46 pensieri su “Santa Muerte

  1. manuel falcone
    manuel falcone dice:

    Questo libro parla della realtà di uno dei quartieri più poveri di Juarez, una città al confine tra il Messico e l’America, dove la violenza, i rapimenti e gli omicidi sono pane quotidiano. Tutta la vicenda gira intorno a due amici, Faustino e Arturo e soprattutto intorno al valore dell’amicizia, perché quando Faustino chiede aiuto ad Arturo, per evitare la morte, lui, pur essendo titubante, non si tira indietro e arriva persino a rischiare la sua vita e infine a perderla, pur di aiutare il suo amico e per non rinunciare ai valori importanti per lui. Penso che questo libro faccia molto riflettere sul significato dell’amicizia e soprattutto faccia pensare al fatto che i cambiamenti nella vita sono inevitabili e avvengono, anche se tu non te ne accorgi.

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    Mattia Cacciari dice:

    Il libro mi è piaciuto molto, ho apprezzato particolarmente il bel rapporto d’amicizia tra Arturo e Faustino, nato in giovane età che ha segnato la vita di entrambi. Sono così legati che Arturo decide di aiutarlo e rischiare la vita per lui in quel modo di silenzi e pistole; e anche se l’autore ci spinge a pensare che l’abbia aiutato solo perché l’amico, con i soldi che adesso li mancavano aveva mandato la compagna in America, mi piace credere che abbia aiutato Faustino perchè in fondo anche se non si erano visti per un anno li voleva ancora un molto bene.
    Questa storia racconta di un mondo molto lontano dal nostro, di cui io prima ignoravo completamente l’esistenza. Mette al centro della storia le lotte e i conflitti tra gang di cui la popolazione paga le conseguenze; basta pensare che spesso Arturo non ha neanche l’acqua per dissetarsi e che vive, come molti altri, in una csa di cartone e lamiere per capire quanto la situazione sia disperata in zone come quella. L’idea della “Santa Muerte” e della sua Chiesa è molto originale e intrigante; infatti lei fa parte di ognuno di noi in quanto mortali e destinati a morire. Attraverso questa singolare figura sono affrontati molti temi crucialo come il concetto di destino e della vita stessa. Durante la lettura sono stato sorpreso da molti colpi di scena che ho apprezzato tanto quanto il modo di scrivere di questo autore che è in grado di trasportare direttamente nel cuore della lettura con ambientazioni e dialoghi superbi.

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    Tommy Viti dice:

    In questo libro il protagonista è Arturo, un ragazzo povero di Juarez, una città al confine fra Messico e Stati Uniti.
    Un giorno il suo amico Faustino si presenta alla sua porta chiedendogli aiuto. Ha bisogno di soldi.
    Arturo cerca di aiutarlo sapendo che dovrà giocarsi la partita della vita col destino e con Santa Muerte.
    Gioca a carte con gli spacciatori per recuperare i soldi e salvare la vita di Faustino, anche se alla fine perderà la sua.
    È una storia molto affascinante e piena di suspance.
    Spesso mi è capitato di immedesimarmi nei panni del protagonista e ho riflettuto sul fatto che siamo fortunati a vivere dove viviamo oggi.
    Il libro infatti descrive un ambiente dove regna la malavita e dove gli scontri tra bande e la droga fanno parte della vita di tutti i giorni.

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    Sofia Zanobini dice:

    Marcus Sedgwick in “Santa Muerte” affronta,attraverso la storia dei due ragazzi Arturo e Faustino, ciò che succede ai giorni nostri,tra il traffico di droga e le varie gang,nel quartiere di Anapra ,nella città di Juarez, in Messico. La loro storia è molto coinvolgente visto che,benché i due ragazzi si siano separati per molto tempo, Arturo decide comunque di aiutare l’amico a restituire una quantità molto alta di denaro a un capo di una gang,anche se è un’impresa alquanto difficile da portare a termine. Questa è la vera amicizia; ovvero quando una persona ti aiuta nonostante tutto;nonostante le sue condizioni economiche e i mille problemi che qualcuno può avere e comunque fa del suo meglio per aiutarti. La vera amicizia sta anche nella fiducia reciproca che nel libro è presente quando entrano nel santuario dedicato a Santa Muerte e,anche se Arturo non sapeva a cosa stessero andando incontro, si fidò comunque dell’amico e fece ciò che gli aveva proposto. Un’amicizia come la loro è molto rara da trovare perché a volte anche le persone di cui ti fidi di più possono voltarti le spalle lasciandoti da solo proprio nel momento del bisogno.Il libro è molto avvincente grazie ai vari colpi di scena e alle descrizioni molto dettagliate presenti al suo interno. Santa Muerte è adatto a tutti coloro che amano i thriller e le storie di attualità soprattutto sui narcotrafficanti e tutto ciò che riguarda il mondo della droga.

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    Elena Bovelli dice:

    Il libro “Santa Muerte” ,di Marcus Sedgwick, parla della condizione delle persone che vivono in Messico al confine con l’America, chiamata “El Norte”, e di come in quei luoghi regnino le gang di narcotraffico e i vari cartelli della droga. Sono molto frequenti e ben dettagliate le descrizioni di ambienti e personaggi, che fanno calare completamente nella storia. Grazie a esse, inoltre, si percepisce a tutto tondo la condizione umana di chi quella vita la vive davvero, e nonostante il tempo della storia sia piuttosto breve, ciò che accade è ricco di emozioni che vengono percepite da chi legge.
    Invoglia a continuare la lettura per capire se, per una volta, il protagonista, Arturo, e il suo amico d’infanzia, Faustino, riusciranno a sconfiggere l’immenso e prepotente potere esercitato dal capo di un cartello.
    É, inoltre, molto importante il tema dell’amicizia, in quanto Arturo viene caricato di un’immensa responsabilità, ovvero la sua vita e quella di Faustino, dall’amico stesso; nonostante ciò Arturo solo in rari momenti debolezza proverà rabbia nei suoi confronti.
    Farà di tutto per salvare se stesso e Faustino, facendo spesso trasparire le proprie emozioni, che saranno poi anche quelle che lo fregheranno e sono inoltre ciò che caratterizza il brano.
    Consiglio questo libro a chi cerca emozioni forti, che si presentato in storie di persone comuni e vengono fuori molto frequentemente dall’inizio fino alla fine del libro.

