20 pensieri su “Dolci traumi

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    Kevin Lungheu dice:

    Questo libro parla principalmente di poesie ma… Di poesie molto parodizzate e molto carine. Questo libro lo consiglio a quelli che ridono per qualunque cosa divertente, è adatto per chi è stanco e torna da lavoro e vuole farsi due risate oppure per chi ama l’umorismo. Libro bello e divertente. Mi ha tenuto compagnia e mi ha sempre strappato una risata, davvero un bellissimo libro, molto divertente.

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    Chiara Abdel Hamed dice:

    Il libro “Dolci Traumi” è una raccolta di poesie che, per la maggior parte delle volte, devono risultare divertenti. Il contenuto è molto personale e secondo me molte poesie sono interpretabili in modi diversi. Sinceramente il libro non è del mio genere preferito, l’ho letto con l’obiettivo di poter interessarmi a tipi di libro diversi, ma non mi aspettavo poesie come queste. Non mi è piaciuto in modo particolare, non lo rileggerei, perché la maggior parte delle poesie non mi ha interessato o spinto a continuare a leggerlo. Quella che ho gradito leggere di più è stata “Non parlo mai di me stesso”, mi piace il modo in cui si relaziona ai propri lettori, ma anche la prima strofa mi ha fatto riflettere molto. “Non parlo mai di me stesso; prima dovrei parlare con me stesso, ma non ho tempo…” Questi versi mi hanno colpito molto e c’è un fondo di verità in essi: come può una persona parlare di se stessa senza prima conoscersi? Un’altra poesia che ho letto volentieri è “Poesia annoiata #1”, mi sono sentita avvolta da un senso di angoscia ed ansia nel leggerla. Il modo in cui trasmette giorni, mesi dedicati soltanto ad una sola persona, all’attesa di essa, mi è arrivato in maniera diretta. Consiglio questo libro a chi è in cerca di qualcosa di diverso, particolare e in un certo senso unico. Io, che solitamente sono per qualcosa di più classico, non l’ho apprezzato a pieno perché non sono abituata a questo tipo di lettura.

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    Linda Bruno dice:

    Un libro di poesie, Tricarico si definisce poeta e poi sottolinea che sono gli altri a chiamarlo tale, tra umità e azzardo, racconta regalandoci una parte di sé, quando poi scrive di non poter parlare di sé se non è riuscito prima a parlare con sé. Ma racconta dell’infanzia, di un fratello, dei genitori, della sua infanzia, del suo armadio, e in questo modo parla con sé e con noi lettori. Tanta ironia e leggerezza sono, in una ennesima contraddizione, affiancate a citazioni colte, rimpolpate da note esplicative chiare e divertenti.

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    Vera Di Nocera dice:

    Un libro in versi, versi allegri, buffi, tristi, d’amore. E’ un libro semplice da leggere, un libro
    leggero, per rilassarsi. Ci sono versi di vita, la vita di un poeta che ci mostra l’altro lato della
    poesia, quello che nessuno nota. Consiglio questo libro per farsi due risate ma anche per
    riflettere su certi aspetti della vita quotidiana che spesso sottovalutiamo.

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    Hanna Bruno dice:

    Non conoscevo questo autore, e inizialmente mi è stato difficile definirlo un poeta, ho provato a mettere i suoi versi in prosa, tutti in una riga, ma qualcosa veniva perso, uno stile strano, il suo, impalpabile, lontano dalla poesia tradizionale ma nemmeno assimilabile a quello dei testi delle canzoni attualmente in voga. L’autore tratta con estrema umiltà temi di facile comprensione, addirittura spiegandoci delle citazioni di opere. La vita che ci riporta, viene trattata sia con allegria e leggerezza, sia con profondità e malinconia: esprime la paura, per esempio, per i bambini, creature da proteggere. Molte poesie, ormai, terminato il libro, mi trovo a chiamarle così con disinvoltura, si chiudono con frasi allegre, leggere, che riabilitano anche il precedente contenuto talvolta triste. Un libro diverso, a cui mi ero avvicinata attratta dalla brevità, ma che si è fatto rileggere più volte.

