46 pensieri su “L’età dei sogni

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    Mattia Allegra dice:

    Una storia straordinaria scritta altrettanto bene. Tratto da un momento storico, il quale è tutt’oggi considerato come uno dei più grandi gesti di coraggio della storia e di ribellione nei confronti di un sistema giudiziario che avvantaggia solo parte della popolazione facendo riferimento al colore della pelle, il libro riesce ad aprire gli occhi e la mente del lettore che si riesce ad immedesimare pienamente e coglie la situazione tremenda di persone come noi. Tratti di tristezza e solitudine sono spesso alterni ad altri di speranza e rabbia. La scuola, luogo dove si impara a diventare un cittadino a tutti gli effetti, per questi otto ragazzi è un’esperienza terrificante caratterizzata da insulti tremendi, minacce di morte o persino aggressioni. Consiglio pienamente la lettura di questo libro in quanto uno dei più grandi racconti ASSURDI dal punto di vista umano. Il racconto insegna che i pregiudizi sono una MALATTIA vera e propria: quando qualcuno è infetto inizia a contaminare anche il pensiero di coloro che gli stanno vicino.

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    Linda Bruno dice:

    Nel libro è riportata la storia di Molly e Grace durante il breve periodo, quello di un anno scolastico, in cui le vite due ragazzine quindicenni si incontrano. Due background molto diversi e anche due destini diversi, ma le vicende che le vedono protagoniste le avvicina, per quanto possibile in un contesto particolare, quello degli anni Cinquanta in Arkansas USA. Molly è una dei nove studenti di origine africana ammessa, volontariamente, ad un liceo “di bianchi”. Oltraggiata, offesa, umiliata, ferita, isolata anche dalla sua stessa comunità, la ragazza tiene duro. Grace, scostandosi dal pensiero dominante e anche dal gruppo delle amiche, si dimostrerà in qualche modo solidale con la compagna che percepisce semplicemente come un’adolescente in difficoltà e bisognosa di un supporto. Non c’è lieto fine, né per Molly né per Grace nel termine della storia raccontata, ma il reale personaggio che ha ispirato Molly, Melba Patillo, è diventata un’importante attivista per i diritti umani e giornalista americana.
    Il linguaggio è semplice e il messaggio è immediato, la suddivisione in capitoli, con una simpatica grafica (il volto stilizzato della ragazzina cui si riferisce il capitolo) rendono ancora più avvincente il romanzo.

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    maurograffia@virgilio.it dice:

    “L’ età dei sogni” è un libro leggero e romanzato per raccontare il razzismo degli anni 50, dove nel 1957 mandarono dei ragazzi di colore in una scuola di bianchi.
    Ed é qui che la stoia comincia Molly, una ragazza di colore viene scelta per andare a fare cominciare l’integrazione, mentre la seconda protagonista è Grace, la reginetta della scuola; queste due ragazze che non hanno niente in comune ma dovranno collaborare per aiutare gli altri ragazzi.
    Parla di razzismo, odio e pregiudizi verso le persone di colore, e di quanto fossero ormai queste credenze radicate dentro ogni persona, un argomento difficile da trattare, piene di storie di bullismo e cattiveria e di dove possa arrivare enorme la pazzia umana.
    Il libro parla della differenza di quegli anni e del bullismo, il finale è aperto ma lascia intendere ciò che succederà negli anni a venire.

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    Vittoria Masti dice:

    Il libro “L’età dei sogni” mi è piaciuto, anche se non è il genere che leggo solitamente.
    Il libro tratta i temi della segregazione e del razzismo negli anni cinquanta, e mostra la vita delle persone a quell’epoca da due punti di vista, quello di una ragazza benestante e bianca, Grace, e quello di una ragazza di colore, Molly.
    La storia è abbastanza coinvolgente, anche se trovo le parti con protagonista Grace più noiose rispetto a quelle con protagonista Molly. Infatti queste mi sembrano a tratti fuori luogo e frivole. Nonostante questo mi è piaciuto il fatto che Grace, a differenza delle altre persone bianche, è in grado di provare empatia per le persone di colore, e mi ha colpito particolarmente il rapporto fra lei e la sua domestica Minnie. Oltretutto ammiro Grace per il modo in cui è stata l’unica bianca nella scuola a sostenere Molly, anche se a sue spese, perdendo l’amicizia delle sue compagne e subendo angherie.
    Il personaggio che mi ha affascinato di più è Molly, perchè è quella che mostra maggiormente gli effetti del razzismo, in tutta la sua verità.
    Ammiro molto la determinazione, il coraggio e la perseveranza che questo personaggio ha dimostrato continuando ad andare in una scuola per bianchi, anche se contro tutti e nonostante le offese e le umiliazioni subite.
    Nonostante il libro sia ambientato in un’epoca totalmente diversa dalla nostra, fa risaltare problematiche purtroppo ancora attuali, anche se in forma minore ma con sfaccettature diverse, come la violenza sulle donne, l’odio religioso o il bullismo, oggi presente anche in forma digitale.

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    Denisa Cercel dice:

    Un libro molto bello e semplice che ti fa entrare subito nella storia e anche se non fosse se hai una prof di Italiano che ti sta alle calcagna con un mitra per fartelo leggere beh non hai via di scampo 🙂 . A parte questo è un libro che fa sorgere molta rabbia e ti fa provare a te in prima persona delle emozioni forti come se al posto di Molly ci fossi proprio tu a ricevere quelle cattiverie, perlomeno per me è stato così.

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    ABELE HADGU dice:

    Questo libro ha come tema il razzismo,un tema molto forte,io lo so bene. Mi ha molto sorpreso il fatto che Molly la protagonista, nonostante gli ostacoli e il suo colore abbia raggiunto il suo obiettivo,un obiettivo molto ambizioso devo dire. Questo libro credo che racconti una storia comune,in senso che secondo me storie associate al razzismo se ne potrebbero raccontare a migliaia, perché sia che nel passato e che tuttora ci sono state e ci sono molte vittime del razzismo.
    Però Molly non solo è stata offesa ma ha anche avuto meno diritti rispetto a una persona bianca,ad’esempio Molly è stata fortunata ad essere stata scelta in una prestigiosa scuola per bianchi,in quell’epoca un bianco non avrebbe mai voluto avere nella propria scuola un nero perché per un bianco i neri erano come la sporcizia del mondo,come se i neri fossero nati solo per obbedire ai bianchi come cani domestici,sinceramente io sono schifato dal modo in cui trattavano i neri nel passato.
    Tutto sommato lo trovato un bel libro con un tema forte.

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    Elisa Gandini dice:

    Molly , se non a causa del colore della sua pelle , conduce una vita nella norma , con la madre e la nonna:va a scuola dei neri secondo il motto “divisi ma uguali” che determina la vita segregata degli afroamericani nell’America degli anni ’50-’60 del Novecento. Quasi incoscientemente,Molly accetta di studiare con altri otto studenti neri al liceo centrale di Little Rock , la sua cittadina per un progetto di integrazione. L’esperienza segnerà la sua vita, ma anche quella di chi la ama o l’ha voluta proteggere.Sopporta umiliazioni indicibli a causa della comunità a cui appartiene per l’odio bestiale che i bianchi rservano verso i neri e un susseguirsi di vicende strazianti e desolanti , manipolate dal mondo degli adultiche influenza quello dei liceali.Ma per fortuna Grace riconosce quanto insensato sia questo odio e , nonostante mi sia prima sembrato un personaggio superficiale ho poi ammirato la sua complessità:Grace con foga lotta per primeggiare , ma riconosce il cinismo andando contro il conformismo che trovo perverso perché ostacola la felicità di persone che , come tutti vogliono la cercano e gliela si impedisce perché non gli si riconosce il tratto umano , considerando solo uno somatico.Ho trovato nel libro uno spunto per la riflessione .

