Cacciari dice:

    Mi è piaciuto molto sopratutto perché la storia di Dylan è molto misteriosa e solo avanzando nella lettura si può scoprire la verità che lui cerca di nascondere mentendo anche alle due persone a cui più tiene.
    Fino dalla prima pagina mi sono sentito trasportato dalla lettura e mi sono affezionato molto ai personaggi di Quin e Sofia rispecchiandomi nelle loro azioni e decisioni. Ho impiegato più tempo per entrare in sintonia con Dylan perché inizialmente non ne capivo le motivazioni non conoscendo il suo passato, ma col tempo mi sono immedesimarsi molto nel suo personaggio.
    Questa malattia mentale che ha la mamma di Dylan è una cosa che hanno un pò tutti i genitori che, anche se in modo ridotto, tendono a dare più attenzioni al secondogenito che al primo e sono avvolte troppo protettivi.
    Il finale è stato sorprendente, non mi aspettavo che sarebbe morto il fratello di Dylan ma piuttosto lui stesso data la folle rabbia di Sandy nei suoi confronti causata dalla sofferenza di Reza; invece nella sua follia Sandy, una volta che anche il suo unico amico era passato dalla parte del nemico lo ha ucciso nella disperazione. Faccio veramente i complimenti all’attrice per questo finale scoppiettante che ha soddisfatto pienamente le mie aspettative.

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    Elisa Orlando dice:

    Questo libro, con la sua crescente tensione ad ogni pagina, con l’infittirsi di misteri e segreti ed il suo imprevedibile finale mi ha coinvolta moltissimo. Ho trovato interessante la struttura narrativa in cui i personaggi si alternano come voci narranti raccontando il loro punto di vista. Ciò infatti permette di variare la prospettiva da cui sono visti gli accadimenti e contribuisce, secondo me, a rendere più avvincente la trama. Durante la lettura del libro che tratta vari temi tra cui: il disagio sociale e familiare, la malattia, la solitudine, le ingiustizie verso i giovani e le menzogne, ho provato varie e forti emozioni. In particolare sono rimasta colpita dalla tragica storia di Dylan, un ragazzo segnato da traumi infantili e soprattutto turbato dal comportamento di una madre che, per attirare l’attenzione dei medici, ha fatto credere al figlio di essere malato. L’autrice, secondo me, ha saputo ben mettere in scena il dramma in cui, purtroppo, è la famiglia a nascondere nefandezze e malattie. Le verità nascoste, rivelate nella parte finale del libro, mi hanno portato non solo a riflettere sulla natura dei rapporti umani ma anche a pensare che spesso a fare più paura è l’apparente normalità di famiglie malate.

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    Gabriele Tamburini dice:

    La storia era banale perché uno capiva cosa sarebbe successo alla fine anche a tre quarti di libro, però a me mi é piaciuto perché i personaggi erano caratterizzati molto bene e il modo di raccontare la storia mettendoci nei panni dei protagonisti mi é piaciuto

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    Ginevra Paggetti dice:

    Amore, amicizia, odio, dolore, paura, gioia, stupore, ansia, tristezza, avventura, comicità.. non ho mai letto un libro più completo e suggestivo di questo, ogni volta che scorrevo una pagina mi sembrava come se avessi dentro di me un conto alla rovescia, che mi spronava ancora e ancora di più a finirlo. Ogni volta che c’era un cambio “voce” tra i personaggi scorrevo per vedere quando avrebbe riparlato, e ogni volta che c’era un colpo di scena mi si spalancavano gli occhi. Devo dire che leggere non mi ha mai appassionato più di tanto, o meglio, sono una di quelle persone che non legge di routine ma quando legge, è raro che un libro non sia di mio gradimento.
    Ringrazio Dylan, Sofia e Quin per avermi fatto immergere per qualche ora in una storia che oltre a essere molto coinvlogente e simpatica, è anche utile per far riflettere sulle proprie paure e per scoprire se stessi!

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    Viola Archetti dice:

    Secondo me questo libro è bello sopratutto perché tre amici cercano di sopravvivere una notte alle loro più grandi paure. Io avrei paura anche se sapessi che sono attori. Il bello del libro è che la storia è raccontata da diversi punti di vista dei tre amici. Non immagino nemmeno come sarebbe stato vivere la storia tragica del protagonista. Ruolo importante secondo me lo ha anche la vicina della vecchia casa del protagonista. Quando ho scoperto che il protagonista avesse un fratello maggiore ci sono rimasta male perché speravo tornasse per stare con lui. La cosa più scoccante per me è stata quando ho capito che il fratello del protagonista era lì al “gioco della paura” come attore. Cmq consiglierei davvero tanto di leggerlo perché è molto avvincente, ma di leggerlo solo se piace il genere thriller.

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    yasmine miftah dice:

    Il libro “Il gioco della paura” è scritto da Maren Stoffels, racconta la storia di un’avventura di 3 ragazzi: Quin, Dylan e Sofia. In questa storia tutti e tre ragazzi devono superare le loro paure in un bosco. La lettura è molto scorrevole e con colpi di scena. Con la lettura di questo libro, il lettore non si stanca più di leggerlo e continua con la lettura. La cosa strana di questo libro, è che parte con le rappresentazioni dei personaggi in modo vago e quando si arriva alla fine del libro si capisce tutto. Sofia ha una cotta per Dylan e fa di tutto per scoprire il suo passato, e decide di entrare a casa sua per prendere una foto con suo fratello e sua madre. La fine è poco credibile, ma serviva un colpo di scena. Consiglio questo libro per chi vuole superare le sue paure.

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    Mirko Sestini dice:

    Titolo: “Il gioco della paura”
    Scrittrice: Maren Stoffels

    Protagonisti: Dylan/Quen/Sofia/Reza. Tutti ragazzi.
    Altri non protagonisti: Sandy/Neele.Mamma di dylan

    Quando e dove è ambientato il libro: la storia si svolge in America, nel presente, durante un evento chiamato “fright night” che significa “notte di paura”.

    La Fright Night è un gioco dove bisogna iscriversi. I giocatori all’iscrizione comunicano le loro paure reali. Il gioco serve per vivere una notte da brivido e affrontare le proprie paure e riuscire a superarle. Al gioco partecipano gli spaventatori alcuni sono attori profesionisti e altri no.

    Su proposta di Sofia, Dyilan , Quen e Sofia stessa, che sono tre grandi amici di scuola, decidono di partecipare a questo evento.
    Sandy e Reza invece vi partecipano come spaventatori.

    Fin dall’inizio della storia un alone di mistero circonda uno dei protagonisti che è Dylan il migliore amico di Quen e innamorato di Sofia . Dylan non è sincero con i suoi amici e è come se indossasse una maschera. Ma i suoi segreti vengono scoperti per una serie di circostanze e questo terrorizza Dylan che per tanto tempo ha nascosto la verità.

    Nonostante tutto Qeen e Sofia dimostrano una grande amicizia per lui e capiscono che la sua non sincerità dipende da qualcosa di grosso che lui ha vissuto quando era bambino e che piano piano durante la storia si scopre. Qualcosa che ha coinvolto anche un altro protagonista che è Reza.

    I due ragazzi sono infatti fratelli, vittime di una madre malata di mente . Fratelli che non hanno saputo andare d’accordo. Il grande, Reza, era geloso del piccolo , Dylan e non capiva che Dylan non era il coccolo della mamma ma ne era vittima . Infatti la mamma lo trattava come un bambolotto e voleva che fosse malato per attirare attenzioni di medici e dottori. Lo picchiava se Dylan non stava al gioco. Reza non ha capito e la sua gelosia gli ha impedito di aiutare suo fratello costretto a fingere di stare male. Reza è stato allontanato dalla sua casa e sua madre non lo ha più cercato e neanche Dylan .

    Il riscatto di Reza sta nel finale del libro. Reza , che ha saputo tutto, muore per salvare Dylan.
    Dylan rimane con un grande rimpianto: quello di aver ucciso Reza, non con un coltello come ha fatto Sandy, ma dimenticandolo quando era andato via da casa perchè allontanato dai Servizi Sociali.

    Dylan piange suo fratello e supera ora la sua paura. Quella della madre che alla fine della storia va a trovare , dove si trova ricoverata.

    Anche io ho un fratello e penso che bisogna aiutarsi fra noi e non essere mai gelosi.
    Avere un fratello è proprio un grande dono.

    Il libro mi è piaciuto molto.