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    Filippo Piazzai dice:

    Ho trovato il thriller avvincente per la suspense creata dai colpi di scena e dal flashback con cui si racconta la storia dei personaggi.
    Lo scrittore riesce a farti stare sempre con il fiato sospeso: la partita a carte con il capo dei narcos segna l’inizio della fine di Arturo e da quel momento hai fretta di leggere ancora per sapere come andrà a finire.
    È un libro che ti fa riflettere presentandoti la realtà che si vive nelle periferie messicane dove non c’è legge, dove anche la polizia è corrotta e dove l’ignoranza e la lotta per sopravvivere porta la gente a scendere a compromessi con i narcos e a credere nel culto assurdo della Santa Muerte, lo scheletro velato al quale i devoti portano offerte incredibili: canne, gratta e vinci e cocaina.
    La violenza dei narcos è descritta in modo così realistico che ti sembra di guardare un film.
    I personaggi sono caratterizzati in modo efficace: provi rabbia per gli antagonisti di Arturo e simpatia per gli aiutanti.
    Tra i personaggi mi è piaciuto Siggy, l’amico austriaco uscito dalla tossicodipendenza. Mi hanno colpito le sue parole che porteranno Arturo alla redenzione “ogni uomo deve scoprire da solo in quale preciso modo può salvarsi, devi solo scoprire cos’è che stai cercando”.
    Ho trovato il finale per niente banale; manca il lieto fine ma Arturo muore da eroe e ti lascia un messaggio importante: a volte la salvezza sta nello scegliere la morte piuttosto che piegarsi alla volontà di un boss infame e “aggiungere orrore al mondo”.

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    Viola Brogioni dice:

    Questo libro mi è piaciuto in alcuni punti e mi è risultato un po’ noioso in altri. La lettura scorreva veloce ma in alcune parti, ad esempio quelle riflessivo, rallentava e mi è risultato difficile leggere e in contemporanea rimanere concentrata e capire cosa diceva il racconto. Però il narratore è riuscito comunque a farmi immedesimare nel racconto e a mettermi un po di ansia nel leggerlo, quindi queste parti mi sono piaciute molto. Nel complesso è un bel libro che parla di concetti importanti, come ad esempio quella della forte amicizia che c’è tra Faustino e Arturo che viene espressa benissimo con il gesto che quest’ultimo compie nei confronti dell’altro, anche se poi le sue intenzioni non vanno a buon fine.

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    yasmine miftah dice:

    A me il libro è piaciuto, perché parla di un’amicizia tra due amici, di cui uno è in difficoltà e l’altro, invece, lo aiuta ad uscirne fuori. Mentre lo leggevo, non riuscivo più a togliere l’occhio. Quindi leggendo questo libro, ho capito che l’amicizia è molto importante.

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    Amedeo Mancini dice:

    Questo libro è stato scritto da Marcus Sedgwick ,che racconta di una storia basata sull’amicizia, sulle bugie, sul potere con un punto di vista sulle differenze tra le comunità ricche e quelle povere . Racconta di una stile di vita che non è vicino al nostro , a cui siamo abituati a sentire parlare ,ma racconta di vicende quotidiane …Sono rimasto molto colpito ,soprattutto dalle vicende trattate e i messaggi che sono arrivati sono molto importanti. Uno di questi è l’importanza dell’amicizia, come quella tra Faustino e Arturo, il quale è disposto a rischiare il poco che ha per salvare l’amico. È un libro che prende molto ,carico di tantissime emozioni e pensieri che sono molto frequenti . Il tutto si svolge in sole 36 ore e perciò si è costretti a stare con gli occhi incollati sulle pagine dall’inizio fino alla fine.Lo consiglio a chiunque cerchi delle emozioni forti .

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    Tommaso Corsi dice:

    Santa Muerte è un libro molto forte. Ti porta in un mondo totalmente diverso dal nostro ma non così lontano.
    è una storia basata sull’amicizia, sulle bugie, sulla mafia. Le persone vivono in Messico al confine con l’America e sognano di andare a vivere lì. La loro vita è controllata dalle bande di narcotraffico e i cartelli della droga. La difficoltà di vivere lì è che non sai mai di chi ti puoi fidare perchè tutti potrebbero essere corrotti. Tutta la storia si svolge in due giorni di ansia, paura e salti nel passato.
    è fatto molto bene, è bello e lo consiglierei a tutti.

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    Gaia Bartolozzi dice:

    Santa Muerte è una storia basata su: bugie, competizioni , potere ed amicizie. Uno spaccato tra le comunità ricche e quelle povere. Racconta di un confine non vicino a noi ma di faccende quotidiane .E’ ambientata in Messico dove il protagonista Arturo vive ad Anapra , parla dell’avventura del protagonista che ha una notte di tempo per giocare a carte e vincere 1000 euro per salvare il suo amico Faustino caduto nella trappola della droga e che deve trovare quei soldi entro il giorno seguente. Arturo con malavoglia inizia a giocare ma ben presto si ritroverà non solo a giocare per salvare la vita dell’amico ma anche la sua, in un gioco dove prova ad imbrogliare la morte stessa. Santa Muerte è un libro che si divora è davvero molto scorrevole e una volta entrati nel clue del libro non si riesce a smettere di leggerlo. Mi è piaciuto molto soprattutto per la narrazione che mi ha saputo trasportare nel libro.

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    David Cherici dice:

    Il libro di se in se è abbastanza carino anche se poco scorrevole, parla abbastanza bene di come in paesi poveri comanda solo chi ha potere e chi è più fortunato si unisce a lui; inoltre racconta anche di come è difficile per le persone che vivono in questo paese migrare in una zona più sicura dove possano crearsi una nuova vita.

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    ABELE HADGU dice:

    Santa muerte è un libro appasionante,è lo trovo molto intrigante,sopratutto perché Arturo(il protagonista)rischia la vita giocando ,il gioco d’azzardo;Ma Arturo non è solo, ha con sé il suo amico d’infanzia Faustino,è stato proprio lui ha chiedere a Arturo di aiutarlo a guadagnare un po’ di soldini,perché Faustino ha fatto la cavolata di usare il sacco di soldi che aveva guadagnato stando nel cartello della droga, quei soldi li ha usati per mandare la sua ragazza e il suo bambino negli States,e dovrà trovare molti soldi per rimetterli da dove gli ha presi alla sua gang.
    È un libro che mi ha messo ansia di sapere come sarebbe andata a finire,e lo consiglio un po’ a tutti.

