Papaya Salad

Il romanzo grafico d’esordio di Elisa Macellari è ispirato a una storia vera e racconta la vita dello zio Sompong, che dalla Thailandia venne in Europa alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale. Uomo mite e risoluto, alla ricerca del suo posto nel mondo, che racconta la sua storia con la voce ferma e pacata di chi sa di essere stato al cospetto della Storia e di essere riuscito a navigarla per giungere alla propria destinazione. Il racconto si snoda in capitoli scanditi da una preziosa ricetta di famiglia, quella della Papaya Salad. Il cibo, identità culturale, richiama i ricordi del prozio per tramandarli alle nuove generazioni e diventa esperienza da condividere tutti insieme a tavola nella riunita famiglia italo-thailandese dell’autrice.

Autore

Elisa Macellari è un’illustratrice italiana di origini tailandesi. Laureata all’Accademia di Belle Arti di Perugia, si è poi trasferita a Milano, dove ha lavorato per la galleria Suzy Shammah. Nel 2012 è diventata un’artista free lance e ha collaborato, tra gli altri, con il “New York Times”, Cartoon Network e numerose case editrici italiane. Nel 2018 con Bao Publishing ha pubblicato il suo romanzo grafico d’esordio, Papaya Salad.
Rating: 4

90 pensieri su “Papaya Salad

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    Linda Bruno dice:

    I disegni sono veramente apprezzabili e da quel punto di vista il libro è ben curato, involucro verde, interno sull'arancione, a ricordare i colori della papaya… ci sono pagine piene di volti, di colore, e pagine bianche in cui una sola piccola immagine parla…

    Forse meno curata la parte della storia: un lontano zio della ragazzina che visita i parenti in Tahilandia con la famiglia, coglie il pretesto della papaya salad servita a tavola per raccontare la sua vicenda personale. Veniamo subito tuffati nella vita del protagonista, senza preamboli, tanto che appare strano al lettore che la coppia di anziani sia così poco affettuosa con i giovani arrivati dall'Europa… E questa sensazione di freddezza rimane anche in seguito, da giovane Sompong, molto bravo negli studi, lascia la Tahilandia per studiare lingue, si trova in Europa alla vigilia della II guerra mondiale, i fatti storici vengono percorsi frettolosamente e senza pathos. Emerge pian piano un po' di nostalgia per la terra natia, di cui ricorda i sapori e i riti religiosi che comunque lo accompagnano nei vari paesi in cui viaggia e permane.

    Rating: 3
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    Hanna Bruno dice:

    Un libro che attira per la sua grafica, disegni piacevoli, colori molto belli. Il protagonista, Sompong, lascia il paese della Tahilandia in cui è nato e per la prima volta e tutte insieme, vive esperienze così differenti dalla vita fino ad allora vissuta.

    Se lasciare la casa è un atto di coraggio che lo vede artefice delle proprie vicende, dopo si trova travolto completamente dagli eventi, siamo alla vigilia della II Guerra Mondiale che Somopong racconta da un punto di vista diverso, distaccato, senza troppo coinvolgimento.
    Ci riporta anche la storia d'amore con quella che è la sua attuale moglie, tahilandese conosciuta comunque in Europa.

    Il libro nasce da una storia vera, quella del prozio dell'autrice, il che rende tutto più reale e gradevole.

    Rating: 3
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    Alina Niccoli dice:

    Questo fumetto mi è piaciuto molto sopratutto perchè mi ha dato una buona impressione subito dalla copertina.Il fumetto parla di questo signore che vide la seconda guerra mondiale;questo signore che si chiama Sompong sin da quando era piccolo adorava le lingue e da grande avrebbe voluto fare un lavoro che avesse a che fare con le lingue;purtroppo suo padre non era d'accordo con lui perché voleva che suo figlio facesse il dottore per curare i loro mali.Ma Sompong insegue i suoi sogni e nonostante le disapprovazioni si arruola nell'esercito;era molto bravo con le lingue e addirittura si diplomó perció decisero di trasferirlo,in questa parte del fumetto c'è una frase che mi ha molto colpito:"sembrava che un certo Adolf Hitler stesse stravolgendo i miei piani",perchè si vede quanto lui ci teneva a far vedere di cosa era capace ma la germania dichiaró guerra ad altri paesi e non potè piú andare avanti.Il libro è molto bello anche perchè è ben illustrato e molto colorato come appunto la papaya che sembra quasi il protagonista di questa storia.Molto interessante anche il fatto che questo fumetto ha una lettura veloce ed un lessico facile adatto a tutte le fasce d'età e sopratutto non annoia perchè tutto quello che è raccontato è accaduto veramente,ed io ammiro i libri che parlano di vite vere perché appunto ti immedesimi anche nei personaggi.Finisco dicendo che conglio di leggere questo fumetto perchè veramente ti appassiona.

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    Matte Timori dice:

    Questo libro e' un genere a fumetti e parla di un'esperienza di vita; 

    racconta della vita del protagonista, un nonno che poi la racconterà a sua nipote.

    Il libro e' molto bello ed interessante, e' stata una lettura piacevole e facile.

    Questa lettura mi ha coinvolto molto e lo consiglierei alle persone amanti dell'avventura.

    Rating: 4
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    leonardo nuti dice:

    Papaya Salad è forse una delle più belle graphic novel che abbia mai letto. Fin dalla prima tavola, che raffigura un aereo in volo, ho avuto l'impressione che un viaggio fosse appena iniziato. Il viaggio che mi ha portato, attraverso gli occhi di una bambina, a conoscere la vita di un uomo, che la vita l'ha sicuramente vissuta.

    Quest'opera basa la sua forza su tre punti in particolare, che sono la sua storia, i suoi disegni ed il ritmo di lettura.

    La storia si apre quando, con il pretesto ri raccontare, alla nipote, la prima volta in cui anche lui aveva mangiato la papay asalad, Sompong racconta la sua vita prima da fanciullo, poi da studente e in fine da militare.Inizialmete credevo che la papaya salad fosse, anche se ricorrente nell'albo, solo il pretesto per far iniziare il racconto. Mi sbagliavo, alla seconda lettura, mi sono accorto che la papaya salad rappresentava l'inizio di tutto. È  solo dopo averla assaggiata da bambino che la sua vita inizia a scorrere verso il desiderio di studiare e viaggiare per il mondo. La ricetta in oltre ,altro non è chela metafora stessa  della vita di Sompong. La fanciullezza e l'età scolare, sono la papaia acerba; il vigore nello studio e la pira funebre sono il peperoncino; la mancanza di casa,  l'asprezza della guerra e dell'essere catturati, sono il succo di lime; la dolcezza dell'amore che nasce anche in momenti bui, è lo zucchero di palma; i forti sentimenti dovuti all'umiliazione e ad un viaggio oceanico, sono la salsa di pesce; tutto ciò che lega, esalta e arrotonda i sentimenti dovuti dal ritorno a casa, dal viaggio, dall'aver conosciuto nuove culture, nuovi amici e l'amore, sono le arachidi tostate, lo spicchio d'aglio, i gamberetti secchi, i pomodorini. La storia è stupenda perchè è vera, è viva.

    I disegni, con questo stile molto rotondeggiante, morbido e pulito, non stancano gli occhi, facilitano lo scorrimento della storia e dietro ad un velo di semplicità, nascondono una grande complessità nel trasmettere a chi legge un senso di immersione ,che altrimenti uno stile di disegno differente non renderebbe. La cosa che più sorprende però dei disegni sono gli sfondi e i contorni ricchi di attenzioni ed elementi che rendono la storia ancor piu viva e movimentata. La cosa che però, ho più apprezzato, è l'aggiunta di elementi fantastici e spiritual-religiosi all'interno di quella che sembra quasi una storia biografica. La tavola che più mi piace e che fa questo tipo di riferimento, è sicuramente quella in cui mentre il padre è alla ricerca dei monaci nella foresta, questi sembra quasi mutino forma diventando un serpente dalle squame dorate.

    Se i disegni contribuiscono a rendere al storia scorrevole, fondamentale è allora il ritmo dato dall'impaginazione. Essendomi cimentato anche io nella scrittura di un fumetto, anche se in maniera molto grezza, so quanto è difficile dare il ritmo giusto alla lettura, regolando dimensione dei singoli fumetti e dalla quantità di testo nelle vignette. In Papaya Salad ciò è fatto alla perfezione e questo credo sia la cosa che più mi ha colpito.

    Per concludere voglio dire che la graphic novel mi è veramente piaciuta, tanto che ne ho già acquistata una copia da tenere nella mia collezione di opere italiane, e ritengo sia un opera perfetta per avvicinare alla lettura, passando prima per i  fumetti, una persona che ne è completamente estranea.

    Rating: 5
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    Davide Rodighiero dice:

     

     

    Ho trovato lo stile dell’artista molto bello, talmente particolare che forse mi sono distratto dalla storia, a leggerlo mi sono sentito un pò come in una bolla, come se si fosse dilatato il tempo. Ho appezato soprattutto la cura dei dettagli, in alcuni casi anche ossessivo-compulsiva, cito la vignetta che ritrae un ventilatore che cigola, riesce a dare un immagine completa dei posti raccontati. Anche la storia è abbastanza bella, ma non stupenda, per questo non si prende 5 stelle a mio parere. In più il finale che penso dovesse essere inteso come serio, invece l’ho trovato un po’ forzato e scontato.

     

     

    Rating: 4
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    Erika Bellanova dice:

    Fantastico.

    È stata una lettura molto piacevole e scorrevole anche se è durata un pomeriggio solo. Nonostante questo, la storia ti prende e ti trasporta molto nel racconto del signor Sompong (che a parer mio è un nome bellissimo): ti fa vedere la seconda guerra mondiale da un altro punto di vista e ti rende partecipe di tutte le avventure ed emozioni del povero Sompong. Mi ha colpito molto il fatto che lui e la signora Nonglak si siano conosciuti a Vienna da un incontro inaspettato e che abbiano passato tutti quei trasferimenti in giro per l’Europa insieme. Una cosa molto toccante è stata anche il racconto sulla sua infanzia, sul fatto che si sia dovuto allontanare dalla sua famiglia e su quanti dubbi abbia dovuto superare per la scelta del suo futuro. Anche se la papaya salad come piatto non l’abbia mai assaggiata, questa “Papaya salad” è stata stupenda! 

     

    Rating: 5
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    Alessandro Detti dice:

    "Papaya Salad" scritto da Elisa Macellari racconta la storia di un nonno thailandese e della sua esperienza con la Papaya Salad.

    Questo libro è molto divertente e ti insegna anche come fare la Papaya Salad. Lo rileggerei perché mi è piaciuto leggerlo e perché  essendo un libro a fumetti secondo me si legge meglio

    Rating: 5
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    Alessandro Baraccani dice:

    Papaya Salad:

    Un libro veramente interessante, l’autrice, infatti, è riuscita, con le sue fantastiche illustrazioni, a rappresentare le strabilianti avventure del suo nonno Sampong. Consiglio questa lettura e un pubblico sia adolescenziale che adulto.