    MIRKO SESTINI
    ALBERGHIERO SAFFI
    1C

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    Elena Bovelli dice:

    ‘Il gioco della paura’, libro scritto da Maren Stoffels, racconta la storia di un’avventura di 3 ragazzi: Quin, Sofia e Dylan. Scritta da più punti di vista, da tutti e tre i ragazzi, riesce a far calare il lettore nella storia e a tenere suspance fino alla fine. I tre protagonisti decidono di partecipare al ‘gioco della paura’, dove dovranno affrontare situazioni difficili che rappresentano le loro paure più grandi. La scrittrice grazie a continui segreti, intrighi e misteri, non fa mai stancare il lettore ma anzi lo porta a continuare a leggerlo senza sosta. Oltre a ciò, il romanzo tratta anche di un argomento importante come l’MSP, tratto da una storia vera, afferma la scrittrice, su cui ha creato la storia di Dylan. Sofia, cotta adolescenziale di Dylan, cerca di scoprire il passato di Dylan, che nasconde bugie e misteri che conducono direttamente alla morte di qualcuno alla fine del romanzo. La parte più confusa del libro, è quando viene a galla metà storia di Dylan e confuso e arrabbiato scappa dal bosco dove stavano giocando. Il fatto che ragazzi minorenni partecipino a un gioco pericoloso che mette a rischio le vite di tutti è poco credibile, a maggior ragione l’atto che fa Dylan scappando in piena notte da solo. Il fratello di Dylan in realtà è presente per tutto il racconto, solo che il lettore non è a conoscenza né del nome, né che in effetti il ragazzo avesse un fratello, è questo che porta il lettore a continuare a leggerlo, il fatto di non conoscere a fondo nessun personaggio e il voler scoprire i loro segreti. La fine è poco credibile, come il gioco, ma infondo ci voleva un colpo di scena. Consiglio il libro a chi vuole scoprire le proprie paure e a chi vuole superarle.

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    Alessio Gerini dice:

    “il gioco della paura” è basato su due storie formate da amicizia,amore e menzogne, anche se alla fine ci saranno dei finali diversi nelle due storie, che in qualche modo alla fine si intreccieranno.
    Il libro è molto particolare ed ha un filo di tristezza che si trova nei ricordi di dylan,questo è un esempio di come delle madri non possono essere definiti tali e nemmeno alcune donne e alcuni uomini meritano di essere madri e padri.
    Il libro ci spiega come la vita possa essere pesante o insopportabile,e come delle volte gli uomini possano non avere voglia di stare accanto alle persone anche a cui vogliamo bene.
    Le persone vogliono sempre cercare la felicità nella loro vita,una felicità che può anche essere data dandola agli altri proprio come il fratello di dylan,anche se si erano odiati per tutta la vita a causa di loro madre.
    Solo pensare a cosa potesse pensare la madre per fare tutto ciò al figlio dà un senso di tristezza perchè non credo che una madre possa volere bene ad un figlio facendo queste cose, e forse ciò che ha fatto al suo primo genito è cattivo quasi quanto a quello che ha fatto a dylan,lo ha escluso non solo dalla vita famigliare ma anche da quella sociale al contrario di dylan che aveva forse una vita famigliare un po’ troppo attiva,anche se solo con la madre e una vita sociale ancora più scarsa di quella di suo ftatello.
    Il libro fa anche pensare alle persone come reza, che vengono giudicati in modo un po’ troppo avventato che è la stessa cosa che le persone fanno con i criminali, per esempio chi ha ucciso una persona non per forza l’ha fatto con il solo intento di uccidere,ma potrebbe essere stato ricattato.
    La gente non riesce molto bene ad immaginarsi nella situazione degli altri non so se è perchè non vogliono sforzarsi nemmeno di farlo perchè è difficile oppure perchè non ci pensano, però ci vorrebbe più solidarietà.

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    Sofia Zanobini dice:

    Maren Stoffels ne “Il Gioco della Paura” è riuscita,utilizzando i punti di vista di quasi tutti personaggi, a realizzare una storia intrigante e angosciante. Lo definisco un libro angosciante perché nelle avventure vissute dai tre protagonisti principali,Dylan,Sofia e Quin,durante il Fright Night,ovvero la notte dove una persona ha la possibilità di non aver più paura,sono piene di colpi di scena che ti tengono attaccato al libro. Un’altra cosa che mi ha fatto molto piacere trovare all’interno del libro è l’amicizia tra Dylan e Quin che,nonostante il clima teso e spaventoso di quella notte, sono riusciti,anche se con una ricaduta negativa,a rimanere uniti. La paura è un sentimento che tutti abbiamo e anche se molti provano a negarlo dicendo che non hanno paura di niente in fondo qualcosa che temono c’è sempre. La paura ti mette in soggezione,quando abbiamo paura si tende ad essere più deboli e quindi a chiuderci in noi stessi proprio per paura che qualcuno possa ritorcerci contro ciò che ci rende così vulnerabili. Se ci facciamo aiutare da una persona fidata possiamo riuscire a superarla perché tutto è possibile se non siamo soli. L’autrice ha fatto una scelta azzardata ovvero utilizzare molti punti di vista per raccontare la storia,ciò può svantaggiare la lettura o migliorarla, in questo caso i vari punti di vista hanno reso più particolare la narrazione dei fatti. Il libro lo consiglio a coloro che amano la suspense e avere la pelle d’oca durante la lettura di un libro.

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    Teresa Pacciotti dice:

    Questo romanzo narra la storia di tre amici che decidono di partecipare ad una Fright Night, un gioco che promette di riuscire a liberarli dalle loro paure più grandi. Nel gioco sono previste alcune persone che spaventano i partecipanti. I protagonisti, iscritti al gioco, sono ignari di ciò che potrà accadere e soprattutto non sanno che qualcuno morirà. L’aspetto affascinante della storia è dato anche dalla struttura del testo: talvolta il capitolo porta il nome del protagonista e narra la vicenda dal suo punto di vista: il lettore si trova così ad osservare la narrazione dai diversi punti di vista. La voce di Dylan, per esempio, racconta le sue esperienze passate attraverso numerosi flash-back, ma il lettore non comprende mai a fondo a cosa si riferisca. Dylan tiene nascosti molti segreti, che si suppone verranno rivelati nel corso della vicenda. Per questo, il lettore vive momenti di suspense e desidera avere maggiori informazioni sugli antefatti del gioco. Oltre ai pensieri dei protagonisti, ci sono due ragazzi, Reza e Sandy, che prenderanno parte alla Fright Night ma non come partecipanti. Fino alla fine del libro, il lettore non conosce bene questi personaggi, ma in realtà tutto si collega alla storia che Dylan sta raccontando sul suo passato. Il libro incute timore perché, insieme ai pensieri dei personaggi, troviamo la parola di un assassino di cui non conosciamo l’identità. Consiglierei questo romanzo, perché narra una storia avvincente incentrata su un gruppo di amici, con pensieri diversi gli uni dagli altri e che, nonostante tutto, si supportano a vicenda.

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    Giulia Fiore dice:

    Questo libro è fantastico. è uno dei libri che mi è piaciuto di più ma anche quello che mi ha lasciato più tristezza (probabilmente per la difficile situazione familiare di Dylan e per il finale). il che non è un lato negativo, perchè significa che è riuscito a farmi emozionare. Sono riuscita a finirlo in un giorno, perchè una volta iniziato non riesci più a staccarti. è molto originale la storia, e man mano che continui a leggerlo ti incuriosisci sempre di più. Però nonostante ciò, non è il solito thriller o giallo, non è scontato. Perfino l’assassino è una persona che non ti aspetteresti mai, quando di solito è facile intuirlo! L’intreccio dei personaggi è sorprendente, non capisci il perchè della presenza di altri due ragazzi, che non c’entrano nulla con il gruppetto principale, fino alla fine del libro. Pian piano continuando a leggere scopri e conosci meglio i personaggi della storia, cosa provano, e in particolare mi è piaciuto poter sapere che cosa pensavano i personaggi, dato che l’autore ce lo fa sapere. Ovviamente mi ha incuriosito fin da subito il personaggio di Dylan, di cui non sappiamo quasi niente fino alla fine del libro, ma anche Sofia mi è piaciuta. Avrei preferito fosse più approfondito anche Quin come personaggio. La storia mi è sembrata quasi realistica, probabilmente per come Dylan affronta la sua situazione, o per il fatto che cose di questo genere succedono spesso nelle famiglie e che non sono cose lontane da noi. insomma il gioco della paura è entrato sicuramente tra i miei libri preferiti

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    Clementina Ippoliti dice:

    Una storia avventurosa che incuriosisce e trascina a pieno nella lettura. Il sentimento di amicizia è molto forte e va oltre ai litigi e ai segreti dei protagonisti che rimangono uniti e danno sostegno l’uno all’altro in un momento decisivo durante la Fright Night. Un libro ricco di suspense raccontato a più voci con un finale a sorpresa perché “una volta dentro il bosco tutto può succedere”.Consiglio questo libro a chi come me è amante dei romanzi gialli , molto scorrevole e misterioso.

