Le persiane verdi

Emile Maugin, celeberrimo attore giunto, a sessant’anni, all’apice del successo e della fama, che un giorno apprende di avere, al posto del ventricolo sinistro, «una specie di pera molle e avvizzita».
Dopo un’infanzia sordida, ha lottato, perduto, vinto, amato, desiderato, conquistato e posseduto tutto – donne, fama, denaro -, e coltiva la propria leggenda abbandonandosi a ogni eccesso. Prepotente, scorbutico, cinico (ma segretamente generoso), regna da tiranno su un piccolo mondo di sudditi devoti e trepidanti, fra cui la giovanissima e amorevole moglie, ma vive nella costante paura della morte e nella nostalgia dell’unica cosa che non ha mai conosciuto: la pace dell’anima – quella cosa tiepida e dolce a cui il suo desiderio attribuisce la forma di una casa con le persiane verdi.

Autore

Georges Simenon romanziere francese di origine belga. La sua vastissima produzione (circa 500 romanzi) occupa un posto di primo piano nella narrativa europea.
Grande importanza ha poi all’interno del genere poliziesco, grazie soprattutto al celebre personaggio del commissario Maigret.
La tiratura complessiva delle sue opere, tradotte in oltre cinquanta lingue e pubblicate in più di quaranta paesi, supera i settecento milioni di copie. Secondo l’Index Translationum, un database curato dall’UNESCO, Georges Simenon è il quindicesimo autore più tradotto di sempre.

Rating: 3

10 pensieri su “Le persiane verdi

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    SIBILLA SETTINO dice:

    Questo è il primo libro di Georges Simenon che mi capita tra le mani e ho fatto fatica a terminare la lettura. Ho apprezzato molto lo stile di scrittura dell'autore anche se in alcuni punti l'ho trovato poco scorrevole e troppo articolato  tanto che a tratti non riuscivo a concentrarmi sulla storia. Può essere considerato a parer mio un romanzo psicologico, ma manca secondo me di una trama, di un filo conduttore; il protagonista mi ha lasciato poco, cosa che invece mi aspetto da un romanzo del genere  soprattutto se è incentrato su un personaggio principale, Emile Maugin, sui suoi pensieri e sulle sue emozioni. L'aspetto che più mi è piaciuto di questo romanzo è stata la metafora delle persiane verdi, che non sono altro che la storia di una diagnosi, che viene battezzata dal dottore con un nome e che porta con sè un destino. La diagnosi diventa l'occasione per ripensare alla propria vita, ai propri errori, ripercorrere le tracce della propria carriera, le scelte sbagliate (soprattutto quelle, tanto che alla fine non sa nemmeno lui per che cosa ha vissuto anche se poi in extremis riesce a dare un senso al suo percorso vitale, che ormai però è giunto al termine, e che sta alla fantasia del lettore immaginare), la fama, la gloria ed il potere vuoto delle posizioni sociali.   "Riesci a ricordare chi eri prima che il mondo ti dicesse chi essere?" (Danielle LaPorte)

    Rating: 3
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    Samuele Bartalesi dice:

     Questo libro narra la storia di un attore all’ apice della sua carriera, con una vita apparentemente perfetta. Ma la storia ci insegna che, a volte, dietro una persona famosa che sembra sguazzare nell’ oro e nella felicità si nasconde un uomo che puo’ avere alcune insicurezze e drammi.

    Racconto molto particolare, quello di Georges Simeon passa da momenti drammatici e di nostalgia ad alcuni con tratti cinici ed addirittura umoristici che, nell’insieme costruiscono una storia complessa e ricca di particolari elettrizzanti. La narrazione della vita dell’attore è abbastanza esplicita (nel senso che vengono raccontate anche le cose più intime utilizzando un linguaggio a tratti volgare) cosa che da veridicità al racconto, facendoci immedesimare quasi pienamente nella figura del protagonista. Abbastanza scorrevole e piacevole da leggere, anche se, almeno per me, alcune parti come quella iniziale sono un po’ confusionarie e il ruolo dei personaggi è non troppo chiaro.

    Comunque nel complesso un bel libro, lo consiglio soprattutto a chi vuole leggere una storia un pochetto fuori dagli schemi!

    Samuele Bartalesi

    Rating: 3
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    Chiara Cavini dice:

    Questo romanzo di Simenon sembra il testamento del grande Maugin, l’attore non più giovanissimo protagonista di questa storia. Difatti, durante tutto il romanzo, egli non fa che aspettare la morte, ma non in modo passivo, bensì “mordendo” la vita in un eccesso dietro l’altro e sembrando l’imputato in un processo in cui la giuria è costituita dalle persone a lui più vicine.