    Rating: 4
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    ruben ngoran dice:

    La formula grafica di raccontare in fumetto non tradisce la trama della storia.

    La storia di chi, come Sompong, cerca di comprendere ciò che lo circonda, l'ignoto che sente e quindi sè stesso viaggiando in un mondo in profonda rivoluzione. E' il mondo che si agita intorno alla seconda guerra mondiale vissuta dal protagonista della storia a cavallo tra l'Indonesia e l'Europa, con tutta la sua logica follia.

    Ma come per chiunque di noi, la vita mantiene un filo che ci lega alle origini, come un'aroma che ci riporta ricordi e sensazioni, che risalgono alla mente e al cuore, sospingendoci nelle scelte. Per Sompong la ricetta della Papaya Salad é il filo conduttore che comprende ogni cosa e spiega ogni fine.

     

     

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    elly dice:

    Una vita vissuta come si desidera nei limiti della possibilità e dell'epoca. Penso che papaya salad sia un libro molto bello anche storico per certi punti di vista. Le illustrazioni sono molto belle e sono semplici ma profonde. In conclusione il libro mi è piaciuto molto… mi ha fatto riflettere e mi ha travolta subito. 

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    Riccardo Chiarini dice:

    È un libro molto bello, che consiglio vivamente. È molto scorrevole e si legge in un solo giorno se uno ha tempo e voglia, ma la voglia ve la farà venire di certo. I fumetti sono carini, ben colorati, con colori diversi a seconda dello stato d’animo del narratore. Mi è piaciuta molto la storia e, secondo me, è narrata molto bene. Le tematiche che affronta, sebbene siano raccontate in modo semplificato, sono molto importanti dato che sono eventi che sono successi realmente. È molto bello il fatto che il nonno, con il suo racconto, tramandi le tradizioni tailandesi, come la papaya salad, alla nipote italiana. L’unica cosa che non mi è molto piaciuta è la forse troppa semplificazione della trama che, per i miei gusti, deve essere più lunga e dettagliata, facendo particolare attenzione ai sentimenti dei personaggi. Questo è dato dal fatto che il libro si sviluppa come un fumetto e, per questo, mancano parti descrittive e parti in cui si approfondisca la situazione.

    Rating: 4
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    emma lepri dice:

    Avessi seguito l’istinto, avrei escluso a priori questi libro perché la fumettistica non fa per me: avrei sbagliato. 

    Ero convinta, fino a qualche giorno fa, che i fumetti dovessero servire da aiuto alle persone che non hanno la fantasia adatta per potersi immaginare la scenografia che una pagina ti racconta. Credevo che il bello di leggere un libro fosse l’immaginarsi le scene, i personaggi e tutti i minimi dettagli che le parole ti riportano. Di conseguenza i fumetti toglierebbero la parte migliore del leggere. 

    Mi sono ricreduta leggendo questo libro. Ma il vero motivo per cui l’ho scelto è perché la storia è ambientata nel periodo della seconda guerra mondiale, argomento che mi ha sempre appassionata e incuriosita. Il momento della vita del protagonista che viene raccontato in questo libro, la sua carriera nell’esercito, che poi lo ha portato in Germania, luogo dove trascorre la maggior parte della sua prigionia, l’ho interpretato come un tempo di assoluta sottomissione all’esercito nemico, e anche di inconsapevolezza e ingenuità.

    Nel libro non ho percepito, infatti, il senso di angoscia e tristezza che ho provato leggendo altri testi sullo stesso argomento, forse perché non viene citato l’Olocausto o non viene fatto alcun riferimento diretto alla morte.

    Rating: 4
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    martina prunecchi dice:

    Questo libro mi è piaciuto molto per svariati motivi,i principali sono che il libro é un graphic novel e che è scritto molto bene  . È un libro che nel suo piccolo fa riflettere sulla guerra ed è molto scorrevole.inoltre c è la ricetta della papaya salad facile da preparare!

    Rating: 5
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    Matteo Console dice:

    Un libro magnifico, l' essere a fumetto ne garantisce una lettura scorrevole, la storia è molto interessante, l' unica pecca è la rapidità con cui vengono trattati gli argomenti, passando, per esempio dall' Austria alla Francia e poi subito in America, nel corso di non molte pagine, nonostante ciò è molto coinvolgente, in alcune parti molto "terra-terra" mentre in altre quasi mistico.

    Consigliato a chi piacciono le storie tratte dalla realtà.

    Rating: 4
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    Alessia Priori dice:

    I ricordi tornano a galla spesso in modi inaspettati, stimolati da un odore particolare, da una certa canzone o da un singolare sapore. Quest'ultimo è il caso di Sompong, che davanti ad una porzione di papaya salad, inizia a narrare la storia della sua vita alla piccola nipote, appena arrivata a Bangkok con la sua famiglia e rimasta sconcertata dall'insolito gusto del tradizionale piatto tipico della tradizione thailandese. Inizia così un viaggio all'indietro attraverso mille sfumature di sapore, in cui il prozio Sompong racconta il proprio passato, quello di un ragazzo come tanti, che affascinato dalla vastità del mondo e spinto dall'amore per le lingue straniere, decide di lasciare il paese natale, nonostante la disapprovazione della famiglia. Le sue avventure si intrecciano però con i fatti della Storia e la Seconda Guerra mondiale lo pone davanti a numerose situazioni difficili, in cui solo il legame con la lontana Thailandia gli permette di superarle, crescendo ogni volta un po' di più. Grazie a varie sfide complesse e ardue Sompong diventa un vero uomo, le cui qualità si sommano all'interno della sua personalità come il peperoncino, il lime e lo zucchero di palma fanno nella ricetta della papaya salad, creando una combinazione sicuramente stravagante, ma perfetta nella sua totalità. Il parallelo fra i due viene raffigurato in modo originale e brillante da Elisa Macellari, che alla fine di ogni episodio rilevante della vita di suo prozio, dove egli apprende un'importante lezione che concorre alla formazione del suo carattere, ci rivela un ingrediente dell'insalata. Ad ogni pagina si compone così un piatto dai sapori sempre più intensi, che rimane però incompleto fino all'ultima vignetta. Tale è il comportamento della storia di Sompong, che l'illustratrice italo-thailandese ci dipinge con uno stile tutto suo, dalle linee morbide e tondeggianti e con i toni del verde, arancione, rosso e azzurro adatti ad un'atmosfera calda e nostalgica, capace di trasportarci in un attimo nella lontana Thailandia. Elisa, già celebre e nota illustratrice, con la sua prima graphic novel si dimostra un'abile narratrice di concrete realtà: la tradizione, la famiglia, l'amore, tutti elementi indispensabili alla grande ricetta della vita, che come ci insegna Papaya Salad, deve essere gustata a poco a poco, pagina dopo pagina.

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    Letizia Marranci dice:

    Devo essere sincera nel dire che, personalmente, non sono mai andata pazza per i fumetti poiché sono dell'idea che la parte più appassionante e bella di un libro sia proprio quella discorsiva e descrittiva. Ho comunque scelto di leggere questo libro per capire se i miei gusti erano cambiati o, forse, per cercare di farlo accadere, per vedere se Papaya Salad sarebbe stato capace di farmi ricredere. Sinceramente, adesso, ritengo che la mia idea in merito non sia cambiata ma nonostante ciò devo anche riconoscere che il libro che ho letto è stato capace di tenermi incollata fino all'ultima pagina. Mi ha appassionata ed è scorso tra le mie dita senza che nemmeno me ne accorgessi. Nonostante i personaggi non avessero apparentemente lo spessore che  viene loro solitamente dato da parti riflessive o descrittive nei libri, erano in realtà comunque profondi. Emergeva la testardaggine del giovane Sompong che desiderava portare a termine i suoi sogni, la dolcezza della bella Lek che è pronta ad accompagnare Sompong, dovunque, compresa la sua vita.  Ma anche la forza della madre e l'impeto del padre del ragazzo che, seppur non sembrassero essere fieri di lui, a mio parere davano questa impressione solo perché desideravano il meglio per lui. La bontà della anziana Frau Kruger che era guidata dalla sua fede in questo duro percorso che è la vita. La fedeltà dei vari compagni di avventura del protagonista, ognuno dei quali è stato un appoggio, un mattone che ha permesso a Sompong di costruire il suo essere. 

    Accompagnata dai gusti ora forti, ora più neutri della Papaya Salad, mi sono ritrovata anch'io, come la piccola Elisa,  a desiderare di scoprire come continuava la storia del protagonista, pagina dopo pagina, anno dopo anno.

     

    Come può esserlo il gusto del lime, aspro e deciso, così è la determinazione del giovane Sompong, che ho da subito iniziato a conoscere, ma anche l'asprezza che da subito va a insinuarsi nella sua vita, a causa di desideri irrealizzabili che lui riuscirà poi a non rendere tali.

     

    Come il gusto del peperoncino, se eccessivo, può sopraffatti e levarti il respiro, così Sompong si è trovato immerso in quel grosso equivoco che è la guerra in sé e più nello specifico quello in cui il protagonista ed i suoi compagni si trovano intrappolati poiché all'interno di quell'orrore si va a creare la paura del diverso, la non accettazione che porta anche poi alla mancanza di fiducia e, alla fine, al razzismo. Questo tema è infatti  più che evidente nella scena in cui loro stanno per salire sulla nave piena di americani, diretti nella loro terra di origine, e i giapponesi ( ed i tailandesi) sono inondati da una pioggia di sputi da parte dei passeggeri.

     

    Tutto ciò è però accompagnato dalla dolcezza della Papaya e dello zucchero di palma, che seppur circondata dalla forza del peperoncino, è comunque presente, quasi come se fosse un momento di salvezza, una pausa dal costante assillo della guerra. È proprio questo ciò che è fatto dal sincero rapporto che va a crearsi tra Sompong e Lek ma anche tra gli altri compagni che, costretti a passare del tempo con loro, finiscono per stringerci un rapporto sincero, di appoggio e sostegno reciproco. 

     

    Tutti gli altri ingredienti, meno abbondanti ma essenziali per rendere l'insalata così com'è, sono indispensabili per renderla ricca e saporita, proprio come piccoli eventi della vita che sono coloro che la rendono degna di essere chiamata tale. Come l'aglio possono essere indigesti per molti, proprio come lo è per Sompong il suo periodo di vita a Bangkok che però, al boccone successivo, gli fa scoprire l'aroma delle arachidi, ovvero la sua passione per le lingue ed anche un'esplosione di gusto, come addentare un pomodorino, così come può essere la scoperta  di un Buddha dorato. Arrivano poi i gamberetti, piccoli ma ricchi, che ti fanno venire voglia di assaporare la forchettata successiva, scoprire ciò che viene dopo ed agire così di impulso, finendo per  arruolarsi nell'esercito solo per poter portare a termine i proprio sogni. 

