49 pensieri su “Ragazzi dell’estate

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    Sawani Geethika Perera Sinhara Mudalige dice:

    “I ragazzi dell’estate” è un romanzo di formazione scritto da Cristina Brambilla, che parla delle difficoltà che si riscontrano durante l’adolescenza e di come un giovane matura difronte ad essi.
    Ad Anna manca poco per compiere diciotto anni, ma nonostante questo si sente sperduta come una bambina. Si è allontanata dalla famiglia dopo che i genitori le hanno rivelato una verità assai dolorosa. È andata in Thailandia in un orfanotrofio, dove continua a sentirsi in gabbia: troppe regole, troppa poca libertà… troppo tutto. Per affogare questo senso di soffocamento beve fino a ubriacarsi e a perdere la ragione. Ma capisce che quello non è il modo giusto per ritrovarsi. Scappa per raggiungere un’isola di cui ha sentito parlare nell’unico bar in cui gli offrono da bere. Un’isola con una spiaggia bianchissima e a dir poco paradisiaca. Al suo arrivo, dopo aver perso i soldi e il passaporto, viene adottata da un trio molto curioso formato da Ike, Leo e Danielle. I tre diventeranno il suo punto di forza e le porteranno la pace a poco a poco. Ma questo meraviglioso equilibrio viene interrotto da Luc, un musicista appena arrivato sull’isola. Anna perderà la testa per lui. Ma Luc non è come gli altri che stanno sull’isola. Nasconde dei segreti, profondi e oscuri che sconvolgeranno l’ingenua Anna. Cosa succederà tra i due? Anna riuscirà a curare le ferite del passato di Luc? Riuscirà finalmente a capire se stessa? Perdonerà i suoi genitori?
    Scopritelo leggendolo.
    I ragazzi dell’estate è un libro pieno di dettagli e lento nella dinamica degli avvenimenti. Lento perché si analizza la crescita psicologica ed emotiva della protagonista, la quale al termine della storia diventa donna non per nome ma per l’esperienza vissuta.
    Lo stile che usa Brambrilla è semplice e scorrevole, ricco di dettagli che riescono a farti immaginare ciascuna scena con tutti i suoi particolari. I personaggi sono descritti bene sia fisicamente che psicologicamente. Ed al termine della storia non possiamo non notare come ognuno dei personaggi a suo modo ci insegni qualcosa.
    I ragazzi dell’estate è un libro che ci dice che certe volte bisogna prenderci una pausa da tutto e chiederci come si sta. Ci dice di non rinunciare mai ai nostri sogni nonostante le difficoltà. Ma cosa più importante: mai lasciarsi prendere dalla disperazione, perché là fuori c’è un mondo da scoprire e un sacco di gente che ci vuole bene… anche quando meno ce l’aspettiamo.
    Questo libro lo consiglio più che altro a coloro che hanno smarrito la strada e che cercano un motivo per continuare.

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    Fiammetta Flores dice:

    Wow… come scritto anche sulla copertina: una storia davvero intensa! Una serie di eventi e personaggi mozzafiato e la trama è super azzeccata.
    Ho finito di leggere questo libro in pochissimo tempo, mi ha risucchiato nelle avventure di Anna, la protagonista, e suoi amici. E per non parlare del paesaggio della Thailandia: sorprendentemente magico e surreale, completamente diverso dal nostro. Potrei dire che questo libro non è solo uno dei tanti che tratta dei “post-adulescentes” , ma è un libro sulla vita, sulle cadute che ti fa fare e sulle decisioni e conseguenze che siamo continuamente costretti a prendere o a subire. Cristina Brambilla, lo ammetto non la conoscevo, ma il suo libro me l’ha fatta conoscere anche senza doverla vedere di persona; ha saputo descrivere con semplici frasi il dolore che una o più persone sopportano, potrei dire con eleganza. Ecco, il dolore della protagonista Anna e dei suoi segreti mi ha fatto pensare alla nostra anima e al nostro cuore che, nei casi più disperati, ci porta a fare le azioni più belle o le brutte senza rendercene conto. Cito testualmente dal libro: “Tutte le volte che ti svegli e basta, quello è un gran giorno”, per me questa è la frase più bella che abbia mai letto in un libro.Tramite essa, voglio dire che la felicità come tante volte detto ma mai capito davvero (da me per prima), è nelle piccole cose. Quelle cose che accadano e basta, come un uragano che ti esplose nel petto; un po’ com’è successo anche alla nostra mitica e sdolcinata (lei non concorderebbe ovviamente), Anna.
    Fiammetta Flores

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    Adriano Rueda dice:

    Il libro che ho letto “Ragazzi dell’estate” parla di una ragazza di nome Anna(protagonista e narratrice della storia).Anna(che nella storia ha 18 anni)è fuggita da casa per ben due volte.La prima volta dalla sua famiglia,perché si era sentita tradire dai suoi genitori,mentre la seconda volta da un orfanotrofio della Thailandia,dove là aveva trascorso un anno sabbatico in cerca di risposte sulla sua vita.Il vero motivo per cui fugge dai suoi genitori e dall’orfanotrofio thailandese era perché voleva raggiungere una spiaggia bianchissima,sperduta e paradisiaca di cui aveva sentito nominare in un bar. Arrivata in quest’isola,Anna era disperata per aver perso il passaporto,il telefono e i soldi. In preda a questa sventura viene adottata da un trio di amici,l’israeliano Ike,il russo Leo e la francese Danielle.A partire da questo momento è l’inizio di un’amicizia che cambierà la vita di Anna.Un giorno però su quest’isola sbarca un americano,di nome Luc. Dal momento che Luc è in quell’isola,l’amicizia tra Anna e i suoi tre nuovi amici si complicherà tanto che si sgretola. Questa storia mi ha fatto capire che ognuno di noi esseri umani si porta dietro dei dolori e delle soffferenze,ma è quando troviamo un amico o più amici(come nel caso di Anna) che siamo in grado di andare avanti e pensare al proprio futuro che ci spetta,come se il passato che ci addolora non esistesse più(scomparisse).In conclusione la parola chiave di questo libro è “L’AMICIZIA”. Adriano Rueda,Firenze(FI),Scuola Galileo Galilei 2°A,10/02/2020

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    Achiropita Gallo dice:

    Personalmente mi è piaciuto molto il libro, è una storia davvero coinvolgente, una storia che scivola bene infatti l’ho finita in poche ore. L’idea di leggere, anche le stesse scene, da diversi punti di vista dei personaggi è davvero molto bella, ti fa incanalare ancora di più nel personaggio, anche se in alcuni punti mi sono un pochino persa poiché non capivo bene chi stesse parlando, ma poi mi è bastato rileggere quelle poche frasi per capire bene. Un’altra cosa che mi è piaciuta particolarmente è il fatto che, alcune parti, mi facessero ricordare delle canzoni e mi facessero comprendere meglio, sia il testo del libro, sia il testo della canzone. È un libro che consiglio vivamente poiché rispetta pure tutte le caratteristiche di un thriller.