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    sebastiano massa dice:

    L’età dei sogni di Annelise Heurtier. Dopo aver saputo i contenuti e i dettagli del progetto narrati dagli allibratori venuti in classe, la nostra Prof di lettere decise per noi questo libro….. forse perchè siamo una classe casinista o per meglio dire vivace ma fatto sta che non l’avevo presa bene. Durante la giornata mi domandai spesso il perchè e rimuginandoci sopra capii che l’idea più valida e veloce era quella di leggere il libro. Aprii quel libro (che solo dalla copertina non mi ispirava affatto) e incominciai a leggere, pagina dopo pagina mi coinvolgeva sempre di più. Arrivai al punto di finirlo con l’entusiasmo a mille visto che dopo i primi pregiudizi rivelatisi insensati posso dire che il libro mi ha colpito davvero, innanzitutto per il tema del razzismo che c’era e purtroppo esiste ancora oggi (anche se in forma diversa). Un altro motivo per cui mi ha affascinato molto è per questa “simpatia” che col tempo “colpisce” Molly e Grace, fin dagli inizi Grace non ha mai avuto giudizi positivi o negativi nei confronti dei neri, ma in seguito cambia idea anche grazie ad alcune azioni fatte dalle sue presunte amiche. Tutto ciò porta il lettore a riflettere molto sui temi elencati prima, grazie anche alla scrittrice francese che con concetti chiari, assimilabili e in un certo senso simbolici ha riproposto una storia vera romanzandola al meglio.

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    Niccolo' Carpini dice:

    “L’età dei sogni” è un romanzo, tratto da una storia vera, in cui viene raccontata la storia di nove ragazzi neri, ammessi in un liceo per soli bianchi, negli anni cinquanta in America, a Little Rock. L’inserimento nel liceo dei bianchi, nel 1957, porterà i nove ragazzi neri ad essere continuamente umiliati, non solo dai compagni bianchi, ma da una intera comunità inferocita. I ragazzi saranno quotidianamente picchiati, provocati, derisi, con una violenza descritta in modo dettagliato e scrupoloso.
    Il libro è caratterizzato dalla narrazione alternata delle due protagoniste del romanzo, coetanee ed alunne della stella classe: Molly Costello, la ragazza nera, che si candidò a essere tra i primi alunni neri a varcare il prestigioso liceo dell’Arkansas, ispirata alla figura di Melba Pattillo e Grace Anderson, ragazza bianca, bella e vanitosa, proveniente da una ricca famiglia conservatrice, che si schiererà poi dalla parte dei nove ragazzi neri, subendo l’ira violenta del klan, composto da alcuni amici e dal suo ex ragazzo.
    Il libro, scritto dall’autrice francese Annalise Heurtier nel 2013, tradotto in Italia nel 2018 da Gallucci editore, racconta con un linguaggio semplice, un importante periodo storico, dove si inizia ad opporsi ad uno dei problemi sociali più atroci, la segregazione raziale. La scrittrice non si sofferma molto sugli eventi storici, ma descrive con un lessico scorrevole e coinvolgente la storia, ricca di avvenimenti di pura finzione, di una comunità mista, neri e bianchi. La scrittrice descrive in modo accurato e preciso, i vari stati d’animo e le emozioni dei vari personaggi che si alternano, durante la convivenza dei nove alunni neri nel liceo. Oltre alle due protagoniste principali, ci sono tanti personaggi importanti, descritti evidenziandone le caratteristiche comportamentali e relazionali, come la nonna di Molly, Shiri, donna religiosa, piena di speranza, che dopo uno choc iniziale, appoggerà sempre la nipote; Maxene Tate, l’attivista che sprona i ragazzi a perseguire i propri sogni, cercando di superare ostacoli e avversità; la signora Sanders, madre di un’amica di Grace, direttrice della Lega delle madri bianche, simbolo del razismo; Minnie, la domestica nera di Grace, che la coccola e la aiuta da quando la ragazza era piccola e che la adora; Danny, la guardia del corpo, che scorta ed aiuta Molly all’interno del liceo, facendola sentire protetta ed importante come tutti gli altri.
    Il libro mi è molto piaciuto, perché tratta un argomento di più di cinquanta anni fa, ma ancora molto attuale, quello dell’inclusione e dell’accettazione dell’altro, raccontato in modo molto originale, alternando i due punti di vista, dei neri e dei bianchi, facilitando la comprensione delle diversità, ma anche evidenziando i differenti pensieri, paure, limiti, modi di vivere. Mi sono piaciute molto le due giovani protagoniste, così diverse somaticamente, ma in fondo così uguali, piene di speranza per il futuro. Molly, coraggiosa nella sua scelta, che nonostante la rabbia dei bianchi, le tante violenze subite, le minacce contro la sua famiglia e l’abbandono dei suoi amici neri, continua la sua lotta di integrazione ma sentendosi in colpa. Grace, è la protagonista che ho apprezzato di più, perché nonostante l’educazione avuta, amici e famiglia razzisti, ha il coraggio e la forza di manifestare le sue idee giudicate “progressiste”, schierandosi con Molly e aiutando un compagno nero, Conrad, ad evitare l’agguato progettato dal Klan, che voleva impedirgli di diplomarsi come primo nero della storia in un liceo di bianchi. Grace mi ha fatto riflettere sull’importanza di perseguire i propri valori, di credere in sé, oltre che nella giustizia, anche a costo della vita; mi ha insegnato che l’altro va guardato con i propri occhi, no come ti impone la società. La frase che più mi ha colpito è stata quella di Molly, rivolta a sua nonna “Perché non vedono che sono…Molly? Perché vedono soltanto la mia pelle?”, parole che spiegano la sofferenza dei pregiudizi su una ragazza della mia età, diversa dagli altri, come tutti, e per questo umiliata e ferita, fisicamente e psicologicamente. Il tema dell’accettazione dell’altro è un problema che esisteva negli anni 50 in America, ma che esiste oggi in tutto il mondo e che purtroppo continua giornalmente a fare vittime innocenti, non solo tra i ragazzi, ma a tutte le età. Questo libro mi ha sensibilizzato a questo delicato argomento e per questo lo consiglierei a tutti, per riflettere su ciò che realmente ognuno di noi può fare per l’altro, soffermandosi sulle diversità non come limiti, ma come ricchezza. Ognuno di noi dovrebbe imparare dall’altro, sempre.