     

    Il tutto è accompagnato da una salsa di pesce, sapore dominante e sempre presente. Perciò sta a te sceglierne una di tuo gradimento, rendere la tua vita così come la vorresti e, se è invece proprio il sapore del pesce che non ti piace, l'unica cosa che puoi fare è concentrarti sugli altri ingredienti, quelli gustosi che solo  tutti insieme danno origine alla Papaya Salad, un miscuglio di sapori, colori e gusti che sono degni di essere provati. 

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    mattia.scali.02@gmail.com dice:

    Recensione Papaya Salad

     “Gioia e tripudio!! Finalmente quelli del Libernauta hanno messo i nuovi Magnifici 15! Non vedevo l’ora. Meglio andare a vedere la lista sul sito!! Umm… robaccia, robaccia, robaccia…! Cavolo non me ne ispira uno in questa edizione. Dai, speriamo di trovare dei bei libri. Mhh, da dove potrei incominciare?? Wow, un fumetto!! Perdindirindina potrei iniziare da quello. Però ha un titolo strano… Papaya Salad. Dai leggiamo la trama e facciamoci un’idea.”

    “Il romanzo grafico d’esordio di Elisa Macellari è ispirato a una storia vera e racconta la vita dello zio Sompong, che dalla Thailandia venne in Europa alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale. Uomo mite e risoluto, alla ricerca del suo posto nel mondo, che racconta la sua storia con la voce ferma e pacata di chi sa di essere stato al cospetto della Storia e di essere riuscito a navigarla per giungere alla propria destinazione.”

    “Cavolo, sarà noiosissimo” Penso.

    Beh cari amici quanto mi sbagliavo!! Infatti considero questa graphic novel un capolavoro!!

    Gli avvenimenti ti appassionano anche se si tratta di una storia vera, completamente privi di aspetti fantastici o soprannaturali. L’autrice riesce a spiegare fatti disastrosi, come quello della seconda guerra mondiale, alleggerendoli con una piccola dose di ironia che non disturba per nulla la narrazione e che non sminuisce la profondità del racconto.

    I temi sono multipli, si va dal tema della famiglia a quello dell’amore, passando per quello della guerra e dell’amicizia. Il tema principale della storia però è quello della vita. Alla fine della lettura quello che rimane dentro è una visione della vita positiva, bellissima, e un grande insegnamento: vivere la vita non  in modo superficiale, come molte persone tendono a fare ai tempi moderni, ma assaporandola come si assapora una papaya salad.

    Due parole anche per i disegni: molto curati e dettagliati.

    Rating: 5
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    Enrico Gori dice:

    Mi è indubbiamente piaciuto il particolare graphic novel di Elisa Macellari ed è piuttosto interessante il collegamento non troppo evidente tra il titolo ed il contenuto principale. Detto questo, reputo la storia riccamente colorata, fortunatamente lineare, parzialmente rilassante, generalmente sentimentale, stranamente incoraggiante, pazientemente esaminabile, inaspettatamente impressionante ed indiscutibilmente istruttivo.

    Rating: 4
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    Matteo Vigiani dice:

    In questo graphic novel l'illustratrice, Elisa Macellari, ci racconta la storia del suo prozio Sompong attraverso colori, sapori e odori tipici thailandesi a me del tutto sconosciuti. L'originalità del libro è data anche dalle forme e dai colori che richiamano la papaya su cui si basa tutto il racconto; ogni capitolo ha il nome di un ingrediente dell'insalata. E' proprio mangiando la papaya salad, suo piatto preferito, che Sompong inizia a raccontare la sua avventurosa vita in giro per il mondo come soldato thailandese durante gli anni della seconda guerra mondiale. Il libro ci dà un assaggio sia della cultura occidentale che di quella thailandese, caratterizzata dalla presenza di animali della giungla come il gibbone, nel quale Sompong si immedesima più volte perché come lui resta fedele ad una compagna (Lek) per tutta la vita. Mi piace moltissimo il disegno in cui Sompong e Lek, raffigurati come gibboni, riescono a fuggire dalla prigione dell'hotel, zampa nella zampa, aggrappandosi ai rampicanti. 

    Nonostante i numerosi rischi, Sompong riesce a sfuggire la morte e a continuare il suo viaggio, sia quando si trova sotto i bombardamenti a Berlino, sia quando è rinchiuso nella nave piena di americani che lo odiano. Alla fine, nonostante la sofferenza e l'ostilità che la situazione della guerra gli provocano, Sompong, acquistando consapevolezza del suo percorso, riesce a strappare dal suo corpo questi sentimenti, raffigurati come frecce che lo infilzano. Gli ultimi ingredienti della papaya salad raccontano il ritorno di Sompong e Lek a Bangkok, dove i due si ricostruiranno una vita insieme.

                                                                                                                                                                                Matteo Vigiani, IC Liceo scientifico Guido Castelnuovo, Firenze

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    Erik TURINI dice:

    PAPAYA SALAD

    questo racconto è molto facile da leggere e la storia è fluida e interessante, ti fa immerrgere completamente e appassionare di volta in volta.la cosa carina è che a ogni step vengono aggiunti degli ingredienti per fare la papaya salad e le vicende della storia fanno riflettere sulle azioni che compi nella vita quotidiana. il protagonista non vuole fare il medico come vuole il padre ma viaggiare nel mondo e conoscere lingue e culture nuove peccato che il tutto accade in un brutto contesto '' la seconda guerra mondiale'' che porterà il protagonista tailandese in un ambiente ostile. egli parte dal suo paese d'origine e viene catapultato in italia dove conosce i paesaggi e poi l'ascesa dell'italia in guerra proclamata da mussolini, dopo viene trasferito a berlino nei bombardamenti degli alleati dove dovrà proteggere a sua volta altri tasilandesi che devono espatriare. li conosce la sua futura moglie lek e insieme a tutti gli altri verranno trattati come prigionieri di guerra dagli americani. il gruppo si imbarca per l'america, nel viaggio apprendono la notizia della distruzione di hiroshima grazie alla bomba nucleare chiamata'' little boy'' e in seguito il gruppo di tailandesi verrà dichiarato libero dopo la fine della guerra, il protagonista poi tornerà a casa dopo sei anni insieme al suo amore lek. la storia viene raccontata da lui quando diventa vecchio in occasione di un pranzo di famiglia in presenza della nipote che mangia la papaya salad e chiede che cosa sia, riportando alla mente la storia della vita dell'ormai,anziano protagonista. questa storia è frutto di scelte in un contesto sbagliato ma alla fine ci fa capire che anche queste scelte hanno delle risvolte positive nella propria vita, di non avere paura di portare avanti le proprie idee, di andare avanti e affrontare le avversità e cosa più importante di non aver paura di decidere della propria vita anche se le scelte che vuoi prendere vanno contro alla famiglia che vorrebbe un futuro diverso da quello cvhe vuoi tu. consiglio aquesto racconto a tutti i ragazzi adolescenti come me perchè è in insegnamento che si dovrebbe apprendere, cioè l'insegnamento di usare la propria testa e vedere dove ti porterà e affrontare le difficoltà in modo costruttivo e non distruttivo, un tassello in più che formerà la persona che sei e che vorresti essere non quella che vorresti essere e non che diventerai perchè hai paura di scegliere cosa è meglio per te. devi trovare il tuo io in mezzo a tante piccole versioni che gli altri vogliono che tu sia e quando sei soddisfatto della strada che hai intrapreso portala avanti perchè si apriranno tante porte davanti a te che ti permetteranno di migliorare ciò che sei, non essere chiuso verso le altre culture solo perchè hai paura del nuovo, ogni cosa che vedi o senti o impari formerà ciò che sei e le userai al meglio e non sarà il meglio per gli altri ma l'importante è che sarà il meglio per te perchè la vita è tua e di nessun'altro.

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    Alessandro Di Natale dice:

    Questo libro ha due protagonisti il primo è Elisa che è intenta a scoprire una strana pietanza e l'altro è lo zio Sompong che racconta di quando ha assaggiato per la prima volta questo strano cibo e di come ha incontrato zia Lek.

    Il fumetto con le sue splendide illustrazioni ripercorre i periodi bui del passato di quando lo zio arruolato nell'esercito ottiene la borsa di studio per andare in Europa.

    Fu inviato dal comandante in Germania ma dopo lo scoppio della guerra viene spostato in Inghilterra ma dopo un breve periodo Sonpong con agli amici e Lek decidono di andare a Venezia dove furono resi prigionieri.

    Dopo tutto questo susseguirsi di fatti sgradevoli Sompong decide di tornare nel paese d'origine insieme a Lek per ritrovare i famigliari persi per molto tempo. 

    Un fumetto da leggere tutto di un fiato e mentre lo leggi assapori questo gustoso piatto chiamato:Papaya Salad.

    Rating: 4
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    Allegra Sordi dice:

    Papaya Salad è un romanzo grafico scritto e disegnato da Elisa Macellari, illustratrice di livello internazionale che accompagna il lettore in un viaggio tra Occidente e Oriente. I personaggi e i paesaggi descrivono i sapori, le emozioni e le tradizioni dei paesi attraversati. L’elemento di collegamento ricorrente in tutto il libro è il cibo, spesso presente con un luogo rilevante (i pasti in famiglia, la pizza offerta da Sompong, il curry in regalo, i pasti in prigione). I colori sono gli stessi nella natura e nel cibo. Dal verde della giungla, al rosso e il giallo dei tropici, proprio come gli ingredienti della papaya salad. La storia è emozionante e dolce, un percorso di vita dove tradizione e amore si intrecciano durante il viaggio. Il protagonista, Sompong, è l’emblema della giustizia e della bontà: cerca sempre il bello nel cattivo e dimostra sempre di avere un grande cuore. Anche durante la seconda guerra mondiale, durante la quale gran parte del libro si svolge, Sompong rimane fedele ai suoi ideali, nonostante grandi scoraggiamenti. Un libro decisamente originale dove la storia di una vita si confonde con la ricetta di un piatto esotico. Sicuramente da leggere!

    Rating: 3
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    Leonardo Soldani dice:

    “Papaya Salad” è una graphic novel di Elisa Macellari che racconta la storia vera di suo prozio Sompong, un giovane ragazzo thailandese in giro per il mondo. La storia è molto articolata e piena di colpi di scena, che indirettamente cambiano sempre la situazione di Sompong, cosa che lo porterà a continuare il suo viaggio inseguendo sempre il suo sogno, imparare le lingue e tornare a casa. La storia, basata sulla realtà e raccontata in prima persona da Sompong, è una crescita  completa del protagonista che, nel corso del viaggio, si ritrova a dover affrontare un sacco di avventure che lo porteranno a meditare sull'inutilità della guerra, ma anche sulla speranza e sull'amore che nascono nelle situazioni drammatiche. Il tutto viene trattato con una grande ilarità e leggerezza e sempre con un grande ottimismo da parte di ogni personaggio, soprattutto dal protagonista. Belli anche i disegni, seppur abbastanza semplici e prevalentemente con colori caldi. Un piccolo biasimo  per la scarsa caratterizzazione di molti personaggi, che alla fine si riducono ad essere poco più di macchie sullo sfondo della vicenda. Un'ultima pecca, secondo me, è l' approfondimento superficiale dell'infanzia di Sompong e della papaya salad, che sembra essere il motore centrale del libro, ma in realtà è solo un incipit alla vicenda. In conclusione “Papaya salad” è sicuramente un buon libro, ma alcuni aspetti avrebbero meritato maggior attenzione .