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    Grecia Cordova dice:

    Allora devo ammettere che quando ho sentito il nome di questo libro …mi sono interessata subito, infatti è stato il primo libro del libernauta che ho letto. Quando ho iniziato a leggere non lo capivo molto ma è proprio questo mi faceva interessare e continuare a leggere …mentre proseguivo, la trama diventava sempre più interessante e senza accorgermi sono arrivata alla fine del libro. Mi sono sentita un po identificata con i vari personaggi perche anch’io, anche se non tanto, ho le sue paure e i sui caratteri …
    Lo ho cosigliato tanto alle mie amiche (che vanno ad altre scuole)perche vorrei sapere anche le loro opinioni e magari vedere se trovano “il gioco della paura” interessante come me …e magari se troviamo una “Fright Night” andarci inseme e divertirci e chi sa magari anche questa finisce come nel libro …perche loro non conoscono ancora il mio passato…

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    Lucia Checo dice:

    Il libro si esprime molto bene. Mi è piaciuto davvero tanto anche se ha una trama abbastanza tragica e triste alla fine. Dylan , Sofia e Quin si iscrivono a questo gioco di paura per superare le proprie paure. Dylan per tutto il tempo nasconde dentro di sé tutto quello che sa sulla sua famiglia , su sua madre e suo fratello Reza diciendo bugie ma non sa esattamente cosa gli aspetta dentro il gioco , perché anche suo fratello participerà al gioco , finendo per scoprirlo ma facendo una brutta fine per proteggere suo fratello Dylan.

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    Caterina Nuti dice:

    Ragazzi dell’estate è un libro in cui mi sono ritrovata molto soprattutto nella protagonista Anna che come me tende ad alzare un muro per proteggersi dai problemi e dalle complicazioni del mondo esterno che porta solo delusioni e sofferenza.
    Negli ultimi due anni varie complicazioni e problemi familiari mi hanno portate ad accentuare questo mio difetto fino a non fidarmi più di nessuno
    Soffrivo molto ma nascondevo tutto dietro un muro costituito da sorrisi falsi che nessuno è mai riuscito a distruggere fino ad adesso. Questo mio difetto ha compromesso le mie relazioni con le persone; infatti sono una persona che non si lega facilmente e che preferisce la solitudine forse anche perché le uniche volte che mi sono affezionata a qualcuno ci ho rimesso io.
    Questo libro mi è piaciuto molto perché l’autrice è riuscita a raccontare con serietà ma allo stesso tempo naturalezza le emozioni che, almeno io, ma credo anche il resto degli adolescenti prova ogni giorno.
    Lo consiglio alle persone che come me nei libri si emozionano, alle persone che pensano che i libri siano una lezione di vita e a chi nei libri cerca la propria storia.

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    Chiara Sulca dice:

    Questo libro racconta delle problematiche e le difficoltà che tutti noi adolescenti affrontiamo durante il nostro percorso di vita e lo fa dal punto di vista di una ragazza italiana di nome Anna. Lei riscontra dei problemi con i suoi genitori e scappa in Tailandia a lavorare nell’orfanotrofio dove anni prima viveva sua sorella piccola ma dopo delle vicende accadute decide che è il momento di andarsene e cominciare a godersi il suo “anno sabbatico” e se ne va in un’ isola sperduta dove incontrerà le persone con cui avrà un legame che le rimarrà per sempre e la aiuterà a a maturare e crescere come persona .Mi è piaciuto tanto questo libro per vari motivi: Anna non è una ragazza perfetta, durante lo svolgimento del racconto possiamo notarlo,non sa cosa vuole e dove andare per fare pace con se stessa dato che a casa sua ha già abbastanza problemi e secondo me è quello che tutti noi prima o poi proviamo: non ci sentiamo compresi. L’autrice di questo libro descrive in profondità i sentimenti e le sensazioni che Anna prova, mi è piaciuto il fatto che non sia una ragazza banale e superficiale, come personaggio è complessa e ho cominciato a capirla solo a metà del libro quando scopriamo perché è là e cosa l’ha spinta a scappare da casa sua.Oltre ad Anna ci sono altri personaggi principali che sono ragazzi della sua età con un passato che li tormenta e di cui non vogliono parlare fino alla fine del libro.Pure loro sono personaggi complessi, in alcune pagine sono migliori amici, in altre si odiano, litigano e capisco le loro difficoltà, dato che non è sempre facile andare tutti d’accordo e non fare errori. Proprio per questo motivo il libro mi è piaciuto ancora di più perché mostra l’altra faccia di un’amicizia “perfetta”.Un’altra cosa che mi è piaciuta è la realtà dei fatti che accadono nel libro.Per esempio Luc è un ragazzo dell’isola che sembra senza problemi ma poi si scopre che prende delle droghe per alleviare il suo dolore e che ha degli istinti suicidi.Questo fa riflettere, dato che lui sembra così “perfetto” ma in realtà è il più danneggiato di tutti e questo può succedere nella vita di molti ragazzi d’oggi e quindi è importante vedere oltre alla “maschera” che magari le persone attorno a noi portano.In conclusione è un libro che consiglierei a tutti i miei coetanei, fa riflettere ,ridere e in alcune parti pure piangere.Leggendo questo libro ho avuto un miscuglio di emozioni e mi sono affezionata ai personaggi e alle loro storie proprio perché l’autrice li descrive così bene da farci legare emozionalmente a loro.

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    Andrea Rizzon dice:

    Il libro di per se é scorribile, non ho avuto problemi in praticamente nessun punto a capire l’andamento del testo o la sintassi delle frasi; la trama risulta calma nonostante la continua attenzione invogliata dall’andare avanti. Non mi sono rispecchiato molto nella protagonista, oltre al fatto che sono un uomo, perché la definirei alquanto infantile un po’ come i personaggi secondari che nonostante siano ben caratterizzati e diversi gli uni dagli altri hanno comunque una sorta di connessione tra di loro che non sono riuscito a capire fosse voluta o no.
    La trama é stabile seppur poco lineare, alcuni salti temporali sono molto grandi mente altri piuttosto piccoli. la protagonista per buona parte del libro ha un pessimo rapporto con i genitori anche se non sono riuscito a capirne il motivo e questa é una cosa che mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca. Un altra cosa che mi ha lasciato un po’ perplesso é stato l’eccessivo amore che la protagonista prova per luc, dopo che é stato dimostrato che lui soffriva di rabbia e era un drogato lei comunque lo difende e si arrabbia con gli altri quasi come cominciasse a somigliargli. Nonostante ciò é un buon libro che consiglierei volentieri.

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    Tommy Viti dice:

    Il libro parla di tre ragazzi, che un giorno decidono di iscriversi ad un gioco: Il Gioco della Paura.
    Il protagonista è Dylan, un ragazzo che si scoprirà aver avuto un passato molto difficile a causa di sua madre, per questo vive dal suo miglior amico di nome Quin.
    Infine c’è Sofia, una ragazzina di cui Dylan è follemente innamorato e per la quale farebbe di tutto pur di renderla felice. Come vedremo dopo, proprio per questo motivo lui arriverà anche a mangiare uno scarafaggio per lei.
    Quando arriva il gran giorno i tre ragazzi sono molto felici di partecipare, ignari di ciò che succederà.
    Il gioco consiste nel camminare in un bosco di notte con degli attori travestiti che dovranno spaventarli, ma ciò che non sanno è che fra di loro c’è un assassino e che in quella notte qualcuno perderà la vita.
    È un libro molto bello, pieno di suspance e di momenti che ti fanno rabbrividire.
    È una storia molto eccitante e con una trama complessa che fa capire tutto al lettore solo alla fine del libro.
    Lo consiglio a coloro a cui piace leggere libri paurosi.

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    Matteo Santini dice:

    Nero, Bianco e Apprendimento sono le tre parole che sintetizzano la mia recensione del libro di Annelise Heurtier “L’età dei sogni”.
    Bianco come la pagina vuota che i neri vorrebbero iniziare a scrivere con i loro sogni. Infatti Molly, prima ragazza di colore ad essere ammessa ad un liceo fino ad allora riservato ai bianchi, lotta con coraggio per scrivere una nuova pagina della storia.
    Nero per definire la mente dei bianchi che si rifiutano di vedere ciò che è diverso da loro e pertanto sono circondati dal buio. Le violenze contro le persone di colore come Molly impediscono al sole di illuminare la loro esistenza, che rimane senza la bellezza delle diversità.
    Apprendimento: infatti solo se il bianco è disponibile ad imparare dal nero e viceversa si può parlare di vera integrazione. Le protagoniste Molly e Grace tentano di fare questo nonostante le dure conseguenze che che subiscono.
    Il fatto che il libro sia ambientato in un liceo ci fa capire come la scuola sia uno strumento importante per costruire una cultura antirazziale.