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    Elisa Garofalo dice:

    In che senso? Cosa intende? Ah forse ho capito! No forse no … Squali goblin? I bambini lo spaventano? Signore anziane che vogliono il petto di pollo, odorare come il libro di Thoreau, i gatti che sbrinano la macchina? I vecchi che deambulano e hawaiano? Il barbone indovino? L’armadio con dentro i whisky, il funerale con il chierichetto che spaccia le paste?
    Mi sono divertita! Quando ho chiuso il libro sono rimasta bloccata a pensare che nonostante la mia confusione tuttavia Gianmarco Tricarico è davvero riuscito a farmi entrare nelle sue storie e nei suoi pensieri. È un’illusoria raccolta di poesie, che ti lascia un sorriso senza farti capire per cosa stai sorridendo, e alla fine ti rimane solo un enorme senso di vuoto dubbioso, così da comprendere che è vero che la poesia ti toglie invece di darti, proprio come la poesia killer.

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    Sanie Hoxha dice:

    Per tutto il tempo in cui ho letto questo libro mi sono sempre chiesta con quale animo l’autore avesse scritto queste poesie. Forse per la quarantena o per il fatto che mi è molto scomodo leggere i libri in ebook perché ogni tre per due dimentico ciò che ho letto pochi secondi fa, ma questa serie di poesie mi ha scombussolato e non so dirvi se in maniera positiva o negativa. Di solito mi piacciono molto le poesie, le leggo con piacere e mi piace immergermi nella realtà in cui il poeta pone i lettori; intravedo, o almeno ci provo, ogni minima sfumatura e intenzione e cerco di cogliere i vari significati di ogni singola poesia.
    Con queste mi è risultato molto difficile; forse perché non seguivano, secondo me, un filo tematico e spaziavano da realtà più comuni a quelle ignote. Il poeta è stato molto bravo a calare la poesia in un mondo a sé e affascinante proprio per quello. Molte volte incomprensibile ad un’analisi superficiale, ma ad un’analisi più approfondita alcune poesie risultano piene di bellezza e armonia interiore (questo vale solo per poche poesie e non tutte). Altre, invece, sono più colloquiali e riflettono la vita di tutti i giorni, con un lessico semplice e diretto, comprensibile a tutti. Queste ultime, sfortunatamente, sono state quelle che non ho apprezzato maggiormente, forse per la loro semplicità: chi lo sa. Di una cosa, però, ne sono certa: questa raccolta di poesie merita di essere letta e forse compresa più di quanto abbia saputo fare io.
    Riprendendo la domanda fatta all’inizio della recensione, credo di avere la risposta: secondo me, il poeta l’ha scritto con un animo contraddittorio. È solo una mia supposizione. L’autore è stato geniale perché ha fatto coesistere elementi discordanti nelle sue poesie in modo che non ne prevalesse soltanto uno. Il bello, sicuramente, di alcune di queste poesie è che ti fanno sorridere proprio perché a primo acchito non hanno senso, anche se alla fine tutto ha un senso. Per finire vi voglio solo dire che è stato molto difficile scrivere questa recensione perché in ogni momento cambiavo idea su cosa dovessi scrivere; alla fine ho lasciato che il cuore e la mente guidassero la mia mano in questo turbinio di incertezza e confusione.

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    Francesca Gambilonghi dice:

    Dolci traumi è un libro che mi ha preso molto. Mi è piaciuto leggere le poesie trascritte. È composto da parole che si muovono tra la pace e inquietudine ma possiede anche citazioni colte e malinconiche. Con Tricarico le paure universali vengono spogliate, riesce a raccontare i tremori in un modo così semplice ma allo stesso tempo è come se le stessi vivendo tu. In questo libro mi sono piaciute molte le poesie. Esse sono strutturate da frasi semplici ma con un gran significato al suo interno. Dolci traumi lo consiglierei a tutti perché è un libro che si legge molto velocemente e perché cattura molto l’attenzione del lettore.

