Le nostre ore contate

È l’estate del 1985 e a Badiascarna, un minuscolo borgo arroccato sulle colline toscane lontano dalle città d’arte e dai vitigni da cartolina, Sauro Terra inganna il tempo andando a caccia di ramarri e confidandosi con il poster di David Bowie appeso in camera. A quattordici anni non sa che fare della propria vita, ma una cosa gli è chiara: da grande sarà l’esatto contrario di suo padre.

Autore

Marco Amerighi (Pisa, 1982), laureato in Letteratura spagnola, ha conseguito un dottorato in Letterature straniere moderne. Vive a Milano, dove lavora come traduttore letterario per varie case editrici. Le nostre ore contate (Mondadori 2018) è il suo primo romanzo.

Rating: 4

20 pensieri su “Le nostre ore contate

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    Linda Bruno dice:

    Come in molti altri romanzi il protagonista è costretto a tornare nel luogo dell'infanzia da cui da tempo si è distaccato e far i conti con il passato. Un passato che però non ha mai abbandonato Sauro, che ci racconta della sua vita nel paese di Badiascarna. Ci introduce nell'amicizia fraterna che lo lega a Momo, al Dottore, al Trifo, racconta il loro modo di passare il tempo, e di come non sia mai stata, la loro, un'adolescenza spensierata. Bea arriva e in qualche modo rompe gli equilibri fra i ragazzi. Decidono di far una cosa buona, costruttiva, tutta loro, formare un gruppo musicale, quando l'intero paese ruota intorno alla fabbrica che ha portato diramazioni di amianto ovunque con le conseguenze di cui solo dopo un po' di tempo si rendono conto. Ma si trovano in situazioni di cui non valutano la gravità, hanno una pistola, ci sono stati tradimenti nell'amicizia, senza rendersene conto compiono azioni che condizioneranno le loro vite per sempre. Sauro se ne va da giovanissimo dal paese, costretto dal padre, cacciato. Solo alla fine c'è una riconciliazione, con il padre, malato a causa dell'amianto, con gli amici sopravvissuti e con il passato.

    Un libro ben scritto, personaggi reali, sentiti dall'autore quasi fosse una storia vissuta.

    Non mi sento di dar il massimo delle stelline perché "Eleonor Oliphant" mi è piaciuto tantissimo.

    Rating: 4
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    Hanna Bruno dice:

    Sullo sfondo della vicenda un paesino dove l'amianto ha condizionato la vita degli abitanti: la stessa centrale geotermica che ha dato lavoro a tanti causa malattia e morte… il protagonista, che racconta la storia ormai adulto, ha lasciato Badiascarna da ragazzino, in qualche modo scacciato dal padre. Proprio con il padre, anziano e malato, si riconcilierà alla fine del romanzo, comprendendo di esser stato allontanato da casa per poter avere la chance di un futuro migliore. Purtroppo però l'infanzia ha talmente segnato Sauro che non riesce a dimenticare. Ci racconta di un gruppo solido di amici negli anni Ottanta, lui, il Trifo, il Dottore, Momo, dei loro giochi insieme, dell'accettazione incondizionata del diverso, il Trifo, che comunque è con gli altri da sempre. Sognano di fare qualcosa di diverso, che possa dare una svolta alla loro vita, a un tratto troppo monotona. Decidono di metter su un gruppo musicale. Arriva Bea, nuova in paese, e si unisce a loro. Però una sera tutto precipita e senza nemmeno rendersene troppo conto uno di loro, testimoni gli altri, compie un gesto estremo e la loro vita cambia, ma in negativo, ne escono devastati. L'autore fa emergere il corso degli eventi pian piano, senza però alterare il ritmo del libro che ricorda la lenta vita del paese.

     

    Rating: 4
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    Livia Ferrera dice:

    Al centro del romanzo c’è il borgo di Badiascarna, un paesino qualsiasi della Toscana, lontanissimo dai centri d'arte della regione, e quasi isolato dal resto del mondo. Su tutto e tutti incombe la centrale geotermica, presenza fissa di questo luogo, dove tutto, prima o poi finisce per gravitare. Solo Sauro, il protagonista del romanzo, Momo, il Dottore e il Trifo, gli amici di Sauro, se ne allontanano, anzi la respingono con tutta la loro forza: anche se i loro padri e le madri, in larga parte, ci lavorano e vivono quindi grazie alla centrale. E sempre “grazie” alla centrale moriranno perché si ammaleranno di mesotelioma, un cancro causato dall’amianto.