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    Irene Cassandro dice:

    Paura, coraggio, amore, amicizia e rancore sono le parole chiave di questo libro.
    L’autore decide di raccontare la storia a più voci per farci capire le paure e qualche scorcio di passato di ogni personaggio.
    I protagonisti sono tre ragazzi Quinn e Dylan, migliori amici da sempre e Sofia, arrivata da poco in città. A poco a poco si scopre il passato tormentato di Dylan, si scoprono dei fatti che neanche i suoi migliori amici sapevano. Le cose che vive Dylan non sembrano reali, eppure è tutto vero.
    In questo libro capisci che il rancore porta alla morte, l’amore per qualcuno porta alla morte, che preferisci venire ucciso se serve per salvare la vita a una persona cara. La storia è molto avvincente secondo me anche per il modo in cui l’autore ha deciso di scriverla. È un libro che si legge tranquillamente in un’ora e mezzo/due. Non vedi l’ora di arrivare alla fine.
    Le paure più grandi non sono quelle concrete, sono quelle dentro di noi, quelle che ci tormentano da sempre ma noi non ce ne accorgiamo, fino a che non arriviamo al punto di capirle e soffrire.
    Irene Cassandro

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    Bianca Bastianelli dice:

    IL GIOCO DELLA PAURA
    Dopo la presentazione dei libri del concorso, tutti volevano leggere il gioco della
    paura, così iniziò una vera e propria gara per prenderlo in biblioteca.
    Io andai due o tre volte ma non lo trovai così lasciai perdere, fino a quando un mio
    amico non me ne parlò. Lui era rimasto affascinato e sorpreso, così la sera stessa
    andai in biblioteca e non so come ma lo trovai.
    Devo ammettere che una volta iniziato non me ne separai più e lo lessi in due o tre
    giorni.
    Se dovessi descrivere questo libro con una parola, sarebbe pazzia.
    Forse non nel significato negativo che usiamo spesso, ma inteso magari come quel
    gocciolo di pazzia che ci vuole nella vita quotidianamente per andare avanti.
    Inoltre penso che questo libro sia estremamente contorto anche se è scritto con
    tanta semplicità e leggerezza.
    Devo ammetterlo da una parte speravo di non arrivare mai all’ultima pagina, perché
    volevo sapere di più su quei tre ragazzini che avevano avuto così tanto coraggio da
    iscriversi ad un evento del genere.
    D’ altro canto volevo sciogliere il nodo di fili intrecciati fra loro che avvolge l’intera
    vicenda, volevo venirne a capo.
    Probabilmente questo è uno di quei libri che non vorrei mai vedere al cinema, per
    non trovarmi concretizzate le mie paure peggiori.

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    Elisabetta Gandi dice:

    Un bellissimo libro, mi è piaciuto un sacco.
    Scorre velocemente fino aal’ultima pagina, grazie ad una trama stupenda e una suspense che si scioglie solo alla fine del libro.
    Se vi piace il brividdo ve lo consiglio vivamente.

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    Matilde Rabai dice:

    È un libro spettacolare. Ti costringe a leggerlo e ti porta dentro la storia come se fossi un altro personaggio, uno spettatore. La storia ti prende e ti incolla alla parola successiva come una ragnatela, è inquietante, emozionante e misteriosa, ma mai noiosa. La storia scorre come un fiume in piena eppure non mancano i dettagli.
    Quando ho cominciato il libro non potevo nemmeno immaginarmi quale fosse il finale e tantomeno quali fossero gli intrecci che ci sono nella storia. Con la mia famiglia ho scommesso su chi fosse l’assassino e purtroppo ho perso, ma per poco.
    Veramente un bel libro, come è sempre più difficile trovarne.

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    Ginevra Bosi dice:

    Il libro mi è piaciuto davvero tanto.
    Mi ha colpito molto il legame che c’è fra Dylan, Quin e Sofia perché quando Quin e Sofia scoprono il tragico passato di Dylan gli restano accanto comunque.
    Quasi alla fine del libro Dylan dice una frase che molte volte vado a rileggere e mi fa pensare che ho fatto soffrire molte persone, come dice Dylan « dimenticandole », e per questo le ho perse. Questo libro mi ha insegnato che l’amicizia, il coraggio e la forza di volontà sono molto importanti nelle vita reale e che non ci si deve mai arrendere. Per quelli che lo leggeranno, spero che gli piaccia e che li aiuti a superare le proprie difficoltà e a diventare persone più forti che non danno poco valore all’amicizia perché è un dono.

    Autrice del libro: Maren Stoffels

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    Alejandro Corbizzi dice:

    questo libro mi è piaciuto molto per il senso di suspance e curiosità che ha suscitato in me. sopratutto mi è piaciuto la parte finale del libro dove c’è la parte per me più emozionante dato che i fratelli non si vedevano da tempo e dopo quella notte non si rivedranno mai più. “forse questo era il loro destino”. secondo me però la madre dei due ragazzi non avrebbe dovuto far soffrire i due fratelli separandoli, ma anzi avrebbe dovuto smetterla e rafforzare il legame che si stava creando tra di loro

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    Leonardo Masi dice:

    Questo libro mi è piaciuto molto, la storia è molto interessante e ben scritta, è molto scorrevole e piacevole da leggere. Non è un libro horror ma a volte è anche un po inquietante, è una storia basata su adolescenti e sulle loro più grandi paure. Durante il gioco si può ben sentire la tensione che è nell’aria, ogni cosa che accade è strana ed inquietante. Consiglio questo libro alle persone a cui piacciono i libri horror o che vogliono avvicinarsi a questo genere.

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    marta lanfrancotti dice:

    Una storia raccontata a più voci dai diversi personaggi e dai tre amici protagonisti che decidono di partecipare al Gioco della paura: in un bosco fitto e scuro dovranno affrontare situazioni difficili, ma inscenate appositamente da attori e comparse truccati orrendamente, per superare le loro paure più grandi. Nel bosco faranno brutti incontri, si perderanno e scapperanno. Sulla carta tutto sembra andare bene, ma i ragazzi non sanno che nel bosco, fra di loro, si aggira anche un temibile assassino e che qualcuno non sopravviverà a quella notte. Un gioco, tre amici, una notte per mettersi alla prova: un thriller affascinatamente pauroso

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    Costanza Quintavalla dice:

    È un libro fuori dal comune perché mette in relazione cose molto insolite. Una persona non dovrebbe voler partecipare ad un gioco che fa rivivere le tue peggiori paure, eppure tre migliori amici si ritrovano a volerci partecipare, un po’ per curiosità e un po’ per mettersi alla prova. Ci sono talmente tante incomprensioni familiari che fanno venire le lacrime agli occhi ma che ti fanno riuscire a mettere nei panni di Dylan, il protagonista, che non ha avuto un infanzia facile: suo fratello lo ignorava completamente e sua madre lo controllava anche troppo. Nonostante tutto prova a farsi un’altra vita e riiniziare proprio eliminando le sue paure, ma i ricordi lo sommergono e non riesce ad ammettere cosa in realtà lo spaventi. Nonostante i suoi due amici siano comprensivi, è normale che lui non voglia ripercorrere le terribili situazioni che ha vissuto da piccolo. Ma l’amicizia che lega quei ragazzi che non conoscono i loro più infidi segreti e le loro paure più nascoste, è più forte di tutto; si capiscono e tengono gli uni agli altri come se si conoscessero da una vita, perché in realtà conoscere il passato di Dylan non è tutto. Loro sanno cosa prova e come si sente tutti i giorni, cosa che invece sua madre, nonostante facesse parte del suo passato, non avrebbe mai potuto capire. Continuando a leggere questa storia non vogliamo permettere a nessuno di fare del male a quei ragazzi perché impariamo a capire i loro problemi e le loro sofferenze ma d’altra parte sappiamo che dovrà morire qualcuno perché siamo continuamente seguiti, nella nostra lettura, dai messaggi che lascia il probabile assassini di uno di loro.