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    Ginevra Felici dice:

    Ho trovato molto divertente e interessante la lettura del libro “Dolci traumi” scritto da Gianmarco Tricarico. Nel libro infatti sono narrati, sotto forma di poesie, i cosiddetti “traumi” dell’autore stesso (piccoli incidenti avvenuti durante l’infanzia o comunque avvenimenti che hanno lasciato un segno dentro di lui), ma quasi tutti in chiave ironica. Tricarico infatti, durante la narrazione, mantiene sia un tono scherzoso, sia un tono serio. Ci sono due poesie che mi hanno colpita in particolare, una ironica e una seria. La prima è “Commesso per vocazione (pollo 13)”, in cui ironizza su un petto di pollo e su una signora che lo fissa, facendo continuamente battute e facendo divertire il lettore. La seconda è “ Mi sono permesso di pulirti il cuore”, una poesia che io ho trovato davvero molto profonda. In essa l’autore fa riferimento ad una persona che ha amato, che però ha lasciato andare, pulendo la macchia che rappresenta lui stesso dal cuore di lei. Devo dire che mi sono anche commossa per la bellezza di questa poesia, infatti, a mio giudizio, questa è la poesia migliore, perché è evidente che proviene dal cuore. Non a caso si dice che quando si scrive col cuore si scrive meglio, perché si scrive la verità, senza programmare niente ma semplicemente scrivendo le proprie emozioni. In questa poesia si ritrova l’amarezza, in un certo senso, della fine di un rapporto, che prevede il sacrificio di lasciare andare la persona amata, solo per renderla felice. Ho trovato molto interessanti però anche tutte le altre poesie, soprattutto quelle in cui Tricarico è riuscito a farmi divertire, quindi nelle poesie ironiche. In conclusione quindi ho adorato questo libro, tanto da leggerlo tutto d’un fiato. Dunque lo consiglio vivamente.

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    Alessia Fantoni dice:

    Il libro “Dolci traumi” è un libro non adatto a me perché ho deciso di provare a prendere un libro scritto in poesia,visto che ho sempre letto libri scritti in prosa, e da qui ho capito che non è fatto per me.Malgrado questo ha un linguaggio molto semplice,infatti sono poesie per ragazzi e adolescenti e alcune di queste in fondo mi sono piaciute più di altre all’interno di questo libro,per esempio la poesia che parla del petto di pollo,che davvero mi è piaciuta tantissimo e mi ha fatto divertire.

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    Edoardo Michelucci dice:

    Questo libro è formato da una raccolta di poesie, del genere slammer. Non conoscevo questo genere, e non l’ho apprezzato fino in fondo. Mi sono divertito in alcune poesie esilaranti come “I Vecchi col deambulatore e la camicia hawaiana”, la mia preferita del libro, ma allo stesso tempo non ho compreso bene alcune poesie un po’ più simili alle poesie che tutti conosciamo e che dobbiamo studiare a scuola. Scegliendo un libro di poesie ho rischiato che non mi piacesse, e in effetti in alcune parti non ho apprezzato più di tanto questo testo. Mi sono però incuriosito di un genere che non conoscevo e di cui non avevo mai sentito parlare, come il genere slammer. Non so se rileggerò mai un libro del genere, di sicuro ho fatto una lettura diversa.

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    Martina Precaj dice:

    La poesia,
    essa per i non fantasiosi è come un’anomalia.
    E per evitare che la loro immaginazione sfumi,
    consiglierei vivamente il libro “Dolci traumi”.
    In esso si parlerà di ogni cosa :
    malattie, feste e di una vita affettuosa.
    Si parlerà di come tutto è niente
    e come il tempo passi come una stella cadente.
    Ti aiuterà a ricredere della tua parte misteriosa
    così da renderla meno fastidiosa.
    Con lo scorrere delle pagine sarai sempre più attratto
    dal continuo contatto
    che la poesia ti ha fatto .
    Quando finirai
    ti sentirai
    come in mezzo a mille mosaici,
    dopotutto … sono “Dolci traumi”.