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    Viola Brogioni dice:

    A parer mio il libro è veramente molto bello ed infatti mi è piaciuto tantissimo.
    All’inizio pensavo fosse un libro come tutti gli altri, noioso e che racconta la solita storia, ma poi leggendolo e arrivando a più della metà ho capito che non era affatto così.
    La storia è quella di Anna, la protagonista, che a diciotto anni scappa dall’orfanotrofio dove si trovava da circa un anno, per raggiungere un’ isola deserta e descritta come ‘spettacolare in tutto’, dove viene accolta dagli unici quattro ragazzi dell’isola, con cui poi stringerà un’amicizia stupenda.
    L’inizio mi è risultato poco scorrevole perché non capivo ancora dove fosse ambientato il racconto e chi fossero i personaggi, ma piano piano ho iniziato a capire e il libro mi ha appassionato molto, tanto da finirlo in due giorni.
    Questo libro è un testo che consiglierei a chiunque lo avesse sotto mano e avesse la possibilità di leggerlo perché trasmette e fa capire veramente tanto.

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    Ginevra Paggetti dice:

    Ho trovato Il libro “Ragazzi dell’estate” molto intenso e a volte anche un po’ faticoso, in quanto non è diviso in capitoli, ma presenta un’unica grande storia senza pause; questa tecnica narrativa mi ha colpita sia positivamente, perché mi ha spronata ad andare avanti velocemente nella lettura, sia negativamente, dato che a volte mi ha angosciata; quando leggevo una parte che non mi appassionava abbastanza non sapevo se, come e quando la lettura sarebbe tornata di nuovo piacevole. Nonostante questo, credo che il libro abbia una trama molto intraprendente e interessante, anche se non è facile ritrovarsi in un personaggio così particolare e complicato come Anna: la protagonista non solo scappa di casa e poi dal posto in cui si rifugia, ma si innamora pure di un ragazzo tossicodipendente.. insomma, sicuramente la sua non è una vita da tutti i giorni!! Essendo stata in Thailandia qualche anno fa, riconosco e riesco ad immedesimarmi bene nelle descrizioni dei luoghi e degli ambienti: posso vedere nella mia mente le spiagge bianche e deserte, il mare cristallino e il caos di Bangkok. Il fattore principale per il quale il libro mi è piaciuto è la grande amicizia che si crea fra i ragazzi nell’isola: nonostante provenissero tutti da posti e mondi completamente differenti, sono riusciti a trovare, nelle loro diversità, complicità e forti legami. Inoltre mi hanno colpito molto le 4 lezioni finali che Anna dice di aver appreso dalla sua stravagante ed unica esperienza!
    Le è servita per motivarla negli studi e per farla smettere di bere; le ha fatto capire che un cuore spezzato non si può comprare, bisogna ripararlo; ha imparato che il domani non esiste; e ha capito che tuti i giorni muore qualcuno e se entro mezzanotte non è morto qualcuno che ami, allora è un gran giorno.

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    Duccio Corri dice:

    I ragazzi dell’estate è un romanzo sull’amicizia, sul profondo valore che essa
    ha nella vita di ciascuno di noi, sulla nostra crescita individuale, sul nostro sviluppo interiore e su come questo importante sentimento ci aiuti nei momenti peggiori della nostra vita aiutandoci a risalire e a diventare persone migliori.
    I 4 protagonisti che si ritrovano su una surreale isola thailandese hanno tutti un passato doloroso dal quale fuggire e ferite profonde da dimenticare e grazie al loro incontro, riusciranno ad affrontare i fantasmi del passato e a superarli divenendo persone migliori più mature e responsabili.
    Lettura piacevole, scorrevole e priva di punti morti. Il lettore riesce a entrare in sintonia con i personaggi riuscendo a comprendere alla perfezione i loro stati d’animo, le loro angosce, le ansie, le paure e le gioie.

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    Veronica Mezzoprete dice:

    “A”nna, il russo Leo, l’israeliano Ike e la francese Danielle hanno un tabù:
    “M”ai parlare di sé stessi. Quattro ragazzi che si divertono a trascorrere il tempo in un paradiso tropicale,
    “I”mmergendosi nelle acque cristalline di Ko Bang. Questa regola vige fino a quando Luc arriva sull’isola,
    “C”on il suo carisma e grande fascino egli sconvolgerà tutti gli equilibri creati. Anna si
    “I”nnamorerà di lui ma non sa che nasconde un terribile segreto
    “P”er il quale morirà,
    “E” scoprirlo la sconvolgerà.
    “R”iepilogando, questa lettura mi ha appassionato è molto piacevole e scorre velocemente, non avevo
    “C”hissà quali aspettative su questo libro ma sono costretta a ricredermi! la grande
    “A”micizia che nasce tra questi ragazzi mi ha incuriosita, e un po’ mi ci sono ritrovata. In particolare mi ha
    “S”orpreso il personaggio di Ike, che devo dire mi somiglia, con il tempo si è costruito una corazza e si
    “O”stina a non ammettere che sotto sotto a questa banda sgangherata ci tiene davvero.

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    Mattia Cacciari dice:

    Questo libro mi è piaciuto molto, in particolare il finale, anche se mi sarebbe piaciuto scoprire, leggendo l’epilogo, che Max ha nuovamente stretto un forte legame con Filippo. Nonostante ciò gradisco lo spazio che l’autore lascia alla fantasia del lettore scivendo:”Ma non escludo che il tempo faccia la sua parte e che un giorno ritroveremo l’armonia perduta. O forse no.”
    È un libro scritto molto bene, proprio come l’altra opera che ho letto di Giacomo Mazzariol “Mio fratello rincorre i dinosauri” anche questa volta non mi ha deluso; leggendo questo libro ho trovato tutto quello che mi sarebbe piaciuto trovare e forse anche qualcosa in più in questa opera letteraria che tratta dell’importante bivio che ognuno di noi prima o poi deve affrontare durante i periodi di crescita e di grandi cambiamenti.
    Uno dei temi fondamentali del racconto è la crescita, il passaggio tra la giovinezza e l’età adulta, passaggio che, in base al testo, necessita l’abbandono dei genuini e ingenui sogni dell’adolescenza, che nel libro cominciano a sbiadire dopo l’estate durante la quale dovevano andare tutti insieme in Spagna. Io spero che, siccome ognuno vive questi momenti di crescita spirituale a modo suo, di non dovermi lasciare alle spalle i miei tre migliori amici, come loro nin vogliono farlo con me; dato che per me sono importanti tanto quanto immagino siano i suoi amici per Max e non riesco proprio a capire come possa aver lasciato andare via, anche se forse momentaneamente Filippo.
    La decisione che Max prende alla fine sul suo lavoro secondo me è la scelta giusta, se ancora non voleva far parte di quella realtà lavorativa ha fatto la cosa migliore, seguendo il suo cuore e frel’università per poi scegliere un altro lavoro oppure anche riprendere quello vecchio chi può dirlo?
    Mi piace molto l’idea del padre di Max di trasformare una cava in un laghetto per la pesca. Ho anche apprezzato molto il rapporto tra padre è figlio, è veramente un bel rapporto e devo ammettere di aver invidiato la serenità della famiglia di Ma. Il figlio, come la madre voglio cosi bene al padre che lo assecondano anche nelle idee piu stane, come può essere trasformare una cava in un lago per la pesca, e grazie all’aiuto dei suoi familiari lui riesce a non scoraggiarsi e a seguire le sue idee e ad ascoltare le sue intuizioni, proprio come ha fatto Max sviluppando un primo concetto della sua app da solo. Alla fine infatti il padre di Max riesce a realizzare la sua idea e secondo me è veramente bello che l’autore mandi un messaggio come questo nel suo libro:”Se credi davvero nel tuo progetto e lavori duro per realizzarlo alla fine riuscirai nel tuo intento.”alla fine anche Max con la pubblicazione della sua app ha raggiunti il suo intento, dare una mano ai ragazzi per scegliere il loro futuro.

