Eleanor Oliphant

Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo.
Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto.

Autore

Gail Honeyman è nata e cresciuta in Scozia, e fin dai tempi della scuola la scrittura per lei è stata non solo un’attitudine ma un sogno. Un sogno che ha custodito e coltivato per anni. Un sogno che è diventato un progetto a cui ha dedicato tutto il suo tempo: dalle pause pranzo alle notti di ispirazione. Il progetto si è concretizzato nel libro Eleanor Oliphant sta benissimo (Garzanti 2018), divenuto subito un caso editoriale eccezionale, venduto in 35 paesi, con cui ha vinto National Book Awards nella categoria Specsavers Popular Fiction Book of the Year.
Rating: 4

57 pensieri su “Eleanor Oliphant

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    Sonia Ben Alaya dice:

    Fino all’ultima pagina

    Questo libro mi ha tenuta con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.

    Mi ha interessato conoscere leggendo sempre di più, il passato di Elenaor e di come la situazione man mano scorrendo fosse sempre più seria. Mi ha colpito in tutto, nel modo di scrivere semplice e coinciso e capace di farti  sentire quasi parte della storia narrata, capace appunto di coinvolgerti nella quotidianità che vive il personaggio.

    Lo ho scelto per caso di leggere e sono estremamente soddisfatta che mi sia capitato. 

    Rating: 4
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    Sawani Geethika Perera Sinhara Mudalige dice:

    Eleanor Oliphant sta benissimo,almeno, questo è quello che pretende di credere. Non ha amici e vive da sola. Lei fa tutto da sola…perchè sta benissimo anche senza la compagnia di nessuno. Quando cammina le persone la guardano per via del suo aspetto e del suo modo trasandato di vestire. Eleanor lo sa,mo non gliene importa molto perchè lei non ha bisogno di nessuno. Passa le giornate in maniera monotona, sempre la stessa routine. Poi però c’è il mercoledì. Il mercoledì è quando la mamma la chiama…dalla prigione. Ed è in quei momenti che ricorda il suo passato e prima di crollare cerca di dimenticare bevendosi la sua cara e dolce amica”Vodka”. E così ogni settimana…finchè si ritrova in mezzo a degli avvenimenti inaspettati che le scombussolano la vita d’improvviso.

    L’autrice utilizza un linguaggio molto semplice e scorrevole;e con qualche tocco di ironia alleggerisce la storia traumatica della protagonista. Ha uno stile di scrittura che tende a far capire al lettore come stanno le cose senza doverle spiegare; a toccare nel profondo dell’anima in maniera impercettiblie e a lasciare un segno dentro tutti noi.

    In conclusione è un libro assolutamente da leggere perchè è impossibile non innamorarsi delle maniere un pò goffe della protagonista e delle osservazioni alquanto erudite ma che spesso sono al di fuori del pensiero comune delle persone.

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    Hanna Bruno dice:

    Una storia che ti cattura l'anima e quando il libro è finito ti rimane un vuoto… Un romanzo allo stesso tempo tenero, crudele, allegro e struggente.

    la protagonista, Eleanor Oliphant dice tutto quel che pensa, anche se significa ammettere di esser sempre sola e compiere sempre gli stessi gesti ogni giorno. Quando però, per la prima volta, qualcuno si interessa sinceramente a lei, scopre quello che non ha mai avuto, e scopre anche che le manca. Si assiste a una evoluzione del personaggio che riapre le ferite non cicatrizzate ma coperte da tanti strati, soffre fino in fondo senza aiutarsi più con l'alcool per evitare il dolore, e poi fa pace con il passato.

    fondamentale l'amicizia di Raymond che, come Eleonor, è davvero se stesso, buono e sincero.

    Un libro consigliato a tutti.