    I protagonisti rifiutano la centrale perché rappresenta l'omologazione dell'impiego, del posto sicuro e a vita. Loro pensano ad altro, e poi un giorno decidono di fondare un gruppo di musica punk. Siamo nel 1985, in Italia, anzi nella campagna toscana e il punk è lontano anni luce, ma per i ragazzi protagonisti del romanzo rappresenta “la ribellione”.

    Il mondo di Sauro e degli altri sembra perfetto. Lui e i suoi amici suonano, stanno insieme e vivono la loro giovinezza. Tutto sembra non dover cambiare mai e invece tutto cambia. Una sera, che finirà per cambiare i destini di tutti, Trifo scompare misteriosamente e niente sarà più come prima.

    L’autore a un certo punto fa un salto temporale, portandoci vent'anni dopo, ancora una volta a Badiascarna ma con un Sauro cambiato che torna perché il padre è misteriosamente scomparso e lui non potrà fare altro che tornare al suo paese di origine per fare i conti, una volta per tutte, con il passato.

    Penso che questo sia un romanzo che contiene molti temi: il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, la differenza tra vivere e sopravvivere, la denuncia sociale del dramma dei morti a causa del lavoro, ma soprattutto il tema del tempo che corre veloce e sfugge ma i cui segni rimangono in maniera indelebile su ognuno di noi.

    Livia Ferrera – IB Liceo Linguistico Calamandrei Sesto Fiorentino

     

    Rating: 4
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    Erika Bellanova dice:

    Totalmente sorpresa!

    La storia di Sauro all’inizio sembra la vita di un normale ragazzino che vuole scoprire cose nuove e trovare qualcosa che lo coinvolga con tutto se stesso e lo allontani dalla realtà di Badiascarna. E questo lo è anche per i suoi amici, con cui si ritrovano a formare “La Banda”, ma quello che capiterà a questi ragazzi è una cosa che mai si sarebbero potuti immaginare, perfino noi lettori. Sinceramente questo libro non mi convinceva molto, ma leggendolo mi sono accorta di quanto mi stessi sbagliando. All’apparenza sembra un libro con una trama comune, ma le cose scritte lí dentro ti faranno ricredere di quello che hai pensato prima di iniziare a leggerlo. Il fatto che ogni capitolo si sposti dalla realtà ai ricordi d’infanzia, raccontati da Sauro, rende la lettura molto scorrevole e riesce comunque a non farti perdere le vicende precedenti. Mi ha veramente trasportata, soprattutto dalla tragedia successa al Mattatoio tra Sauro, il Dottore, Momo e il povero Trifo; da qui non sono più riuscita a staccarmi dalle pagine successive per capirne di più e scoprire la verità. Quando l’ho finito, ho riletto le prime pagine e ho pensato“Ahh, ora capisco!”; ma ho ancora un piccolo dubbio… cosa ne ha fatto il padre di Sauro del corpo del Trifo?!

    Rating: 4
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    Chiara Pelacchi dice:

    Questa storia mi è piaciuta molto per diversi motivi: innanzitutto è molto reale e, essendo scritta in prima persona, si riesce facilmente a immedesimarsi nel protagonista. Inoltre tratta temi interessanti: il libro è ambientato a Badiascarna, paese inventato nel quale si trova una fabbrica dove viene utilizzato l’amianto e, a causa di questo utilizzo, i dipendenti si ammalano gravemente, perciò uno dei temi principali riguarda l’amianto, il suo impiego e le malattie che lo riguardando; ritengo che questo tema sia anche, purtroppo, molto attuale, basti guardare la triste situazione di Casale Monferrato.

    A mio parere è, poi, molto intelligente l’idea di ambientare un capitolo nel 1985 e uno nel presente perché “costringe” il lettore a mantenere l’attenzione per capire la storia, che deve essere ricostruita rimettendo insieme capitolo per capitolo mentalmente. Inoltre così facendo il lettore rimane con il fiato sospeso per un capitolo intero se vuole sapere il continuo di una delle due storie, le quali si collegano poi alla fine.