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    Duccio Corri dice:

    L’età dei sogni è un romanzo che lascia un profondo segno nel lettore per il modo semplice, diretto e immediato con cui tratta un argomento sconvolgente, intenso,pesante come quello dell’integrazione razziale visto attraverso gli occhi di due ragazzine di 16 anni una bianca e l’altra nera quindi appartenenti a due mondi completamente opposti. La lettura è avvincente e così toccante che sembra veramente di vivere in prima persona i soprusi, le angherie, le umiliazioni e le violenze sulla piccola Molly che nonostante tutto cerca di resistere e di mantenere le proprie posizioni con determinazione seppur con enormi difficoltà e paure essendo pur sempre un’adolescente che avrebbe diritto a vivere una vita serena facendo cose appropriate alla sua età.
    Anche la figura di Grace, l’altra protagonista, è di grande impatto, livello e spessore. Pur essendo dalla parte dei “fortunati e degli intoccabili” si rende conto ben presto di come i luoghi comuni siano assurdi e di come sia necessario guardare oltre al colore della pelle per giudicare le persone. Questa sua apertura mentale le costerà molto cara e dovrà pagare un prezzo molto alto per essere diventata “amicona dei negri”. Passeranno molti anni prima che l’esperimento del liceo di Little Rock possa portare a dei risultati , anni duri e difficili ma colmi di coraggio da parte di chi ha dovuto percorrere una strada impervia e piena di ostacoli ma che ha potuto assistere nel 2008 all’insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca come primo presidente afro-americano degli Stati Uniti.

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    Elisa Orlando dice:

    Questo attuale ed intenso romanzo che pone l’accento su questioni ancora irrisolte e scottanti, mi ha particolarmente coinvolta.
    L’autrice attraverso un linguaggio chiaro ed efficace racconta una storia antisegregazionista ispirata ad un fatto vero.
    Un utile lettura ad ogni età che ci racconta la strada percorsa da all’ora e le sofferenze subite da i “ nove di Little Rock” per tracciarla.
    Sono rimasta colpita dalla personalità di Molly ispirata alla figura di Melba Pattillo. Una ragazza giovane e nello stesso determinata a ribadire i propri diritti e a seguire i propri sogni.
    Nonostante infatti le umiliazioni, le inaudite situazioni di violenza a cui è soggetta e i sensi di colpa per le conseguenze sulla sua famiglia, la nostra eroina, desiderosa di giustizia, continua con coraggio la sua lotta.
    Durante la lettura del libro, ho provato spesso indignazione, incredulità e impotenza per le brutalità vissute da Molly e i suoi otto compagni ma anche gioia per la forza e il coraggio dimostrati da Grace che riesce a superare le barriere del conformismo.
    Penso che in questo mondo così confuso come quello che stiamo vivendo, in cui sono presenti molte forme di violenza, dovremmo tutti impegnarci a costruire la pace senza mai dimenticare che “ tutti gli essere umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti (…) e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

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    Matteo Santini dice:

    Nero, Bianco e Apprendimento sono le tre parole che sintetizzano la mia recensione del libro di Annelise Heurtier “L’età dei sogni”.
    Bianco come la pagina vuota che i neri vorrebbero iniziare a scrivere con i loro sogni. Infatti Molly, prima ragazza di colore ad essere ammessa ad un liceo fino ad allora riservato ai bianchi, lotta con coraggio per scrivere una nuova pagina della storia.
    Nero per definire la mente dei bianchi che si rifiutano di vedere ciò che è diverso da loro e pertanto sono circondati dal buio. Le violenze contro le persone di colore come Molly impediscono al sole di illuminare la loro esistenza, che rimane senza la bellezza delle diversità.
    Apprendimento: infatti solo se il bianco è disponibile ad imparare dal nero e viceversa si può parlare di vera integrazione. Le protagoniste Molly e Grace tentano di fare questo nonostante le dure conseguenze che che subiscono.
    Il fatto che il libro sia ambientato in un liceo ci fa capire come la scuola sia uno strumento importante per costruire una cultura antirazziale.

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    Hanna Bruno dice:

    Grace e Molly non possono essere più diverse, e la loro storia raccontata in parallelo rende ancora più evidenti le differenze. Stati Uniti, Little Rock, anni ’50, Grace proviene da una famiglia agiata, Molly vive con madre, fratelli e nonna in sobborghi come le altre persone nere. A Molly, per l’ottimo curriculum scolastico e comportamento, viene offerta la possibilità di esser inserita in un college riservato fino a poco prima ai bianchi. Molly coraggiosamente accetta. Nonostante la segregazione dei neri sia anticostituzionale, nei fatti Molly subisce umiliazioni e angherie di tutti i generi. Grace, per il contesto in cui vive, si rivela coraggiosa ach’essa. Infatti, per quanto possibile, cerca di aiutare Molly e soprattutto le fa capire che le è vicina, una sorta di alleata. Una storia semplice da capire ma difficile da immaginare come reale, un libro che fa riflettere.

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    Lara Villani dice:

    Bisogna credere nelle giuste cause senza subire influenze esterne. Bisogna credere in se stessi anche quando ci sentiamo completamente contro corrente e senza punti d’appiglio. Io non so e non saprò mai cosa voglia dire trovarsi nei panni e nella pelle di Molly, non saprò mai cosa voglia dire affrontare tutto senza la possibilità di reagire e di difendersi, non saprò mai nemmeno cosa voglia dire uscire di casa con la paura di non poterci tornare, ma so cosa vuol dire cercare coraggio nel profondo di se stessi al fine di raggiungere un traguardo. I personaggi e le vicende di questo racconto mi hanno aperto la mente in maniera completa. Mi sono rivista nei panni di Grace, nei momenti in cui i suoi problemi principali erano attribuiti alle camicette da indossare e alla pettinatura più adatta per un appuntamento; mi sono arrabbiata insieme a lei quando si è scoperta impotente davanti agli atteggiamenti razzisti e infantili dei suoi coetanei nei confronti di quei nove ragazzi. Non ho mai dubitato dei miei ideali, e (in modo molto personale) non credo ci debbano nemmeno essere degli ideali quando si parla del colore della pelle, mi viene naturale ritenermi uguale a chiunque altro. Sapere che questo racconto è tratto da avvenimenti realmente accaduti mi riempie il cuore di sentimenti misti: rabbia, per cominciare, per essermi resa conto della cattiveria di cui siamo capaci tutti, ma anche felicità, fierezza, speranza nei confronti di quei ragazzi e di tutti coloro che ancora oggi si battono per i loro ideali, per l’uguaglianza, per il rispetto reciproco. Personalmente, spero di non vivere mai dentro di me un sentimento di razzismo nei confronti di nessuno. Amo le nostre diversità, ma trovo che queste siano solo estetiche e penso che ci debbano solo arricchire, come persone, come popoli, come storia stessa di ognuno di noi.