    Rating: 5
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    Linda Bruno dice:

    Eleanor Oliphant ha tutte le ragioni per lamentarsi, è sola, una madre che fa di tutto per minare la sua autostima nelle telefonate settimanali dal carcere, non ha amici, e ha il viso deturpato da una cicatrice. La ragazza però non ha nessun motivo per camminare a testa bassa, e effettivamente, all'inzio della lettura, sembra davvero star bene così. Ma poi le cose evolvono, senza troppa resistenza fa entrare qualcuno nella sua vita, forse ne aveva davvero bisogno… così pian piano da sfogo alle emozioni, si apprende la sua triste storia e si conferma la sua forza incredibile, sebbene con di momenti di grande cedimento. L'aiuto degli altri, che si era a lungo negata, è fondamentale per una nuova vita in cui forse, riuscirà davvero a stare benissimo.

    Lettura avvincente, bellissimo il personaggio, l'autrice riesce davvero a farci immedesimare nel personaggio.

    Rating: 5
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    Rebecca Vestrini dice:

    La storia non ha un tema portante, divaga spesso, è complicato seguire bene il filo del discorso, dovrebbe concentrarsi maggiormente sul “cantante misterioso” ma invece lo nomina più raramente rispetto ad esempio a Roland. La rigidità delle parole in francese che utilizza, la trasferisce anche al testo in sé, è molto schematico, veloce, il ritmo non rallenta mai, non ci sono attimi più lenti, si hanno solo sequenze narrative alternate a dialogiche brevi. È un libro che non mi entusiasma per nulla e non mi suscita interesse.

    Alcuni discorsi che affronta sembrano un po’ forzati per il contesto in cui ci si trova nonostante siano interessanti, e talvolta profondi non si intonano alla storia; sono fuori luogo.

    In conclusione non è un libro che mi ha fatto appassionare, ansi leggerlo è stato noioso nonostante ami farlo.

     

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    Matilde Tortelli dice:

    Il libro inizialmente si è presentato come una lettura poco scorrevole, con un ritmo piuttosto lento. Passata la metà è diventato più interessante, con colpi di scena davvero inaspettati. Il lessico in generale è abbastanza comprensibile. Le emozioni, i sentimenti, della protagonista sono molto ben descritti, tanto che sono riuscita più volte a immedesimarmi in lei. L'opinione di Eleanor sul fatto che una donna debba indossare delle maschere per sembrare più bella (concetto incompreso dalla protagonista) è un ottimo spunto di riflessione sulla società odierna. 

    Rating: 4
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    Matte Timori dice:

    Questo libro, non mi e' piaciuto molto, l'ho trovato un po' noioso.

    Racconta di una ragazza insolita dal passato difficile con una vita solitaria, anche se il finale svela un mistero interessante.

    In questo libro c'e' tanto dolore, trattato con intelligenza.

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    Camilla Piccioli dice:

    Partirei col dire che la trama del libro è molto interessante, ti prende e ti coinvolge. Però quello che il lettore non si aspetta è che il contenuto è molto meno interessante della trama: è lento come libro e l’autore descrive in modo fin troppo accurato i particolari che nella storia non servono; ci sono cose di cui parlano sin dalle prime pagine e che ti spiegano solo alla fine, perciò il lettore, durante la maggior parte della storia, non fa altro che chiedersi “ma cosa è successo?” “Perché viene nominato così spesso di questo fatto?” e, secondo me, questo è un elemento che non favorisce lo scorrimento della lettura. Inoltre ci sono dei passaggi molto forti, e perciò il libro diventa abbastanza pesante da leggere. 

    Però devo dire che, nonostante tutti questi “dettagli” sopraelencati, è una storia abbastanza coinvolgente ed emozionante.

    Rating: 3
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    Alessia Priori dice:

    La solitudine, oggigiorno, è sempre più diffusa, ma altrettanto nascosta, tale che talvolta non ci accorgiamo neppure noi che quel nodo alla gola e quel vuoto nello stomaco significa “sentirsi soli”. Anche Eleanor Oliphant ne è inconsapevole, rifugiata com'è nella propria quotidianità. Un paradigma che si ripete ogni settimana : dal lunedì al venerdì a svolgere il suo umile lavoro da contabile in un'azienda di graphic design, il mercoledì sera la telefonata con la madre che si trova in prigione, il venerdì la pizza presa da Tesco e il fine settimana da trascorrere in casa, senza alcun contatto sociale, con la mente ottenebrata dalla vodka. Questa è la vita di Eleanor Oliphant, una monotona routine che le permette di trovarsi sempre impegnata in qualcosa da fare, in modo tale da non dover ascoltare quella voce nella sua testa. Una normale donna di trent'anni, almeno così lei pensa di apparire agli altri, rifiutandosi di ascoltare i perfidi pettegolezzi che girano sul suo conto in ufficio. Infatti i colleghi si fermano a guardare la cicatrice che le attraversa il viso, i vestiti grigi che ogni giorno indossa e i capelli lunghi, lasciati crescere fino a sotto la schiena, senza mai mostrare un accenno di taglio, e vedono così una persona anonima, asociale e talvolta anche un po' bizzarra. Ma dietro il segno indelebile che porta sul volto, Eleanor nasconde numerose ferite ancora aperte, il cui dolore cerca in qualsiasi modo di ignorare, e ci riesce, fino a quando due eventi improvvisi sconvolgono del tutto la sua normalità; inizierà a desiderare di più dalla sua vita, ma il cambiamento sconcertante porterà in superficie ricordi che aveva ormai da tempo sotterrato.

    Eleanor è un personaggio a cui è difficile non affezionarsi, da una parte le sue reazioni stravaganti e anticonvenzionali davanti ad ordinari eventi sociali ci fanno scappare un sorriso, dall'altra le sue emozioni soffocate e il suo bisogno urgente di affetto ci portano a riconoscere in lei una parte di noi che troppo spesso tendiamo ad ignorare. La necessità di un contatto umano, di un gesto di gentilezza da parte di un estraneo o semplicemente di un amico con cui condividere un pranzo, è comune a tutti noi, ma diventa insopportabile per Eleanor, che non aveva mai percepito l'urgenza di queste piccole cose, fin quando non le ha provate per la prima volta.

    “Eleanor Oliphant sta benissimo” è un romanzo binario che viaggia su due linee parallele : quella della commedia e quella del dramma. Gail Honeyman riesce a trasportare il lettore da una situazione bizzarra e insolita che provoca un'affettuosa risata ad una con tutt'altro spessore emotivo, che ci trascina all'interno di sentimenti profondi e a lungo celati. L'amalgamarsi di queste due dimensioni così diverse riesce perfettamente, tanto che pare quasi impossibile che questo sia un romanzo di esordio. La tecnica narrativa del “dico-senza-dirlo” ci offre a poco a poco e indirettamente le informazioni, che come briciole di pane ci conducono fino all'ultima pagina senza che noi ce ne accorgiamo. Il viaggio introspettivo di Eleanor avviene attraverso un linguaggio schietto e freddo, che via via s'impregna di maggior sensibilità, riflettendo così il percorso della protagonista, che parte dall'esterno, con un semplice taglio di capelli, fino a giungere negli angoli più bui e nascosti del suo Io. Un difficile cammino alla ricerca di se stessi, che l'autrice ci racconta in modo fluido, semplice ed efficace. Un romanzo da leggere tutto d'un fiato, per scoprire che si nasconde molto di più dietro un normale “va tutto bene”.

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    Giovanni Vitali dice:

    Piccole manie, stranezze, ossessioni. E’ cosi che ci appare Eleanor,

    una giovane impiegata con un lavoro poco appagante, una vita solitaria, e un passato pesante che l’ha segnata

    nel corpo e nella mente.

    Eleanor che non è amata, Eleanor che non parla con nessuno, Eleanor che si consola bevendo vodka.

    Sembra che niente possa cambiare, immutabile, come le telefonate del mercoledi sera di sua madre dalla prigione.

    La madre, la sua aguzzina, che continua a dirle che non vale niente, la goffa e sbagliata Eleanor.

    Ma le cose possono cambiare, nel modo più imprevedibile: un incontro casuale con un cantante, Johnny Lomonde, che Eleanor vede come

    il suo futuro compagno, la portano a cercare un cambiamento. Ma sarà quella la strada giusta? Uno sconosciuto che appare affascinante,

    ma che si rivela irraggiungibile e totalmente diverso da quello che lei immaginava.