    Per quanto riguarda il finale, penso sia la parte del libro che mi è piaciuta di più perché è sempre carico di tensione (a differenza del resto del libro che in alcuni capitoli è anche un po’ troppo statico) e, nonostante sia abbastanza tragico, è molto adeguato al resto della storia.

    In conclusione consiglierei questo libro perché a mio parere è molto intrigante e perciò affascinante.

    Rating: 4
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    Giulia Pugliese dice:

    Le Nostre Ore Contate è un romanzo di Marco Amerighi pubblicato nel 2018.

    Parla di 4 ragazzi che vivono in un paesino della toscana,Badiascarna,che durante le vacanze estive decidono di mettere su un band rock-punk,come sfogo,e parte tutto per gioco.

    Sauro(il protagonista)ha il padre malato per via dell'amianto nella fabbrica dove lavorava prima di ammalarsi.

    Sauro e il fratello maggiore,a turni,devono tenere a bada il padre che molto spesso,senza avvisare,esce di casa;perciò Sauro non prova nessuna compassione ma più che altro imbarazzo e rabbia.

    :"Perchè questo arnese"disse fissando la lavatrice"è l'unica cosa qui dentro messa peggio di me."

    Tutte le sere sauro si confida con il poster del suo idolo,David Bowie,attaccato alla parete di camera sua.

    L'autore gioca a fare un salto nel futuro dal passato o viceversa,quindi si trovano capitioli di Sauro 14enne e 35enne con la compagna.

    Dopo 20 anni di vita fuori da Badiascarna decide di tornare,dopo una chiamata dalla madre,l'unica persona con cui è rimasto in contatto…

    Rating: 3
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    azzurra lotti dice:

    Personalmente trovo che il libro sia in generale poco scorrevole ed eccessivamente carico di descrizioni, la lettura diventa infatti piú interessante e piacevole solo nell’ultima parte, dove, a mio parere la suspense aumenta. Sicuramente il fatto che i capitoli raccontino in modo alternato l’adolescenza di Sauro e la sua vita passati i trent’anni, crea un effetto di angoscia maggiore. Io però, che sono stata coinvolta maggiormente dalla lettura dei capitoli riguardanti la sua adolescenza, nel leggere gli altri capitoli ho avuto fretta e temo di aver tralasciato parti importanti della storia. Sarebbe stato quindi più interessante se lo scrittore fosse riuscito a rendere egualmente coinvolgenti tutti i capitoli.

    Nel racconto vi sono alcune parti ricche di descrizioni, ed altre invece che ne sono prive. Un esempio è l’uccisione dell’amico e il successivo incendio: tutto viene raccontato nel giro di mezza pagina, non è presenta la descrizione approfondita né di come avviene l’incidente né delle emozioni che provano i ragazzi al momento dell’accaduto, la vicenda infatti è descritta superficialmente, e la lettura mi trasmetta l’idea che i ragazzi non siano rimasti poi così sconvolti dalla morte dell’amico. Mi sarebbe piaciuto di più se questo evento fosse stato raccontato in modo più articolato. L’ultimo aspetto del libro che avrei voluto diverso è relativo al personaggio del padre di Sauro. Infatti, secondo me, Rino gioca uno dei ruoli fondamentali nel racconto, egli rappresentante esattamente ciò che Sauro non avrebbe mai voluto diventare, pertanto dovevano essere spiegati meglio i motivo di questa sua avversione nei confronti del padre, soprattutto nella parte iniziale. Purtroppo quindi non sono stata così coinvolta nella lettura, tanto da non riuscire a smettere di voltare pagina o da farmi rimanere sveglia fino a tardi per leggere una pagina in più.

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    mattia Petruccioli dice:

    "Le nostre ore contate" potrebbe essere definito come "un romanzo di formazione ancorato al passato", il suo modo di raccontare il susseguirsi degli eventi ricorda molto il romanzo "IT" di Stephen King, dato che in entrambi c'è un continuo passaggio dal presente al passato, in cui il protagonista racconta il suo ritorno alla sua città natale. La cosa che mi ha fatto particolarmente storcere il naso è stato il brusco cambiamento di stile nella seconda metà del libro, che in alcune sezioni può risultare addirittura sottotono. Infine se state cercando un' 'opera che parla in modo approfondito degli effetti dell'uomo sull'ambiente beh…qui troverete poco di tutto questo dato che a mio parere questo argomento non viene adeguatamente approfondito. L'unica nota positiva è che il rapporto d'amicizia tra i ragazzi mi è sembrato motlo verosimile.