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    Chiara Sulca dice:

    L’età dei sogni è un libro che parla di discriminazione e violenza razziale, problemi che vengono vissuti da due ragazzine in modi diversi. Il libro è tratto da una storia vera ambientata nel 1957 in Arkansas, quando decidono di far entrare per la prima volta 9 studenti neri in una scuola di bianchi. Le protagoniste sono due: Molly,una ragazza nera che appartiene al gruppo dei nuovi studenti e Grace, una ragazza bianca che proviene da una famiglia benestante ed è la ragazza più popolare della scuola. Non è facile integrarsi per i nuovi studenti neri perché ogni giorno vengono umiliati, insultati e alcuni di loro vengono pure picchiati, però continuano ad andare avanti nonostante tutto l’odio che ricevono. Con lo svolgimento della vicenda Grace si accorge che quello che i suoi compagni stanno facendo è ingiusto, e alla fine del libro decide di parlare a Molly per avvertirla di un possibile attentato ad uno degli studenti neri, però poi viene aggredita da dei segregazionisti perché l’hanno vista parlare con Molly. Leggendo il libro mi sorprendevo sempre di più perché non capivo tutto l’odio che queste persone bianche avevano nei confronti delle persone nere. La storia, anche se è un po’ modificata rispetto a quella originale, è comunque cruda e realistica, Molly riceveva tanto odio per il semplice fatto che voleva andare a scuola insieme a delle persone di un colore di pelle diverso. Attraverso i loro punti di vista diversi ho capito come, anche se erano due ragazze normali, che vivevano nella stessa città e stavano affrontando l’adolescenza nello stesso momento, tutto questo non importasse perché per la società del tempo Molly era considerata inferiore e una portatrice di malattie perché era “sporca”. Mi è piaciuto tanto questo libro perché non mi aspettavo una realtà così brutta, però mi ha aiutato a capire il fatto che, grazie a molti personaggi storici, la realtà di oggi è fortunatamente diversa e anche se c’è ancora tanto da fare si sono fatti dei passi avanti. Grace è un personaggio che secondo me rappresenta tutti coloro che supportavano i diritti dei neri ma avevano troppa paura ad esprimere il loro parere per colpa dei segregazionisti, però alla fine è stata l’unica ad aver dimostrato un po’ di empatia nei confronti di quegli studenti.
    Questi studenti neri sono chiamati “i nove di Little Rock” e loro fanno parte di quelle persone che hanno lottato per i loro diritti e che hanno dimostrato al mondo che un cambiamento doveva essere fatto.

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    chiara presta dice:

    Un libro meraviglioso.
    La scrittrice racconta delle persecuzioni e degli abusi subiti dai ragazzi di colore e la loro impossibilità di reagire perché costretti a guardare in terra e non nel volto le persone con carnagione diversa dalla loro.
    L’età dei sogni è una lettura che ha un significato immenso, un ramo di quello che è stato il razzismo contro gli Afroamericani. Credo che sia un libro che faccia capire come l’uomo invece di lottare per gli altri e pensare al fatto che siamo infondo, tutti fratelli nutra un pò d’odio verso il diverso, che poi lo è solo esternamente.
    “La vita è breve non ha senso perdere tempo odiando le persone” _MUHAMMADALI’_
    Presta Chiara

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    Andrea Cai dice:

    Questo libro mi è piaciuto, perché parla di una storia vera e racconta del problema del razzismo, che purtroppo oggi c’è ancora. Questo argomento anche se molto difficile, è affrontato in maniera molto semplice e chiara, soprattutto per noi ragazzi, che a volte ci comportiamo in maniera diversa con le persone, solo per il colore diverso della pelle. Consiglierei questo libro ai ragazzi della mia età e anche a quelli più giovani.

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    marco paparini dice:

    Questo libro è ispirato a una storia vera; la scrittrice racconta la vicenda di nove ragazzi passati alla Storia come i “Little Rock Nine”; che, con tanta forza, tenacia, coraggio, sorretti e confortati forse dalla fede e dalla speranza che da sempre li ha aiutati ad accettare e sopportare; decidono di frequentate il liceo anzi “quel preciso liceo” dove duemilacinquecento ragazzi erano bianchi. “L’età dei sogni” ha come protagoniste due quindicenni, Molly Costello, personaggio ispirato alla figura di Molly Pattillo, (la nera) e Grace Anderson, una ragazza bionda con la pelle molto chiara ( quasi a voler sottolineare ancora di più la differenza tra le due “razze”) reginetta della scuola.
    Siamo in America negli anni ’50, i neri erano ancora considerati esseri inferiori incivili, sporchi e infetti. Nel maggio del 1954 la Corte Suprema degli Stati Uniti, decise che la segregazione razziale nelle scuole era anticostituzionale e che i neri attraverso un piano di integrazione potevano accedere alla stessa educazione dei bianchi. Tutto questo suscitò da parte del popolo bianco rabbia, collera, ira, tanto da portare qualcuno di loro ad avere reazioni tanto crudeli quanto inaccettabili dal punto di vista umano. Tante battaglie poi si sono susseguite per eliminare questa assurda penosa e assolutamente intollerabile differenza, ma ancora oggi non riusciamo a superare certe “differenze “; lo conferma l’uccisione di un ragazzo nero da parte di poliziotti bianchi accaduta in America poco tempo fa…
    La scrittrice mette in evidenza tutte le “penose” azioni fisiche e psicologiche fatte dalla razza così detta “superiore” verso ragazze che desiderano studiare , con la speranza anzi con il sogno ( come dice il titolo) di essere accettati in quella società ancora molto ignorante da non riuscire a capire la cosa più banale e altrettanto importante di questo mondo… Il racconto in se per se non mi ha fatto troppo emozionare; dato che ho letto tante cose sulla questione dei neri, anche molto forti, per cui ho voluto leggerlo come fosse una storia della società in cui vivo; e rapportarla agli atteggiamenti “esuberanti” di certi ragazzi che, se anche superata la questione “pelle” non riescono ad comportarsi in modo corretto, umano e amorevole verso gli altri. Concludo dicendo che nonostante la piena consapevolezza di quanto i fatti raccontati in questo libro siano reali; rimango sempre incredulo che tutto questo possa essere accaduto e se anche in modo “moderno” accada ancora oggi.

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    Costanza Quintavalla dice:

    È un romanzo molto interessante sotto tanti punti di vista. Ci aiuta a capire la mentalità degli anni ‘50, che a parer mio era molto “ristretta”, anche se non tanto diversa da quella di molte persone al giorno d’oggi. Questo racconto ci fa capire quanto possano essere coraggiose queste persone che tanto discriminiamo solo per il colore della loro pelle e che chiamiamo animali, quando invece siamo noi gli animali. Noi che tendiamo a categorizzare delle innocenti persone solo per il loro aspetto, senza nemmeno cercare di conoscerle. Siamo noi i primi che abbaiamo contro di loro le offese più brutali e non capiamo invece che sono esattamente come noi. In questo romanzo ci sono molte persone pronte a giudicare ciò che è diverso perché abituate così dalla nascita, e altre che invece scopriamo diventare così pagina dopo pagina, come Sherwood, il ragazzo più ambito della scuola. Più aperta a nuove esperienze è Grace che, pur qualificandosi come ragazza bella e superficiale, si rende conto di non essere poi così superficiale come crede e si accorge di quanto anche i piccoli gesti possano fare la differenza e aiutare un mondo così pieno di barriere. Molly è una dei nove ragazzi neri ammessi ad un liceo di bianchi, la più coraggiosa di tutti, la ragazza che si è offerta per cercare di dare la possibilità a persone ignoranti di aprirsi a nuove esperienze. È una ragazza come tutte le altre, dolce e che tiene alle piccole cose, come una bella festa per i tuoi 16 anni o un ragazzo da amare. In questo libro ci sono molti aspetti che sottolineano l’ignoranza dei bianchi, e altri che evidenziano la rassegnazione dei neri. Loro non credono di poter migliorare le cose e sono talmente arrabbiati con i bianchi, da comportarsi proprio come loro nei confronti di questi nove ragazzi coraggiosi. Credo che sia bello trattare questi argomenti in un libro per ragazzi, perché così fa capire a noi, che siamo la nuova generazione, come siamo stati ciechi in passato e come ciò non dovrebbe ripetersi mai più. Mi è piaciuto questo libro e come a me credo che a molti altri ragazzi della mia età potrebbe far venir voglia di lottare per ciò che è giusto.