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    Costanza Quintavalla dice:

    Qualcuno potrebbe dire che questa non sia una storia di azione, fantastico o avvincente. Infatti non lo è. È solo una storia raccontata da una ragazza che odia i suoi genitori e che ha problemi d’ansia, una storia d’amore strana e speciale ma soprattutto di amicizia. Anna, la protagonista, che ha sempre fatto ed è sempre stata come i suoi genitori volevano che fosse, va a fare un viaggio in Tailandia dove scappa da tutti e si rifugia in una piccola isoletta sperduta. Incontra due ragazzi e una ragazza che la accolgono come parte della loro famiglia, ridono fino alle lacrime, si divertono come non mai e surfano tutto il giorno. Nessuno di loro parla del loro passato e nessuno chiede. Sono in completa sintonia finché non arriva un ragazzo un po’ misterioso e affascinante che li fa tornare alla realtà. Sono tutti sulla stessa barca che fino a quel momento non sembrava andare contro corrente. Si sentono opprimere e affogare all’idea di tornare alla realtà fuori da quell’isola, tornare alle vite normali. E il loro piccolo mondo capovolto torna piano piano ad essere quello di sempre che tanto odiano. Ma loro si sostengono a vicenda e dopo una sola estate e tutte le cose che hanno passato insieme, capiscono di aver trovato una seconda famiglia. Credo che questo racconto sia speciale perché descrive perfettamente un’amicizia particolare e senza filtri. È come se in tutta la storia ci fosse un alone di mistero e di immaginazione che però esiste solo quando loro si trovano sull’isoletta e quando tornano sulla terra ferma sembra che si distrugga, indipendentemente dalle vicende che succedono. Personalmente credo che la storia sia avvincente fino a quando quello strano ragazzo si interpone nelle loro vite. Da lì in poi tutto inizia a crollare e la scrittrice qui è molto brava perché ci fa percepire il crollo in prima persona, lentamente e molto duramente, e anche per questo motivo alla fine le lacrime sono d’obbligo.

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    Elisa Gandini dice:

    Sono rimasta un po’delusa da questo libro. L’idea di partenza mi ha subito affascinata . Ho pensato “che idea originale! L’ambientazione : non banale, splendida; i personaggi : interessanti , pure di diverse nazionalità , quindi oltre che interessanti ,personaggi su cui farsi una risata per sottolineare i pregiudizi che chi non è connazionale di uno ha verso l’altro. Ma presto si rivela banale. L’amicizia tra i ragazzi inizia per caso e sboccia in un rapporto di serena convivenza in una splendida spiaggia thailandese. Sarà per il mio modo di essere , ma Anna , la protagonista , è troppo molle e ansiosa , pigra , rappresenta ciò che non vorrei essere. L’ozio non fa per me , che sono nata agitata e leggere dell’ozio di una giovane ribelle , seppure con i suoi problemi , non mi ha dato il piacere della lettura. Definirei la lettura molto leggera, a volte sfocia nella banalità , nonostante si noti una ricercatezza adei personaggi.

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    Matteo Bandinelli dice:

    Il creatore di Scottecs Magazine ha sempre realizzato gag nonsense e surreali, ma negli ultimi mesi non ha nascosto le sue idee di carattere sociale, con messaggi di solidarietà agli immigrati e alle realtà che si occupano di accoglierli nel nostro Paese, nonostante le politiche governative contrarie. Storiemigranti prosegue questo discorso, e lo fa portando in libreria l’anima più profonda di Sio, quella che vuole approfondire un concetto tanto semplice quanto importante in questo preciso momento storico: i migranti – termine talmente abusato da spersonalizzare i singoli individui che compongono questa collettività – sono esseri umani, ognuno con una propria storia unica e straordinaria.
    Il fumettista ha ascoltato i racconti di vita di trentadue persone, riassumendoli poi in una dozzina di vignette che a volte propongono un breve aneddoto, altre riescono a riassumere un’intera esistenza, conservando lo stile con il quale Sio si è fatto conoscere dal grande pubblico e per il quale è tanto apprezzato. Ogni racconto è preceduto da un ritratto realizzato da Nicola Bernardi, fotografo con cui Sio aveva già collaborato per il volume unCOMMON: Wheels; i suoi scatti sono un contributo prezioso al volume edito da Feltrinelli Comics e ci consentono di guardare negli occhi le persone di cui scopriremo la storia voltando pagina, quelle che ci hanno permesso di dare uno sguardo alle loro vite, a volte condividendo momenti molto intimi ed esperienze difficili.

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    Elisa Orlando dice:

    Ho deciso di intraprendere la lettura del libro “ragazzi dell’estate” ingannata dal titolo e accecata dal bisogno di libertà. Purtroppo Cristina Brambilla non è riuscita a coinvolgermi nella sua narrazione. Ho letto il romanzo come una semplice spettatrice senza fare amicizia con Anna, surfare con Ike e Leo o ballare con Danielle. Nonostante il bel messaggio che l’autrice vuol far trapelare dalle pagine del libro, ho trovato la narrazione noiosa e di una lentezza esorbitante. L’inno alla vita di questo libro viene offuscato dalle avventure dei protagonisti che spesso sfociano nel banale. Se dovessi spendere una parola a favore di questo romanzo parlerei delle descrizioni, ma solo di quelle.

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    Lapo Frosecchi dice:

    Ragazzi dell’ estate

    Ragazzi dell’ estate è un intenso viaggio che Anna, una ragazza di diciotto anni, compie in Thailandia che le permetterà di maturare e la trasformerà in una donna.
    Appena arriva in questa splendida isola sperduta Anna, disperata per aver perso passaporto, soldi e telefono, viene “adottata” da una strana triade di amici: è l’ inizio di un amicizia che le cambierà la vita.
    Inizialmente non ero molto attratto dal titolo di questo libro e leggendone le prime pagine ne ho avuto la conferma, perché troppo lente e noiose, ma una volta che la protagonista è arrivata sull’ isola ed ha fatto amicizia con i tre ragazzi mi sono appassionato alla storia. Infatti anche senza molte descrizioni l’ autrice è riuscita comunque a “trasportarmi” a Ko Bang, con il suo mare cristallino, la spiaggia bianca, lo yoga e il surf.
    All’ inizio sappiamo pochissimo sulla protagonista e quasi niente sulle quattro persone con cui fa amicizia sull’ isola, ma andando avanti con il racconto scopriremo le loro storie personali, da dove vengono, le loro caratteristiche, i loro caratteri e comportamenti.
    Una particolarità che mi ha colpito del libro è la mancanza dei capitoli, il racconto è intervallato da brevi pause, come se la protagonista si prendesse delle piccoli intervalli mentre racconta a un’ amica una lunga storia

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    Spartaco Randelli dice:

    Una delusione; le aspettative erano molto alte riguardo alla lettura di questo libro dove ero molto incuriosito per la trama che esso trattava ma alla fine mi sono dovuto ricredere. Il libro inizialmente può apparire bello e interessante con la protagonista che vive molte avventure e scopre un nuovo mondo. ma successivamente il libro rimane molto scialbo e monotono se così si può dire privo di veri colpi di scena e con una storia che diventa quasi banale. La lettura non mi è piaciuta poiché nel percorso della protagonista Anna per diventare una donna ella subisce molti traumi e pericoli che rattristano la lettura e anche perché la sua figura rimane sempre semplice, scialba, viziata e molto immatura. Posso trarre una nota positiva dalla lettura: l’autrice è stata molto brava nella descrizione dei luoghi dove si svolge la vicenda con descrizioni accurate che ti sembra di vivere la Thailandia.