     

    Rating: 2
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    beatricegigli1@gmail.com dice:

    Consiglio la lettura di questo libro per capire, attraverso un altro racconto, cosa è l'universo degli adolescenti.

    E' un libro scritto con linguaggio chiaro, capace di rendere bene l'idea di quello che può essere il contesto sociale e familiare per un adolescente alla ricerca di se stesso.

    Il protagonista vive in un paese dove niente cambia, anzi opprime, perchè non riesce a garantire alle famiglie neanche il lavoro ad un padre.

    Una serie di eventi tristi costringono il protagonista a cercare rifugio in un'altra realtà.

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    Ivan Basilissi dice:

    Libro interessante, che racconta la storia di un paese, la storia di alcuni ragazzi, la storia di anime destinate alla disperazione che per paura e  per inesperienza si lasciano travolgere da un impeto di emozioni e si ritroveranno a gestire situazioni più grandi di loro. La psicologia dei ragazzi protagonisti è descritta con grande efficacia, tanto da far sembrare tutto quanto vero, come se fosse realmente accaduto. L'adolescenza segnerà ciascuno dei protagonisti e ne lascerà il segno indelebile sul loro carattere: ognuno reagirà differentemente alle vicende vissute insieme, nessuno ,però, ne passerà incolume. 

    Un libro che ci lascia qualcosa dentro, che ci fa capire che con l'abitudine si riescie a superare tutto, ma non si sarà felici, che nonostante i nostri tentativi di scordare tutto ciò che ci corrode internamente, il passato tornerà per ricordarci chi siamo e da dove siamo venuti, per ricordarci ciò che ci ha fortificato e ciò che ci ha distrutto. Tutto finirà solo quando saremo capaci di affrontare,  e di superare ciò che il passato ci riserva, diventando persone migliori ogni momento della nostra vita, imparando dai nostri sbagli.

    Unica pecca di questo libro è che nel momento cruciale, nel punto di svolta, quando dovremmo capire ciò che significa l'inizio in medias res, tutto è un po' contorto e confuso, tanto da lasciare il lettore sconcertato.

    Rating: 4
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    gabriele guedes de olivera dice:

    estate 1985,a badiascarna,sauro terra ragazzo di 14 anni, inganna il tempo andando a caccia di ramarri  e parlando con il poster di david bowie .

    e con i suoi amici decide di fondare una band ,sauro non sa cosa fare della sua vita,ma una cosa gli è chiara:  sarà l'esatto contrario di suo padre

    la morale: è che l'amizia e importante.

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    sabrina weng dice:

    mi piace il coperchio del libro, anche se ce una grande faccia nel fondo XD

    questo libro è il primo dei tre libri che ho comprato e mi piace molto la sua storia(⁄ ⁄•⁄ω⁄•⁄ ⁄)

    Rating: 4
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    Matteo Castellari dice:

    Bel libro tutto sommato, un po' troppo incasinato per i miei gusti però… Inizialmente non avevo proprio capito che si trattava di due storie complementari, mi ci è voluto un po' per collegare il tutto, avrei preferito magari che ci fosse almeno un titolo iniziale di ogni capitolo che magari potesse lasciar intendere che si trattava la divisione tra Sauro uomo e Sauro adolescente

    Sulla storia in se per se, non ho nulla da dire, carina in tutte le sue sfumature e molto avvincente a tratti, mi hanno lasciato un attimo spiazzato alcune scene ma l'insieme funziona direi

    Rating: 4
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    Chiara Cavini dice:

    Un romanzo sulle relazioni fra amici che a volte riescono a superare le difficoltà e continuano anche da adulti, ma che, molto spesso, si perdono lungo la strada della vita e restano soltanto dei ricordi; sulla provincia, in cui i ragazzi devono inventarsi qualcosa da fare per trascorrere il tempo e sull’amore per la famiglia, nonostante tutto. Sauro, tornando al suo paese natale, fa riaffiorare, anche suo malgrado, i ricordi che  lo  riportano nel 1985 a  quando un gruppetto di adolescenti cercava di trascorrere le vacanze scolastiche divertendosi, fondando un gruppo musicale. Nella lunga e  torrida estate toscana, però, i ragazzi dovranno affrontare  una tragedia che cambierà per sempre il loro futuro e con cui, prima o poi, dovranno fare pace.