     

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    Anna Martellini dice:

    Mi è piaciuto molto questo libro, seppur semplice e leggibile in poco tempo. Ho apprezzato i disegni ricchi di particolari anche se disegnati in stile fumetto e l'utilizzo dei colori, perché non erano i soliti, ma altri più particolari, come colori pastello o sbiaditi. Mi è piaciuta molto anche l'idea di intitolare i capitoli con i nomi degli ingredienti dell'insalata, perché l'ho trovata un'idea molto originale e particolare. 

    Rating: 4
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    Matteo Grassi dice:

    Il libro mi è piaciuto perchè la storia mi ha preso molto ed ho apprezzato le illustrazioni di Elisa Macellari.

    Mi è piaciuto il filo conduttore della Papaya Salad utilizzato dall'autrice per far combinare i vari accadimenti.

    Rating: 4
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    Fabiana Pieri dice:

    Io personalmente ritengo sia un libro molto bello perché riesce a farci vedere il dramma che hanno vissuto milioni di persone durante la guerra, facendoci guardare le cose dal punto di vista di chi, partendo con un sogno, si è ritrovato in un incubo.

    La grafica del libro, essendo a fumetto, sdrammatizza il racconto, ma ci dimostra che anche grazie ad una papaya salad possiamo raccontare la storia evitando di dimenticare il passato, salvando il presente e il futuro.

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    Alessandro Manzaroli dice:

    Un avventura oltre la guerra

    Provate a immaginarvi di essere un bambino di 10 anni, vivete in una campagna desolata in thailandia e avete una fortissima passione per le lingue e per l'esplorazione, una passione già alquanto complicata da soddisfare, figuriamoci se vi ci si mette contro pure vostro padre che ha già deciso che voi dovrete fare il medico, assolutamente impensabile, non per Sompong però, il nostro protagonista, il quale pur di realizzare il suo sogno decide, appena possibile, di arruolarsi nell'esercito il quale lo porterà a viaggiare per il mondo come interprete, Sompong ne passa tante, di brutte, come lo scoppio della seconda guerra mondiale per il quale si troverà ad essere prigioniero di guerra, ma anche di molto belle, per esempio durante il periodo di prigionia conosce la sua futura moglie! Insomma un libro pieno di sorprese rese ancor più interessanti dalle fantastiche illustrazioni di Elisa Macellari le quali hanno uno stile che può sembrare infantile ma personalmente lo ho apprezzato davvero tanto, essendo una graphic novel, le immagini troppo curate potrebbero dare fastidio alla lettura del libro. Elisa ha azzeccato in pieno cosa cattura l'attenzione del lettore e cosa la distrae.

    Rating: 5
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    Luca Facchini dice:

    Sorpreso… sono rimasto davvero sorpreso dall' originalità di questo libro, la storia ma soprattutto le bellissime illustrazioni mi hanno davvero affascinato.

    Questo racconto l'ho letto molto velocemente, non solo perchè è un fumetto ma anche perchè i dialoghi incitano sempre ad andare avanti e a voler conoscere cosa succede dopo; la ricostruzione storica è molto accurata e soprattutto rende bene l'idea della guerra e della sua crudeltà ma soprattutto ci mostra molto bene che in una guerra non ci sono nè vinti, nè vincitori; nè buoni, nè cattivi…tutti soffrono e tutti perdono, mai nessuno otterà qualcosa dalla guerra.

    Inoltre la suddivisione in capitoli con i nomi degli ingredienti della Papaya Salad ci ricorda che la vita è sempre un insieme di sapori diversi…a volte possono essere AMARI, altre volte DOLCI.

    Comunque un libro molto interessante che consiglio vivamente!

     

    Rating: 4
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    Daniele Vasarelli dice:

    Pur non essendo un grande amatore dei fumetti ho iniziato a leggerlo e ne sono rimasto veramente colpito soprattutto dal fatto che l l auto è riuscito a mettere a contatto il divertimento con la guerra . Il libro è molto scorrevole e ci sono immagini molto aderenti al racconto che ti aiutano a capire meglio e a farti un idea più precisa e chiara

    Rating: 5
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    Giulia Iocca dice:

    Si tratta di una graphic novel molto carina in cui, durante la lettura, si ha la sensazione di viaggiare. Il tema centrale della storia è il viaggio nel vissuto di un prozio di nome Sompong. Quest'ultimo narra la storia della propria vita, a partire dal piatto che sta preparando: la papaya salad, che è anche il titolo del libro. Se dovessi in una parola la mia opinione sul libro, direi semplicemente travolgente, sarà che sono interessata in modo particolare al periodo in cui si svolgono alcune vicende dell'uomo, ovvero gli anni della Seconda Guerra Mondiale. A tratti mi sono anche emozionata, ripensando al viaggio che ho fatto nei luoghi nei quali si sono svolte queste vicende. Sono anni importanti, ricchi di storia, che tutti noi dovremmo conoscere e a cui non sempre diamo la giusta importanza, e questo  libro potrebbe essere uno strumento per coloro che ignorano questa parte di Storia per capirla in modo semplice. Un altro motivo per il quale mi è piaciuto questo libro è il fatto di avere in comune con Sompong la passione per le lingue straniere e per viaggiare e visitare tutti i luoghi possibili nel mondo, anche se fino ad adesso non ne ho avuta la piena possibilità. I disegni sono fatti davvero bene ed è stato semplice leggerlo, molto scorrevole e appassionante, quindi sì devo dire che ne è valsa proprio la pena.

    Rating: 4
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    Lorenzo Arte dice:

     

     

    Essendo un fumetto l’ho trovato un libro abbastanza tranquillo da leggere e scorrevole,  lo consiglierei a ogni tipo di lettore, anche a chi non legge spesso.

    Rating: 3

    Rating: 3
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    Flavia Michahelles dice:

    Questo libro parla della vita di Sampong, lo zio di Elisa Macellari (l’autrice). Parla dell’amore dello zio per le lingue, per i viaggi. Parla della scoperta del suo “vero io”. Ovviamente la sua vita prenderà vare pieghe inaspettate a causa della seconda guerra mondiale.

    È un fumetto illustrato in maniera molto divertente, e con dei bei colori, i colori del calore del sole orientale, e quelli della papaya salad! Che inoltre dividono ogni capitolo! Un libro molto sfizioso e interessante! Lo consiglio anche a chi non piace leggere perchè un libro che scorrevole, che si legge in un’ora e mezza!

    Rating: 3
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    Francesca Paoli dice:

    Papaya Salad è un graphic novel edito da "BAO Publishing" ed ideato dall'illustratrice Elisa Macellari, dal talento riconosciuto a livello internazionale.

    Il libro racconta di un viaggio dall'Oriente all'Occidente, ritorno compreso, da parte del suo prozio thailandese Sompong.

    L'uomo, in occasione di un pranzo durante una delle sue visite a Bangkok, mangia un piatto tipico thailandese: la papaya salad. Egli narra inoltre la storia della sua vita, negativamente segnata dalla Seconda Guerra Mondiale.

    Ciascun ingrediente di questo piatto tipico dà il nome ad ogni capitolo, dando inoltre ritmo e vita al racconto.

    Il libro contiene 240 pagine ed ha un costo di €21,00 (prezzo consigliato) e possiamo considerarlo molto recente, dato che è uscito il 13 settembre 2018.

    Io lo trovo un bellissimo libro che permette di "assaggiare" la Thailandia pagina dopo pagina, ma anche di conoscere l'esperienza e la storia di un uomo che ha vissuto una tragedia così grande come la Seconda Guerra Mondiale: è un mix tra conoscenze geografiche e culturali, ma anche storiche.

    Rating: 5
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    azzurra lotti dice:

    Fin dal primo momento in cui ho visto la copertina di questo libro ne sono rimasta colpita, so che generalmente in giro si sente spesso il detto “non giudicare mai un libro dalla copertina”, ma trovo che in questo caso sia proprio “lei” ad attrarti alla lettura del libro, soprattutto per i bellissimi colori che danno vita ad un contrasto incantevole.

    Mi rivedo molto nel personaggio di Sompong, infatti il suo amore per le lingue straniere e per le diverse culture e luoghi del mondo mi ha fatto entrare del tutto all’interno della storia, come se anche io ne facessi parte. È molto bello che il cibo sia un elemento ricorrente nel fumetto, come si può capire anche dal titolo e dalla sua veste grafica, che ricorda proprio il frutto della papaya.

    Sicuramente l’aspetto che mi ha colpita di più è stato l’accurata scelta dei colori, che richiamano sia quelli della natura thailandese, sia quelli degli stessi ingrediente della papaya salsa. Conferiscono al fumetto un’atmosfera profonda ed emotivamente coinvolgente, infatti il sentimento traspare proprio dall’uso del colore e dalla gestione del tratto grafico. 

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    Sofia Cartei dice:

    "A volte non si capisce bene in che direzione andranno i venti, ma c'è sempre una buona ragione per viaggiare"

    E' proprio questo il punto fermo di tutto il libro, la volontà di Sompong di viaggiare e vedere il mondo, acquisendo la conoscenza delle varie lingue straniere dei paesi che si troverà a visitare.                                                                                                                                                                                                                                                     Questo libro è un graphic novel, un fumetto per intendersi, disegnato con tratti semplici e colori che davvero richiamano quelli del piatto thailandese più famoso, la Papaya Salad, appunto. Tutto è verde e arancio, come se fosse sempre illuminato dal sole orientale. Conosciamo Sompong quando è già nonno, il nonno della bambina che con la sua famiglia si reca a far visita ai parenti in Thailandia, tratto autobiografico dell'autrice, per metà italiana e per metà thailandese. Sompong è il realtà un suo prozio e le avventure della sua vita l'autrice ha potuto conoscerle alla morte del prozio, dal suo diario. Durante un pranzo in famiglia, il nonno, ingrediente dopo ingrediente, mette insieme per lei un piatto fatto di tutti gli avvenimenti della sua vita : la sua adolescenza, la rottura con i genitori che non lo volevano studente di lingue, l'ingresso nell'esercito e poi il suo incarico di inviato in giro per l'Europa in un momento storico molto particolare : lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Sompong, persona mite ed intelligente, si trova suo malgrado nell'Italia fascista e poi in Austria dove viene tenuto come prigioniero diplomatico dagli Americani visto che la Thailandia era alleata con il Giappone. Durante questa prigionia incontrerà però Lek, figlia di un diplomatico thailandese e, anche se molto lontani dal loro paese, si porteranno dentro le loro radici, i colori del fumetto resteranno infatti caldi e dorati, scaldati dal sole orientale.