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    Jacopo Coviello dice:

    Santa Muerte, libro di Marcus Sedgwick, racconta di due amici Faustino, che dovrà scappare dal cartello della droga per dei soldi non restituiti e di Arturo, che dovrà giocare una partita a “calavera” (tipico gioco messicano) per salvare la vita dell’amico. La descrizione dei luoghi è connotativa e il tempo indefinito, ma si deduce che si svolga negli anni di maggior espansione dei cartelli messicani della droga. E’ una storia che vi farà riscoprire gli ideali dell’amicizia, della famiglia e della vita ma soprattutto cosa significhi essere poveri. Si svolge nelle mete preferite per gli scambi della droga, che spesso si riveleranno essere, luoghi loschi in cui a comandare e a avere il controllo sarà sempre il cartello della droga, agevolato dal fatto di avere la polizia in pugno; anche Anapra (dove vive Arturo) è luogo di corruzione e narcotraffico. Questo libro vi farà sentire totalmente disorientati, non solo per i luoghi e per il tempo, ma anche per il fatto che dovrete stringere con il narratore una sorta di patto narrativo cercando con il continuare della storia di entrare sempre di più nella mente di Arturo per pensare come lui, all’inizio non sarà facile ma quando ci riuscirete, scoprirete e piacevolmente accoglierete la bellezza di questo libro.
    Penso di aver dato dei buoni motivi che vi spingano alla lettura di questo magnifico libro. Buona lettura!

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    Caterina Nuti dice:

    Santa Muerte è un libro intrigante e caratterizzato da molta suspense ma che a me sinceramente non è piaciuto molto visto che prima di tutto non è il tipo di libro che di solito amo leggere ma visto che la classe aveva deciso a votazione di leggere questo libro tra tutti quelli di libernauta mi sono dovuta accontentare.
    Sono rimasta invece molto colpita dagli spazi a fine capitolo che parlavano di attualità ma che allo stesso tempo faceva capire che il libro cerca proprio di parlare di questa attualità solo che non apertamente ma la intreccia alla storia dei due protagonisti Faustino e Arturo.
    Mi sono trovata molte volte in una situazione analoga a quella di Arturo ma l’importante è dopo essere caduti trovare una soluzione e rialzarsi. Non sempre questo sarà semplice, alcune volte ci toccherà fare cose per noi fino ad allora considerate impossibili ma è proprio questo essere forti e usare la testa.
    Comunque sono sicura che dopo aver letto questo libro io abbia capito e scoperto cose che prima non sapevo sul Messico e sulla mafia che ha praticamente mangiato l’intero paese. Consiglio questo libro a chi piace stare sempre sulle spine e non sapere ciò che accadrà dopo prima di averlo letto.

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    Giulio Pineschi dice:

    Un libro molto coinvolgente e realistico. Crea consapevolezza e conoscenza nelle persone, cosa che in questo mondo è fondamentale. Ci mette a contatto con la realtà nuda e cruda come è. Infine porta a una riflessione molta profonda sulla vita che viviamo, a partire dalle particolarità più semplici e fa capire che nulla è scontato!

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    Sofia Cateni dice:

    Questa storia ti colpisce dal punto di vista dell’amicizia, perché ti fa capire che quando vuoi veramente bene ad una persona faresti di tutto pur di aiutarla, come fa Arturo con Faustino, ma ti racconta e ti spiega anche il dolore che passano le persone, ogni giorno, per cercare di ottenere una vita migliore; per scappare dal Messico, diventato ormai zona di contrabbando, e raggiungere l’America, come in questo caso fa Faustino, che ruba dei soldi rischiando la morte, per far oltrepassare il confine alla sua compagna e a suo figlio. Queste persone sono però ostacolate dai narcotrafficanti e anche da persone innocenti che entrano a far parte di bande, costretti a spacciare droga o a uccidere persone, solo per ottenere dei soldi che gli servono per condurre una vita migliore. È questo che ti fa capire che non tutti hanno una vita fortunata come la nostra, che dobbiamo smettere di lamentarci per qualsiasi cosa e vivere la nostra vita, avendone l’opportunità.

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    Lucia Checo dice:

    Il libro è stato interessante. Mi è piaciuto il fatto che ha affrontato argomenti un po’ pesanti come tipo la morte , la immigrazione però anche l’amicizia … I litigi , la importanza della famiglia. Arturo si vede che ha un bel coraggio ed è un bravo amico dopo tutto. Il lessico è molto semplice e credo sia adattato solo hai ragazzi di 14 o 15 anni in su.

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    Gemma Sensi dice:

    Santa muerte è un romanzo che parla di due amici, Arturo e Faustino, che vivono in Messico, in una piccola città chiamata Juárez. Faustino si è indebitato con dei narcotrafficanti, per i quali lavora, e chiede aiuto all’amico Arturo per saldare questo debito dato che gioca a “calavera”, un gioco d’azzardo, così da poter guadagnare soldi facili. La storia continua narrando le vicende dei due protagonisti con i narcotrafficanti. Questo libro mi è piaciuto molto perché descrive in modo dettagliato la vita dei due protagonisti che si trovano dall’altra parte del mondo: le loro condizioni di vita, la povertà e la violenza. Per essere ancora più realistico e verosimile, sono presenti parole tipiche messicane come “pendejo”, ma anche espressioni come “la hora de la hora”.Il romanzo ti fa riflettere sulle differenze che vi sono tra lo stile di vita europeo e quello di altre persone che vivono dall’altra parte del mondo.

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    Gabriele Harff dice:

    Questo libro è un thriller avvincente che induce a profonde riflessioni sulla realtà del degrado sociale in un triste angolo del Sud America. Questa storia vi renderà consapevoli di cosa possa essere un mondo comandato dalla violenza e dalla droga, un mondo in cui la vita di Arturo cambia in un attimo, poiché costretto ad affidare al gioco la sorte sua e quella dell’amico Faustino. Nella disperazione, quando anche l’affidarsi alla Santa Muerte non basterà, Arturo compirà una scelta estrema che darà finalmente valore alla sua vita.