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    Matilde Splendido dice:

    Quello di Anna è un viaggio che tutti hanno voluto compiere almeno una volta nella propria vita, soprattutto nell’età adolescenziale, questo perché si tratta di un viaggio, più che fisico, spirituale e di crescita personale.
    Sappiamo tutti che dai viaggi si torna sempre con due bagagli in più: quello culturale e quello delle esperienze fatte. Anna, oltre a questi bagagli, si è guadagnata anche quello dell’amicizia, una di quelle speciali e che non si dimentica facilmente.
    Leggendo questo libro mi sono impersonificata in Anna e immaginavo di partire anch’io come lei e vivere tutte le sue emozioni. Grazie Anna per avermi portata con te in questo viaggio meraviglioso attraverso le pagine del libro.

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    Edoardo Michelucci dice:

    I Kentuki sono piccoli e carinissimi robot con le sembianze di animali. Il fatto inusuale è che sono dotati di una telecamera che riprende ogni singolo istante della persona che ha scelto di diventare un kentuki. Questo fatto fa diventare il libro strano e persino inquietante. Sono comunque colpito positivamente dalla lettura di questo libro, che è formato da una serie di racconti. Già questo potrebbe far storcere il naso ad alcuni lettori, anche se ritengo che la scelta dell’autore sia appropriata, perché un solo racconto sarebbe stato monotono. L’autrice con questo libro ha voluto fare una grande scommessa, con un racconto dalla trama, dalla forma e dal genere piuttosto inusuali, ma a mio parere l’ha vinta a pieni voti.

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    Alice Azzolini dice:

    Iniziano gli anni Ottanta: Milano lo sa, e lo sa bene anche Marghe, la protagonista della storia, che quando esce dal carcere trova suo padre ad aspettarla, dissociandosi dal gruppo armato in cui si è trovata coinvolta quasi per caso. Ma per uscire da lì, ha dovuto fare una scelta, ovvero tradire i suoi amici più cari, compreso il suo Pietro, di cui ha perso le tracce. Questo libro è rivolto a chi si avventura nell’impresa di trovare o a chi pensa di aver trovato il proprio posto nel mondo.
    A Milano si respira un’aria feroce. Le Brigate Rosse stanno perdendo la loro battaglia contro lo Stato, e proprio per questo il cono d’ombra della violenza può raggiungere chiunque. Marghe ha dovuto parlare, raccontare ai giudici quello che sapeva per ottenere gli arresti domiciliari che sconterà in un’abitazione proprio davanti a casa sua. Affacciandosi alla finestra, Marghe intravede la tavola apparecchiata, la madre e la sorella che abitano la vita di tutti i giorni, e soprattutto Martino il suo fratellino di quattordici anni che la tiene in contatto con il mondo esterno. Perché da sola con il padre nel nuovo appartamento, Marghe scopre di essere ancora prigioniera. Delle tre stanze che segnano il suo perimetro di libertà, di un conflitto con la madre che gli altri non capiscono, ma soprattutto di sé stessa.

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    Malik Djibril dice:

    Sono rimasto colpito a dalla complessità della storia e dal modo in cui Silvera è riuscito a raccontarla con una spontaneità assurda e puntando dritto al cuore di chi legge, che con voglia o meno comincia ad affezionarsi prima a Mateo e poi allo stesso Rufus, due personaggi diversi come il sole e la luna ma che insieme riescono in qualche modo a trovare un equilibrio a trasformare un evento così devastante e tragico in qualcosa di positivo mostrando come a volte anche nella disperazione e la miseria ci sia ancora spazio per l’amore per la vita e per tutte quelle occasioni perse In quel momento tutto si rimpicciolisce, esistono soltanto i personaggi che si muovono in un delicato universo, dove le stelle muoiono ogni giorno e non c’è verso di cambiare un destino già scritto.
    Sarò onesto, avrei voluto sapere di più su Death-Cast, come fa a conoscere la data della morte di ogni persona? Ma non è solo questo il punto, Silvera mette la sua attenzione sull’importanza che ha la notizia sulle persone, spostando lo sguardo dai personaggi su Death-Cast, permettendo a chi legge di ascoltare qualche voce all’interno di qualcuno che giorno dopo giorno rovina ogni singola esistenza nel mondo oppure no? Sarebbe meglio essere ignari sulla propria morte o sapere quando accadrà? Non saprei dare una risposta so soltanto che la storia è riuscita nel suo intento, mi ha spinto a riflettere e a domandarmi se in un mondo così riuscirei a sopravvivere sapendo che un giorno potrei sapere in anticipo quando perderò chi amo e a chi tengo bello bello sto libro

    Rating: 4
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    Sophia Pierro dice:

    Ragazzi dell’estate, meh…
    Sarò sincera, per me è stato un po’ tutto fumo e niente arrosto: la copertina mi aveva catturata subito, grazie alle bellissime sfumature di blu del mare, la trama non mi faceva venire voglia di leggerlo tutto d’un fiato, ma mi stuzzicava, poi ho iniziato a leggerlo… La storia, a mio avviso, è scritta con l’intento di invitare il lettore a leggerla fino alla fine perchè fin dall’inizio risulta un po’…ambiguo, diciamo. Le informazioni, ciò che fa collegare tutti i puntini, vengono lasciate a poco a poco, ma questo rende l’inizio tremendamente lento e noioso. La tecnica utilizzata, per quanto riguarda me, ha prodotto l’effetto contrario, ovvero la voglia di lasciarlo sul comodino con appena due capitoli letti, ma con forza e coraggio lo ho terminato, anche se non in poco tempo. Alla fine lo ho un po’ rivalutato perchè è diventato più coinvolgente e vanno fatti i complimenti alla scrittrice per le descrizioni accurate che non risultano poi troppo pesanti, anzi le definirei interessanti. Per ciò che riguarda il succo della storia è un boh bello e grosso, forse è colpa mia che mi aspettavo chissà che cosa e così facendo mi ero riempita di aspettative, o semplicemente non l’ho apprezzato a pieno perchè non sono riuscita a rispecchiarmi nella protagonista, fatto sta che il libro oltre di amore e amicizia dovrebbe parlare di crescita personale, di maturazione, e di certo Anna, la ragazzina diciasettene scappata di casa per finire su un’isola sperduta non era molto matura, anzi, era un chiaro esempio della scelleratezza adolescienziale. Alla fine del libro è visibile il cambiamento, la crescita in Anna, grazie all’esperienza affrontata insieme agli amici con i quali di comune accordo ha deciso di non parlare del passato. In conclusione non è un libro che consiglierei a qualcuno, a contrario degli altri due libri che ho scelto di leggere per il progetto, libri che secondo me avevano insegnamenti molto importanti, cosa che in questo libro non ho trovato.