    L’eccesso sembra il coprotagonista di questa storia e la solitudine che accompagnerà Maugin fino alla sua morte potrebbe essere l’antagonista: sempre presente e sempre esorcizzata dall’attore.

    Il romanzo scorre veloce e sembra essere più lento quando Maugin si ritira in Costa Azzurra con la sua famiglia, facendoci percepire il calore dell’estate, il dilungarsi delle giornate di sole e la calma della vita di mare. Simenon riesce a racchiudere in un solo personaggio tanti difetti dell’umanità: l’ingordigia di fama e di soldi, la sregolatezza nel bere e nel mangiare, la mancanza di veri e propri affetti nonostante lo sforzo di cercare l’amore. Nonostante il caratteraccio di Maugin, Simenon è riuscito a non rendercelo antipatico: lo scrittore ha la bravura di rendere un personaggio difficile e ingombrante, a tratti scorbutico, un uomo di cui sentiremo la mancanza. La sua morte coincide con l’uscita dalla scena del grande attore, ma la sua scomparsa, di per sé non ha nulla della “grandeur” che ha caratterizzato tutta la sua esistenza. Muore solo con la compagnia del segretario in un comunissimo ospedale ed è forse questo che ci ricorda che tutti alla fine siamo uguali e che, ad accomunarci, è l’istante finale della nostra vita.

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    Greta Giuliani dice:

    Storia  interessante,ma non mi ha colpita. L'autore del libro ci descrive il personaggio principale Émile Maugin nei minimi dettagli,con un'accurata descrizione psicologica.Émile  è un uomo che da quasi sempre il meglio di  se,ma purtroppo vive in una società di "sudditi" che a quanto pare non riesce a comprendere il suo vero stato d'animo sommerso da paure e insoddisfazione.Nonostante abbia una moglie da amare ed altre felicità,Émile  non riesce a trovare soddisfazione.Apparentemente sembra un uomo scorbutico e arrogante,ma sotto sotto nel suo profondo anche lui   cerca  l'affetto delle persone attorno a lui.Tutti sembrano conoscerlo per quello che non è,per la maschera che si è creato nel corso del tempo,per andare avanti cerca gli "eccessi",così facendo si dimentica di quei  pensieri negativi e va avanti in una falsa verità,nascondendo le lacrime al pubblico (altrimenti non lo avrebbero riconosciuto).

    Rating: 3
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    Adelin Dan Alixei dice:

    Cosa significa aver raggiunto un così grande successo sacrificando la vera essenza della vita ? Creare un muro tra la carriera e il proprio io e vivere 'solo' nello spazio della fama e del denaro,   privandosi così  dell'altro spazio, quello dell'anima,  per paura di distruggere quell'uomo che tutti vedono, che tutti conoscono con quel carattere e quella personalità, ma che non rispecchia la realtà.

     

    Emile Maugin, il protagonista, ormai non più giovane è continuamente logorato da questo dubbio: scappare dal passato, dalle relazioni , immergendosi nel mondo del lavoro, credendo che il "muro" tra la vita e la carriera non debba  mai crollare oppure perdersi in uno stato di ebrezza purificatri   per staccarsi dalla realtà materiale  e dimenticare così  il passato e la costruzione dell'altro se stesso? 

    Emile sta per raggiungere una svolta: non si  deve vivere all'insegna della falsità e ipocrisia fino alla fine della propria esistenza!  dall’altra parte del muro non ci sono solo le paure, ma anche i sentimenti, le emozioni ed i sogni, che aspettano di essere considerati, e arriva sempre quel momento in cui c’è il bisogno di far crollare questo muro, di rivelare il proprio passato e la propria anima, senza passarci accanto in modo indifferente.

    C’è il bisogno di tornare indietro, di scavare in se stessi, nella propria gioventù e nelle proprie emozioni, di vedere quell’anima  colma di persone che l'hanno resa tale , di sogni, di emozioni, rendendola visibile. Sì, le persiane verdi del proprio io  devono riaprirsi sul mondo perchè la speranza di riconciliarsi con esso è possibile, basta volerlo.  

    Un libro che insegna a vedere con occhi diversi ciò che le persone che ci circondano sono, credere nel buono celato dal cattivo, perché ciascuno di noi possiede un'anima nascosta, ma per paura di cambiare l'immagine di se stessi , la abbandona, continuando ad essere insoddisfatt? della propria vita, vedendo allo specchio un corpo, non un uomo.