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    Mattia Orlandini dice:

    Santa Muerte, la Hermana Blanca, la Dama Poderosa, colei che non guarda in faccia niente, poiché non è preda di nessuno, ma non è neanche predatrice, il fine della Signora Bianca è quello di mantenere un certo equilibrio nell’esistenza dei miseri peccatori terrestri. La sua figura scheletrica influenza, talvolta deforma, le menti di tutti coloro che credono in lei, portandoli a creare dei veri e propri templi per adorarla in cambio di un buon auspicio o protezione. Si tratta di un giro particolarmente oscuro dal momento che fra gli adoratori troviamo anche narcotrafficanti e signori della droga, i quali da anni occupano e dominano i territori del centro e sud America provocando un numero enorme di persone che tentano di varcare il confine con gli USA. Faustino è uno di questi. Fuggire richiede una grande somma di denaro, il più delle volte non raggiungibile, ma a Faustino si presenta un’occasione irripetibile, il capo della banda per cui lavora, gli ha chiesto di sorvegliare una notevole quantità di dollari. Con una buona dose di incoscienza decide di spendere una parte di questi soldi per permettere alla sua compagna e al figlio di fuggire, con la speranza di riuscire a riavere i soldi in tempo, prima del giorno della restituzione, ma non ci riesce. E’ qui che entra in gioco il nostro protagonista, Arturo, un grande amico d’infanzia di Faustino. Dopo tanti anni che i due non si erano visti, Faustino si presenta alla porta di Arturo chiedendo disperatamente aiuto. Arturo si ritrova così ad essere l’unica speranza per l’amico, per salvarlo dovrà racimolare ad una partita a carte, i soldi mancanti entro 36 ore, ed evitare che la banda se ne accorga.
    Una storia realisticamente viva e attuale. Il ritmo grave degli eventi e l’imprevedibilità delle situazioni, rendono la narrazione avvincente e intrigante; gli sviluppi possibili sono molteplici. La drammaticità dei fatti è estremamente evidente, la descrizione dettagliata dei pensieri di Arturo ce lo confermano, dando alla nostra mente il dovere esclusivo di seguire la storia e provare ad immaginare i probabili risvolti del racconto. Nonostante alcune lunghe illustrazioni del passato di alcuni personaggi, la lettura rimane scorrevole per gran parte dei capitoli. Un thriller, a tratti psicologico, in cui si mettono a confronto la capacità di sapersela cavare con la propria testa e il confidare che qualche entità lo faccia al posto tuo in cambio di un offerta. Nel mettere insieme questi due modi di affrontare le difficoltà, si arriva all’impostazione della mentalità di Arturo che, non convinto della garanzia della Santa Muerte, decide di affidarsi a sé stesso. Arriverà per lui il momento in cui si chiederà se ogni suo successo e fallimento non fosse un modo per misurare un qualcosa di superiore alla sopravvivenza: la lealtà. le interpretazioni mutano col procedere della narrazione. Ma non si limita a raccontare. Sedgwick ci pone davanti ad una realtà ben nota a tutti ma spesso non compresa a pieno. Una verità che si fonda sui giochi di potere fra governi che combattono e contemporaneamente finanziano la guerriglia guidata dai cartelli. Un ambiente continuamente martoriato dalla disperazione causata dai metodi oppressivi di coloro che esercitano il controllo su quel territorio. La popolazione si rivolge a Santa Muerte per essere protetti dai narcos, così come questi ultimi si rivolgono alla stessa divinità per ricevere la giusta forza per mandare avanti i loro affari, incuranti dei singoli innocenti. Racconta di una crisi civile la quale non ha strettamente a che fare con uno stallo politico, ma deriva da una crisi morale tale da far decadere i diritti inviolabili della libertà, creando una nuvola di malcontento e abnegazione che corrompe anche gli animi più onesti. Tutte queste contraddizioni che contornano un mondo corrotto e deteriorato, lasciano spazio ad una riflessione, in un paese la crisi non è data solamente dall’essere ufficialmente in guerra con un altra Nazione ma altresì dall’essere abbandonati dal resto del mondo, essere osservati e sostenuti dalle opinioni altrui ma trascurati dalle azioni concrete.

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    Denise Duru dice:

    Il racconto è ambientato ad Anapra, uno dei quartieri più poveri di Juarez, al confine tra Messico e Stati Uniti. Arturo, il protagonista, ha una notte per giocare a carte e salvare la vita del suo amico Faustino, il quale è caduto nella trappola dei cartelli della droga. Ben presto, però, Arturo si ritrova a lottare anche per la sua vita, oltre che per quella del suo amico. Durante il racconto è sempre presente santa Muerte, una santa popolare, molto famosa in Messico.
    Santa Muerte è un libro molto attuale che parla di guerre tra bande, migranti e droga, ma è anche una storia sull’amicizia e sulle bugie. Racconta una vicenda non vicina a noi magari geograficamente, ma vicina a noi per i temi narrati. E’ un libro entusiasmante, che ti rapisce quando lo leggi. Ti fa capire in quali guai potresti finire giocando con i soldi o affidandoti a persone poco raccomandabili, avendo così debiti che non sei capace di saldare. E’ un bel racconto anche perchè ti fa comprendere che tanta gente, che si trova in paesi poveri al momento, è disposta a tutto pur di andare in un posto migliore, anche correndo un enorme rischio.
    E’ un libro che consiglierei ai miei coetanei, perchè ti fa riflettere su argomenti ai quali, magari, non avevi mai fatto caso.

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    Matteo Bandinelli dice:

    Siamo ad Anapra, uno dei quartieri più poveri di Juarez, nella zona di confine tra Messico e Stati Uniti.
    Il protagonista è Arturo, che ha una notte per giocare a carte per salvare la vita del suo amico Faustino: Faustino infatti è caduto nella trappola dei cartelli della droga e deve trovare 1000 dollari entro il giorno sucessivo.

    Arturo di malavoglia gioca. Ma ben presto dovrà lottare non solo per la vita di Faustino ma anche per la sua, in un gioco dove prova ad imbrogliare la Santa Muerte, la Morte stessa.
    Fa da sfondo Santa Muerte, una “santa popolare” di crescente popolarità in Messico e in alcune parti degli Stati Uniti. Santa Muerte è un libro che si divora.
    Una storia sull’amicizia, sulle bugie, sul potere. Uno spaccato tra le comunità ricche e quelle povere.
    Racconta di un confine che non è vicino a noi, non almeno dal punto di vista geografico, ma racconta di vicende fin troppo quotidiane…

    Una storia molto forte, che si fa leggere senza respiro.
    Un libro consigliatissimo.