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    Niccolo' Carpini dice:

    Il libro “Il gioco della paura” è un thriller per ragazzi, scritto dall’autrice olandese Maren Stoffels nel maggio 2019, che racconta una storia realistica, vissuta da Nina Blom, intervistata dalla scrittrice, ovvero la sopportazione del maltrattamento infantile subito dalla madre, di cui è vittima anche il protagonista del libro, Dylan. Dylan è un ragazzo che insieme ai suoi due amici vuole partecipare al Fright Night, un evento emotivamente intenso e forte, permesso dai sedici anni, dove ci sono studenti attori e attori specializzati, che sollecitano le paure di ciascun iscritto al gioco con specifiche “zone di paura”. Il libro viene raccontato dai 5 protagonisti, Dylan, un ragazzo educato e sensibile, da sempre vittima di sua madre, di cui ha il terrore, con continui dolori fisici, che vive dal suo migliore amico Quin, che non sa ancora dei maltrattamenti subiti; Sofia, una ragazza arrivata da poco in città, della quale Dylan è innamorato, ma piena di dubbi sull’onestà di Dylan; Reza, il fratello di Dylan , che vive in una residenza per ragazzi senza una base familiare sicura, dove ha conosciuto Sandy, un ragazzo violento, che ha provato a dare fuoco alla stanza dove c’era sua madre. Reza e Sandy decidono di partecipare alla Fright Night per guadagnare un po’ di soldi come attori, cercando di fare paura agli iscritti, dopo aver svolto un breve addestramento; Neele, la volontaria di cui è innamorato Reza ed il ragazzo di lei, Martijn, che faranno parte del gruppo di Dylan, Quin e Sofia nel gioco di paura, svolto nel buio bosco. Sono questi i protagonisti che narrano la storia, ognuno dal suo diverso punto di vista e prospettiva, arricchendo il libro di informazioni e particolari, con un linguaggio semplice e comprensibile. Solo leggendolo fino in fondo, ho scoperto, tra le frasi del libro le caratteristiche e la storia di ogni protagonista, capendolo.
    Questo libro sinceramente non mi ha entusiasmato molto, forse perché non amo particolarmente leggere questo genere di libri, ma devo ammettere che mi ha tenuto con il fiato sospeso fino alla fine, aumentando suspance e ansia. Nel thriller ho colto molte delle emozioni che ci accompagnano nella vita, l’affetto e l’amicizia che lega Quin e Dylan, l’amore di Dylan per Sofia, ma anche di Reza per Neel, la gelosia di Reza per Martijn, la solitudine di Sandy, Reza e Dylan, il sospetto di Sofia e Quin nei confronti di Dylan ma soprattutto la paura che accomuna tutti i protagonisti. La paura di Dylan mi ha fatto riflettere su qualcosa a cui non avevo mai pensato, cioè che non tutti hanno la fortuna di trovare nella famiglia un porto sicuro e accogliente, purtroppo ci sono ragazzi che hanno relazioni particolari con i loro genitori, dovute a disagi relazionali o a patologie. Relazioni malate che hanno influenzato Dylan nei rapporti con gli altri, modificando per sempre le sue emozioni. Questo credo sia il significato del libro, sensibilizzare tutti noi verso questi temi così delicati ma così importanti per la nostra formazione.

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    Veronica Mezzoprete dice:

    Dylan, Sofia e Qu”I”nn sono emozionati di partecipare alla Fright Night, una notte nel bosco dove ognu”N”o di loro dovrà affrontare la sua più grande paura. Per formare i gruppi, però, hanno bisogno di “A”ltri due partecipanti e vengono così aggiunti a Neele e Martijn. Nessuno poteva sapere che quella “S”era ad unirsi ci sarebbe stato anche un assassino e che gli amici di Dylan in realtà non conoscono il suo “P”assato.
    Con questo libro ho provato tantissim”E” emozioni diverse, sono passata dalla rabbia, alla “T”ristezza, alla sorpresa, mi ha fatto vivere una storia diversa dal solito che ho amato. Nonostante non sia il mio genere non sono riusci”T”a a smettere di leggerlo, curiosa di sapere come sarebbe finit”A”.
    Mi ha sorpreso la scelta della mala”T”tia della madre di Dylan che molto spesso passa inosservata perché difficile da diagnosticare, e trov”O” che parlarne in un libro ci possa sensibilizzare.

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    Elisa Gandini dice:

    Il libro mi ha subito attratto.. Sarà perché si parla di paure… Già , si diventa tutti più curiosi quando sentiamo parlare delle paure degli altri , a volte per un confronto , a volte per semplice impiccioneria. Il libro all’inizio mi sembrava qualcosa di più leggero, ma a volte si fa davvero molto inquietante. I personaggi sono secondo me ben scelti , con intrighi che lasciano curiosità e voglia magari che fossero approfonditi un po’ di più..Comunque è stata una buona lettura e la consiglio a chi non ha troppa paura..

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    Alessia D'Ambrisi dice:

    Il libro “Il gioco della paura” l’ho trovato appassionante e coinvolgente. Fra i quindici libri proposti questo è stato il primo che ho scelto perché fin da subito mi ha incuriosito. Questo libro infatti ci è stato presentato in classe tramite un piccolo assaggio di alcune frasi e della trama, che non mi hanno saziata, ma che hanno aperto in me una gran voglia di scoprire cosa sarebbe successo. Il libro è molto particolare ed è raccontato da più voci. Secondo me questa tecnica scelta dall’autore è stata molto efficace perché mi ha permesso di conoscere e di immedesimarmi in ogni personaggio, comprendendo le sue paure, i segreti più profondi e mai completamente svelati, le emozioni provate e le spiegazioni di ogni comportamento, magari reputato irragionevole da chi è all’oscuro della completa verità. Inizialmente ero un po’ confusa: mi trovavo dinanzi vari personaggi, informazioni, flashback, che all’apparenza non erano legati con nessun filo conduttore. Tutto però nella mia testa si è ordinato quando sono arrivata alla conclusione del libro e la completa verità è venuta alla luce. Solo allora ho compreso tutto ciò che era scritto prima. Inoltre durante il periodo della quarantena, non potendo restituire il libro alla biblioteca, l’ho riletto. Conoscendo già la storia di ogni personaggio avevo un altro punto di vista rispetto alla prima volta in cui l’avevo letto, ma non meno interessante, perché sono riuscita a comprendere ancora meglio il libro e mi sono soffermata soprattutto ad analizzare psicologicamente i protagonisti. Il libro si basa sulla paura, la menzogna e l’amicizia. I personaggi principali sono tre giovani amici: Dylan, Sofia e Quin. Sono affiatati e si sentono molto uniti, ma in realtà sono divisi da muri invisibili di falsità. Essi causeranno incomprensioni e scompiglio, rompendo un fragile equilibrio. Il libro lo consiglio soprattutto a chi piace il genere thriller o anche a chi non l’ha mai provato, perché penso sia il libro perfetto per iniziare: è breve e ti fa provare una quantità immensa di suspance, tensione e curiosità. Io sono stata letteralmente ipnotizzata e infatti l’ho letto in un giorno, tutto d’un fiato, immersa dall’ansia di conoscere ciò che sarebbe successo dopo.

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    Matteo Bandinelli dice:

    Una storia raccontata a più voci dai diversi personaggi e dai tre amici protagonisti – Dylan, Sofia e Quin – che decidono di partecipare al Gioco della paura: in un bosco fitto e scuro – che già di per sè fa venire i brividi… – dovranno affrontare situazioni difficili, ma inscenate appositamente da attori e comparse truccati orrendamente, per superare le loro paure più grandi. Nel bosco faranno brutti incontri, si perderanno, scapperanno e si ritroveranno continuamente…

    Sulla carta tutto sembra andare bene, ma i ragazzi non sanno che nel bosco, fra di loro, si aggira anche un assassino e che qualcuno non sopravviverà a quella notte. Al centro della vicenda c’è Dylan, che ha alle spalle una storia famigliare complicata e ora è in affido alla famiglia del suo compagno di scuola Quin. Gli altri ragazzi non conoscono la sua storia e non sanno quanto sia tragica. Ma Sofia vuole regalargli un album di foto per il suo compleanno e inizia a scavare nel suo passato. Così scoprirà che… Dalla penna dell’olandese Maren Stoffels un thriller per ragazzi (dai 12 anni) ben costruito, scritto come si deve e pieno di suspence. L’autrice, che ha al suo attivo più di 20 pubblicazioni e diversi premi, è brava nel creare ad ogni pagina una tensione crescente, attraverso intrighi, segreti e misteri e soprattutto puntando sulla caratterizzazione dei personaggi, sui quali è costruita la struttura narrativa del racconto. La trama si dipana attraverso le cinque voci narranti (anche quella dell’assassino? forse…), che a turno danno al lettore prospettive e dimensioni diverse.

    Per chi ama il genere, è un libro da non perdere…
    Halloween si avvicina!
    Ma meglio non leggerlo prima di andare a letto… vi abbiamo avvisati. E buona paura a tutti!

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    Daniele D'Agruma dice:

    Il libro parla di tre ragazzi: Dylan, Quin e Sofia, che decidono di partecipare ad una fright night, un gioco della paura, che, viene detto, che aiuti a non aver più paura di nulla, Dylan è molto misterioso, racconta versioni diverse a varie persone di cose che gli accadono, e non sa il perché non viva più con sua madre, il libro mi è piaciuto molto perché è molto interessante, appassionante e travolgente e anche spaventoso, è descritto molto bene, lo consiglio per questo, soprattutto a chi piace l’horror/thriller e la suspence.