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    Rita Aquilani dice:

    Ragazzi dell’estate, la copertina mi aveva catturata subito, grazie alle bellissime sfumature di blu del mare, la trama non mi faceva venire voglia di leggerlo tutto d’un fiato, ma mi stuzzicava, poi ho iniziato a leggerlo… La storia, a mio avviso, è scritta con l’intento di invitare il lettore a leggerla fino alla fine perchè fin dall’inizio risulta libera di interpretazioni. Le informazioni, ciò che fa collegare tutti i puntini, vengono lasciate a poco a poco, ma questo rende l’inizio tremendamente lento e noioso. La tecnica utilizzata ha prodotto l’effetto contrario, ovvero la voglia di lasciarlo sul comodino con appena due capitoli letti. Alla fine lo ho un po’ rivalutato perchè è diventato più coinvolgente e vanno fatti i complimenti alla scrittrice per le descrizioni accurate che non risultano poi troppo pesanti, anzi le definirei interessanti. Non l’ho apprezzato a pieno perchè non sono riuscita a rispecchiarmi nella protagonista, fatto sta che il libro oltre di amore e amicizia dovrebbe parlare di crescita personale, di maturazione, e di certo Anna, la ragazzina diciasettenne scappata di casa per finire su un’isola sperduta non era molto matura, anzi, era un chiaro esempio della scelleratezza adolescienziale. Alla fine del libro è visibile il cambiamento, la crescita in Anna, grazie all’esperienza affrontata insieme agli amici con i quali di comune accordo ha deciso di non parlare del passato. In conclusione non è un libro che consiglierei a qualcuno, a contrario degli altri due libri che ho scelto di leggere per il progetto, libri che secondo me avevano insegnamenti molto importanti, cosa che in questo libro non ho trovato.

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    vittoria meyer dice:

    «Ragazzi dell’estate» racconta le vicende di Anna, un’adolescente di quasi diciotto anni, talmente furiosa con i genitori per il segreto che le hanno tenuto nascosto da decidere di rifugiarsi in Thailandia.
    Ma anche la vita nell’orfanatrofio dove stava passando il suo anno sabbatico in cerca di risposte sembra andarle troppo stretta, tanto da portarla a scappare di nuovo per raggiungere Ko Bangh: un’isola immersa nel nulla di cui ha sentito parlare nel bar in cui si recava per scolarsi qualche birra.
    È così che Anna inizia il suo viaggio, un viaggio che la porterà alla scoperta di sé stessa.
    Sarà in questo paradiso sperduto, ai confini del mondo, che la parola «amicizia» riacquisterà il suo valore attraverso gli occhi della ragazza, legata da un rapporto unico e saldo al trio che la accoglierà al suo arrivo sull’isola.
    Il gruppo, formato da Leo, Ike e Danielle ha una sola regola: del passato non si parla.
    Vivono giorno per giorno, godendosi la libertà sull’isola, senza condividere ricordi che potrebbero riaprire le ferite profonde che ciascuno dei ragazzi porta nel cuore.
    A spezzare l’equilibrio sarà l’arrivo di Luc, giovane americano dal sorriso affascinante, tanto solare quanto sfuggente, che farà perdere la testa ad Anna.
    Tra le pagine di questo libro Cristina Brambilla trasporta il lettore in luogo senza tempo, con descrizioni così dettagliate da far sentire la sabbia bianca tra le dita, il calore del sole e il profumo del mare, con uno stile poetico ed elegante che vi catturerà come il mare stesso.
    È un romanzo travolgente che tra pianti e risate parla di crescita e di amore, che grida a pieni polmoni, per sovrastare il rumore delle onde, quanto sia bella la vita, anche quella vissuta a metà da chi si spegne troppo presto.

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    Thomas Loi dice:

    Partiamo col dire che questo libro è un libro bellissimo sia per il contenuto interno ma anche per l’ esterno, la copertina di questo libro è veramente stupenda; questi bei colori sfumati…molto belli!!
    Il libro (Ragazzi dell’ estate) è un classico libro che secondo me spinge a darti diversi messaggi sulla vita: incominciando dicendo che è veramente consigliato per quei ragazzi/e che tengono all’ amicizia, ed fa proprio al caso loro. Il libro narra di questa ragazza di nome Anna, quasi diciottenne, che scappa 2 volte, fugge: la prima volta da casa sua, quindi anche dai suoi genitori: per lei i suoi genitori erano i più cari al mondo, fino a quando non si sentì tradita proprio da loro; la seconda volta fuggì dall’ orfanotrofio thailandese dove aveva deciso di restarci un’ anno per cercare risposte sulla sua vita. Fuggì questa seconda volta per raggiungere una spiaggia bianchissima e arrivata, molto disperata per aver perduto passaporto, soldi e documenti, conobbe un gruppo formato da 3 ragazzi provenienti da diversi paesi: (l’israeliano Ike, il russo Leo e la francese Danielle)… scoppiò una grande amicizia, tra i ragazzi, proprio quelle che ti cambiano la vita, tutto bello fino a quando non arrivò Luc, un americano dai modi sfuggenti e a tratti inquietanti, da quel momento tutto cambiò, si complicò per i quattro amici e per il cuore di Anna. Di nuovo, consiglio questo libro davvero tanto a quelle persone che credano nella amicizia, ed anche a quelli che non ci credono tantissimo, almeno trovano una bella e grande dimostrazione…che esiste, sia tra ragazzi che tra ragazze! 🙂

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    Alice Di Francesco dice:

    Questo libro racconta la storia di Anna, che decide di scappare dall’orfanotrofio nel quale sta trascorrendo un anno sabbatico, per andare alla scoperta di una bellissima spiaggia. Su questa spiaggia troverà un gruppo di amici con i quali passerà il resto della sua estate.
    Inizialmente, per almeno le prime cento pagine, la lettura del libro non scorreva facilmente per me, ma quando poi sono finalmente riuscita a entrare nella storia mi è piaciuta molto.
    Nel romanzo prevalgono le descrizioni dei luoghi e delle personalità dei personaggi.
    Mi rispecchio molto nel personaggio di Anna:
    sono anche io come lei molto ribelle e testarda, e riesco a nascondere le mie emozioni molto bene perché sono orgogliosa. La storia tra Luc, il ragazzo che ha conquistato il cuore di Anna, e la ragazza, mi ha intrigato molto, ed è forse la mia parte del libro preferita.

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    Lorenzo Noviello dice:

    È un viaggio che permetterà ad Anna di vedere le cose sotto un’altro punto di vista,che la cambierà molto. Viene a conoscenza di un fatto che la rende furiosa nei confronti dei suoi genitori. Così decide di scappare in Thailandia per un’anno. Ma la vita in Thailand per Anna si rivela molto stretta, troppe regole da rispettare per una ragazzina che vuole essere libera di vivere. Un giorno nel bar in cui si rifugia di solito per fuggire da tutto e tutti sente parlare di un’isola chiamata Ko Bangh. Ormai ha deciso di trascorrere gli ultimi mesi, nella pace di quell’isola difficile da raggiungere immersa nel nulla. Appena arrivata sull’isola si accorge di aver dimenticato il marsupio con tutti i documenti,soldi e telefono sulla barchetta, ma viene soccorsa da un trio di ragazzi,Danielle,Ike,Leo.L’ aiutano, diventano la sua famiglia.
    Un giorno arriva un ragazzo americano di nome Luc,per il quale Anna perde la testa,non riesce a ragionare con lui vicino si arrosisce sempre. Anna fa qualche errore che mette a dura prova l’amicizia con Leo,Ike e Danielle che nonostante tutto rimarranno sempre al suo fianco.
    Il romanzo Ragazzi dell’estate è molto toccante in molte parti, invece altre parti sono riflessive cioè che ti fa pensare molto al significato della parola amicizia. Tutto sommato anche se qualche personaggio spesso mi ha mandato in confusione il libro mi è piaciuto molto.

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    Veronica Zingales dice:

    Ogni persona che riceve una banale chiamata sa esattamente che entro delle ore, loro moriranno, ma non sanno come. Rufus e Mateo riceveranno la telefonata, per avvisarli che presto moriranno, ma nel frattempo loro vivono la loro vita, più che possono, facendo cose che non hanno mai avuto il coraggio di fare. In realtà leggendo questo libro possiamo vedere che i due protagonisti sono molto simili, Mateo, un ragazzo buono e ingenuo, troppo per la vita che ha, decide di rimanere a casa fino a che il suo nuovo amico Rufus andrà a casa sua. Rufus è un ragazzo troppo giovane per morire, come Mateo, con un passato non bello, che insegnerà a Mateo quanto la vita possa essere bella.