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    Matilde Splendido dice:

    Pensare che questa storia sia ambientata negli anni ‘50 mi fa rabbrividire: pensare che “soltanto” 75 anni fa le persone erano capaci di insultare una ragazzina soltanto perché desiderava andare a scuola come il resto dei suoi compagni, mi fa rabbrividire. Ma sapete cos’è che mi fa ancora più spavento? È che dopo tutto questo tempo, tutte queste lotte e proteste per avere l’uguaglianza, ancora oggi ci siano fin troppe forme di razzismo di ogni genere.
    Ammiro moltissimo Molly che a soli quattordici anni si è battuta con anima e corpo per raggiungere il suo obbiettivo, senza mai farsi abbattere dagli insulti quotidiani che riceveva in faccia e al telefono ad ogni ora del giorno e della notte.
    Questo libro mi ha dimostrato come il razzismo sia una bestia che ancora molte persone si portano appresso e per questo penso che tutti dovrebbero leggere questo libro per mettersi nei panni di questi poveri ragazzi che vengono considerati inferiori solo per il colore della loro pelle e ai quali è stato impedito di andare a scuola con i loro coetanei.

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    Adelin Dan Alixei dice:

    Sveglia, è Lunedì, coraggio, preparati ad un altro giorno d’inferno, non piangere, non hai altra scelta. Entra in macchina, subito, appena arriviamo scendi e corri, supera le proteste a testa bassa e non girarti mai, vai in classe, attenta a qualsiasi cosa, e mi raccomando, non rispondere a nessuno, e non piangere.
    No, non è un’utopia, è la vita di Molly e degli altri 8 ragazzi che hanno rischiato la propria vita per un futuro migliore, non solo proprio ma anche dei posteri, con la speranza di spaccare il muro che li divide dai “bianchi”, e per togliere loro le armi con le quali vogliono annientare i propri fratelli, da sempre messi da parte.
    La vita dei nove ragazzi e di tutte le persone di colore era già difficile prima dell’esperimento, ed a seguito di questo lo è stata ancor di più, tra violenze, solitudine, ansia e paura. I protagonisti e le persone che come loro hanno combattuto per l’abolizione delle leggi di segregazione non solo hanno sacrificato la propria vita ma pure l’intera famiglia a cui appartenevano, e ci sono riusciti ad abbattere i limiti legali per i quali non possedevano gli stessi diritti degli altri, ma quelli morali ancora esistono, e da parte degli organi legislativamente più alti la vita delle persone di colore è tutt’oggi resa senza pace.
    Questo libro è un pugno in faccia diretto a tutti noi, perché nonostante racconti vicende di più di mezzo secolo fa, rappresenta la fotografia psicologica della vita delle persone di colore, ancora minacciate dalle persone che non le considerano pari a loro, come se prima di nascere avessero scelto di diventare ciò che sono e di vergognarsi della propria bellezza.
    Tutto ciò è la prova di come noi umani ci vogliamo distruggere, prima con la scusa del colore della pelle, poi della nazionalità e infine della religione, motivi che sono a dir poco senza senso ma su cui molti ancor si affidano.
    E dietro a tutto quello che è successo e sta succedendo, non possiamo fare altro che pregare che il sole risplenda di nuovo per tutti, dopo 60 anni di oscurità e violenze.
    60 anni.

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    Gianluca Messina dice:

    Quando dovevo leggere questo libro,mi ha subito colpito la copertina, i colori utilizzati e la scritta nera. L’ho sempre posticipata la lettura del libro, ma unc giorno che ero annoiato, mi decisi di leggerlo e così è stato … Mi piaceva la trama e come si stavano svolgendo i fatti, perché è un fatto Quotidiano che tutt’ora puoi succedere e ancora succede,quando finì di leggere questo libro non avrei mai pensato di leggerlo un’altra volta.l,perché non è da me farlo ma posso dire che questo oltre ad un altro libro di nome “Trash” lo rileggerei un’altra volta perché mi “teneva” li .

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    Chiara Abdel Hamed dice:

    Il libro che ho letto è ambientato negli anni ’50/’60 nell’Arkansas ed è raccontato dal punto di vista di due ragazze coetanee con due vite completamente diverse. Grace Anderson è una ragazza bianca, studentessa molto popolare del liceo centrale di Little Rock. Quest’ultimo è un liceo per soli bianchi, poiché durante quegli anni, a causa della segregazione razziale, neri e bianchi frequentavano posti diversi e i neri non avevano gli stessi diritti dei bianchi. Molly Costello è una dei nove studenti che hanno avuto il privilegio di entrare nel liceo. Per la ragazza e la sua famiglia sarà molto dura affrontare le violenze sia verbali che fisiche da parte dei segregazionisti. A me personalmente il primo è piaciuto molto e per me è stato un piacere leggerlo. Sono riuscita a comprendere le sensazioni di entrambe le protagoniste, ma anche della famiglia di Molly. Mi è piaciuto particolarmente il percorso di Grace dall’inizio alla fine: ho potuto assistere al suo cammino, dove molto lentamente riesce a riconoscere chi è davvero e quali sono i suoi reali valori, lontana dall’influenza dei suoi compagni, i quali provano un odio radicato e violento nei confronti dei neri. Ho ammirato il coraggio di Molly, che è riuscita a portare a termine la propria integrazione, riportando speranza in tutti i neri. L’unico pezzo del libro che non mi è piaciuto molto è la parte in cui Grace viene molestata dal Klan. Secondo me l’argomento è stato trattato con troppa leggerezza, avrei preferito maggiore delicatezza. Il parallelismo fra la storia e la realtà mi ha sensibilizzato molto sulle atrocità che i neri hanno dovuto subire, come essere impiccati ai lampadari oppure non potere nemmeno guardare negli occhi una persona bianca. Lo consiglio alle persone della mia età, poiché è un libro nell’insieme leggero e di grande impatto.