    Mi è piaciuta l'atmosfera calda e pacata di questo graphic novel, i suoi personaggi equilibrati, pronti ad accettare quello che il futuro riserverà e questa formula del "romanzo nel romanzo" visto che nella cornice della visita familiare ai parenti in Thailandia, si inserisce il racconto della vita del nonno, racconto semplice, senza altisonanza, ma intrecciato con argomenti cruciali per la storia dell'umanità.

     

     

     

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    Sonia Ben Alaya dice:

    Questa graphic novel mi ha colpito molto per le particolarità che si celano dietro a ogni elemento. 

    Lo ho trovato interessante da leggere.. e diverso dai soliti libri illustrativi, un libro unico nel suo genere e con questo senso tropicale che traspariva quasi fuori dalla pagine.

    Mi ha inoltre messo voglia di viaggiare in Thailandia, approfodire la loro cultura e beh.. assaggiare la Papaya Salad!!!!

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    mattia Petruccioli dice:

    Quella di "Papaya Salad è una storia molto semplice è lineare ma allo stesso tempo capace di far provare emozioni forti, in questo caso i disegni all'interno dell'libro giocano un ruolo crucialea, a mio parere se questo libro non fosse stato scritto tutto a fumetti avrebbe avuto tutt'altro sapore, è un libro che consiglio a tutti dato che chiunque può trarne un insegnamento. L'Unica nota negativa è che il libro è particolarmente breve e che finisce poco dopo averti "preso".

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    gaia rossi dice:

    è un libro insolito, solitamente il genere a fumetti viene attribuito ai bambini, ma dietro i fumetti, si nsconde un significato meraviglioso e profondo. Lo consiglio ad ogni fascia di età, ma se viene letto alle elementari, consiglio di leggerlo successivamente un'altra volta, per apprenderne a pieno il significato.

    Rating: 3
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    Luca Tartaglia dice:

    Il libro è molto divertente grazie alle vignette presenti ed è anche fruibile per i bambini più piccoli. La storia di Sompong mi ha insegnato che i sogni vanno sempre inseguiti e per farlo bisogna anche fare piccoli sacrifici. Infatti, lui, per inseguire il suo sogno di viaggiare per il mondo si è arruolato nell’esercito e lì, ha studiato molto per riuscire a ricevere una borsa di studio e partire per l’Europa. Nel racconto di Elisa Macellari si parla anche della seconda guerra mondiale, dove Sompong molto spesso ha rischiato di perdere la vita, ma è sempre riuscito a superare ogni ostacolo che gli si poneva davanti e nel momento dove sarebbe dovuto crollare è riuscito a trovare l’amore della sua vita. Questa è una bellissima storia di vita vissuta che dovrebbe essere letta da tutti i bambini e adolescenti.

    Rating: 5
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    Giulia Dominici dice:

    Papaya Salad

    Un libro che salta all'occhio.

    Come e' il detto? "Non si giudica un libro dalla copertina"?

    Beh non vale per questo racconto.

    Vieni catturato da tutti i suoi colori sgargianti, che gia' ti anticipano il succo del testo. 

    Mi e' stato spiegato che questa e' una Graphic Novel, cioe' un romanzo a fumetti, il quale e' diverso dai libri che sono solita leggere.

    E' molto difficile da seguire all'inizio, se non sei abituato, perche' ti lasci distrarre dai colori e dalle immagini.

    Per quanto riguarda la storia, essa tratta di un argomento molto serio, che con le poche descrizioni e le tante immagini da seguire non e' pesante.

    Posso capire l'orgoglio di Elisa, la scrittrice, nel poter scrivere i racconti del suo parente, il racconto di una vita.

    E' cosa quotidiana che un nonno o una nonna ti raccontino un loro episodio di quando erano ragazzi, soprattutto a tavola durante il pasto.

    Mi sono sentita a casa mia, leggendolo.

    Il nesso con la papaya salad pero' non l'ho colto subito, ho dovuto fare una piccola ricerca.

    Ogni ingrediente, scritto dopo un tot di pagine, segna una parte della vita di Sompong, il protagonista, piu' l'ingrediente e' semplice piu' lui e' ancora bambino, e viceversa.

    E' incredibile come abbia racchiuso l'odore di familiarita' in cosi' poche pagine, ma soprattutto in cosi' poco testo, facendo cosi' giocare le menti dei lettori con le immagini. 

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    Elisa Garofalo dice:

    Il libro mi è piaciuto moltissimo, è stato il primo romanzo grafico che abbia mai letto, l'ho trovato scorrevole anche per la capacità di narrare una vicenda avvenuta in un periodo difficile come una semplice storia durante un pranzo dai nonni; e la circostanza mi ha ricordato le avventure raccontate da mio nonno.

    I disegni li ho trovati molto belli, colorati e definiti con chiarezza, anche i dialoghi al loro interno si imprimevano e la voglia di continuare il racconto aumentava.

    Lo consiglio vivamente a tutte le fasce di età.

    Elisa Garofalo

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    Viola Farsetti dice:

    Storia molto originale e particolare che mi è piaciuta molto per i suoi avvenimenti ricchi di avventura e di significati nascosti tutti da scoprire.

    Illustrazioni splendide con colori accesi e allegri che abbelliscono il tutto.

     

    Rating: 5
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    Clarissa Radegondi dice:

    “Papaya salad” libro di Elisa Macellari, o per meglio dire fumetto. Tratta di una storia reale, passata. E anche, una storia personale, cioè quella dello zio della scrittrice. Sin dalla sua infanzia ha vissuto una vita diversa dagli altri e contando sulla cultura e il suo amore per le lingue; a partire proprio dai suoi studi intraprenderà un viaggio magico ma allo stesso tempo pieno di ostacoli. Grazie alle immagini presenti ci si perde tra le pagine di questo fumetto, è molto coinvolgente e la storia veramente interessante, insomma, un libro sicuramente da leggere.

    Rating: 3
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    Irene Serio dice:

    Ho letto questo libro perché mi ha colpito subito la copertina, dove c’è raffigurato un uomo con una grafica particolare che trasmette coriosità.

    Mi ha colpito molto l’autrice perché è riuscita soprattutto con le immagini a raccontare una storia vera e affascinante

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    Laura Cirella dice:

    Questa graphic novel narra una storia reale, vissuta dallo zio di Elisa, che decide di fare un viaggio. Un viaggio che ha molti ostacoli, e con situazioni molto tristi. La storia è davvero molto bella, i disegni sono fatti benissimo, però a volte non riuscivo a leggerlo perché i disegni mi distraevano molto e non riuscivo a concentrarmi sulla storia. 

    Rating: 3
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    Ginevra Ceccantini dice:

    Il libro a graphic novel può piacere come risultare negativo nel leggerlo. Un'avventura vissuta realmente e raccontata con ogni singola esperienza e emozione provata sia positivamente sia negativamente. Ben disegnato e scritto, ma il libro "fumetto" non è nel mio stile di lettura e ciò ha reso difficile leggere il libro con continuità. 

    Rating: 3
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    Aurora romeo dice:

    Papaya sald è un libro che mi ha lasciata al quanto perplessa, non so se mi è piaciuto o non mi è piaciuto. Ovviamente essendo un graphic Novel la storia è corta, ma coincisa, è un libro da cui bisogna sapere anche interpretare dalle immagini, le emozioni e particolari della storia. Per chi è patito di questo genere direi che è l’ideale e lo consiglierei.

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    Cosmo Bonaiuti dice:

    Questa storia dal curioso titolo di "Papaya salad" è indubbiamente il più anticonvenzionale dei libri presenti sul catalogo di libernauta. Lo è nella forma, lo è nel contenuto, lo è nelle metafore. Questo è un libro che va fuori dagli schemi, ribelle nella sua anima di storia illustrata. Esso narra di avvenimenti che spaziano da Occidente a Oriente, nella cultura forse più lontana per tradizioni dalla nostra. Questa cultura caratterizza il libro, ci sono dei colori diversi, più vivi, viene presentata la storia di una famiglia nei villaggi tailandesi, poi di una guerra, poi di una pace. Tutto però con uno stile diverso, ricco ma allo stesso tempo immediato, semplice, tanto da finirlo in non più di un'ora e qualcosa di lettura. Definirei "Papaya salad" come una breve ma amena esperienza, le immagini hanno poteri evocativi strabilianti, ritengo che chiunque potrebbe goderselo, è un libro che non ha nessuna fetta di pubblico nel mirino, è solo arte. Trovo che l'unico difetto di questo libro sia il contenuto, non perché sia privo di significato o sia poco interessante, ma un pò esile. Infatti come ho detto stiamo parlando di una lettura di, al massimo, due ore scarse. Questo può portare in alcuni punti dei salti temporali che hanno tagliato parti che avrei letto con grande piacere, inoltre ci sono svariati punti che, anche se non sono stati saltati, meriterebbero più di due pagine o addirittura battute, sto parlando di riflessioni, dialoghi, parti che non hanno una vera e propria importanza a livello di storia, ma caratterizzano il libro come niente altro.

    Rating: 3
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    Xheni Elezi dice:

    Papaya Salad è un piatto semplice che simboleggia la cultura, l'identità e l'unione della famiglia.

    È a partire dalla descrizione di questo piatto che la storia di Sompong viene raccontata: è la storia di un uomo che nel passare degli anni troverà il coraggio e l'amore mantenendo comunque un profondo legame con i costumi del luogo dal quale è partito.

    Partendo dall'infanzia, Sompong ripercorre le varie tappe fondamentali della sua vita che è incentrata sulla realizzazione del proprio sogno, cioè imparare varie lingue straniere per ampliare le sue conoscenze delle altre parti del mondo. Nei numerosi viaggi che compirà Sompong manterrà sempre la sua identità, quella di un uomo proveniente dalla Thailandia che conserva sempre la propria cultura, in ogni luogo lui si trovi.

    Non sono una grande fan dei fumetti ma è proprio per cercare di cambiare quest'idea ho deciso di provare a leggerne uno. Non mi piacciono tanto perché penso che un racconto soprattutto di questo genere non abbia bisogno di essere accentuato con delle immagini. Ad essere sincera, solo dopo pochissime pagine ho smesso di far caso alle immagini e ho cercato di concentrarmi solo sulla lettura e penso che il messaggio che il racconto di Sompong voleva trasmettere, sia comunque arrivato.

    Dopo aver letto questo fumetto ho constatato che non è detto che questo genere di libri sia il più semplice da leggere e capire ma che qualche volta si debba rileggere più volte una frase per comprenderla bene. La semplicità con la quale vengono scritte le vignette penso che cerchi di mettere in risalto il più possibile quello che la scena disegnata vuol far intendere.

    In definitiva penso di aver cambiato idea su questo genere di libri; fanno capire e riflettere tanto anche con delle semplicissime frasi.