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    Sophia Pierro dice:

    Santa Muerte è un thriller dal ritmo serrato, che ti tiene incollato alle pagine e che se anche ti si chiudono gli occhi dal sonno ti invoglia a leggere ancora un capitolo. Un libro da divorare, di quelli che ti tengo col fiato sospeso grazie allo stile di scrittura scorrevole. Libro scritto benissimo per quelli che sono i miei gusti in quanto riesci a immedesimarti in Arturo, il protagonista del libro che deve salvare non più solo la vita del suo amico di vecchia data, Faustino, ma anche la sua. Si riduce tutto ad una partita, la loro vita è appesa ad un filo sottilissimo. Dopo aver letto il libro in poche sere, dopo aver letto anche l’ultima parola… la storia non finisce, perchè ti fa riflettere, ti fa pensare, una delle capacità migliori che si possano trovare in un libro. Ti fa riflettere perchè tratta un tema troppo attuale, sembra troppo una di quelle cose che si legge sul giornale per essere una storia inventata basata su una credenza messicana. Non parla solo di Arturo e Faustino ma di migranti, del traffico di droga,del confine tra Messico e Stati Uniti, luogo messo tanto al centro dell’attenzione negli ultimi anni a causa del muro. quindi non è un libro da finire e poggiare sul comodino e scordare, non è un libro che parla di una qualunque amicizia o banalmente di bugie e potere, un super realistico spaccato tra ricchezza e povertà. Quindi mi sento di consigliarlo assolutamente a chiunque e, anzi, lo considero uno di quei libri obbligatori nelle scuole dei nostri tempi.

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    Andrea Pieralli dice:

    Una storia che purtroppo non appartiene al genere della fantascienza, un racconto ambientato in dei paesi dove le leggi imposte dalle autorità non contano perché lì, conta solo rispettare le regole imposte dalle pandillas. Ogni giorno ci sono sparatorie e conflitti tra questi gruppi che combattono per il controllo della città. Gli abitanti hanno un solo obbiettivi: oltrepassare i confini del Messico e scappare negli USA per iniziareuna vita migliore ma solo in pochi ci riescono.
    Indebitarsi con questi gruppi di Narcos non ci vuole nulla e rischiare di morire è un attimo…

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    alexei bittini dice:

    il libro è molto bello perché descrive la povertà messicana e cosa spinge a fare le persone per guadagnare qualcosa
    la storia parla di questi due fratelli che si devono aiutare per pagare il debito di uno dei due , quindi si rivolgono a santa muerte per aiutarli e quindi cominciano a fare delle azioni criminali per poter guadagnare abbastanza soldi per pagare il debito
    alla fine il fratello riesce a mettere insieme abbastanza soldi ma li da al fratello per farsi una nuova vita e migliore
    quindi il protagonista si sacrifica per il fratello nella speranza di un futuro migliore

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    Rita Aquilani dice:

    Santa Muerte è un thriller, che ti tiene incollato alle pagine e ti invoglia a leggere ancora un capitolo. Un libro da divorare, di quelli che ti tengo col fiato sospeso grazie allo stile di scrittura scorrevole. Libro scritto benissimo in quanto riesci a immedesimarti in Arturo, il protagonista del libro che deve salvare non più solo la vita del suo amico di vecchia data, Faustino, ma anche la sua. Si riduce tutto ad una partita, la loro vita è appesa ad un filo sottilissimo. Dopo aver letto il libro la storia non finisce, perchè ti fa riflettere, ti fa pensare, una delle capacità migliori che si possano trovare in un libro. Nelle pagine di questo libro possiamo trovare tantissime storie attuali e non parla solo di Arturo e Faustino ma di migranti, del traffico di droga,del confine tra Messico e Stati Uniti, luogo messo tanto al centro dell’attenzione negli ultimi anni a causa del muro. quindi non è un libro da finire e poggiare sul comodino e scordare, non è un libro che parla di una qualunque amicizia o banalmente di bugie e potere, un super realistico spaccato tra ricchezza e povertà. Quindi mi sento di consigliarlo assolutamente a chiunque e, anzi, lo considero uno di quei libri obbligatori nelle scuole dei nostri tempi.

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    vittoria meyer dice:

    Le vicende narrate da Marcus Sedgwick prendono vita al confine tra Messico e Stati Uniti, più precisamente in uno dei quartieri più poveri della città messicana di Juarez, un luogo desolato, poco lontano dal limite segnato da una rete metallica che la separa dall’America, pericoloso obbiettivo di molti migranti in cerca di speranza.
    In questo scenario marchiato duramente dalla disperazione e dalla violenza dei clan il protagonista Arturo sopravvive come può, arrangiandosi per tirare avanti lontano dalle bande di narcos, finché un giorno vede bussare alla sua porta l’amico d’infanzia Faustino.
    È tornato per chiedere aiuto: si è messo nei guai con i cartelli della droga per permettere a suo figlio e alla sua ragazza di andare negli Stati Uniti e ha bisogno di 1000 dollari per il giorno successivo.
    Arturo può aiutarlo vincendo la somma a carte, per salvare la vita dell’amico e la sua.
    nel giro di 36 ore la partita si trasforma in una lotta contro il destino, in cui la posta in gioco è sempre più alta e per vincere bisognerà aggirare la Morte stessa, la Santa Muerte.
    Con lo scorrere delle pagine ci si ritrova con il fiato sospeso, in equilibrio sul filo sottile che divide realtà e finzione, vivendo situazioni che sembrano non appartenerci ma ci costringono brutalmente ad aprire gli occhi su quello che invece è il quotidiano di molti.
    Un romanzo attualissimo, spietato, che denuncia lo squarcio tra ricchezza e miseria, la corruzione della droga e la lotta per la libertà, con un’analisi lucida e potente di un paese al limite della legalità e la dura scelta che prima o poi siamo tutti costretti ad affrontare: da che parte stare?

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    Carlotta Bulli dice:

    Santa muerte racconta di una storia che a me personalmente sembra lontana, ma purtroppo sono fatti che accadono anche troppo spesso, per tanti è la normalità e me ne rendo conto, ma scommetto che nessuno di noi crederebbe alla richiesta di mille euro di un nostro amico sparito dalla nostra vita da un anno perché entrato a far parte di una banda e ha rubato i soldi al capo per scappare dalla città.
    Leggendo questo libro, si ha la possibilità però di aprire gli occhi su una realtà sconosciuta a noi, è molto forte è vero, ma credo che nessuno abbia mai detto che la verità delle cose sia sempre una favoletta.
    mi ha sorpreso molto inoltre la grande bontà di Arturo, che nonostante l’amico fosse sparito, lui ha deciso di aiutarlo giocandosi (letteralmente) la vita.
    C’è anche da dire però che nonostante una persona (come Arturo in questo caso) possa essere sveglia, umile e sa bene ciò che fa, la voglia di strafare e l’illusione di poter avere tutto possano infatuarti e toglierti tutto, e a dire il vero, io ( come molti ) non so se avrei rinunciato alla vita e ad una possibile ricchezza soltanto per avere la coscienza apposto, quindi su questo aspetto Arturo non è altro che da ammirare.
    In fin dei conti il libro è molto avvincente e scorre bene, nonostante la parte iniziale e le lunghe descrizioni mi abbiano un po’ annoiata anche se riconosco che senza di esse le condizioni di vita e le varie situazioni non avrebbero reso a pieno.