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    Irene Cassandro dice:

    Una ragazza, le sue aspettative e le aspettative degli altri. Anna è molto arrabbiata con i suoi genitori, e l’unica cosa che vuole è essere una normale ragazza di diciotto anni che vive la vita spensieratamente, cosa che spesso non fa a causa dei suoi attacchi d’ansia. Un po’ per caso durante il suo viaggio trova la compagnia di cui aveva bisogno, ma d’un tratto quello che per lei era un appoggio speciale decide di entrare nella spirale negativa dei suoi pensieri tanto che non riuscirà più a uscirne. Inizialmente conosciamo un’Anna fragile che ha bisogno di certezze, peccato che nella vita non ci siano, ed è proprio questo il bello. Ogni giorno è un’avventura e dobbiamo cercare di viverla al meglio, per noi e per le persone che ci stanno accanto. Alla fine del libro Anna è una ragazza completamente diversa da come l’abbiamo conosciuta, molto più consapevole e ottimista.

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    Loris Lupi dice:

    RECENSIONE IL GIOCO DELLA PAURA
    Racconto a più voci dove ogni personaggio narra se stesso, attraverso il gioco Dylan riesce a ripercorrere il suo passato e riesce a non mentire più e non vergognarsi del suo passato e riesce a superare la paura della madre. Il libro non mi ha entusiasmato perché in realtà non è un Thriller come mi aspettavo poiché ha un importante sfondo drammatico psicologico sociale, lo consiglierei ai ragazzi di 12 anni.

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    Sofia Costanzo dice:

    Anna è una diciottenne con una vita difficile ed una famiglia in cui si sente soffocare. Decide di scappare per un po’ e la Thailandia è la sua meta. Ma neanche lì, nell’orfanotrofio dove dà una mano ed in cambio è ospitata, riesce a sentirsi davvero bene. Progetta allora un’altra fuga, stavolta direzione Ko Bangh, un’isoletta sperduta della Thailandia, dove incontrerà tre ragazzi molto particolari e finalmente si libererà dai pesi che la stanno schiacciando. Vi sembrerà di trovarvi lì, a Ko Bangh, con Anna, Leo, Ink, Dani, vivendo un’estate piena di emozioni, tutte positive. È solo con Luc, un giovane affascinante e misterioso, capace di stupire fino all’ultimo, che le gravi ferite che ognuno si porta dietro saranno riaperte e il passato tanto evitato comincerà a riaffiorare anche in quel paradiso terrestre. Intrecciando allegria, paure, rabbia e speranze presenti nella vita di quattro ragazzi, ognuno con i propri problemi e preoccupazioni, si crea un romanzo capace di trasmettere quello che spesso noi adolescenti non riusciamo ad esprimere.

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    Alessia D'Ambrisi dice:

    Il libro “Ragazzi dell’estate” l’ho trovato abbastanza bello e interessante, ma non ha superato le mie aspettative iniziali, che si erano formate dopo aver letto la trama. L’ho finito in pochissimo tempo perché le vicende che si susseguivano erano come le patatine fritte: ne prendi una e non puoi più fermarti. Dopo averlo finito però non mi sono sentita soddisfatta: forse non mi ha convinto il finale? Sinceramente non lo so nemmeno io. La vicenda narra di un periodo della vita molto difficile e confuso di una ragazza di nome Anna: l’adolescenza. Anna è una ragazza che prova forti sentimenti, che non si piega dinanzi le ingiustizie della vita. Così, dopo che la famiglia l’ha tradita, non si abbatte, ma decide di agire. Scappa in un orfanotrofio Thailandese, dove era vissuta anche la sorella. Anna però capisce che lei non è destinata a rimanere là, non è più per lei quel posto. Parte nuovamente per arrivare su un’isola paradisiaca e neanche il rischioso viaggio la ferma. Sull’isola conosce altri tre ragazzi: Ike, Leo e Danielle. Grazie al loro aiuto riesce ad affrontare e a distruggere gli ostili ostacoli che costantemente la inseguono come un’ombra e provano a farla scivolare nel baratro del fallimento. A Ko Bangh Anna trova un apparente equilibrio e diventa di giorno in giorno più consapevole. Non ha il tempo di accorgersi dei suoi progressi che la quiete si spacca d’improvviso, come quando una pallonata infrange rumorosamente il vetro di una finestra. Sull’isola infatti approda un altro ragazzo, Luc, misterioso e affascinante. Il suo sorriso contagioso avvolge e stringe a se l’anima di Anna. In quel sorriso però c’è qualcosa di inquietante, che freme, non riesce più a rimanere celato. Da allora tutto si infiamma, tutte le certezze crollano come un castello di carte dopo uno spiffero di vento. Ciò che ho apprezzato molto di questo libro sono i personaggi: sembrano così reali, con caratteri in cui ognuno di noi si può rispecchiare. Ad esempio io mi rispecchio molto in Anna. Il mio vulcano di emozioni mi porta a fare azioni azzardate, di getto, non pensando alle conseguenze. Esse possono essere positive ma anche pericolosamente disastrose. Concludo con una delle frasi che più mi ha fatto riflettere sulla vita, regalandomi preziosi insegnamenti e soprattutto un nuovo punto di vista.
    “Tutti vogliono disperatamente qualcosa o sognano disperatamente di diventare qualcuno. E io? Io niente. Immagino che al mondo servano anche le persone come me. Gente che semplicemente c’è e ascolta, c’è e ricorda. Gente che semplicemente vive. Per esistere l’arte ha bisogno di un pubblico, giusto? Quindi si può vedere la cosa in questo modo: io sono una del pubblico.”

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    adele traversi dice:

    Romanzo di formazione dell’autrice Cristina Brambilla pubblicato il 19 marzo 2019, parla della nostra protagonista Anna, una ragazza molto fragile e da proteggere che scappa ben due volte, la prima dalla sua stessa famiglia dopo aver scoperto una cruda verità e essersi sentita tradita nel profondo dai suoi genitori, e una seconda volta da un orfanotrofio thailandese dove aveva cercato rifugio e protezione ma dove ha trovato invece troppe regole da rispettare e controllo da subire. Decide quindi di trascorrere un anno sabbatico in Thailandia dove poter assaporare l’avventura, innamorarsi, fare surf, vedere tramonti indimenticabili in riva al mare e perdere la cognizione del tempo.
    Appena arrivata in un isoletta sperduta chiamata Ko bangh Anna sembra già amarla con spiagge paradisiache dai colori accesi e alberi folti e sani, ma la sfortuna la abbandona presto quando scorda il suo marsupio sopra la barca che la ha portata qua. Per fortuna a soccorrerla è presente una triade di amici inseparabili che diverranno un punto fisso per Anna; si tratta di Ike ex soldato israeliano che farebbe di tutto per i suoi amici e per la sua fidanzata Danielle, affidabile e restio, Leo un appassionato della letteratura con uno spiccato senso dell’umorismo, uno dei più saggi.. e infine Danielle ex ballerina, ex sognatrice, piena energia in tutti i pori, allegra, solare e diretta.
    A dare una scossa all’equilibrio prefetto del nostro gruppo di amici è Luc un ragazzo americano con una chitarra in spalla, dal sorriso stupendo e un drago infuocato sul polpaccio che nasconde però un passato difficile e talvolta molto duro, d’altronde come il resto degli amici che hanno ferite molto profonde e dolorose. A suon di corde Anna si prende la cotta più importante della sua vita proprio per Luc, un enigma impreso conoscendolo infondo e scoprendo il suo animo tormentato da ira, rabbia e droga. È grazie a lui che Anna cresce, è grazie a lui, alla sua tragica fine che Anna matura, da una appena diciottenne diventa una donna. Questo libro mi ha trasmesso inizialmente tanta felicità, i posti sono descritti in modo pazzesco e sembra si stare con Anna a Ko Bangh, verso la fine del libro invece mi viene trasmessa tanta tristezza e ansia, soprattutto se provo a mettermi nei panni di Anna. Riesco a comprendere come il mondo possa strappare via la vita a chiunque voglia, come cattive abitudini possano portare a una vita così al limite e possano alla fine strappartela dalle mani senza che neanche tu te ne accorga. Consiglio questo libro ai miei coetanei perché come Anna chi lo legge matura con lei pagina dopo pagina.