     

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    Giancarlo Romiti dice:

    Il fumetto di esordio di Elisa Macellari racconta un evento tragico e devastante come la guerra attraverso gli occhi di uno straniero, Sompong, che rende la narrazione leggera e mai seccante come la Papaya Salad, piatto tipico Thailandese che unisce i vari sapori della ricetta in maniera coesa ed equilibrata. I colori con cui viene illustrato il libro sono leggeri e chiari e trasportano attraverso le pagine del libro la dolcezza, la sapienza e la magia dell’Oriente all’interno di un momento storico che di magico non ha nulla. Il risultato complessivo è un piatto squisito e dolce al primo assaggio, come la Papaya Salad, ma che lascia l’amaro in bocca a causa delle tematiche trattate. Questa graphic novel mi ha colpito con la sua naturalezza, e la consiglio a tutti perché la scelta di adottare la tecnica del fumetto ha fatto sì che anche i lettori meno accaniti possano vivere un’esperienza di lettura davvero straordinaria.

    Rating: 5
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    Anna Borgianni dice:

    Non ho molto da dire su questo libro. Ho cominciato a leggerlo abbastanza interdetta e con qualche dubbio, perché solitamente non mi piacciono i fumetti, ma sono più amante dei romanzi "corposi".

    La trama della storia mi è piaciuta molto. L'idea dello zio che racconta la propria esperienza della guerra mi ha convinta, anche perché credo sia un modo molto buono per far vedere a noi ragazzi la guerra dal punto di vista di chi l'ha vissuta, senza però diventare mai pesante, in quanto tutto il fumetto è comunque scritto e raffigurato in maniera leggera e adatta a giovani età.

    Devo inoltre dire che mi sono molto piaciuti i disegni della scrittrice, anche se non sono un esperta e solitamente queste cose non mi appassionano, le raffigurazioni mi hanno davvero impressionata.

    C'è solo una cosa che non sono riuscita ha capire e non so se sia per un mio mancato collegamento o perché semplicemente non è spiegata nella storia: il motivo della Papaya Salad. Mi è piaciuta l'idea di dividere la storia in capitoli e denominarli con il nome degli ingredienti, ma non sono riuscita a capire il perché di questa divisione e credevo che alla fine della storia avrei avuto una delucidazione che poi non è arrivata.

    Comunque sono molto soddisfatta di ciò che ho letto e mi sono divertita nel leggere la storia. 

    Rating: 3
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    Pietro Piazzesi dice:

    Questo libro mi è piaciuto molto poichè è tratto da una storia vera. Mi è piacuto anche il  fatto che è scritto a fumetti e questo facilita la lettura per i lettori meno veloci, infatti questo libro lo ho letto in meno di un'ora.  La  trama ha inizio in Thailandia, almeno l'incipit, infatti la parte centrale del libro (la  storia vera e propria) è tutto un flashback raccontato da un parente di questa bambina. La bambina non ha mai assaggiato la papaya salad e allora lo zio Sompong ne approfitta per raccontare la sua storia di come ha conosciuto quel piatto ad Elisa. In questa storia è narrata la adolescenza di Sompong che viaggia in Europa ,durante gli anni della seconda guerra mondiale, avendo vinto una borsa di studio. Nel viaggio incontrerà sua moglie e anche alcuni futuri amici. Mi ha colpito anche che il titolo di ogni capitolo è un ingrediente della papaya salad. Il libro contiene vari episodi divertenti anche se narrati in un periodo storico dove non c'era molto da ridere

    Rating: 4
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    Spartaco Randelli dice:

    Fantastico! Ecco la mia prima parola dopo aver finito di leggere il libro. Un libro che può apparire semplice, essendo un fumetto, ma che in realtà lascia dentro tutte le emozioni che il protagonista/narratore ha provato nel corso della sua ardua vita. Il fumetto è ben disegnato, con colori che colpiscono l'occhio e con una sceneggiatura ben costruita che narra l'avvincente storia di un nonno il quale racconta il suo difficile passato con serenità d'animo non da tutti. Il libro tratta vari temi come la patria, la guerra e il viaggio tutti combinati in modo genuino e semplici da comprendere. Lo scrittore infine è stato molto abile a metterli per iscritto perché conferiscono un agevole lettura essendo difficili da trattare.

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    Giulio Rossi dice:

    L' analessi del prozio Sompong parla della sua "simpatica" disavventura, che doveva essere un meraviglioso viaggio, e che invece sfortunatamente si è rivelata una completa catastrofe. Il libro mi è piaciuto abbastanza perchè è semplice e intuitivo, ricco di figure che rendono bene le circostanze in cui si ritrova Sompong, e in cui è presente una grande storia d'amore che in un libro di questo tipo non puó mai mancare. Unico appunto: per raccontare una vita intera racconto è davvero troppo breve, tanto che in certi punti a causa dello sbalzo temporale perdevo il filo temporale. 

    Rating: 3
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    Gabriele Carlo Gallo dice:

    Molto più di un semplice fumetto: inizialmente può sembrare una semplice storia per bambini, un "FUMETTO", ma leggendo fra le righe si arriva ad una corretta visione del libro: molto più di quello che ci si aspetta da delle semplici vignette. Mi ha fatto tornare alla mente una bella parte della mia infanzia: andavo spesso da mia nonna, e lì incontravo mio nonno e il mio prozio. Mi raccontavano spesso della loro vita da ragazzi, una vita di un altro tempo che mi ha sempre affascinato; ed è proprio nei dettagli del libro che ritrovo le loro storie: mi hanno catturato proprio come quando ero un bambino. L'unico difetto che ho riscontrato è la superficialità che domina alcune piccole parti del libro.

    Rating: 4
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    Lapo Saccardi dice:

    Immagini colme di storia

    Un racconto che a prima vista appare semplice e quasi da bambini, ma dietro al quale si cela, affacciandosi per pochi istanti, la dura verità della guerra. L’autrice riesce a trasmettere attraverso i disegni e le voci dei personaggi tutto il fascino e la tristezza che provò quando le fu raccontata dal nonno la severa realtà con la quale dovette battersi per realizzare il suo sogno di viaggiare. Considero veramente un tocco di classe quello che l’autrice ci propone lungo tutta la storia: dal colore delle pagine ai frequenti paragoni con il suo particolare sapore, ritorna sempre il perno di tutto: la papaya salad. Nel complesso un libro che coinvolge e affascina dalla prima parola dell’incipit fino alla fine dell’explicit.

    Rating: 4,5

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    Giorgia Campolmi dice:

    “Papaya Salad”, un racconto semplice, ma una storia profonda.
    Elisa Macellari con il suo talento e la sua passione è riuscita a raccontare la storia di un soldato thailandese che deve affrontare ostacoli e intemperie nel mezzo della grande guerra.
    Le immagini illustrano alla perfezione la vicenda, rendendo estremamente facile la lettura.
    Non avevo mai letto una “graphic novel” che non fosse Topolino, e al termine del libro ho delle considerazioni al riguardo.
    La presenza delle immagini fa diminuire la fantasia e l’immaginazione, perché il lettore ha già la percezione visiva di ciò che sta leggendo, ma allo stesso tempo spinge gli altri sensi del corpo a liberarsi in un’”immaginaria ricerca”.

    Il bello dei libri è proprio il dimenticarsi del mondo circostante, della realtà concreta, e l’ immergersi in un mondo sconosciuto, che creiamo da soli parola per parola, pagina per pagina, dando all’immaginazione il potere assoluto.

    Questo è ciò che mi è mancato in questo libro, ma d’altro canto è una graphic novel, che, come dice il nome, si basa totalmente sulle raffigurazioni visive.

    Devo comunque ammettere che è estremamente piacevole da leggere, anche nei momenti più stancanti della giornata ,come dopo un intero pomeriggio di studio per il compito di chimica del giorno successivo. Questo libro ti consente di staccare la spina, di rilassarti senza dover sforzare l’immaginazione ma lasciandosi trasportare dalla vista.

    In questo modo il lettore adotta l’immaginazione dell’autore, che lo guida con i suoi disegni in un nuovo pianeta. 

    Rating: 4
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    gabriele guedes de olivera dice:

    elisa macellari nata e cresiuta perugi e di base a milano.

    dal 2012 è illustratrice freelence per case editrici e riviste ed estere.

    il protagonista fa un viagio da la thailandia e l'europa,alla ricerca di sé

    La copertina del libro è verde, e il taglio delle pagine è dipinto di uno speciale Pantone arancione, per ricordare una papaya

     

    Rating: 5
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    sofia romani dice:

    Libro molto bello e divertente. Mi è piaciuto il fatto dei fumetti e della ricetta della papaya salad che ricorda il prozio in più mi è piaciuto il fatto che i personaggi definiscono il cibo come  identità culturale. La scrittura è facile da capire. Anche se i fumetti non sono il mio genere preferito la storia è molto bella.

    Rating: 3
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    Emma Franchini dice:

    Se, state cercando un nuovo libro da leggere, volete rivivere la dolcezza della domenica mattina, a casa dei parenti, circondati dai profumi familiari dei piatti della nonna e sopratutto tipici del vostro paese, allora questo è il libro perfetto per voi.

    Elisa, una bambina nata e cresciuta in Italia, per la prima volta in Thailandia ,durante un pranzo dai suoi parenti , si ritrova coinvolta nel racconto della vita del nonno appena conosciuto, tutto accompagnato dalla ricetta di un piatto tipico thailandese i cui aromi e colori ci accompagneranno durante la lettura di questo libro: la papaya salad. Inizia così per la protagonista, un viaggio nella vita di questo uomo che, fino a poche ore prima, era per lei uno sconosciuto , un viaggio che è contemporaneamente, una scoperta e un racconto inverosimile, immerso in un'atmosfera quasi epica,con incontri e sofferenze in un mondo violento a lui estraneo. Il tutto vissuto da un ragazzo che faticosamente si avvia all'età adulta e raccontato con gli occhi innocenti e meravigliati di una bambina. Una graphic novel toccante e allo stesso tempo leggera, che ti fa tanto desiderare un boccone di quel piatto agro-dolce come la vita.

    Rating: 3
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    Mirko Reyes dice:

    Il libro papaya salad è tra i libri più letti,o almeno lo è nella mia classe,questo perchè molto semplice e veloce da leggere e ammetterò che queste erano le ragioni principali per cui ho scelto il libro,adoro lo stile in cui è disegnato il libro e adoro il significato che alcuni disegni danno,come ad esempio ho la statua del buddha che all'interno rivela una magnifca statua d'oro e anche il fatto che il libro in se dovrebbe rappresentare una papaya acerba,dal punto di vista della storia non mi ha emozionato tantissimo,non per dire che non è una storia bella,solamente che preferisco un qualcosa di diverso da ciò,non mi sentivo attaccato al libro,non ero immerso completamente in esso,forse per quello non mi ha colpito molto,il libro però mi ha fatto pensare di come avrei fatto io in quelle circostanze,come avrei potuto vivere durante un temo di guerra.Dopo tutto penso sia un bel libro,semplice e veloce simile a un fumetto,quindi lo consiglio a loro che hanno interesse in questi e anche a coloro che amano le illustrazioni.