    Durante la lettura di questo romanzo ci sembra di percepire il calore delle strade assolate, la calura nell’arida campagna in piena estate e, soprattutto, la voglia adolescenziale di fare gruppo, di appartenere a qualcosa o qualcuno, mentre il tempo sembra non scorrere mai, per poi rendersi conto che  sarebbe stato meglio che non fosse davvero mai cambiato niente. Viene affrontato anche un tema importante come quello delle malattie dovute alla lavorazione dell’amianto, che si sono portate via tante vite del piccolo paesino di Badiascarna, dove è ambientato il romanzo.

    Il libro non mi ha entusiasmato completamente, anche se ho trovato numerosi spunti su cui riflettere, vedi l’amicizia che sembra essere finita, ma in realtà non lo è perché basta ritrovarsi  e sembra che non sia trascorso neanche un attimo dall’ultima volta che hai rivisto i tuoi amici, l’amore per i genitori, anche se così diversi da te, la vita lontano da casa e gli scontri generazionali.

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    Maxim Kotov dice:

    Marco Amerighi realizza il suo primo romanzo nel 2018, Le nostre ore contate.

    Una storia avvincente che tratta un tema molto attuale del quale si scrive sempre troppo poco, le morti per amianto, ma non solo, in questo romanzo si toccano temi molto complessi, le radici, il rapporto padre-figlio, il passaggio dall'adaloscenza all'età adulta.

    L'unico commento che posso fare a sfavore di questo titolo è il ritmo, per carità la mia esperienza come recensore è basilare ma nonostance ciò mi permetto di dire che l'ho trovato lento come libro. Non conoscevo l'autore ma non ha deluso le mie aspettative, è un romanzo teso e appassionante.

    Rating: 4
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    Elisa Azzerlini dice:

    Il romanzo "Le nostre ore contate" è il primo romanzo scritto da Marco Amerighi.

    Nato a Pisa nel 1982, è laureato in letteratura spagnola e oggi vive a Milano, dove lavora come traduttore letterario per molte case editrici.

    Il libro è ambientato nel 1985 a Badiascarna, un paesino isolato della Toscana. Il protagonista è Sauro Terra, un ragazzino di quattordici anni che passa il suo tempo ad osservare il poster di David Bowie  attacato in camera sua e andando a caccia di ramarri. Un giorno annoiato più del solito, decide di chiamare alcuni suoi amici: Momo, un ragazzino mingherlino che ha paura di tutto, il Dottore, molto sicuro di sè e il Trifo, un ragazzo problematico che prima di addormentarsi fa strani incubi. Fondano un gruppo punk. Insieme sono carichi e, quando a loro si unisce anche Bea, ragazza dai capelli di grano, la band sembra spruzzare felicità da tutti i pori. Cominciano a fare delle prove in una ex cella frigo di un mattatoio e si preparano per il loro primo concerto. Tutto sembra filare liscio fino a quando la scomparsa improvvisa di Trifo spezza il sogno di tutti.                                                                                                                                                                                                                                     Da questo momento l'autore fa un salto nel futuro di vent'anni e a Badiascarna nulla è cambiato…Solo Sauro sembra essere diverso dal ragazzino che era e, scacciato di casa dal padre senza un apparente motivo, adesso alloggia in un appartamento. Esso viene però informato per telofono della scomparsa del padre e si offre di tornare al paesino per cercarlo. Anche se non lo vuole ammettere, Badiascarna è l'unico posto capace di dare delle risposte alle sue domande che continuano a torturarlo. Non sa nè il perchè il padre lo abbia allontanato dalla città nè il motivo delle scomparse degli amici. Deve solo cercare.

    Questo romanzo trovo che descriva perfettamente tutti i passaggi narrativi del racconto e soprattutto i particolari che caratterizzano i sogni e i tormenti dell'adolescenza. Questo voler smettere di fare cose abituali e voler iniziare ad abbracciare lo sconosciuto, la musica punk, che a quel tempo era lontana anni luce da un paesino rurale come quello di Badiascarna, è un sistema ad incastri presente anche nell'aggiunta di Bea alla band.