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    Elisa Mazzoni dice:

    L’età dei sogni è un romanzo molto particolare che non si limita a trattare solo la questione razziale.
    Osservando la sua copertina e leggendo la sua breve trama, non si percepisce l’importanza del libro, ma solo dopo averlo letto posso dire che non ha deluso alcuna aspettativa e fa riflettere anche i più giovani su argomenti storici molto importanti.
    Il romanzo non è suddiviso in capitoli, ma racconta la storia dal punto di vista delle due protagoniste: Molly e Grace. In questo modo l’autore riesce a trasmettere al lettore in modo più profondo le emozioni, i sentimenti e i comportamenti dei personaggi. Molly, adolescente quindicenne afroamericana inizialmente è dubbiosa nel fidarsi di Grace, ma poi riesce ad eliminare ogni barriera e arriva a scriverle una lettera per ringraziarla del suo aiuto; Grace, adolescente di quindici anni, bianca, appartenente a una famiglia benestante e la ragazza più popolare della scuola, affronta i contrasti del mondo a cui appartiene e dovrà pensare con la propria testa, senza occuparsi del giudizio degli altri.
    È un romanzo sorprendente, dalla lettura molto scorrevole, adatto a tutte le età, tra cui i bambini perché riesce a trattare un tema storico importante come il razzismo in maniera chiara, semplice, ma profonda. Le due ragazze mettono in pratica spontaneamente il diritto all’uguaglianza e alla libertà. La lettera che Molly scrive a Grace è il risultato del bel rapporto che si è creato tra le due ragazze che va oltre al lor colore della pelle e alla loro classe sociale. È un libro che consiglio vivamente.

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    sofia bresolin dice:

    L’età dei sogni è un libro dove viene raccontato il razzismo degli anni cinquanta dove nel 1957 per la prima volta vennero introdotti nove studenti neri in una scuola di bianchi. Racconta in particolare di Grace e Molly, Grace la solita ragazza amata e conosciuta da tutta la scuola e Molly una ragazza che fa parte dei 9 studenti neri.
    Entrambe molto diverse, dovranno sostenersi a vicenda per aiutare gli altri ragazzi.
    Il romanzo tratta temi come la segregazione il pregiudizio tra le persone e il razzismo, un problema che ancora oggi esiste. Questa letture mi è piaciuta molto perchè mi tocca, mi fa capire come si sentono le persone che vengono discriminate e mi fa capire anche quanto siano forti ad affrontare cose del genere ad oggi non capisco come ancora questa differenza tra bianchi e neri sia molto elevata perchè secondo me siamo arrivati a un punto in cui il colore della pelle non deve essere più un problema.

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    Martina Precaj dice:

    Immaginate di chiamarvi Molly , avete 15 anni e la vostra vita dovrebbe essere spensierata e un po’ spericolata , ma non è così: questo perché siete neri , e i neri sono animali da tenere a bada e uccidere a nostro piacimento. Ipotizzate che il colore della vostra pelle vi porti a cercare vie più brevi per tornare a casa , a non guardare negli occhi le persone , a scappare in macchina quando cominciano a insultarvi e picchiare , e che a scuola vi lascino un unico minuscolo spazio per voi : questo perché siete neri , e i neri fanno schifezze e portano malattie . Supponete ora di chiamarvi Grace , tipica ragazza bianca benestante e innamorata del fratello della migliore amica . La vostra famiglia e contraria alla frequentazione di quei 9 ragazzi neri , i vostri amici parlano e si accaniscono su tutto quello che è diverso . Cosa fareste? Questo è quello che si chiede Grace , andare contro tutto e tutti e ascoltare la propria testa o seguire la massa? Immaginate ancora di trovarvi in mezzo alla folla dove si trovano anche le nostre ragazze , le cui vite sono legate senza che nessuna delle due lo sappia e che a un certo punto inizi una rivolta dove vengono violentate e picchiate le persone e in cielo si vedono solo bottiglie che vanno a fuoco . Immaginate se fosse la realtà. Questo è quello che successe a Little Rock , Arkansas nel 1957 , una storia che ancora oggi si ripete incessantemente a causa delle persone che hanno paura del diverso.

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    Martina Precaj dice:

    E’ un bellissimo libro , riesce a farti immergere nei panni delle persone nere che ai tempi e che ancora oggi vengono uccise , picchiate e umiliate tutto questo per il colore della propria pelle. Riesce anche a farti capire quello che provavano le persone bianche che andavano contro il razzismo e che nonostante non fossero d’accordo con questa violenza, dovevano mentire a se stessi e farsi trasportare dall’onda che univa questo pensiero orrendo e tossico. Lo consiglio vivamente alle persone che combattono ogni sorta di violenza e ingiustizia e che credono che un giorno queste due cose possano finalmente scomparire.

    Rating: 5
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    Denise Mihai dice:

    ‘L’eta dei sogni’ tratta argomenti delicati e ricorrenti anche oggi, sebbene in modo più discreto: la segregazione razziale. Molly è una ragazza dalla pelle scura, dolce e tollerante, mentre Grace è la solita ragazza benestante col ragazzo più “cool” della scuola, che andrà incontro a odio e disperazione a causa di una semplice amicizia. è un libro eccezionale e costruttivo, senz’altro apre gli occhi e fà ragionare sull’odio, sebbene meno espansivo, che c’è nell’aria, sulle violenze subite dai ragazzi di colore e sull’orribile società a cui appartengono. Lo consiglio caldamente.

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    Malik Djibril dice:

    Ho trovato questo libro molto interessante dal punto di vista della composizione della scrittura e da la drammaticità che è riuscita a trasmettere l’autrice, essendo un ragazzo nero mi sono ritrovato molto in questa storia e mi ha fatto capire e concepire la fortuna che ho avuto a nascere in questo decennio, non riesco a immaginarmi lo stress che hanno ricevuto e le violenze continue, è davvero riuscito a farmi pensare

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    Anna Papi dice:

    Sono tempi difficili, Ci troviamo nell’Arkansas del 1957. Molly è una ragazza di colore ed insieme ad altri 8 ragazzi di colore è stata scelta per far parte di un liceo di soli bianchi. L’idea può sembrare facile, ma non è così. I 9 ragazzi passeranno un anno terribile, avranno a che fare con i bianchi e le loro mentalità chiuse, le loro violenze, le loro minacce. Nel libro si vede una società spietata, crudele, malvagia, una società che non risparmia nessuno. Forse però c’è ancora speranza, Grace, una ragazza bianca, inizia ad accorgersi che il modo in cui sono trattate le persone di colore non è giusto, così, nascerà un’amicizia tra lei e Molly, anche se quest’ultima ha la pelle scura.

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    Giorgia Buonerba dice:

    Nell’estate del 1957 vennero scelti nove ragazzi afroamericani per iniziare a frequentare un liceo che fino a quel momento era solo per ragazzi bianchi. Tutto questo suscita un grande scandalo nei cittadini di Little Rock. Per fino gli studenti del Liceo Centrale stesso non erano d’accordo su una decisione del genere.
    Una delle poche ragazze a cui questa situazione non provoca alcuno scandalo è Grace Anderson, una quindicenne proveniente da una famiglia benestante, poiché lei stessa aveva già avuto familiarità con gli afroamericani fin da piccola per via della loro domestica, Minnie.
    Grace non vedeva dunque motivo per avercela con una persona a causa del diverso colore di pelle.
    Molly Costello, una dei nove ragazzi afroamericani selezionati, sapeva fin dall’inizio che non sarebbe stato affatto facile, ma grazie al supporto della madre e della nonna, non si demoralizzò e continuò con questo “esperimento” del governo.
    Durante il loro percorso, quei nove ragazzi erano obbligati a sopportare ogni cosa senza poter fare nulla: minacce, insulti di ogni tipo, violenza fisica e psicologica.
    Un testo attuale, basato su una storia vera, che si concentra su questioni tutt’oggi ancora irrisolte. Questo libro tende a ricordare che il pregiudizio può essere vinto, così come hanno voluto dimostrare quei nove ragazzi di Little Rock, cercando di cambiare le cose.