    L’incontro con Raymond, uno strano system manager che lavora nel suo ufficio,

    ma poi anche Sammy, un anziano che Eleanor soccorre per strada, e poi, come un fiume, una serie di persone che con piccoli gesti le dimostrano

    affetto, gentilezza, comprensione…ed Eleanor cambia..anche se lei crede di cambiare per poter piacere al cantante, cambia grazie a questi piccoli incontri, persone

    che non hanno niente di speciale, ma che per lei diventano importanti.

    E’ come se le sua cicatrice, segno visibile dell’incendio a cui è sopravvissuta, si spianasse…scomparisse…

    per darle una nuova vita.

    Quando Eleanor scopre che il cantante, motore apparente del suo cambiamento, è tutto tranne quello che lei immaginava, ha una profonda crisi che la porta alla distruzione.

    Sarà Raymond a prendersi cura di lei, a diventare per lei il primo amico che darà un nuovo senso alla sua vita e la porterà per la prima volta ad interrogarsi sul suo passato.

    Cosa era successo veramente venti anni prima in quell’incendio? chi aveva perduto?

    Grazie ad una brava terapeuta Eleanor si perdona della morte della sorellina, avvenuta per mano di sua madre, che aveva appiccato il fuoco alla loro casa.

    Riesce a ricordare e a perdonare l’Eleanor bambina, vittima non carnefice.

    Come d’incanto le telefonate immaginarie con la madre, morta anche lei nell’incendio, terminano. Eleanor si puo’ congedare da lei e cominciare la sua nuova vita.

     

    Rating: 5
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    Giovanni Vitali dice:

    Piccole manie, stranezze, ossessioni. E’ cosi che ci appare Eleanor,
    una giovane impiegata con un lavoro poco appagante, una vita solitaria, e un passato pesante che l’ha segnata
    nel corpo e nella mente.
    Eleanor che non è amata, Eleanor che non parla con nessuno, Eleanor che si consola bevendo vodka.
    Sembra che niente possa cambiare, immutabile, come le telefonate del mercoledi sera di sua madre dalla prigione.
    La madre, la sua aguzzina, che continua a dirle che non vale niente, la goffa e sbagliata Eleanor.
    Ma le cose possono cambiare, nel modo più imprevedibile: un incontro casuale con un cantante, Johnny Lomonde, che Eleanor vede come
    il suo futuro compagno, la portano a cercare un cambiamento. Ma sarà quella la strada giusta? Uno sconosciuto che appare affascinante,
    ma che si rivela irraggiungibile e totalmente diverso da quello che lei immaginava.
    L’incontro con Raymond, uno strano system manager che lavora nel suo ufficio,
    ma poi anche Sammy, un anziano che Eleanor soccorre per strada, e poi, come un fiume, una serie di persone che con piccoli gesti le dimostrano
    affetto, gentilezza, comprensione…ed Eleanor cambia..anche se lei crede di cambiare per poter piacere al cantante, cambia grazie a questi piccoli incontri, persone
    che non hanno niente di speciale, ma che per lei diventano importanti.
    E’ come se le sua cicatrice, segno visibile dell’incendio a cui è sopravvissuta, si spianasse…scomparisse…
    per darle una nuova vita.
    Quando Eleanor scopre che il cantante, motore apparente del suo cambiamento, è tutto tranne quello che lei immaginava, ha una profonda crisi che la porta alla distruzione.

    Sarà Raymond a prendersi cura di lei, a diventare per lei il primo amico che darà un nuovo senso alla sua vita e la porterà per la prima volta ad interrogarsi sul suo passato.
    Cosa era successo veramente venti anni prima in quell’incendio? chi aveva perduto?
    Grazie ad una brava terapeuta Eleanor si perdona della morte della sorellina, avvenuta per mano di sua madre, che aveva appiccato il fuoco alla loro casa.
    Riesce a ricordare e a perdonare l’Eleanor bambina, vittima non carnefice.
    Come d’incanto le telefonate immaginarie con la madre, morta anche lei nell’incendio, terminano. Eleanor si puo’ congedare da lei e cominciare la sua nuova vita.