    Rating: 4
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    Eva Villari dice:

    Papaya salad è semplicemnte geniale! Raccnta di tematiche difficili come la guerra (e tutto cio che ne consegue) con una spesieratezza unica unica nel suo genere, coronata da battute umoristiche e un linguaggio scurrile (tal volta tanto presente da essere quasi  inadatto) che fa comprendere ancora meglio la realisticità del "fummetto" appunto tratto da una storia vera. I disegni sono belissimi, coinvolgono il lettore rendendo il romanzo scorrevole e delicato. Questo libro mi ha fatta ridere e piangere nell'arco di pochi minuti, toccando corde nascoste anche ai miei più stretti amici. Mi piacerebbe confrontarmi con l'autore per potergli dire che è riuscito pienamente nell'intento di tutti i più bravi e ambiziosi scrittori: far emozionare, perchè Papaya Salad è emozioni allo stato puro.

    Rating: 5
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    Peiru Xu dice:

    Papaya Salad, il cibo che fa ricordi del prozio per tramandarli alle nuove generazioni.

    La storia inizia con uno dei personaggi principali del libro: Elisa conosce lo zio Sompong a pranzo quando si siede al tavolo. Dopo aver assaggiato papaya salad per la prima volta, ed ascolta la storia di suo zio su: la sua adolescenza, studio, passioni, amore e la storia della sua vita.

    Mi piace questo libro perché mi piacciono i fumetti più di quelli che sono tutte parole, ma quando ho iniziato a leggere questo libro, ero lentamente attratto dalla storia.Mi piace molto la personalità dello zio Sompong, perché farà quello che vuole e vivi ciò che vuole.

    Rating: 5
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    Teresa Amodio dice:

    L’autrice con questo libro riesce a raccontare una storia vera tramite delle immagini che mi hanno trasmesso l’emozioni provate da Sompong e da sua nipote.

    Mi ricorda molto quando vado a pranzo da mia nonna del Sud la domenica, che prepara i piatti tradizionali del suo paese mentre mi racconta le avventure passate insieme a mio nonno.

    Le illustrazioni che ha riportato sul libro attraverso i colori che ha scelto ricordano molto il suo paese e questo mi ha suscitato ancora di più la voglia di viaggiare in Thailandia.

     

    Rating: 4
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    PJ Desagun dice:

    La storia di Sompong è bellissima e le tavole sono magnifiche. Ho apprezzato tantissimo la scelta di usare una palette di colori prevalentemente freddi per i ricordi del protagonista, e una di colori caldi per i momenti "al presente" tra un ricordo e l'altro. 

    Rating: 4
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    Caterina Dosio dice:

    Questo libro non era tra quelli che volevo leggere, ma dato che l’autrice è venuta a scuola mia,l’ho letto. Alla fine del libro ho cambiato totalmente idea su questo genere e sul libro stesso. La cosa che mi è piaciuta di più è l’attenzione sui dettagli perché è una delle cose che osservo nei libri. 

    Rating: 4
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    Andrea Mugnaini dice:

     ho trovato alcune poesie all interno della raccolta poco chiare nel loro intento poetico, non sono state infatti in grado di trasmettere alcun particolare significato. Per la maggior parte delle poesie invece Gio Evan è stato in grado di toccare il mio lato emotivo e ha reso il coinvolgimento molto forte permettendomi di riflettere anche su questioni personali.

    Rating: 5
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    Andrea Mugnaini dice:

    Ho avuto alcune difficoltà ad interpretare diversi passaggi a causa del diverso bacino culturale di provenienza. A parte questo ho trovato la storia molto avvincente e ricca di emozioni.

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    Maxim Kotov dice:

    Elisa Macellari è un'illustratrice che per la prima volta si cimenta nella stestura di un romanzo, una graphic novel in questo caso, la storia di Papaya Salad traccia un percorso tra italia e Thailandia, durante il quale viene narrata la storia del prozio Sompong, in un contesto molto particolare, la seconda guerra mondiale.

    Le illustrazioni realizzate da Elisa sono caratterizzate da molti fattori, la tonalità, lo stile ovviamente dell'illustratice, il design vero e proprio del libro.

    Un libro ben curato e con una storia intrigante, che incuriosisce il lettore già dalla copertina.

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    Mai Hoa Granati dice:

    Il romanzo che ho letto, Papaya Salad, è ambientato negli anni prima e durante la secondo guerra mondiale e si svolge in parte in Europa e in una piccola parte nella nazione d'origine del protagonista Sompong. Sompong è un ragazzo che viene mandato a Bangkok dalla sua famiglia per avere una buona istruzione. Da lì si arruola nei militari e parte la sua  missioneper l'Europa. Questo romanzo ha un linguaggii molto semplice e scorrevole poichè è un romanzo illustrato. Questa opera mi ha coinvolto molto perché narra di una storia realmente accaduta in quei anni. L'unica cosa che non mi è piaciuta molto sono le illustrazioni perché sembrano un pò infantili e per questo do al romanzo quattro stelle invece che cinque.

    Rating: 4
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    Aeron Keanu dice:

    "Papaya salad" è un libro molto carino e semplice da leggere. Quello che mi piace di più sono i disegni poiché li trovo unici e attraenti, infatti è uno dei motivi per cui l'ho scelto. Per quanto riguarda la trama non sono rimasto così colpito, forse perché mi aspettavo di più, ma mi ha fatto capire quanto fosse dura la vita in quei tempi rispetto ad ora. Mi piace anche che ogni capitolo del libro abbia gli ingredienti del papaya salad.

    Rating: 3
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    Cosmo Secci dice:

    Sompong, incontrato secondo famiglia bangkok, racconta la nipotina degli anni e degli avvenimenti più importanti della sua vita. Son pong nasce in Thailandia e studia lingue a Bangkok dove per ottenere una borsa di studio, continuare a studiare e anche a lavorare all'estero, Si arruola nell'esercito, lavora prima in Italia poi a Berlino e in fine a Vienna dove In seguito al suo incontro con gli americani a una lunga serie di fraintendimenti e inspiegabili fatti che cambieranno per sempre la vita sua e della sua futura moglie. Il libro, disegnato e raccontato "A fumetto",, è reso particolarmente leggero è scorrevole dalle particolari illustrazioni che fanno si che si evitino pesanti descrizione i giri di parole.

    Il libro è avvincente, coinvolgente e scorrevole, forse perché ciò che è narrato è accaduto realmente e si è in grado di immortalarsi nel protagonista (cosa che mi piace particolarmente), forse per il singolarissimo aspetto esteriore del libro in grado di richiamare l'attenzione che richiama ai colori di una papaya, forse per la forma del racconto: scandito precisamente in capitoli alla fine di Ognuno dei quali si aggiunge un ingrediente della tradizionale ricetta di famiglia Italo-thailandese della scrittrice che da ad essa un'identità culturale e attorno alla quale ruota lo svolgimento dell'intera storia: la papaya salad. 

    Rating: 4
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    leonardo bianchini dice:

    Questo libro mi è piaciuto molto, la storia è avvincente, piena di flashback che ti portano nel passato del protagonista. Una cosa che ho trovato molto simpatica consiste nel fatto che la storia sia divisa in capitoli, che invece di essere titolati hanno una loro particolare distinzione, cioè hanno un pezzo di ricetta ciascuno per la papaya salad. Il libro in sè è molto interessante, una vicenda che mi ha colpito in particolare è come a quell'epoca, nel 1940-1945, nonostante la guerra e tutte le leggi razziali che ci fossero e la grande mancanza di promiscuità religiosa, la signora tedesca che ospitava l'ambasciata Thailandese, venerasse anch'essa il Buddha. Un insegnamento che ci lascia questo libro è quello di non farci prendere dai pregiudizi per evitare gravi errori come quello che si verifica in un episodio della vicenda, quando il protagonista verrà arrestato dagli Americani perchè ha gli occhi a mandorla, perciò viene scambiato per un Giapponese.

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    Hatim Nehal dice:

    all'inizio non avevo intenzione di leggere papaya salad, non perchè non mi piacessero le visual novel o simili, ma perchè sapevo che sarebbe stata la prima scelta di tutti coloro che non avrebbero avuto voglia di leggere e non mi aspettavo nemmeno chissà cosa ad essere sincero, ma sono rimasto piacevolmente sorpreso una volto finito di leggerlo.

    All'inizio non mi era chiaro quale fosse il legame tra la ricetta e le vicende narrate da Sonpong e ebbi questo come dilemma anche una volta finita la lettura cercando in ogni modo di trovare legami tra gli ingredienti che venivano elencati via via suddividendo i capitoli e quest'ultimi, alla fine la mia interpretazione (dato che il libro non da una risposta a questo quesito) è che percorrendo la vita del "narratore" parte dall'età giovane fino a quella matura, gli ingredienti rappresentano come la sua vita si arricchisca sempre più di nuove esperenze, infatti è da notare che i primi ingredienti sono i più semplici e i più importanti (il primo è appunto la papaya) proprio come gli anni dell'infanzia, semplici ma cruciali.

    Oltre a tutto questo sono rimasto (in quanto aspirante grafico ed artista) piacevolmente colpito da alcune rappresentazioni grafiche a libera interpretazione che propone il libro, e anche da come spesso e volentieri in questa visual novel spesso e volentieri le immagini comunicassero molto più delle parole e in maniera chiara senza creare confusione

    Rating: 4
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    Martina Braschi dice:

    papaya salad 

    Vi è mai capitato di restare a tavola fino a tardo pomeriggio durante i pranzi in famiglia? beh..a me si più di una volta.

    Questo libro raccontando la storia della piccola Elisa e del suo prozio è come se mi avesse riportata dentro alle emozioni provate duarente le affascinanti storie ed esperienze raccontate, ,nei lunghi pranzi delle feste, dai miei genitori, zii, ma soprattutto quelle dei nonni che come sompong hanno vissuto il periodo della seconda guerra mondiale.

    mi ha suscitato sia emozioni positive che negative; positive perche secondo me non c'è cosa più bella che stare, bello sazio e spensierato, ad ascoltare la storia della vita di un tuo caro; negative perche ripensando alle storie raccontate da mio nonno mi sono resa conto che queste vere realtà lette in un libro di storia possono rimanerti indifferenti mentre raccontate da persone a te care noti proprio le sofferenze e le crudeltà che hanno attraversato.

     

    Rating: 4
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    arianna@wilcox.it dice:

    Devo ammettere di essere rimasta sorpresa dal contenuto inaspettato di questo libro rispetto a un titolo del genere (un altro libro da inserire nell'elenco di quelli da non giudicare dalla copertina). E, nonostante in un primo momento possano apparire come un azzardo, le illustrazioni quasi bambinesche hanno avuto successo nell'esprimere e raccontare un tale avvenimento, senza scendere esageratamente nel dettaglio, ma riuscendo a trasmettere un ricordo importante a una piccola interlocutrice come è l'Elisa del racconto.