    Sauro sa che l'angosciante presente che aveva vissuto fino ad ora, non era colmo…e quello spazio che si era creato vent'anni prima, sapeva benissimo come riempirlo, ma aveva paura. Fino a quando la telefonata dell'informazione della scomparsa del padre non lo aveva destato da quella sorta di spazio-temporale in cui era vissuto.

    Sauro sa che dovrà fare i conti con il drammatico ma allo stesso tempo inquietante presente e trovo che questo libro abbia descritto al meglio tutte le sensazioni e le differenti emozioni passanti per una mente adulta e una adolescente, accomunate però da un pensiero fisso che è quello di volere una risposta.

    Rating: 4
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    s.megli@comune.impruneta.fi.it dice:

    Ho scelto di leggere questo libro perchè oltre alla trama, mi incuriosii pure la copertina che in qualche modo mi ricordava un posto che avevo visitato quando ero piccola. Se dovessi lasciare un giudizio generale su questo libro direi che mi è piaciuto molto, ma ci sono dei piccoli aspetti che non ho gradito del tutto. Uno di questi secondo la mia opinione è il linguaggio utilizzato che era abbastanza complesso da capire subito, e lo scorrimento delle frasi, c'erano dei momenti in cui non c'era più un filo logico ed era difficile comprendere le varie situazioni. Invece una delle mie parti preferite è quando Sauro (il protagonista) insieme al suo gruppo, deve decidere il nome della sua band e vengono fuori dei nomi divertenti e bizzarri allo stesso tempo,quando poi il nome migliore di tutti è semplicemente "La banda". Oppure quando iniziano a suonare e a cantare dei pezzi nel "mattatoio" che poi si rivelano dei fallimenti, il pezzo migliore penso proprio che sia "gli sbandati" che riflette le caratteristiche quotidiane di ognuno di loro, non c'è nome più azzeccato. Non posso dire di aver un personaggio preferito specifico perchè mi piacciono un po' tutti: da Sauro (che può avere la mia profonda stima per il poster di David Bowie attaccato nella parete della sua stanza) al Trifo, al Dottore, a Momo, a Bea e anche al padre di Sauro che purtroppo è dannatamente affetto da una malattia presa dalla famosa ditta di Badiascarna. Sul finale ci sono veramente rimasta male, non me l'aspettavo proprio; leggendo già le prime righe di uno dei capitoli finali, avevo capito che non sarebbe finita bene. Infatti quando il dottore, nel mattatoio,impugna la pistola non avrei mai potuto pensare che la povera vittima fosse il Trifo. Sono rimasta scioccata e sbalordita, non solo dalla morte ma da ciò che avviene dopo: il padre del Trifo manda una ricerca su tutta la zona del mattatoio, e Sauro mi fa quasi pena quando deve far finta di non sapere cosa è successo. Per fare in modo che la situazione sia credibile, devono persino appiccare un incendio nel mattatoio che secondo me peggiora solo le cose. Consiglio questo libro a tutte quelle persone che cercano una storia fuori dal comune, ad una amicizia che non sembra durare e a una banda formidabile. Questo non è uno di quei libri mediocri che leggi e il giorno seguente non ricordi più nulla; "Le nostre ore contate" ti trasporta a Badiascarna e ti fa vivere dei momenti che solo leggendo puoi capirli, ti lascia qualcosa, anche se non ho ancora capito bene cosa.

    Rating: 4
  18. Avatar
    enritoc@gmail.com dice:

    Devo dire che mi aspettavo di più…
    Ho preso questo libro convinto di leggere una avventura a tratti gialli di una banda di ragazzi adolescenti, come si può evincere dalla copertina, invece mi sono ritrovato a leggere un romanzo a mio parere monotono e poco articolato in alcune parti del racconto, concentrandosi maggiormente sulla descrizione degli eventi o della scena. Mi aspettavo una minore precisione nei dettagli che potesse almeno non confondere lo "scenario" della trama del libro. Non trovo tanto coerente poi, la trama che tende a ripetersi in alcuni punti e quindi a complicarsi. Alcuni capitoli del libro li ho dovuti pure rileggere.
    Mi piace tuttavia, l' idea che l' autore abbia voluto dare con lo svolgimento della trama che ha come ruolo principale la formazione del protagonista, che impara ad aprire gli occhi al mondo riuscendo così ad avviare una ricerca di quello che egli stesso ha sempre avuto davanti agli occhi ma che non ha mai visto.

    Rating: 2

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