     

    Rating: 5
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    Livia Ferrera dice:

    Eleonor Oliphant sta benissimo è il titolo del libro, ma Eleonor, la protagonista sta solo apparentemente benissimo nei suoi schemi, nella sua solitudine fatta di contabilità, cruciverba, la sua piantina Polly, la vodka e un passato che lei vorrebbe solo dimenticare ma che la tormenta costantemente. Sta benissimo anche se i suoi colleghi la considerano una "strana", "una malata di mente" e lei non prova a smentirli.

    Sta benissimo perché si è creata una realtà tutta sua, al riparo dal mondo e dalle persone che la circondano. Non permette a niente e nessuno di avvicinarla, per non soffrire più e per non dover raccontare la storia tragica che si è lasciata alle spalle, o almeno che lei finge di essersi lasciata alle spalle, perché invece è sempre con lei e l’ha segnata profondamente. In realtà continua a segnarla attraverso la figura della madre, patologicamente disturbata e anaffettiva.

    Quando ho iniziato a leggere questo libro, il personaggio di Eleonor mi ha da subito colpito particolarmente. Per lei la vita è stata dura, e la solitudine le appare la scelta migliore, forse la più semplice e la più comoda per smettere di soffrire e per non sentire. In realtà non è così come ci dimostra Eleonor.

    Livia Ferrera – IB Liceo Linguistico Calamandrei – Sesto Fiorentino (FI)

     

     

    Rating: 5
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    Olga Perotto dice:

    Una lettura molto piacevole, mi è piaciuto molto perché le piccolezze sulla protagonista vengono scoperte a poco a poco nel corso del libro. Con quel pizzico di cruda verità, quasi impercettibile, l’autore è riuscito a farmi appassionare a questo racconto azzeccato.

    Rating: 4
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    Noemi Chelli dice:

    Il libro racconta di una donna chiamata '' Eleanor Oliphant'' che svolge sempre la stessa routine,una donna chiusa e sola,che sta ''benissimo'' sempre.Un giorno però la sua vita cambia quando conosce un nuovo collega ed è da li che inizia a stare veramente bene;per la prima volta inizia a confidarsi con qualcuno e ad instaurare un vero rapporto di amicizia.Un libro molto interessante che esprime al meglio ciò che una donna può fare,grazie al suo coraggio e all'aiuto di persone sincere. Il libro insegna a non perdere mai la speranza che è una molla per cambiare la propria vita.

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    Andrea Cecilia Gandoli dice:

    "Ai giorni nostri la solitudine è il nuovo cancro, una cosa vergognosa e imbarazzante, così spaventosa che non si osa nominarla".

    La descrizione della più grande paura di ogni essere umano, che quest'ultimo lo ammetta o meno, attraverso gli occhi di una donna che si riscopre a trent'anni e che prende coscienza della sua malattia, armandosi di coraggio per affrontarla e combatterla. Un saggio psicologico che ti travolge e ti apre gli occhi su cosa possa realmente succedere nella casa, nella vita o nella mente di qualcuno. Un romanzo reale, sulla vita reale, coi problemi reali di una donna reale, con le cicatrici sul volto e sul cuore, senza più posto per il dolore, ma con un universo di bene da dare. Un libro che descrive il dolore e che riempie il cuore di una gioia leggera, come quella provocata dalla stretta di mano della madre di Raymond, un libro scritto per stravolgerti e farti capire che a tutto c'è una soluzione, basta volerla trovare e lasciarsi aiutare.