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    Erika Remolino dice:

    Il libro parla di due ragazze, Molly e Grace, molto diverse tra loro: la prima è di colore e l’altra no.
    Tutto inizia quando viene annunciato che 9 ragazzi di colore possono entrare nel liceo centrale dei bianchi a Little Rock.
    Molly, conosceva i rischi ma decide di provare comunque questa avventura, nonostante la sua famiglia e i cittadini sapevano che sarebbe stato un suicidio e che avrebbe messo in pericolo tutto il quartiere.
    Lei e gli altri 8 ragazzi dovranno affrontare tante difficoltà: tra minacce, violenza, discriminazioni ecc..
    tranne da Grace che infondo era felice che Molly e gli altri fossero arrivati, anche se non lo faceva vedere.
    Grace è bionda, magra, timida, gentile e quest’anno diventa la ragazza più popolare del liceo centrale dei bianchi.
    Lei si innamora di un ragazzo, Sherwood, ovvero il fratello della sua migliore amica.
    Anche lui ricambia questo sentimento e all’inizio si trovano bene insieme ma ad un tratto mentre Grace stava aspettando che suo padre la venisse a prendere da scuola, le succede una cosa che la traumatizza e la sua vita cambia in un soffio.
    Anche questo libro mi è entrato nel cuore e secondo me merita tanto perché il razzismo è un argomento di cui sfortunatamente si sente parlare ancora oggi.
    Poi ho ammirato molto il coraggio e il modo in cui Molly e gli altri hanno lottato per la loro libertà pur sapendo che questa cosa li avrebbe fatti uccidere o avrebbe messo in pericolo la loro famiglia.
    E infine sono rimasta impressionata dal gesto che ha fatto Grace: anche lei si è messa in pericolo, cosa che non tutti avrebbero fatto per dei ragazzi di colore, soprattutto a quei tempi.
    Quindi si sono dimostrate entrambe ragazze forti per la loro età e penso che tutti dovremmo prendere esempio da loro.

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    filippo mealli dice:

    Questo libro è ambientato negli Stati Uniti, in particolare nello stato a sud dell’ Arkansas, nel 1957 in cui c’ era ancora la segregazione razziale. Le due protagoniste, Molly e Grace, hanno 15 anni e stanno per iniziare un anno scolastico rivoluzionario. Molly è una ragazza di colore che viene ammessa per la prima volta negli Stati Uniti ad un liceo per bianchi insieme ad altri nove ragazzi di colore. Molly dovrà accettare l’ aiuto delle persone che lei pensava fossero sue nemiche. Invece, Grace, non dovrà più seguire la massa ma, iniziare a pensare con la propria mente.
    Il libro è molto scorrevole e comprensibile. E’ stato usato un registro medio, adatto per degli adolescenti come me. Lo consigliere a tutte le persone della mia età e superiori. Se dovessi dare un voto darei otto.

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    Elide Casini dice:

    Questo libro Parla della storia di due ragazze, Grace e Molly, a causa dell’ integrazione di quest’ultima nel liceo centrale di Little Rock le loro vite si intersecano. Molly è una ragazza di colore a cui è stata data la possibilità di entrare a far parte del prestigioso liceo centrale insieme ad altri otto ragazzi. Grace invece è la reginetta della scuola che nonostante influenzata dalla famiglia e dagli amici capisce di provare compassione per quei nove ragazzi di colore che vengono disprezzati da tutti. Sarà poi il legame che c’è tra le due ragazze a trasformarsi in un’ amicizia.

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    Adelina Greku dice:

    Siamo negli anni 50, periodo della segregazione dei neri negli Stati Uniti, era appena partito un progetto di integrazione di 9 studenti neri nel liceo per bianchi più prestigioso della cittadina Little Rock, dove abitavano Grace e Molly: Grace, bianca e benestante, Molly, nera e povera. quest’ultima fa parte dei 9 studenti che sarebbero entrati a far parte del liceo in qui studiava Grace. Tra loro nacque un’amicizia non accettata dalla società, un’amicizia per la quale pagarono il prezzo. Leggendo il libro si percepiscono: paura, rabbia, delusione,compassione,diffidenza e molte altre emozioni che ti fanno riflettere sul problema ancora attuale del razzismo, è libro capace di aprirti gli occhi, capace di farti commuovere di fronte al dolore patito da questi ragazzi. Abbastanza semplice da leggere. Assolutamente consigliato a tutti i ragazzi, ma anche agli adulti.

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    Thomas Marchi dice:

    Questo libro mi è piaciuto moltissimo e, nelle sue pagine affronta tematiche che penso siano molto importanti come l’integrazione degli uomini di colore con i bianchi negli Stati Uniti e il fenomeno del razzismo. Leggendo è quasi impossibile non appassionarsi ai protagonisti, in particolare alle vicende dei nove studenti di colore, i primi negli Stati Uniti a entrare in un Liceo di bianchi. Un particolare che mi ha suscitato interesse è che Grace e Molly sono entrambe coraggiose idealiste e forti e finiscono per aiutarsi a vicenda con una conseguente grande crescita personale per entrambe. La scrittrice racconta i soprusi e le angherie subite dai ragazzi di colore senza questi abbiano alcuna possibilità di reagire. Viene descritta una società crudele e ipocrita e il difficile percorso per cambiarla. Questa lettura a detta mia dà brividi, mi ha lasciato intense emozioni ma anche indignazione per una normalità sbagliata e malata. Consiglio caldamente la lettura e un’attenta riflessione su questi temi importanti.

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    Gemma Sensi dice:

    Questo romanzo racconta la storia di due ragazze americane di 15 anni, Grace e Molly, e affronta il tema dell’integrazione tra i bianchi e i neri, avvenuta in America nel ventesimo secolo. In particolare viene narrata la storia dei nove studenti neri che andarono per la prima volta in una scuola di bianchi, e questo non fu facile per i ragazzi di colore. Questo libro mi è piaciuto perché mi ha fatto riflettere sull’esclusione delle persone di colore che è avvenuto in passato ma che purtroppo avviene ancora oggi e non soltanto per il colore della pelle ma anche per la religione, il pensiero politico ecc.