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    Mattia Allegra dice:

    Sono solito a schernire le storie di terrore e mentirei se dicessi di essermi spaventato da questo libro, ma la storia è ricca di colpi di scena, è ben studiata e ben scritta. Ho apprezzato molto i vari punti di vista dei personaggi, i loro pensieri e le loro relazioni. Mi sono divertito a seguire la vicenda che alla fine ho scoperto essere tratta da una storia vera. Il legame tra i personaggi permette loro di proseguire il “gioco” e rincuorandosi a vicenda non si fermano neanche quando la situazione è disperata. Avessi dovuto scegliere la mia paura più grande credo avrei detto la Solitudine e non avrei voluto vedere cosa avrebbero fatto per spaventarmi. Nel complesso ottimo libro, tempo ben speso, storia avvincente.

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    Vittoria Masti dice:

    Il libro “Il gioco della paura” parla di tre ragazzini, Sofia, Dylan e Quin, che vogliono partecipare ad una Fright Night, un evento di paura che ha luogo in un bosco, con tanto di attori travestiti e istruiti per spaventare i partecipanti. Oltre a questo, andando avanti si scoprirà di più sulla vita dei protagonisti, specialmente su quella di Dylan.
    Ho apprezzato particolarmente le due storie parallele, quella dei tre protagonisti e quella di Reza e Sandy, storie che alla fine si incontrano fondendosi.
    Il personaggio più interessante è a mio parere Reza, un adolescente disturbato che abita in un complesso con altri ragazzi come lui. Il ragazzo è piuttosto difficile da comprendere, e non gli piace parlare del suo passato, che tenta di dimenticare. Questo lo rende misterioso e a tratti inquietante e ambiguo.
    Anche Dylan è un personaggio molto intrigante, e trovo molto importante il messaggio che la sua figura vuole rappresentare. Infatti il ragazzo ha una madre “abusiva” che vuole convincerlo di essere malato, e che si spinge fino al punto di scaraventare il proprio figlio giù dalle scale.
    Il libro mi è piaciuto perché mi sono affezionata velocemente ai personaggi e ho apprezzato molto il fatto che la storia non risulti scontata e sia piena di colpi di scena. La mia parte preferita è stata infatti il finale imprevisto, che mostra che non sempre ci può essere un finale lieto.

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    Mauro Mancone dice:

    Il libro che ho letto mi è piaciuto molto per vari motivi, parla di ragazzi, il modo in cui è scritto è fluido e ti invoglia a leggere e il tema thriller/horror,che si tocca nel libro mi piace molto.
    Considero la trama molto travolgente e per niente scontata, fa immedesimare l’autore nel ragazzo/a di cui si parla (Dylan, Sofia, Reza) e i colpi di scena si percepiscono come se si fosse all’interno della storia. Consiglio il libro a tutti gli amanti del genere o chi vuole leggere un libro che pur essendo corto ti prende molto. Risultando un libro veloce, rimane comunque impresso nella mente dei lettori che quasi sicuramente appena trovano un po’ di tempo “divoreranno” il resto delle pagine che gli mancano.

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    vittoria giotti dice:

    Solitamente non amo i libri thriller, interrompo sempre la lettura appena arrivo metà, ma con questo è andata diversamente.
    Tre ragazzi, un bosco fitto e un gioco che può rivelarsi fatale. Dylan, Sofia e Quin, tre amici che decidono di partecipare al “Gioco della paura” per superare le loro paure più grandi. All’inizio del gioco i tre ragazzi dovranno comunicare le loro più grandi paure e degli attori le insceneranno all’interno di un bosco per fargliele superare. Quello che i tre giocatori non sanno è che all’interno del bosco c’è un assassino e qualcuno non sopravviverà a quella notte. Al centro della vicenda c’è Dylan, con alle spalle un passato familiare non tutto rose e fiori, per questo motivo ora è in affido alla famiglia del suo compagno di scuola Quin. Sofia e Quin non sanno cosa ha passato Dylan e sembra non importargli poi più di troppo fino a quando Sofia decide di fare un regalo di compleanno al suo amico, un album di foto, per scoprire…. Beh scopritelo insieme a Sofia.

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    Chiara Sulca dice:

    Il libro narra di come Sofia, Dylan e Quin, tre amici, decidono di passare la serata partecipando al gioco della paura in un bosco fitto e scuro, dove ci saranno degli attori che li spaventeranno così che possano superare le loro più grandi paure. Però nel bosco si perderanno, scapperanno e faranno dei brutti incontri. Il protagonista è Dylan, un ragazzo che sta cercando di dimenticare il suo passato familiare e che è ora in affido con la famiglia di Quin. Il libro viene raccontato dai diversi punti di vista dei ragazzi e pure da quello dell’assassino misterioso. Mi è piaciuto tantissimo questo libro perché durante lo svolgimento della vicenda noi come lettori sappiamo che qualcosa di brutto succederà ma non sappiamo cosa, chi, quando, e questo ci lascia in una suspence e un’atmosfera misteriosa che personalmente amo. Il libro si legge con una rapidità fenomenale e la trama ti lascia senza fiato fino alla fine. Il personaggio con cui ho “legato” molto leggendo è Dylan, perché la sua famiglia lo tratta malissimo, e lui, attraverso questo gioco, cerca di cancellare queste paure e vivere la vita serena che fin da bambino sua mamma e suo fratello non gli hanno potuto dare. L’amicizia fra questi ragazzi è stupenda e, nonostante per lui sia difficile rivivere le cose brutte che ha vissuto nel passato, partecipa comunque al gioco con i suoi amici, persone che ci sono e ci saranno sempre per lui. La lettura di questo libro è stata molto leggera e per nulla pesante, soprattutto grazie a una trama interessante come questa, è un libro che consiglierei perfino a quelli a cui non piace leggere, proprio perché ha un andamento veloce.

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    alexei bittini dice:

    mi è piaciuto molto il libro sopratutto nel modo in cui è stato scritto con i punti di vista dei personaggi anche la trama era bella perche si scopre tutto man mano che si va avanti

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    Elisa Mazzoni dice:

    Ho trovato questo libro davvero imprevedibile, è molto difficile immaginare come andrà a finire la storia.
    ‘Il gioco della paura’ narra delle Fright Night, quelle notti in cui un gruppo di attori travestiti e truccati in modo mostruoso spaventano i giocatori, ragazzi che partecipano per farsi spaventare, che all’inizio del gioco svelano le loro paure con lo scopo di superarle.
    Tutti i diversi personaggi sono ragazzi e ragazze molto giovani e la storia avanza mostrandoci il punto di vista di ciascun personaggio; alla fine del romanzo l’autrice crea un vero e proprio colpo di scena. Io personalmente infatti non avrei mai pensato che quella sarebbe stata l’ultima notte di Reza, bensì immaginavo che lo sfortunato sarebbe stato Dylan, quando il fratello Reza e Sandy, organizzavano la loro vendetta.
    Inoltre mi ha colpito la storia della famiglia di Dylan che apparentemente sembra normale ma che in realtà nasconde un grave dramma: si capisce il “gioco” che Dylan fa con sua madre e la sua finta malattia. Inizialmente si immagina che Dylan sia malato, fermo a letto per mesi, poi però la storia si ribalta e si comincia a capire la vera situazione: in realtà il ragazzo non è malato ma fa finta di esserlo per sua madre. Era stata proprio lei a spingerlo dalle scale e le era addirittura comparso un sorriso sul viso quando aveva visto la ferita sulla gamba del figlio.
    ‘Il gioco della paura’ è un romanzo interessante e coinvolgente, scritto in maniera semplice e scorrevole, che crea suspense e curiosità nel capire il finale del romanzo e solo man mano che si avanza nella lettura si percepisce di più ogni aspetto della storia. Lo consiglio a tutti i lettori appassionati di horror, suspense e colpi di scena.

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    Andrea Pieralli dice:

    Un gioco per vincere le paure che uno ha diventa un film dell’orrore. Dei ragazzi che partecipano per scherzo, non si aspetterebbero mai ciò che gli accade dopo: un omicidio, degli scherzi atroci e dei passati misteriosi dei partecipanti. Due assassini dentro il labirinto agiscono senza destare sospetto ai concorrenti. In questa notte di paura, nascono nuovi legami e si scoprono segreti del passato del protagonista, Dylan. Ce la faranno Dylan e i suoi amici a sopravvivere?