    Rating: 5
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    Fiammetta Flores dice:

    Questa recensione ha alcuni lati positivi e altri negativi, sapete un po' come un mix, un'insalata. Fin da subito il titolo di questo libro mi aveva intrigato proprio perchè, come avevo previsto, la protagonista Eleanor è una donna che soffre ma non fisicamente quanto interiormente. Una mia caratteristica particolare (come alcuni amici dicono) è il fatto che io sia attratta dalle persone che soffrono, non saprei spiegarne il motivo ma è più forte di me. Ed è per questo che Eleanor mi ha subito suscitato simpatia ed ammirazione per il suo carattere singolare: fragile e forte allo stesso tempo. La prima parte del libro mi è sembrata interessante anche per via del misterioso passato di Eleanor però, andando avanti nel racconto, le vicende che si susseguivano mi sono sembrate un po' troppo monotone e che rallentassero lo svolgimento della storia. Al contrario della prima la seconda parte è stata molto più avvincente perchè la scrittrice racconta finalmente tutte le traumatiche vicende che la protagonista ha subìto e che l'hanno portata ad essere quella persona un po' rude e senza sentimenti che è. In particolar modo questo romanzo mi ha colpito perchè racconta alcuni lati psicologici di Eleanor nei quali mi riconosco e che non mi era ancora capito di leggerli così ben analizzati. Vorrei concludere dicendo che questa storia è una di quelle scritte proprio con il cuore, mettendo a nudo alcune debolezze che noi tutti spesso proviamo e che non è facile superare.

    Fiammetta Flores

    Rating: 4
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    Sanie Hoxha dice:

    L’aggettivo perfetto per descrivere questo libro è attuale. Questo perché affronta tematiche molto comuni al giorno d’oggi tra cui l’amicizia, le relazioni con le altre persone, l’amore, la solitudine e tante altre. È difficile non ammirare Eleanor Oliphant, una donna diversa dalle altre e sempre vera. A causa di sua madre ha dovuto affrontare grandi difficoltà che le hanno segnato la propria vita negativamente. Col tempo è riuscita a mascherare le sue sicurezze e le sue mancanze attraverso l’uso dell’ironia, ma non a eliminarle.

    Il romanzo viene suddiviso in tre parti ognuna delle quali affronta un diverso periodo della sua dura vita fino al momento della sua liberazione e della sua rinascita. Mi è piaciuto molto il modo in cui è stato composto il romanzo e il finale che si conclude con un lieto fine. Invece non mi è piaciuto il fatto che l’ultima parte non fosse così approfondita come le altre. Non è un libro molto pesante e complicato, quindi accessibile a tutte le età. Secondo me all’interno del libro la protagonista ha svolto un vero viaggio di formazione e ha saputo ascoltare la sua anima.

    Rating: 4
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    ALBERTO MARIA RIGOLI dice:

    "Ci sono talmente tanti libri al mondo, ma come si fa a distinguerli? Le copertine non sono di grande aiuto perchè dicono solo cose positive"

    Eleanor Oliphant dice sempre ciò che pensa. E' una persona non convenzionale. Le tragedie vissute durante l' infanzia che lei non vuole ricordare, ma di cui  una ampia cicatrice sul volto sono  il segno esterno visibile a tutti, hanno reso questa donna di trenta anni una persona solitaria e chiusa nella ripetitività delle sue abitudini fatte di parole crociate, abuso di alcool per affogare la solitudine del fine settimana, la telefonata del mercoledi alla mamma cattiva.

    Fino a quando nella vita di Eleanor accade qulcosa di imprevisto : un amore "immaginato" che le farà venire voglia,  dopo tanti anni,  di rendere più attraente il suo aspetto fisico e un gesto di aiuto verso un uomo colpito da commozione cerebrale. Eleanor a poco a poco  si lascerà coinvolgere dagli altri in tante situazioni  per lei completamente nuove. Da persona solitaria , sospettosa e giudicante aprirà il cuore "alle emozioni, alla loro intensità , alla rapidità con cui possono cambiare".

    La storia di Eleanor è la storia di una persona sopravvisuta a una grande tragedia che solo  dopo molti anni riesce a trovare il coraggio di affrontare e superare. Fondamentale per Eleanor è l' atteggiamento accogliente e gentile di coloro che non la giudicano, ma la accettano, la apprezzano e la incoraggiano a stare finalmente bene . 