    Ma oltre ad aver accresciuto la mia curiosità e il mio interesse per le affascinanti tradizioni dei paesi orientali, questo fumetto ha addirittura fatto scaturire poco elegantemente il mio lato da fanatica, che aveva la necessità di esordire con un caloroso apprezzamento per le citazioni di Sherlock Holmes – che mi hanno strappato un sorriso nel corso di questa rapida ma piacevole lettura.

    E no, non proverò a ricreare la papaya salad, non finché le mie papille gustative non avranno finalmente accettato di sopportare l’avvampante sensazione che dirompe inserendo all’interno del proprio cavo orale anche solo un granello di peperoncino.

    Rating: 4
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    Elisa Messeri dice:

    “Papaya Salad” di Elisa Macellaci è un romanzo a fumetti che narra una storia vera. Il romanzo risulta divertente e simpatico nonostante nel profondo abbia un significato educativo. La biografia è quella di un ragazzo tailandese che ottiene una borsa di studio all’estero appena finito gli studi. È proprio però in quel periodo che l’Italia entra in guerra. Lo scopo dell’autrice è quello di farci sapere e conoscere la seconda guerra mondiale da un punto di vista di un ragazzo deportato. Il linguaggio è semplice e diretto, per questo il libro scorre ed è adatto a tutte le età

    Rating: 3
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    Zoe Torricelli dice:

    È uno dei libri più originale e particolare che abbia mai letto. All'inizio vedendo da fuori un libro con fumetti pensai subito che non era serio ma si è rivelato tutt'altro. La storia mi ha colpito molto perché mi ha fatto provare quelle emozioni che da tempo non provavo all'interno della mia famiglia .

    Rating: 5
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    Marco Bizzarri dice:

    Ho scelto di leggere Papaya Salad perchè non avevo mai avuto occasione di avere a che fare con una graphic novel prima di questa ed ero curioso di sperimentare questo nuovo genere. Posso dire che nel complesso l’esperimento è riuscito, il libro mi ha convinto pienemente e certo non sarà l’ultimo di questo genere che leggerò. La cosa che più mi è piaciuta è l’incredibile semplicità con cui vengono narrati temi importanti, difficili e a tratti drammatici. L’innovazione narrativa con cui l’autrice mi ha fatto calare nella suggestiva vita di Sompong, personaggio protagonista del libro, mi ha completamente coinvolto e ha reso fluida la lettura delle pagine di questo libro. I temi che emergono attraverso la narrazione dell’ormai anziano Sonpong sono diversi, fra questi gli impedimenti della guerra, l’appartenenza ad una cultua unica come quella Thailandese, la vittoria dell’amore su tutti gli ostacoli che gli vengono posti e la ricerca del sé.

    L’aspetto che forse mi è piaciuto di più della storia è il modo con cui sono stati trasmssi veri valori di un uomo dal passato così ampio ed unico alle generazioni più giovani, che di esperienza ne hanno poca, e che sono invece ricchi di sogni e di voglia di mettersi in gioco. La lunga storia di Sonpong mi ha insegnato tanto. Mi ha trasmesso la consapevolezza di quanto complicato potesse essere avere opportunità che oggi invece sono considerate scontate grazie ad un mondo globalizzato come il nostro. Ho fatto mia un po’ dell’esperienza del protagonista, che mi ha insegnato come non sempre bisogna studiare o compiere scelte che ci vengono imposte o caldamente consigliate, ma che è importante invece seguire se stessi, le proprie sensazioni, per andare incontro al destino che ci appartiene. Ho anche capito l’importanza che ha l’identità culturale, che, anche se può essere messa alla prova da viaggi lunghi e da incredibili avventure, va sempre conservata viva dentro di noi e non va mai dimenticata. Identità culturale che nel libro è simboleggiata dal cibo, in partcolar modo dalla ricetta della Papaya Salad. A rendere il tutto più piacevole la vivacità dei colori con cui sono abbelliti gli allegri e “empatici” disegni caratterizzano questo genere letterario

    Sono molto soddisfatto di aver letto questo fumetto, di aver fatto questa piccola scelta. Mi sento di consigliarlo ai lettori di tutte le età. Trovo infatti che questa graphic novel abbia da insegnare qualcosa di diverso a tutti e penso che sia in grado di farlo in modo originale e divertente.

    Rating: 4

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    Mae dice:

    Questo libro mi è già piaciuto subito dalla copertina, che richiama il frutto della papaya all'esterno e i bordi rossi delle pagine che richiama la polpa. Il libro si presenta come una novità in Italia, la storia raccontata non solo dalle parole ma anche dalle immagini (come sappiamo non è un fumetto). La storia è avvolgente e per niente noiosa, perchè ogni particolare ha un significato, ogni avvenimento della vita dello zio. Ci insegna anche qualcosa sul fatto che ci sono genitori che vorrebbero che il figlio facesse un lavoro specifico per lui, ma esso non è favorevole. La storia dello zio ci insegna che andare contro alla decisione dei genitori della vita dei figli non è sempre un male, anzi è seguire l'obbiettivo personale che si vuole avere della vita.

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    Lorenzo Palmieri dice:

    "Papaya Salad" di Elisa Macellari, un libro illustrato a fumetti ed ispirato da una storia vera.Romanzo divertente e simpatico ma con scopo informativo profondo.Biografia di un ragazzo tailandese che dopo variati studi riesce ad ottenere una borsa di studio all'estero, più precisamente in Italia, ma non azzecca il momento giusto.Proprio in quei giorni l'Italia decise di entrare in guerra.Lo scopo dell'autrice credo sia farci ricordare della Seconda Guerra, da diversi punti di vista, in questo caso da un ragazzo deportato.L'autrice ha un modo di scrivere molto semplice e scorre in modo fluido; l'illustrazione grafica molto espressiva e bella.Libro consigliato soprattutto ai bambini/ragazzi.

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    Kevin Buschmann dice:

    La papaya salad è un piatto tipico della tradizione thailandese a base dell’omonimo frutto. Si tratta di una diffusissima pietanza, dagli inconfondibili sapori e colori che sono il risultato dell’incontro tra la papaya acerba tagliata a fette e altri ingredienti quali peperoncino, succo di lime, zucchero di palma, salsa di pesce, gamberetti essiccati, arachidi tostate, aglio e pomodorini.

    Questo piatto, che richiede una preparazione attenta e accurata, la cui ritualità affonda le sue radici nella storia dell’antica Thailandia, rappresenta nel libro di Elisa Macellari una sorta di madeleine proustiana, che, assaggiandola, conduce direttamente nel pieno del racconto.
    La papaya fa anche da contenitore del romanzo: i suoi colori vestono di verde la copertina e di arancio i dorsi: l’interno delle carte di guardia svela il contenuto del frutto. Il risultato finale è un oggetto variopinto e intrigante che invita subito a farsi scoprire.

    Gli ingredienti della papaya salad sono poi riportati nelle pagine che aprono le diverse parti del volume: ancora una volta un accesso a questo universo di forme e sapori che dialogano tra loro anche quando sembrerebbero in apparente conflitto per il gusto (dolce e piccante), odore (pungente e fruttato) e consistenza (molle o croccante). 

    LA storia che rivive tra queste pagine è quello dello zio thailandese di Elisa, Sompong, adolescente nella Thailandia degli anni ’30 del Novecento. Sompong è il trampolino d’accesso agli  usi e i costumi della parte  rurale della nazione di quel periodo. Da bambino, infatti, trascorre l’infanzia nei villaggi a contatto con la fauna locale, la campagna e la natura, coltivando la terra e prendendosi cura degli animali.

     

    In seguito viene mandato a studiare a Bangkok e, lì, scopertosi amante dello studio delle lingue, intraprende l’Accademia militare con lo scopo di ottenere una borsa di studio per l’estero. E infatti, grazie allo studio costante e alla forte determinazione, riesce a raggiungere il suo obiettivo. Quindi giunge in Europa, prima in Italia e poi a Vienna, ma viene immediatamente a contatto con le vicende mondiali, la guerra e i successivi eventi che rendono il suo percorso di studi, di lavoro e di vita particolarmente tortuoso. Macellari segue le mille avventure di Sompong con grande maestria, costruendo le vicende con un ritmo fitto e coinvolgente, che alterna l’io narrante ai dialoghi diretti. Tutti i personaggi  sono delineati in modo efficace, senza che sia necessario soffermarcisi troppo a lungo.

    Il piano della realtà si alterna a quello della fantasia della rielaborazione interiore che è intrisa del mito e della religiosità buddista thailandese. Sompong è un personaggio mite e, allo stesso tempo, coraggioso: la sua strada è costellata da segni, di natura più o meno spirituale, che rendono appieno quel misto tra fatalismo, religiosità e superstizione di cui si nutre la cultura thailandese.

    Come già accennato, i colori della papaya sono la chiave di lettura per inoltrarsi nell’ immaginario dell’autrice: le tonalità di rosa e il verde acceso sono dominanti, specialmente nella fase dell’infanzia e dell’adolescenza, mentre il verde tende a incupirsi nella parte finale, quando le vicende si fanno più complesse.

    Il disegno è costruito in modo semplice, il colore è il vero protagonista: il talento della Macellari si rivela soprattutto nella resa delle forme fitomorfe, che a tratti tendono all’astrazione geometrica. Ciò è evidente non solo nella raffigurazione degli elementi naturali, ma anche nei particolari che si ripetono nei motivi dei pavimenti, dei vasi o dei vestiti.

    La grande varietà e originalità del disegno è il frutto anche delle origini italo-thai dell’autrice che si muove nello spazio del fumetto con consapevolezza e maturità, nonostante si tratti di un romanzo d’esordio.

    Elisa Macellari riesce dunque, mescolando elementi reali e inventati, i suoi ricordi di bambina con quelli dello zio, a creare un ponte tra la storia europea e quella thailandese, dando vita ad un lavoro denso e tutto da assaporare.

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    Manfredi Monteduro dice:

    Il libro è pubblicato da Elisa Macellari, famosa illustratrice, nel 2018.

    Il libro parla della vita del suo prozio thailandese Sompong, il quale inizia a raccontarla lui stesso durante una visita a Bankok, mangiando appunto una papaya salad, la quale suscita in lui molti ricordied emozioni. La storia si ambienta durante la seconda guerra mondiale, che rende la sua vita unica, come il sapore degli ingredienti della papaya salad. Sompong attraversa mille avventure, che lo formano come uomo. Mantiene anche la nostaglia e l'amore per la propria casa, pur essendo così lontano. Il libro mi è piaciuto, anche perché, a parte i disegni suggestivi dell'autore, trasmette un messaggio di vita molto intenso. Inoltre il libro cattura l'attenzione del lettore, e magari facendolo riconoscere in qualche aspetto nella storia.

    Rating: 3

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