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    Ginevra Felici dice:

    Ho trovato il libro “Il gioco della paura” di Maren Stoffels molto intrigante e interessante. La storia, narrata utilizzando un registro linguistico di facile comprensione, è strutturata in modo tale che il lettore ha sempre voglia di proseguire nella lettura, proprio perché è catturato dalla storia intrigante e a volte anche inquietante che viene raccontata. Ho apprezzato molto il fatto che la storia è ispirata ad una vicenda davvero accaduta, peraltro dall’autrice in prima persona. Il libro cattura, per tutta la sua durata, l’attenzione del lettore, proprio perché alla fine di ogni capitolo si avverte un senso di suspense che spinge a continuare la lettura. Mi è piaciuto molto anche il modo in cui il libro stesso è strutturato, ovvero mettendo in risalto sempre il punto di vista di tutti i personaggi. Non a caso, i capitoli non sono veri e propri capitoli, ma si può dire che si tratta di una sola situazione vissuta contemporaneamente da tutti i personaggi, inserendo ogni volta il nome corrispondente al punto di vista. In questo modo è più semplice e diretto capire le emozioni dei personaggi. Se devo fare un appunto negativo però, devo dire che il finale non mi ha soddisfatta abbastanza, per il senso di vaghezza che mi è rimasto, infatti me lo aspettavo diverso. In complesso però è un libro del quale consiglio la lettura perché è scorrevole e coinvolgente, specialmente per i lettori come me che amano i libri di genere giallo o che comunque adorano le letture nelle quali si avverte un brivido.

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    Martina Precaj dice:

    Dylan , Sofia, Quin… potrebbero sembrare nomi scritti a caso , ma al contrario di quello che si pensa queste tre persone ,questi tre ragazzi hanno una storia molto misteriosa alle loro spalle. “Per combattere la paura bisogna sconfiggere i propri terrori” , questo è quello che faranno i nostri amici , o almeno tenteranno : la “Fright Night” sarebbe dovuta essere la soluzione alle loro più grandi paure : insetti , morte e … ma la serata non andrà secondo i piani, qualcuno tenterà di porre fine alla vita di qualcun’ altro , usciranno fuori segreti e cospirazioni , angosce e parole mai dette prima e in tutto questo qualcuno ne rimarrà fortemente colpito. Molto spesso però le paure servono a mantenerti in vita, è il panico che ti uccide.

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    sofia corti dice:

    IL GIOCO DELLA PAURA.
    AUTORE= Maren Stoffels
    CASA EDITRICE= Pelledoca
    TRAMA:
    I protagonisti di questo racconto sono tre amici, Dylan che a causa del suo passato traumatico, vive dal suo amico Quin, amico suo fin dall’infanzia e infine Sofia, di cui Dylan è da sempre innamorato. Quin e Sofia ignorano di quale sia la storia di Dylan e quanto essa sia tragica, anche se successivamente Sofia comincia a indagare su di essa perché vuole fargli una sorpresa per il suo compleanno, un album con le foto della casa in cui viveva prima. Una volta lì, Sofia riesce a farsi aprire dalla vicina e trova una foto che ritraeva il fratello maggiore di Dylan, andato via di casa prima di lui a causa della situazione familiare. Vedendo, infatti, come Dylan è preso dagli incubi, Sofia propone ai suoi amici di iscriversi, la Fright Night al gioco della paura, per far passare la paura di Dylan al più presto. Il gioco della paura consisteva nel dichiarare la paura più grande del partecipante e ingaggiare delle persone camuffate in modo da fargli superare questa grande paura vivendola sulla loro pelle fino in fondo. Una volta che ognuno ha dichiarato la sua paura inizia il gioco e i tre amici, seguiti da altri due ragazzi, Martijin e Neele si trovano su un percorso che qualcuno ha alterato di proposito, portandoli da un clown dai denti affilati e un’enorme zombie. Già all’inizio del gioco si capisce che dietro ci sono alcuni aspetti della vita dei partecipanti mai detti. Una volta arrivati in quello strano sentiero, gli attori camuffati rapiscono i due gruppi portandoli in un bunker. I ragazzi prima di iscriversi al gioco non erano consapevoli che all’interno del bosco si trovava un assassino e che qualcuno non sarebbe sopravvissuto a quella notte. Come andrà a finire quella notte che sembrava fosse tutto un gioco? Chi è che non sopravviverà? Lo scoprirete solamente leggendo questo libro.
    COMMENTO:
    Leggere questo libro non mi è piaciuto molto, dei tre libri che ho scelto questo è sicuramente il peggiore.
    All’inizio leggendo il retro del libro mi aveva incuriosito molto, era proprio il genere che cercavo, perché quello horror è uno dei miei preferiti.
    La trama che c’è dietro questo libro è veramente bella, ma ciò che la rende un po’ noiosa è lo scorrimento molto lento. Rispetto agli altri due non lo consiglio a chi, come me, non vede l’ora di scoprire il finale, perché dopo un po’ diventa noioso e pesante.

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    Jonita Hoti dice:

    Sofia, Quinn e Dylan sono tre amici che decidono di affrontare le loro paure durante la Fright night; a loro tre si uniscono Neele e Martijn, due ragazzi un po’ più grandi di loro, insieme si ritroveranno ad affrontare un incubo. Da questo incubo usciranno delusioni, bugie, verità e rimpianti dovuti soprattutto a uno “scontro” tra Dylan e…

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    Thomas Loi dice:

    Consiglio veramente tanto questo tipo di libro ai lettori del tema “Horror”! Questo libro, più di altri, devo dire che mi ha particolarmente spaventato e soprattutto mi ha fatto provare tanta ansia…
    Il libro racconta di questi ragazzi di nome: Dylan, Sofia e Quin, i principali, che decidono di fare un gioco horror, ambientandosi in un bosco buio e con una presenza inquietante; ovvero di un’ assassino. Codesto gioco viene chiamato “Fright Night”. Al momento della “iscrizione al gioco” i ragazzi devono dichiarare una loro personale paura e degli attori, di loro, devono cercarla di interpretarla. Dylan, secondo me, è stato uno dei personaggi più difficili da “capire” perchè il suo passato a noi era sconosciuto , ma col tempo è stato molto facile immedesimarsi nel personaggio. Il finale è stato molto bello e direi un pò in’ aspettato perchè l’ assassino che stava in quel bosco, era pronto per far fuori questo gruppetto di amici, ed purtroppo qualcuno ci lascia, ma, a parere mio, mi aspettavo qualcun ‘altro… Non dico nient ‘altro come ho detto è un libro che consiglio molto ai lettori di libri “Horror” ed se lo scegliete come libro da leggere, vi auguro una buona avventura, ovviamente spaventosa!!

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    Anna Papi dice:

    Sofia, una delle protagoniste, decide di mostrare ai suoi due amici, Dyal e Quin, un volantino che ha trovato, che rappresenta la “Fright Night”.
    Si tratta di un’occasione per vincere le propria paura più grande in una sfida, un gioco terrificante che dura 4 ore.
    I ragazzi decidono allora di andarci, ma non sarà una notte come le altre.
    Scopriranno che Dylan, un ragazzo apparentemente quieto e innocuo, cela molti segreti dentro di sé che forse verrano a galla proprio durante questa spaventosa notte.

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    Giorgia Buonerba dice:

    Tre amici, Dylan, Sofia e Quin, decidono di partecipare a un “Gioco della paura”, la Fright Night, nel bosco, per superare le loro paure più grandi. Tutti i partecipanti al monento dell’iscrizione al gioco, devono ammettere le loro più grandi paure che degli attori insceneranno per fargliela vivere fino in fondo, per aiutarli a liberarsene. I ragazzi non sanno però che nel bosco c’è anche un assassino e che qualcuno non sopravviverà a quella notte.
    La storia è raccontata da più punti di vista dei personaggi, perché ognuno di loro ha paure e pensieri diversi e segreti che non tutti conoscono. Ma il protagonista della vicenda è Dylan che abita da un po’ a casa del suo compagno di classe e migliore amico Quin.
    Quin e Sofia hanno versioni diverse riguardo la tragica storia del passato di Dylan.
    Ingenuamente Sofia inizia a indagare, perché vuole fare a Dylan una sorpresa per il compleanno: un album con le foto dei suoi ricordi, tra cui la sua vecchia casa. Nella casa Sofia trova una foto che raffigura una donna con un bambino, e subito pensa sia Dylan da piccolo data la somiglianza. Viene poi a scoprire che era il fratello maggiore di Dylan, andato via da casa per la difficile situazione familiare che si era creata. Dylan ne sarà sempre tormentato e avrà spesso degli incubi. Per questo motivo Quin convince l’amico a partecipare con lui e Sofia al gioco.
    Ciò che non sanno però, è che proprio il fratello di Dylan sarà assunto alla Fright Night come attore per spaventare i partecipanti, ma la situazione cambierà improvvisamente nel bel mezzo del gioco fino a degenerare completamente.
    È un thriller avvincente che ti coinvolge completamente nella storia, facendoti sentire parte di essa con ogni emozione descritta.