    Rating: 5
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    Matteo Masiero dice:

    “Le Persiane Verdi” è un libro scritto da Georges Simenon il quale descrive la storia di Èmile Maugin: un attore teatrale e cinematografico che vive una vita fatta di eccessi e vizi. Maugin è quasi costretto ad abbandonare queste cattive abitudini, infatti all'inizio del libro il suo medico gli descrive la situazione del suo cuore che sembra quello di un settantacinquenne anche se Èmile ha cinquantanove anni. Il libro, che descrive la sua vita, sembra volerci far capire le motivazione che hanno portato Maugin a compiere determinate scelte; infatti Èmile ha vissuto una vita molto movimentata passando da essere un semplice campagnolo ad essere una star del teatro e del cinema, ed anche se è riuscito ad avere fama, denaro e donne, poiché si è sposato più volte, è comunque solo e per questo si abbandona ai vizi. Un tema che ricorre per la maggior parte del libro è la morte, ma nonostante questo scoprire e leggere questo libro è stato una bella esperienza. Anche se dei miei amici mi avevano sconsigliato di leggerlo poiché sembrava loro noioso ed a tratti confusionario la trama è riuscita a farmi appassionare al protagonista ed alle sue vicende immedesimandomi in lui. Mi sento di consigliare questa lettura alle persone che vogliono godersi una storia interessante quanto appassionante.“Le Persiane Verdi” è un libro scritto da Georges Simenon il quale descrive la storia di Èmile Maugin: un attore teatrale e cinematografico che vive una vita fatta di eccessi e vizi. Maugin è quasi costretto ad abbandonare queste cattive abitudini, infatti all'inizio del libro il suo medico gli descrive la situazione del suo cuore che sembra quello di un settantacinquenne anche se Èmile ha cinquantanove anni. Il libro, che descrive la sua vita, sembra volerci far capire le motivazione che hanno portato Maugin a compiere determinate scelte; infatti Èmile ha vissuto una vita molto movimentata passando da essere un semplice campagnolo ad essere una star del teatro e del cinema, ed anche se è riuscito ad avere fama, denaro e donne, poiché si è sposato più volte, è comunque solo e per questo si abbandona ai vizi. Un tema che ricorre per la maggior parte del libro è la morte, ma nonostante questo scoprire e leggere questo libro è stato una bella esperienza. Anche se dei miei amici mi avevano sconsigliato di leggerlo poiché sembrava loro noioso ed a tratti confusionario la trama è riuscita a farmi appassionare al protagonista ed alle sue vicende immedesimandomi in lui. Mi sento di consigliare questa lettura alle persone che vogliono godersi una storia interessante quanto appassionante.

    Rating: 5
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    camipolle@gmail.com dice:

    Questo libro non mi ha coinvolto nella storia più di tanto, l'ho trovato poco scorrevole forse perché non é il genere di libro che di solito leggo e per questo motivo ci ho messo abbastanza a finirlo. Nonostante ció sono contenta di aver provato un nuovo genere di lettura. 

    Rating: 1
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    Emma Franchini dice:

    Avete presente la sensazione che si prova, quando si entra in una stanza alla ricerca di qualcosa e in quel preciso istante ci si scorda cosa?

    Questo libro è questa sensazione amplificata per duecento pagine. Il libro parla di un attore famosissimo, il suo nome lo si legge su ogni locandina della città, che è desiderato da tutti i produttori di film e opere teatrali , così anche da ogni donna che conosce il suo nome e che ottiene sempre quel che vuole. Da una descrizione del genere lo si immagina un bel uomo, dal carattere dolce e sensibile, ma non è il caso di questo libro. Maugin, il protagonista, nonostante sia tutto ciò che ho descritto prima, è un uomo burbero, grasso e brutto, che ha raggiunto il successo all’età di cinquantanni, dopo aver passato la sua intera esistenza a scappare da tutto e tutti . L’attore usa l’alcol come rimedio alla vita, e a tutti i sentimenti e ricordi che essa porta con se, lo usa come magazzino per rinchiuderci il pensiero di tutte quelle persone che hanno segnato la sua vita ma che ora non ne fanno più parte. Il libro, così come la sua vita, è immerso in un’atmosfera di tristezza, malinconia, dispersione e paura. In particolare un paura che accomuna tutti noi esseri umani, da quelli migliori a quelli peggiori, così grande che fino alla fine non sanno identificarla: la paura di morire da soli.

    Rating: 4

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