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    Gaia Murgia dice:

    I ragazzi dell’estate è un romanzo scritto da Cristina Brambilla. Questo libro racconta di una storia molto avvincente, piena di avventure, di esperienze giovanili e di amori.
    La protagonista è Anna, una ragazza che sta per compiere 18 anni, ed è in questa età particolare che decide di partire per recarsi in un orfanotrofio in Thailandia per fare un anno sabbatico in cerca di alcune risposte. Ma non sentendosi a suo agio nel contesto, decide di scappare e di raggiungere una piccola isola, famosa per le sue spiagge bianchissime e per la presenza di un piccolo villaggio che accoglie ogni anno turisti provenienti da tutto il mondo.
    Sarà grazie ad una serie di sventure che conoscerà tre nuovi amici, tutti e tre provenienti da zone e città differenti. Grazie a questo incontro imparerà tante cose, avrà modo di confrontarsi con persone che, grazie ad abitudini e culture diverse, hanno anche pensieri totalmente differenti dai suoi e che le permetteranno di vedere molte situazioni con altre prospettive.
    La lettura di questo libro è stata molto piacevole e scorrevole, l’autore riesce a far immedesimare molto bene il lettore nei personaggi. Lo consiglio a tutti gli adolescenti e ai ragazzi della mia età perchè è un libro che può apripre la mente e creare molte riflessioni, su molte questioni adolescenziali

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    Francesca Dolfi dice:

    Tante sono le storie che parlano di migrazione, lo fanno normalmente, senza tanto umorismo e divertimento. Questo libro racconta brevi storielle che possono essere divertenti, ironiche, tristi, malinconiche ma che, allo stesso tempo, ci fanno anche capire un po’ il carattere delle persone che le raccontano. Essendo un fumetto si potrebbe pensare che è adatto solo e principalmente ai bambini, mentre a mio parere è per tutte le età, semplice e veloce da leggere, ma che tratta anche temi morali e sociali comprensibili solo dopo un certo periodo.
    Ho cominciato a leggerlo pensando che fosse un libro carino, ma non esageratamente bello. Mi sono ricreduta perché gli insegnamenti che da’, sono molteplici.
    Il libro fa capire che dai luoghi di provenienza di queste persone la vita è molto difficile e che sia prima che dopo essere arrivati qui loro hanno molti ostacoli da superare.
    A me personalmente hanno colpito molto le storie che parlavano della nostalgia della famiglia e dei luoghi nativi causata dalla lontananza e dal molto tempo trascorso da quando si sono allontanati. Lo consiglio alla persone che vogliono avere un punto di vista più aperto e “confidenziale” con i migranti, persone normalissime che devono affrontare delle cose tutt’altro che normali molto spesso per salvarsi la pelle.

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    Chiara Abdel Hamed dice:

    Il libro che ho letto, “Ragazzi dell’estate”, parla di una ragazza diciottenne di nome Anna che scappa da casa sua e da una situazione familiare precaria. Trascorrerà un anno sabbatico in un orfanotrofio in Thailandia ma la sua permanenza lì è simile a quella in casa: troppe regole e si sente troppo controllata. Quindi fuggirà anche dall’orfanotrofio alla ricerca della libertà che ha sempre voluto. Probabilmente, tra tutti i libri che ho letto, questo si avvicina di più ai miei pensieri e alla mia età in generale. Se da adolescente non si è mai pensato di uscire dalla propria casa, anche se si stava bene, allora si è fortunati. Penso che sia un pensiero che viene alla mente automaticamente e forse non allo stesso livello, ma tutti ci siamo rivisti in Anna prima che potesse raggiungere la sua libertà. A me personalmente il libro è piaciuto, volevo leggerne di più ad ogni pagina perché ero interessata e facevo un po’ il tifo per lei. Aspettavo per il momento in cui lei trovava la libertà. Leggere della sua situazione familiare mi ha un po’ scosso. Avevano un legame molto forte, sembravano più che figlia e genitori migliori amici. Ma poi si è sentita tradita e allora vedere la sua rabbia mi ha fatto capire quanto può fare male un tradimento da parte della tua stessa famiglia. Quando ti senti che tutti ti hanno voltato le spalle. Quel momento mi ha fatto immergere ancora di più nel libro e vederla scappare mi ha resa felice. Il viaggio in sé, verso la libertà, era frustrante da leggere ma il momento in cui trova la libertà è stato un sollievo. Dei nuovi personaggi, il gruppo di amici che trova nell’isola, mi è piaciuta molto la ragazza francese Danielle ma ancora di più il rapporto fra i due ragazzi Ike e Leo. Mi piace il fatto che si punzecchino moltissimo ma alla fine ci sono sempre per l’un l’altro. Anna ha trovato una nuova cerchia di persone di cui si può fidare e la spiaggia bianca dei suoi sogni. Secondo me sono entrambi considerabili una rappresentazione della libertà per Anna, un modo per sfogare la sua voglia di fare esperienze. L’arrivo di Luc non mi è piaciuto per niente nel libro perché ha interrotto quella sorta di equilibrio che c’era nel gruppo di amici, la fa allontanare da loro che sono rimasti sempre e avrei preferito non accadesse. Tutto sommato il libro mi è piaciuto molto e lo consiglio alle persone della mia età, che possono comprendere meglio di tutti la situazione di Anna.

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    Giorgia Campolmi dice:

    Un tuffo in un mare di avventure, la storia di una ragazza scappata dapprima dalla famiglia, ed in seguito da un orfanotrofio in Thailandia dove lavorava come volontaria, giunta su una spiaggia che le cambierà la vita. Proprio dopo aver abbandonato la sua famiglia ne ha trovata un’altra pronta ad accoglierla: Leo, Ike e Danielle. Tre ragazzi che assieme alla protagonista, Anna, passeranno un’estate indimenticabile, tra surf, amori e litigi.
    Il tema centrale del libro è sicuramente l’amicizia, un concetto fondamentale anche nella vita di tutti gli adolescenti. L’amicizia è uno dei doni più grandi che si possa ricevere nella propria vita, dipinge l’anima con un’infinità di pennellate di gioia e serenità. L’amico ti aiuta in qualsiasi momento, come Ike che accompagna Anna quando lei decide di lasciare l’isola; è colui che ascolta per ore i tuoi dubbi e i tuoi problemi, come Danielle che ascolta ogni notte Anna e le sue infinite paranoie; è colui che ti vorrà sempre bene, anche se non lo dimostra, proprio come Leo.
    Come può un’amicizia nascere all’improvviso? Senza sapere niente dell’altra persona, del suo passato, di ciò che l’ha portata fino a quell’isola. Cristina Brambilla in “Ragazzi dell’estate” ci offre la risposta, aprendoci il sipario sul rapporto di Leo, Ike, Danielle e Anna, una storia travolgente e dinamica, che cattura il lettore e la sua fame insaziabile di scoprire di più su questi quattro avventurieri.

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