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    Martina Frosali dice:

    Il libro “Dolcitraumi” è una raccolta di poesie che raccontano episodi personali della vita dell’autore, a volte pure drammatici, in modo divertente e spiritoso. Sinceramente non mi è piaciuto particolarmente e quando ho cominciato a leggerlo non mi sarei mai aspettata di trovare poesie di questo tipo. Il libro, infatti, non è del mio genere preferito ma avevo pensato comunque di leggerlo essendo rimasta colpita particolarmente dalla copertina ma in particolar modo dal titolo. Inizialmente mi è risultato complicato comprendere a fondo lo stile del poeta poiché quest’ultimo è molto particolare e non l’avevo mai incontrato prima d’ora. Vengono trattate, infatti in maniera assai allegra e leggera situazioni di paura o malinconia riuscendo a strappare spesso una risata al lettore. Nonostante ciò la maggior parte delle poesie non mi hanno molto interessato e non mi ha invogliato a continuare ad andare avanti con la lettura. Penso che ci siano state solo due, massimo tre poesie che mi hanno colpito, una di queste è “non parlo mai di me stesso”, la quale ha un profondo significato e penso di essermi rispecchiata molto in essa, magari è proprio per questo motivo che mi ha intrigato particolarmente. Le persone infatti non si limitano ad ascoltare ciò che viene loro raccontato ma, essendo curiose, vogliono sapere di più e iniziano a porre domande a cui neanche noi abbiamo una risposta: agli altri non interessa “che cosa è successo” ma “perché è successo”. Consiglio questo libro a chi ha voglia di farsi semplicemente due risate leggendo qualcosa di semplice, di diverso e di particolare, ma, ribadisco, io, che solitamente sono più per altri generi di lettura, non sono riuscita ad apprezzare a pieno questo libro.

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    Greta Segeni dice:

    Essere padroni del proprio tempo , credo sia il concetto più importante al quale un essere umano dovrebbe aggrapparsi per vivere senza avere rimorsi o peggio ancora rimpianti . Essere padroni di ciò che si è e di ciò che desideriamo diventare. Essere noi ,al massimo , sempre , ogni instante in ogni momento . Esserci si , ma essere è ciò che conta . Perchè si può vivere , quindi esserci , ma possiamo vivere senza essere ciò che vogliamo , quindi non vivere . Non vivere alcune volte fa paura ma alcune volte è l’ unica via d’ uscita , perchè preferirei morire piuttosto che vivere una vita costretta a non essere ciò che sono .
    ” Dolci truami ” , lo definirei come un insieme di sinceri e amari traumi , reali , umani , veritieri , problemi a cui ogni essere umano va incontro e ai quali molte volte non si trovano soluzioni .
    Descrivere ciò che proviamo non è così facile come potremmo pensare , perchè le emozioni non ci appartengono mai interamente ma sono comuni in ogni cuore e ogni cuore ha una diversa sensibilità , una diversa necessità.
    Quando uno scrittore invece riesce attraverso le proprie parole a toccare ogni piccola emozione nascosta in questi cuori congelati facendoli sciogliere c’è veramente qualcosa di eccezionale . Dolci traumi è eccezionale è reale , e la realtà , anche se alcune volte non ce ne accorgiamo è eccezionalmente perfetta .

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    Giovanni Belcari dice:

    La Slam Poetry la conoscevo già, ecco perché ho scelto questo libro. Dolci Traumi è un salto in questo mondo dove la capacità di esprimersi con le parole trionfa, dove i poeti sono liberi di esprimere i propri sentimenti. Non è solo una raccolta di testi sui traumi personali, è contornato da umorismo, comicità e riflessioni sulla vita quotidiana. Molto piacevole da leggere, riesce ad essere sia comico che serio allo stesso tempo.

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    Domenico Marzelli dice:

    Dolci Traumi è un libro che forse non ho ben colto.
    Infatti si altalena da una poesia che riflette, anche sarcasticamente, sulla vita, ad una divertente e sciocca.
    Di solito non leggo poesie, e quindi la lettura di questo libro mi è risultata lenta, motivo per il quale mi sono ridotto all’ultimo per finirlo, spinto comunque dalla curiosità di finire ciò che era stato iniziato, e soprattutto per poter criticare a 360 gradi il testo.
    Sono una persona che legge per distrarsi, per divertirsi, ed è per questo che non leggo mai libri di psicologia o di riflessioni, ma sono più propenso per i generi fantasy, fantascientifici e così via.
    La poesia che mi sento di nominare come la mia preferita è “Sbrinami la macchina, gatto”.
    Una poesia che non ti aspetteresti in quel modo, caratterizzata da linguaggi che con le poesie hanno poco a che fare e soprattutto demenzialità a non finire.
    Non consiglierei questo libro, e non credo che lo rileggerei, però sono felice di aver sperimentato questo genere.

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