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    Maya Sali dice:

    A mio parere questo libro è stato il più bello di quelli che ho letto per questo progetto; nonostante sia molto corto e l’abbia letto in soli due giorni, mi ha fatto riflettere ed emozionare così tanto che mi ha lasciato dentro un segno indelebile. Il razzismo verso le persone di colore, infatti, è uno dei temi che mi preme di più al mondo; non riesco proprio a capire perchè una persona dovrebbe essere considerata inferiore solo per una piccolezza come il colore della pelle. Ho letto infatti davvero tanti libri che parlano di questo argomento ma ogni volta mi sento come se mi avessero dato un pugno nello stomaco: l’ingiustizia è così grande che spesso mi sono ritrovata a piangere o a maledire chi crede in questi ideali malati.
    Il rapporto tra le due protagoniste è davvero interessante e particolare: non è infatti l’amicizia a legarle, ma la solidarietà e la ricerca della giustizia. Mi ha fatto capire come anche solo un gesto così piccolo come quello di Grace possa significare così tanto per una persona sola e spaventata come Molly; la gentilezza non andrebbe mai data per scontata perchè non si sa mai cosa stia passando l’altra persona: anche solo un sorriso o la dimostrazione di solidarietà possono cambiare e svoltare la sua giornata.
    Questo libro tratta di argomenti molto forti e, purtroppo, anche attuali: è, come ho detto prima, un pugno nello stomaco, ma, a mio parere, indispensabile per capire a fondo una realtà così crudele e ingiusta. Per questo motivo lo consiglio a tutti, senza distinzioni: è una storia che fa riflettere ed emozionare, ma anche commuovere e sperare in un futuro migliore.

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    Alessia D'Ambrisi dice:

    Il libro “L’età dei sogni” lo reputo speciale e sicuramente avrà sempre un piccolo spazio nel mio cuore. L’ho trovato molto emozionante, soprattutto perché tratta di un argomento a me molto caro, sulla quale sono sempre stata molto sensibile: la segregazione razziale. La storia è ambientata nell’anno 1957 in Arkansas, nel sud degli Stati Uniti. In questo anno accade una cosa che lascia stupita tutta la popolazione, chi in positivo e chi in negativo: per la prima viene dato il permesso a nove studenti neri di frequentare un liceo per bianchi. Tra i protagonisti troviamo da un lato Grace, la tipica ragazza bianca, di buona famiglia e dall’altro Molly, la tipica ragazza nera. Entrambe si ritrovano ad affrontare grandi e a primo impatto insuperabili ostacoli, ovviamente di diverso grado e tipo. Sorprendentemente scoprono che solo insieme ce la faranno, riuscendo ad uscire e a distruggere la mentalità ottusa della società. Grace infatti capisce una cosa fondamentale: anche se Molly ha la pelle di un altro colore non è di una razza diversa e per questo va trattata al pari degli altri. Merita anche lei la felicità e la spensieratezza. Un altro elemento che ha attirato la mia attenzione e la mia curiosità è che la vicenda è tratta da una storia vera. Mi ha appassionato come nel libro vengono affrontate le crudeltà e l’ipocrisia di una società malata, ormai ritenuta normale perché parte della quotidianità. Mi sento in dovere di consigliare questo libro a tutti i miei coetanei, perché è una preziosa occasione per riflettere, maturare una nostra opinione e crescere più consapevoli.

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    Margherita Sbriscia Fioretti dice:

    L’età dei sogni parla del razzismo raccontando e romanzando in parte le vicende che riguardano nove ragazzi neri che entrano per la prima volta in una scuola di Little Rock in Arkansas riservata ai bianchi.
    Tutta la storia è narrata da Molly e Grace: la prima una dei nove adolescenti neri, l’altra una delle ragazze più popolari della scuola.
    L’autore narrando dell’incontro di queste due ragazze affronta non solo il tema del razzismo ma anche quello del conformismo tra i ragazzi. Infatti Grace essendo cresciuta con Minnie, la sua tata, una donna nera che la sempre trattata con amore e premura materna, verso cui anche lei prova un forte affetto, non riesce a capire il forte accanimento dei compagni verso i nuovo arrivati; nonostante ciò non dice niente perché ha paura di essere isolata o di subire le angherie degli altri studenti. Grace però decide di parlare con Molly per avvisarla di quello che ha sentito dire da Sherwood, il suo fidanzato, che progettava di aggredire Conrad, uno dei nove ragazzi neri. Quando però Grace inizia a manifestare approvazione verso Molly o a salutarla in corridoio viene subito aggredita fuori dalla scuola e riconoscendo in uno degli aggressori Sherwood decide comunque di denunciarlo. Questo combattimento interiore, che porta poi Grace a rivelare le intenzioni di Sherwood, inizia a nascere in lei dopo che le sue amiche aggrediscono Molly rovesciandogli in testa una boccetta di inchiostro azione che la porta ad allontanarsi dalle amiche.
    Inizialmente Molly non si fida di Grace dato che non capisce come una ragazza così ammirata possa voler aiutare lei. Dopo un po’ però capisce di potersi fidare. Ciò rappresenta in modo molto forte e veritiero i rapporti complicati e di diffidenza che c’erano in America negli anni 50’.
    Dal canto mio questo libro mi è piaciuto molto, l’ho letto volentieri e velocemente.
    Mi è piaciuto molto il personaggio di Conrad che malgrado rischi la vita quasi più degli altri decide di diplomarsi da solo senza poter avere nessun familiare ad assisterlo e ad applaudirlo e nonostante avesse tutti contro riesce a conseguire il diploma.
    Consiglio questo libro a chiunque sia un minimo appassionato di storia e voglia leggere un racconto di incredibile coraggio scritto in maniera impeccabile.

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    Sara Meziu dice:

    Settembre 1957, in Arkansas c’è ancora la segregazione. Molly ha solo 15 anni, è nera ed insieme ad altri otto ragazzi dovrà muovere il primo passo per l’abolizione della segregazione, entrando a far parte della scuola centrale di Little Rock, di soli bianchi. Dovrà affrontare un anno difficile, pieno di soprusi, angherie, ingiustizie, prepotenze e cattiverie. Grace, invece, è una ragazza bianca e benestante, la classica ragazza popolare della scuola che tutti amano. All’arrivo dei neri nella loro scuola inizia ad avere dei pensieri diversi da quelli dei compagni e che, infatti, preferisce tenere per sé. Lei non trova sensato e corretto quello che i neri devono subire. Durante il corso della storia entrambe iniziano a maturare, Grace inizia a pensare con la propria testa, non tenendosi quei pensieri per sé e Molly inizia a capire che non tutti i bianchi la odiano. Questo libro mi ha insegnato tanto; ti fa vedere una società con un pensiero completamente sbagliato e cosa è capace di fare solo per rimanere nella propria idea e non cambiare. Un libro che secondo me dovrebbero leggere tutti per acquisire consapevolezze su questo fatto, che tra l’altro è, sfortunatamente, anche molto attuale. Il libro è scorrevole e ti rapisce subito grazie alla curiosità che trasmette, essendo ispirato ad una storia realmente accaduta.

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    Elena Mugnaini dice:

    L’età dei sogni di Annelise Heutier è un libro che ci fa riflettere molto e ragionare su un aspetto della nostra vita, causa di varie proteste sia ora che nel passato: la segregazione razziale. Si tratta della storia di una ragazza di colore, Molly, particolarmente brava a scuola, che diventa vittima di abusi e minacce, trovandosi a fronteggiare una realtà che la ferisce, la porta alla solitudine ma che la rende anche più forte e coraggiosa. L’amicizia che nasce una sua compagna la aiuta molto e quest’ultima riesce a superare i pregiudizi iniziali cambiando completamente idea, conoscendola via via sempre di più. E’ un testo adatto a tutti su tematiche attuali e non completamente ancora superate ovunque, che ci ricorda come ancora non vi sia una completa uguaglianza e giustizia nel mondo.

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