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    camilla fortezza dice:

    La narrazione prende luogo ad Anapra, uno dei quartieri più malfamati del Messico. Il protagonista è Arturo, un giovane e povero ragazzo che vive nel terrore a causa delle gang. Improvvisamente è tornato il suo amico di vecchia data Faustino, che li chiede aiuto, perché è entrato a far parte di una gang “ Los Libradores”,ma ha usato i soldi che doveva consegnare per far passare la sua ragazza Eva e il suo bambino negli Stati Uniti. Ora deve trovare 1000 dollari entro 36 ore e sa che l’unico modo per farlo è attraverso Arturo, abile con le carte. Arturo accetta e così inizia una corsa contro il tempo. Ma ben presto Arturo si troverà a lottare, non solo per la vita di Faustino, ma anche per la sua e questo lo porterà ad imbrogliare la Santa Muerte, alla quale avevano chiesto protezione. Riuscirà nella sua impresa?
    La storia, molto avvincente, lascia sempre molta suspence e questo invita il lettore a continuare il libro. La narrazione espone la dura realtà che succede ogni giorno in Messico, in modo molto accurato e comprensivo. Consiglio quindi il libro, peccato sul finale inaspettato

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    Anna Papi dice:

    Ci troviamo ad Anapra, uno dei quartieri più poveri e desolati della città di Juarez, in Messico. Mentre poco oltre la città, si vede una recinzione che separa una terra abbandonata senza speranze da El Norte, l’America. Ad Anapra vive un ragazzo, Arturo, vive tranquillamente la sua vita e se ne sta per conto proprio, finché qualcuno bussa alla porta della sua misers baracca. È Faustino, il suo migliore amico che disperato gli chiede aiuto. Ora Faustino lavora per una banda, ha rubato dei soldi che il suo capo gli aveva dato per nasconderli. Li ha rubati per mandare la sua ragazza e suo figlio a vivere una vita migliore, a El Norte. Ma adesso deve guadagnare quei soldi. Chiede ad Arturo di giocare a Calavera, e vince, poi perde, poi vince ancora… Ad accompagnarlo c’è la Santa Muerte, la sorella bianca, che concede e che toglie e che non perdona mai. Arturo ha 36 ore per salvare Faustino, la sua ragazza e suo figlio. Arturo gioca a Calavera e sarà qui che segnerà la sua salvezza oppure no.

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    Elia Awad dice:

    Santa Muerte è un thriller dal ritmo veloce grazie allo stile di scrittura molto scorrevole e coinvolgente. Sono riuscito a finirlo in pochi giorni. A mio avviso è un libro molto bello, sono riuscito benissimo ad immedesimarmi nel protagonista Arturo che sente il peso e la pressione poichè deve riuscire a salvare la propria vita e quella del suo amico Faustino. La loro vita dipende da una partita a carte. Nel libro sono presenti molti temi attuali tra cui il traffico di droga, i migranti e il confine tra Messico e Stati Uniti. Quest’ultimo pertanto è diventato un argomento di tendenza a causa del famigerato muro. Dunque il libro non parla soltanto del legame tra Arturo e Faustino ma ti fa riflettere anche su questi temi che ho citato. In conclusione, mi sento di dare a questo libro un bel 4 stelle su 5, è un libro molto interessante. Lo consiglio a tutti.

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    Giorgia Buonerba dice:

    Il libro è ambientato ad Anapra, uno dei quartieri più poveri di Juarez, nella zona di confine tra il Messico e gli Stati Uniti.
    Arturo, è il protagonista, che ha una notte per giocare a carte per salvare la vita del suo amico Faustino, caduto nella trappola dei cartelli della droga. Non sa però che si troverà a giocare per salvare anche la propria vita, dopo aver cercato di imbrogliare la morte stessa, Santa Muerte.
    La parte di massima tensione è sicuramente il momento della partita a carte, dove Arturo potrebbe o no salvare la propria vita e quella dell’amico.
    Un thriller avvincente che parla di attualità: guerre tra gang, cartelli della droga e migranti.

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    filippo mealli dice:

    Il libro è ambientato principalmente nel quartiere di Anapra, uno dei più poveri della città di Juarez in Messico che si trova al confine con gli Stati Uniti. Uno dei due protagonisti, Faustino, vuole abbandonare il cartello della droga ed arrivare negli Stati Uniti, destinazione importante per gli immigrati in cui arrivare, per avere una vita migliore. Faustino decide di usare i soldi, da nascondere, che gli sono stati dati dal capo della sua banda per pagare il tragitto alla sua ragazza ed a suo figlio fino agli Stati Uniti. Avendo fatto questa scelta, a Faustino rimangono solo 36 ore per riuscire a riottenere i soldi che ha usato. Solo il suo amico Arturo, l’ altro protagonista, può procurargli quei soldi giocando una partita a carte contro gli spacciatori tra cui El Carnero. Arturo deve riuscire a vincere soprattutto per il continuo della vita di Faustino ed anche per la sua libertà. In quel momento la situazione di Faustino non è altrettanto semplice. Cosa accadrà? Come farà Arturo a vincere? Il libro è scorrevole e coinvolgente e dall’ autore è stato utilizzato un registro medio. Lo consiglierei alle persone della mia età. Se dovessi dare un voto darei otto.