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    Raffaele Galdi dice:

    IL GIOCO DELLA PAURA
    Maren Stoffels è nata ad Amsterdam nel 1988 ed è cresciuta nella sua città d’origine. da quando ha imparato a scrivere ha deciso subito che sarebbe diventata una scrittrice. lei si è avvicinata sempre di più al genere poliziesco, confermandosi con il suo libro “il gioco della paura”.
    Tre amici, decidono di partecipare a un “Gioco della paura” nel bosco per superare le loro paure più grandi. Ogni partecipante dovrà rivelare al momento dell’iscrizione quale sia la cosa che più lo terrorizza. I ragazzi non sanno però che nel bosco c’è anche un assassino e che qualcuno non sopravviverà a quella notte. Al centro di tutta la vicenda c’è Dylan in affido alla famiglia del suo compagno di scuola Quin. Lui e Sofia ignorano quale sia la storia di Dylan e quanto sia tragica. Ingenuamente Sofia inizia però a indagare, perché vuole fargli una sorpresa per il compleanno: un album con le foto della casa in cui abitava prima e altri ricordi. Una volta lì, convince una vicina a farla entrare. Nella casa Sofia trova una foto del fratello maggiore di Dylan, andato via tempo prima perché oppresso dalla situazione familiare. Vedendo come Dylan è tormentato tutte le notti da incubi e chiuso in sé stesso, Quin gli propone di partecipare. Ma proprio il fratello di Dylan è uno dei ragazzi ingaggiati per spaventare i partecipanti, e quando la situazione si complicherà, il gioco non sarà più tale e si trasformerà in una trappola.
    Il libro il gioco delle paure mi ha colpito molto durante la lettura; è un libro che consiglierei a tutti.

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    Rebecca Palmerini dice:

    Il libro scritto da Maren Stoffels è incentrato sulla Fright Night un gioco che serve a superare le proprie paure, al quale i tre amici Dylan, Queen e Sofia decidono di partecipare, ignari di come quel gioco nel quale degli attori avrebbero dovuto spaventarli si trasformerà in una trappola per i tre e altri due ragazzi con i quali formeranno un gruppo. I cinque non sanno però che quel bosco all’ apparenza innocuo si trasformerà in una scena del crimine, perché all’ interno vi si trova un assassino pronto ad agire; che sia uno dei tre amici la vittima? La storia centrale dalla quale parte tutto è la vita di Dylan, un ragazzo con mille segreti dei quali sono a conoscenza pochissime persone e i suoi amici scopriranno bruscamente tutta la verità. Capitolo dopo capitolo il mistero si infittisce e la suspance aumenta, facendo si che il lettore sfogli sempre più velocemente le pagine per arrivare alla soluzione dell’enigma. Consiglio vivamente questo libro a chiunque sia un appassionato misteri e storie complesse, perché questo libro è la dimostrazione di come delle storie differenti tra loro combacino alla perfezione.

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    Alice Azzolini dice:

    Tre amici, Dylan, Sofia e Quin, decidono di partecipare a un “Gioco della paura” nel bosco per superare le loro paure più grandi. Ogni partecipante dovrà rivelare al momento dell’iscrizione quale sia la cosa che più li spaventa. I ragazzi non sanno però che nel bosco c’è anche un assassino e che qualcuno, non sarebbe sopravvissuto. Al centro di tutta la vicenda c’è Dylan in affido alla famiglia del suo compagno di scuola Quin. Ingenuamente Sofia inizia però a indagare su di essa, perché vuole fargli una sorpresa per il compleanno: un album con le foto della casa in cui abitava prima e altri ricordi. Una volta lì, convince una vicina a farla entrare. Nella casa Sofia trova una foto. È del fratello maggiore di Dylan, andato via tempo prima perché oppresso dalla situazione familiare. Vedendo come Dylan è tormentato tutte le notti da incubi e chiuso in se stesso, Quin gli propone di partecipare, insieme a Sofia, a un Gioco della paura. Ma proprio il fratello di Dylan è uno dei ragazzi ingaggiati per spaventare i partecipanti al gioco e quando la situazione si complicherà fino a degenerare, il gioco non sarà più tale e si trasformerà in una trappola.

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    Yari Tardibuono dice:

    “Il gioco della paura” è un libro thriller, scritto da Maren Stoffels, e pubblicato per la prima volta nel 2019. Maren Stoffels nasce ad Amsterdam nel 1988 e pubblica il suo primo romanzo nel 2005. Maren Stoffels concentra i propri libri maggiormente nel genere Noir, dal francese nero e cupo, perché sono romanzi thriller e misteriosi, e questo è proprio il caso de “Il gioco della paura”, un libro entusiasmante e misterioso allo stesso tempo, una volta iniziato questo libro sarà difficile smettere di leggerlo! E’ la storia bizzarra di tre ragazzi, Dylan, Sofia e Quinn, amici per la pelle che decidono per gioco di partecipare alla “Fright Night”, un evento che ha lo scopo di far affrontare a ogni personaggio la sua stessa paura. I tre amici non sanno però che qualcosa di sconvolgente li aspetta. Questo libro si può rivolgere ad ogni genere ed età: Dai ragazzi agli adulti, perché è un libro che scorre velocemente ed è anche pieno di spunti di riflessione riguardante sentimenti ed emozioni. Consiglio la lettura di questo libro a chiunque sia in cerca di un libro coinvolgente e misterioso.

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    Lucio Rossi dice:

    Questa storia è ambientata in un bosco, la vicenda è narrata da più personaggi, ma il protagonista è Dylan. Questi 3 amici decidono di iscriversi a questo bizzarro gioco che consiste nel farti vivere a fondo le tue più grandi paure, la prima regola infatti è quella di confessare le proprie angoscie e i propri tormenti agli attori, ma nessuno sa che nel bosco si aggira anche un vero assassino. Questo libro si basa sul trasmettere suspence, paura e angoscia nel lettore, in maniera da farlo indemesimare il più possibile nella storia. Consiglio vivamente il libro, sia per la qualità del racconto, che per le tematiche affrontate in esso.

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    Loris Lupi dice:

    RECENSIONE IL GIOCO DELLA PAURA
    Racconto a più voci dove ogni personaggio narra se stesso, attraverso il gioco Dylan riesce a ripercorrere il suo passato e riesce a non mentire più e non vergognarsi del suo passato e riesce a superare la paura della madre. Il libro non mi ha entusiasmato perché in realtà non è un Thriller come mi aspettavo poiché ha un importante sfondo drammatico psicologico sociale, lo consiglierei ai ragazzi di 12 anni.

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    ilaria calzolai dice:

    Allora a mio parere è un libro fatto molto bene, mi ha appassionata fin da subito, soprattutto quando inizia la fright night, anche se ogni tanto mi lasciava un po’ scossa da alcuni giochi.
    Non mi sarei minimamente aspettata questa fine per cui il fatto che mi ha colto di sorpresa mi è piaciuto.

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    Vanessa Terzani dice:

    Gli avvenimenti si svolgono all’interno di un bosco, dove tre giovani amici decidono di partecipare alla “Fright Night”, con l’intento di superare le loro più grandi paure. Durante tutto il romanzo attraverso diversi flashback viene raccontato il passato di Dylan, uno dei tre ragazzi, che ha dovuto fingere per paracchi anni della sua infanzia di essere affetto da una grave malattia. All’ interno di quel gioco troverà parte del suo passato ovvero il fratello maggiore Reza, allontanato da lui anni prima dalla madre. Nessuno sa però che quella sarà l’ ultima notte di Reza perchè infatti sarà ucciso dall’amico Sandy durante il corso della notte. I due, addetti a spaventare i partecipanti del gioco, volevano punire il presunto fidanzato della ragazza di cui Reza era innamorato, i quali facevano parte dello stesso gruppo in cui erano presenti anche i tre amici. Reza e Sandy esagerando e facendosi prendere dal mometo hanno reso, quello che doveva essere solo uno scherzo, in disgrazia.

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    Gemma Sensi dice:

    Questo libro narra di tre ragazzi: Dylan, Sofia e Quinn, che partecipano alla Fright Night ovvero una serata in cui si affrontano le proprie paure. Nel corso della serata succederanno molte cose e i protagonisti dovranno affrontare vari ostacoli, terminando la serata in un modo che non si aspettavano. Nonostante non sia appassionata del genere horror, questo libro mi è piaciuto molto. L’autrice è stata brava a nascondere al lettore i dettagli del finale e a mantenere la suspense per tutto il racconto. Inoltre mi è piaciuta la riflessione sul rapporto genitore-figlio attraverso la storia di Dylan.