    Rating: 3
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    Chiara Pelacchi dice:

    Avevo delle grandi aspettative per quanto riguarda questo libro perché la trama mi aveva molto colpita ma, a dir la verità, sono rimasta un po’ delusa poiché la storia di per sé è abbastanza statica, mancano colpi di scena e quelli presenti non sono resi, a mio parere, benissimo.

    È un romanzo realistico che rientra nella narrativa psicologica e tratta della solitudine e dei vari problemi che si possono riscontrare dopo aver attraversato una situazione difficile come quella vissuta dalla protagonista: temi interessanti trattati in maniera abbastanza leggera. Per quanto riguarda questo aspetto l’ho trovato, infatti, molto interessante ed esaustivo poiché vengono spiegate molto bene le emozioni della protagonista.

    Non è stato, però, uno di quei libri da cui non mi staccavo più, se non magari un po’ sul finale, nel quale si danno alcune spiegazioni sulla vita della protagonista e sui fatti che l’hanno portata ad essere la persona che è e, quindi, ci sono più colpi di scena e la storia si fa più intrigante.

    In conclusione non dico che la storia non mi sia piaciuta perché è comunque carina e piacevole da leggere, ma, non so per quale ragione, non mi ha trasmesso nulla, mi aspettavo di meglio…

    Rating: 3
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    samu.gianno@gmail.com dice:

    Il libro affronta le tematiche dell'apatia e della depressione attraverso il personaggio di Eleanor. La trama personalmente non mi è piacuta perché non ha spunti originali e si costruisce su eventi visti e rivisti. Inoltre le tematiche delicate su cui è basato il libro a volte vengono trattate senza la giusta importanza e certe volte capita che non sia chiaro come ci si trovi in certe situazioni. In conclusione credo che le tematiche su cui si basava il libro potevano essere sviluppate meglio.

    Rating: 2
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    Chiara Papini dice:

    Credo che sia molto difficile riassumere questo libro in poche parole. L'ho trovato stupefacente, pieno di significato e soprattutto "modellabile" a seconda di chi lo stesse leggendo. Il tema della solitudine mi tocca profondamente perchè come dice Eleanor "è visto come una malattia e fa paura anche solo nominarlo". Si ha paura della solitudine e, a mio parere, si ha anche paura di essere una causa della solitudine degli altri. Questo libro mi ha dato la forza di voler scoprire sempre di più chi mi sta accanto, oltre le prime impressioni e i pregiudizi, oltre gli standard di persone con cui interagisco solitamente. Infatti una persona apparentemente triste e solitaria può contenere dentro di se' un mondo molto interessante ma senza nessuno con cui condividerlo. Ho notato anche quanto il senso di colpa porti le persone a condizionare la propria vita e come il passato possa essere molto influente sul presente e sul futuro di esse. Tutto questo è sbagliato ma riconosco che fare pace con la propria coscienza sia un lavoro impegnativo e lento. In alcune parti della storia avevo un'estrema voglia di catapultarmi nella realtà di Eleanor ed aiutarla, rassicurarla così da farla stare meglio; mi sono resa conto che probabilnente questo era il messaggio più grande da parte dell'autrice: aiutare tutti gli "Eleanor" che stanno intorno a me.

    Consiglio caldamente questo libro che, sinceramente, ha cambiato il mio modo di vedere gli altri.

    Rating: 5
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    Benedetta Benvenuti dice:

    La solitudine è l’ingrediente principale di questa storia, tutta la vicenda è come un lento risveglio da un passato opprimente a tal punto da essere dimenticato . La protagonista per una vita tenta di proteggere se stessa dal proprio segreto ,isolandosi e cercando in ogni modo di risultare invisibile al mondo che la circonda.

    Questo fino a quando un bagliore le fará credere di poter dare una svolta inusuale al grigiore che la circonda.Sarà giusto un bagliore, l’ennesima delusione, che le farà toccare il fondo .Questo la porterà ad affrontare una scelta , far riemergere tutti i mostri dal passato per andar avanti.Rinascita lenta e sudata , che finalmente le farà trovare la forza e la giusta strada per affrontare ciò da cui scappava .Un libro che tocca il cuore, chi di noi non ha mai incontrato una Eleanor , strana, schiva, non al passo con i tempi … chi di noi presi dalle mille cose si è mai chiesto da cosa si nascondesse questo essere umano?