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    Alice Filipperi dice:

    Santa Muerte è un libro per ragazzi scritto da Marcus Sedwick, pubblicato nel 2019.è ambientato in Messico dove il protagonista Arturo è richiesto in aiuto a un vero amico, Faustino. Faustino chiede un favore al protagonista ma Arturo aiutandolo finisce a sua volta nei guai e dovrà non solo lottare per l’amico ma anche per se stesso… Ho trovato questo libro molto interessante sulla scala da 1 a 10 darei 8 e lo consiglio molto

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    Elide Casini dice:

    Il libro Santa Muerte è ambientato in una cittadina di nome Juarez al confine tra Messico e Stati Uniti. I protagonisti della storia sono Arturo e Faustino, quest’ultimo è entrato in un brutto giro e devi trovare 1000 dollari entro il giorno dopo per salvarsi la vita. Perciò chiede aiuto al suo amico Arturo che è molto abile nel gioco delle carte, vincendo la partita l’amico di Faustino gli salverebbe la vita perciò Arturo accetta. Il gioco diventa sempre più pericolo e ormai in ballo non c’è solo la vita di Faustino ma anche quella di Arturo. I due amici riusciranno a vincere la partita e a salvarsi la vita?

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    Rebecca Palmerini dice:

    Santa Muerte racconta di Alfredo, un normale uomo al cui l’amico Faustino, che si è unito a una banda pericolosissima della città “los Libertadores”, stravolgerà la vita. Siamo a Juarez, una città Messicana, in particolare le vicende si svolgono ad Anapra un quartiere malfamato e abitato da povera gente che vive nella paura. I due amici non si vedono da anni ma il bisogno di soldi spingerà Faustino a bussare alla porta della baracca di Alfredo per chiedergli aiuto; ma in che modo un poveraccio come Alfredo potrà aiutare l’amico? Grazie alla calavera, un gioco di carte nel quale Alfredo è un asso, ma tutto ha un costo, quando si chiede aiuto alla Signora Bianca, la Santa Muerte. Il povero uomo non si troverà a giocare solo una partita ma ben due, una con i pezzi grossi del giro della droga, l’altra con la morte stessa; riuscirà ad ingannarla?. Un racconto non solo bello ma anche molto profondo, porta a riflettere e anche nell’ ambito sociale fa conoscere posti differenti da quelli a cui siamo abituati, sfortunatamente meno confortevoli.

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    Adelina Greku dice:

    Anapra, Messico, al confine con gli Stati Uniti, dove passa tutta la droga del mondo. Un luogo di omicidi, violenze,stupri,corruzione e ingiustizie. Il luogo più orribile sulla faccia della Terra. Qui viveva Arturo,un ragazzo che nella sua vita ne ha viste di tutti i colori. Arturo era povero, la sua casa era una baracca di cartone. Il suo migliore amico Faustino lo aveva abbandonato ma un giorno bussò alla sua porta chiedendogli un favore enorme,si era messo nei casini e voleva sfruttare un’abilità di Arturo che l’avrebbe potuto aiutare. Arturo non sapeva cosa fare dato che lo aveva abbandonato. Questo libro è particolarmente accattivante grazie all’attenta scelta del linguaggio(medio-basso), grazie al quale riusciamo a immedesimarci molto nella storia. Lo consiglio agli adolescenti perché spiega molto bene come va il mondo al di fuori delle pareti di casa.

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    Yari Tardibuono dice:

    “Santa Muerte” è un libro scritto da Marcus Segdwick e venne pubblicato nel 2019. E’ ambientato ad Anapra, un quartiere messicano considerato come uno dei più poveri, a Juarez, al confine con l’America. Uno dei protagonisti, Faustino, vuole entrare in America, per scappare dalla situazione in Messico, per vivere una vita migliore. Faustino riceve dei soldi dal capo della sua banda criminale per pagare il viaggio della sua ragazza e di suo figlio in America. Però, dopo aver fatto questo deve ritrovare altri soldi per rimpiazzare quelli presi in prestito. Faustino decide di chiedere al suo amico Arturo di procurargli dei soldi giocando d’azzardo a carte, Arturo accetta, e quindi deve vincere tanto per poter garantire la vita di Faustino e la sua famiglia. Riuscirà a farcela? Il libro risulta molto scorrevole e coinvolgente. È difficile smettere di leggere dopo aver iniziato! Consiglio questo libro a ragazzi dai 14 anni in su.

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    Lucio Rossi dice:

    La storia è ambientata nella città di Anapra, uno dei quartieri più poveri della città messicana di Juarez, al di fuori di questa città, vi si trova la linea di confine per gli Stati Uniti, dove però vi è impossibile passarci senza pagare un sostanzioso pedaggio. I protagonisti sono Arturo e Faustino, e quest ultimo ha avuto un problema con la banda mafiosa per la quale lavora, Faustino infatti aveva rubato da un carico di denaro del suo Boss, circa 1000 dollari, per far viaggiare suo figlio e sua moglie negli Stati Uniti e fargli fare una vita migliore. F austino, disperato, va a chiedere aiuto al suo migliore amico Arturo, in cui trova la sua unica speranza di salvezza. Quest ultimo infatti avrebbe dovuto partecipare ad una partita a carte con degli spacciatori cercando di recuperare la cifra persa, ma cosi facendo Arturo mette in pericolo anche la sua stessa vita. Questo libro lo trovo molto scorrevole e divertente, consiglio a tutti di leggerlo fino in fondo.

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    Sofia Costanzo dice:

    Arturo e Faustino sono due grandissimi amici che, sfortunatamente, si sono persi di vista crescendo. L’amicizia però non viene dimenticata così facilmente e così, quando Faustino avrà bisogno di aiuto, chiederà subito ad Arturo. I due si rivolgono alla Santa Muerte in cerca di appoggio, ma non hanno messo in conto che a lei non piace che ci si approfitti della sua benevolenza e del suo aiuto…
    Questo libro parla di amicizia, di credenze, di fortuna e di sfortuna, ma anche dei narcos, del loro traffico e di cosa comporti avere un conto in sospeso con loro. Tutti, nell’arco della nostra vita, ci troviamo davanti a delle scelte difficili, la nostra esistenza ed il nostro futuro dipendono da quale decisione prendiamo e da che parte scegliamo di schierarci. E spesso, sfortunatamente, la scelta più giusta da fare non è quella più facile.
    Alla fine di questa storia “saremo” tutti un po’ Arturo ed insieme a lui sceglieremo da quale “parte del ponte” stare.