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    Giulia Casucci dice:

    nonostante a me non piacciono tanto il genere di paura questo libro mi è piaciuto molto, la trama scorre velocemente ed è molto interessante, pure noi giovani dovremmo iniziare a superare tutte le nostre paure.. molto bello e interessante

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    Britney Paucar dice:

    Il gioco è ambientato in un bosco dove tre amici, Dylan, Sofia e Quin, sono messi alla prova per affrontare le loro più grandi paure.
    I ragazzi camminano per il bosco ignari che nei dintorni ci fosse un assassino e che da quel bosco non sarebbero usciti tutti come erano entrati…
    Uno di loro aveva un passato non molto bello e che non voleva raccontare a nessuno.
    Il libro è narrato da più voci e da più punti di vista, è interessante per chi ama la suspense e questi generi.

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    adele traversi dice:

    Il libro è stato scritto dall’autore Maren Stoffels il 19 giugno 2019. Esso tratta di questi tre amici; Dylan, Quin e Sofia, che decidono di partecipare a “il gioco della paura”, un gioco dove ognuno deve affrontare la sua più grande paura e dove sono ingaggiati degli attori appositi per spaventare i partecipanti. Durante la narrazione abbiamo vari flashback che parlano del passato difficile di Dylan che ha scaturito in lui tante insicurezze e tanti incubi, specialmente dopo essere stato dato in affido alla famiglia di Quin dove si sente ancora dopo tanto un peso. All’interno del gioco nel casting degli attori è però presente suo fratello che tempo prima ha lasciato la casa di Dylan a causa dei grossi problemi familiari, infatti secondo il fratello la madre badava solo a Dylan scaturendo così in lui ira e gelosia fino ad arrivare al punto di andarsene di casa, quando invece Dylan si sentiva solo oppresso dalla madre in quanto sano. Il gioco inizialmente procede bene fino a quando Dylan non viene a scoprire che sofia ha curiosato ingenuamente in casa sua per cercare di fargli un regalo di compleanno, a questo punto gli animi dei partecipanti si irrigidiscono e si scaldano fino a quando Dylan capisce che in questo gioco è presente anche suo fratello e che il ‘gioco’ si sta trasformando man mano in tragedia. Il libro mi ha fatto capire che le persone spesso hanno qualcosa di nascosto, spesso qualcosa di brutto. Che le persone non sono sempre quello che si mostrano agli altri, e che se sono in un certo modo ci sono dei motivi validi dietro. Non sempre sappiamo quello che una persona ha affrontato o sta affrontando quindi è giusto trattare tutte le persone nel miglior modo.

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    sara rizzuto dice:

    Questo libro parla di un gruppo di tre amici si ritrova nel bosco e decidono di giocare al gioco della paura, consisteva di rivelare la cosa che poi lo terrorizzava e altre persone creeranno il tutto per fargliela vivere.
    uno dei protagonisti è Dylan, affidato alla famiglia di Quin. Sofia una delle amiche di Dylan inizia ad indagare sulla sua vita per fargli una sorpresa per il compleanno.
    sofia entra in casa di una vecchia e trova una foto de fratello di Dylan.
    Gli amici gli propongono di partecipare ad un gioco per svagarsi. Ma ben presto scoprirà che uno delle persone prese per creare la scena era il fratello di Dylan, ma con il tempo il gioco diventerà una trappola per tutti loro.
    Questo libro mi ha coinvolto molto per la storia.
    Mi ha stupito molto il finale perché nonostante tutti gli anni separati il fratello di Dylan abbia sacrificato la sua vita per lui .

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    Chiara Abdel Hamed dice:

    “Il gioco della paura” è un libro che parla di tre amici, Dylan Sofia e Quin, che decidono di partecipare ad un gioco che si tiene nel bosco. È appunto detto “gioco della paura”, dove ogni partecipante affronterà e supererà le proprie paure più grandi. Questo semplice gioco si rivelerà qualcosa di molto più pericoloso; nel bosco c’è un assassino e qualcuno non sopravviverà quella notte e una delle persone incaricae di spaventare i partecipanti è il fratello di Dylan. Lui è andato via da molto tempo a causa della situazione familiare. Sofia e Quin non hanno mai dato peso alla situazione tragica del loro amico ma quando indagano scoprono grazie ad una foto chi sia il fratello. La situazione durante il gioco diventerà complicata e tutto ciò si trasformerà in una trappola. Non sono proprio un’accanita di questo genere di libri, ma tutto sommato mi aspettavo di peggio e mi è piaciuto molto. Leggere è stata un’esperienza molto piacevole e scorrevole dove ogni pagina ha fatto accrescere l’ansia e l’impazienza di leggere di più, mentre la tensione aumentava. Mi è piaciuto il fatto che non tutto girava attorno al gioco, ma alle relazioni intricate e le situazioni intriganti che si creano attorno ai personaggi nel corso della lettura. Sin dalle prime pagine sono riuscita a comprendere il forte legame che c’è fra i tre amici e che Dylan prova qualcosa di più nei confonti di Sofia. Ci sono stati diversi colpi di scena durante tutto il libro e mi hanno lasciato a bocca aperta. Lo consiglio vivamente a tutte le persone della mia età, ma anche più grandi. Non ha tradito nessuna mia aspettativa anzi le ha superate e lo rileggerei due volte.

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    Giada Baldini dice:

    Questo libro, molto probabilmente, è quello che mi è piaciuto di più per la sua coinvolgente e malsana storia. È pieno di flashback confusivi e, fino a che non si arriva all’ultima pagina, non si riesce a comprendere a pieno la vicenda. Inoltre ho adorato il forte legame di amicizia che i personaggi hanno creato durante la loro paurosa avventura. Ha un finale inaspettato che mi ha lasciata completamente a bocca aperta e consiglio questo libro a chiunque abbia voglia di suspense e di svolte imprevedibili nella trama

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    Lara Villani dice:

    Un libro appassionante che collega numerose tematiche fondamentali nella vita di ogni adolescente: il concetto di famiglia, amicizia, figura materna e inoltre la ricerca di stimoli, di avventure, di sentimenti. Ho cercato di comprendere il significato di questo libro in modo un po’ più ampio attribuendo alla Fright Night ogni forma di avventura che un adolescente può intraprendere. Attualmente infatti gli adolescenti si ritrovano in situazioni piuttosto ambigue semplicemente per conoscere più se stessi, creare legami, provare sensazioni che è più o meno ciò che è successo ai protagonisti di questo libro. Ciò che però mi ha lasciata più interdetta è proprio il rapporto che intercorre tra madre e figlio, un rapporto asettico, quasi come se fosse una malattia, una relazione tossica. Mi sono chiesta come è possibile temere la propria madre, di come mi sentirei io e di quanti ragazzi vivono situazioni simili seppure a me possano sembrare assurde. Credo che nella vita di ognuno di noi sono poche le cose estremamente importanti e una di queste è proprio il rapporto con i propri genitori. Non che non si possa vivere senza, ma di certo è un grande appoggio soprattutto in un’età delicata come questa, un rapporto che dovrebbe restare intatto per il resto di un’intera vita.

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    Matilde Giuliani dice:

    Il libro Il gioco della paura è interessante, mi ha incuriosito fin da subito in alcuni punti fa paura ed è ricco di suspense, inoltre i personaggi sono molto interessanti e il finale è davvero sorprendente.

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    Federica Fanti dice:

    Questo libro narra l’avventura di tre protagonisti, Sofia Dylan e Queen.
    Questi tre personaggi principali, nonché i migliori amici decidono di partecipare alla Fright Night, un’occasione per non avere più paura.
    Il gioco avviene nel bosco, durante la notte, dove degli attori dovranno recitare spaventando i partecipanti, allo scopo di fare sconfiggere le loro paure.
    Ma non sanno che tra loro c’è un assassino e che qualcuno durante la notte non sopravviverà.
    La Lettura è piacevole, il libro è scritto in modo semplice e scorrevole, inoltre sono presenti flashback e colpi di scena che invogliano il lettore a continuare la lettura.
    Personalmente lo consiglio ai più giovani e a chi piace questo genere di narrazione.

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    Elena Mugnaini dice:

    Se cercate un libro pieno di avventure, un concentrato di emozioni, che vi faccia spaventare al punto giusto, Il Gioco della Paura di Maren Stoffels è quello adatto a voi. E’ una storia molto breve, che tutti in pochi giorni riescono a finire presi dalle vicende di tre migliori amici che partecipano a una serata alternativa che li cambierà per sempre. A guidare tutto il libro è il tema della famiglia, molto spesso non unita e felice come si può invece pensare ma, anzi, con vari problemi, in conflitto. La storia di due fratelli che si riuniscono, di due giovani innamorati, di due amici molto legati; il protagonista è un ragazzo oppresso dalla famiglia, di cui si vergogna e tenta di nascondere la verità riguardo questa. Si tratta di una lettura molto semplice, che ti appassiona anche grazie ai vari punti di vista da cui è narrata. Mi è piaciuto molto nel complesso, avendo temi che ritornano nella vita di tutti i giorni e che ci fanno sempre ragionare su delle realtà possibili ma inaspettate.

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