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    Mila Biagioni dice:

    Questo libro mi è piaciuto moltissimo per come lo scrittore si esprime con chi lo legge e delle volte immaginavo così bene le scene che mi sembrava di esserci dentro. Penso che questo libro mi abbia cambiato molto il punto di vista su certi argomenti che magari non vengono mai trattati. C’è una sottilissima linea tra ciò che è ritenuto giusto e ciò che è sbagliato. Come Arturo che prende quei soldi ma che lo fa per una buona causa, ne ha bisogno , o anche quando deruba la signora alla banca, oppure per i poliziotti che fanno un lavoro di tutto rispetto e che dovrebbe sconfiggere il crimine e che invece sono tutti corrotti dai narcos. La parte finale in cui Arturo si tranquillizza quando capisce che alla fine era ciò che voleva pur di non diventare un criminale mi stupisce molto, non penso che io in quella situazione avrei avuto tanto coraggio. Delle volte tendiamo a dare per scontato tutto ciò che ci circonda mentre in questo libro viene affrontato il disagio dei profughi di non poter scappare dalle loro città in cui non si parla più di vivere una vita normale ma di sopravvivere a un incubo . Fanno cose impensabili pur di raggiungere la propria meta, rischiando la morte per mancanza di soldi, mentre noi ci spostiamo, viaggiamo e viviamo la nostra vita al meglio e ci annoiamo anche delle volte da tutta questa bellezza che diventa scontata. Sono rimasta colpita da due frasi in particolare all’interno del libro.
    La prima è nel capitolo “Analisi dell’ego” quando Arturo afferma che la gentilezza esiste e che se Siggy e Carlos avessero avuto i soldi glieli avrebbero dati. Le buone azioni esistono afferma. E Siggy risponde: “Si amico mio. Certo. Ma forse lo avremmo fatto solo per sentirci a posto con la coscienza. In definitiva, avremmo solo pensato a noi stessi”. Penso che se dovessimo ragionare così allora tutto ciò che ci viene donato sarebbe un’illusione, tutto ciò che si da agli altri in realtà è per far sentire bene noi stessi? Ci ho riflettuto molto e ancora non saprei cosa rispondere, alla fine è tutto un ciclo che ritorna a se stessi perché anche se fosse un’illusione è un’illusione che però ci fa stare bene quando la diamo a quando la riceviamo. La seconda frase che mi è piaciuta molto è un appunto fatto dallo scrittore sull’argomento profughi e scrive: “Chiunque è un migrante, chiunque, fuori dalla culla africana primitiva. È tutta questione di quanto si vuole guardare indietro nel tempo.” Spero che questo libro venga letto da persone che discriminano ancora oggi gli immigrati e che possano cambiare loro il punto di vista.

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    Britney Paucar dice:

    La storia è ambientata ad Anapra, uno dei tanti quartieri più poveri di Juarez.
    Il protagonista è Arturo, che ha una sola notte per pagare il debito che il suo amico Faustino doveva.
    Alla fine però non deve lottare solo per la vita del suo amico ma anche per la sua, ora Arturo ha solo 36 ore per avere tutti i soldi.
    Santa muerte è una storia anche questa piena di suspense e davvero interessante, consigliata per ragazzi adolescenti.

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    Gaia Murgia dice:

    “Santa Muerte” è un libro scritto da Marcus Sedgwick, pubblicato solamente quest’anno in Italia.
    La vicenda si svolge ad Anapra, uno dei quartieri più poveri di Juarez, che si trova nella zona di confine tra il Messico e gli Stati Uniti. Il protagonista è Arturo, un giovane ragazzo che ha una notte per aiutare il suo amico Faustino, la sua ragazza e il loro bambino. Faustino è un amico d’infanzia che è entarto nel giro dello spaccio di droga, e ha 36 ore per trovare la cifra dei soldi che il capo gli aveva chiesto di nascondere e che lui invece ha usato per pagare un trafficante per portare la sua ragazza e il piccolo oltre il confine. Arturo è l’unico che può aiutarlo e lo farà giocando ad una partita di calavera con in ballo un sacco di soldi. Nel corso di questa partita entrerà in gioco anche la Santa Muerte, una “santa popolare” che fa parte della cultura messicana.
    E’ un libro che racconta una storia avvincente e molto attuale, mette soprattuto in evidenza una forte amicizia e un grande spirito di solidarietà, inoltre, fa riflettere su molte situazioni e condizioni in cui si trovano tante persone che vivono non troppo lontano dal nostro Paese.

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    Grace Shimaj dice:

    Santa muerte è una storia di amicizia, di bugie e di potere.
    E’ un libro molto forte, è una profonda riflessione su cosa significa scegliere da che parte stare nella vita. Invita il lettore a riflettere su diversi aspetti della morte: Cosa c’è dopo la morte? Cosa ne è di chi rimane? Queste sono domande che ci siamo posti molte volte, o che ci porremo molto presto, e per questo il libro è di fondamentale importanza per continuare a farci queste domande, e forse, a trovare delle risposte.
    E’ un libro per niente banale , con una sensibilità ruvida, ma anche per questo, scava in profondità. Offre maggiore consapevolezza . Sicuramente la lettura non finisce con l’ultima pagina, la storia, Arturo, continuano a vivere anche oltre il libro…

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    Sara Meziu dice:

    Arturo vive in uno dei quartieri più poveri di Jaurez, Anapra, città messicana al confine con gli Stati Uniti. Per guadagnarsi da vivere fa sempre lavori diversi che gli possano fruttare dei soldi per avere qualcosa da mangiare la sera, infatti abita in una piccola catapecchia fatta di legno. Un giorno tornato da casa si presenta Faustino, suo amico di infanzia quasi fratello che non vedeva da un bel po’, il quale si era messo nei guai e aveva chiesto aiuto al povero Arturo. Faustino aveva rubato dei soldi ad un cartello di narcotrafficanti per pagare il viaggio alla sua ragazza e al loro figlio per attraversare il confine. Ora Faustino a solo 36 ore per sostituire i soldi e Arturo è la sua ultima speranza. Infatti, l’unico modo per guadagnare di nuovo quei soldi è vincere la somma a carte; Arturo vince e poi perde, in un’altalena che rispecchia il giocarsi la partita della vita col destino e con la Santa Muerte, la morte stessa, che prova ad imbrogliare. Una storia sull’amicizia, sulle bugie, sul potere. Un divario tra le comunità ricche e quelle povere. Un romanzo avvincente la trama è coinvolgente, ti cattura fin dalle prime pagine. Tratta argomenti importanti come la morte, l’immigrazione, e la violenza senza annoiare il lettore, il libro, infatti, è ricco di colpi di scena. Questo libro mi è piaciuto molto sin dall’inizio e, per questo, lo consiglio a tutti.

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