    Rating: 5
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    Anna Martellini dice:

    Al contrario di come si prospettava, ovvero una storia molto coinvolgente, il libro partiva in modo molto lento, facendoti prendere subito in antipatia il personaggio principale. Per questo motivo non sono riuscita a finirlo e lo sconsiglio vivamente. 

    Rating: 1
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    Clarissa Radegondi dice:

    “Eleanor Oliphant sta benissimo”, libro della scrittrice Gail Honeyman, tratta di una tematica molto delicata. La protagonista, che emerge molto bene nel libro, è una ragazza molto chiusa, che non parla molto di se e della sua vita, col fatto che non ha trascorso un’infanzia spensierata e un episodio avvenuto le ha lasciato una vera e propria cicatrice, nel cuore e non solo lì. Nella sua vita entrerà un personaggio che le cambierà la vita in senso positivo. Questo libro è la dimostrazione che se ti apri e lasci entrare gli altri nella tua vita, si arricchirà di emozioni! Un libro molto bello, che mi ha colpito ed emozionato.

    Rating: 4
  25. Avatar
    Adelin Dan Alixei dice:

    Eleanor sta benissimo: è ciò che dice e crede la protagonista, immersa nella solitudine, un mondo di colori muti ed una quotidianità monotona, senza sfumature, nella quale le emozioni svaniscono o non vengono considerate come tali.

    Eleanor è intrappolata in una gabbia dove non accade nulla e tutto sembra che vada bene, in una vita dove è lei l'unica che agisce  e dove le emozioni e i sentimenti non sono previsti e dunque si dissolvono nel nulla.

    La gabbia della sua vita  non sembra farle  male, ma  in realtà taglia tutte le connessioni con gli altri esseri umani, creando difficoltà nel momento in cui c'è il bisogno di costruirle.

    Tutto è uno sguardo sul  passato, un privarsi di relazioni ed insieme  una ricerca di evasione  da questa monotonia, ricerca che purtroppo   finisce sempre con un odio verso se stessa, una sensazione di non appartenenza  al mondo a cui tutti appartengono; cosa desidera essere Eleanor?   poter volare con un soffio di vento, come i semi di un dente di leone…

    Ecco un  libro che insegna l'importanza di avere una persona  accanto,  con cui   poter parlare ed esprimersi, grazie alla quale si  può  percepire  il senso della propria vita,   venendo apprezzati da un 'tu',  perché tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci faccia evitare di bruciare e spengere come una flebile candela,  che ci mostri il mondo con occhi diversi.

     

    Rating: 5
  26. Avatar
    Alessandro Detti dice:

    Eleanor Oliphant sta benissimo è un libro che parla della storia di Eleanor che è convinta di star bene ma in realtà no. 

    Durante la lettura ci accorgiamo che prova sentimenti nascosti, che non rivela a nessuno. Tutto sommato lo rileggerei e lo interpreterei in un'altra maniera

    Rating: 4
  27. Avatar
    gaia rossi dice:

    dopo aver letto questo libro ho iniziato a riflettere su alcuni aspetti della mia vita che sottovalutavo, come ad esempio il fatto che altre persone mi accettino così come sono, lo davo per scontato, ma dopo aver letto questo incredibile libro, ho capito che non è una banalità, consiglio questo libro a chiunque voglia un minimo riflettere sulla propria vita e che, invece di voler leggere i soliti racconti fantasy, vuole provare qualcosa di nuovo. 

    Rating: 4
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    Allegra Santoro dice:

    Eleanor Oliphant è una donna, da nove anni conduce la stessa vita, in breve lavora e beve. Nella sua vita non ci sono interazioni sociali (reali) a parte quelle a cui è obbligata per lavoro. Subito mi sono chiesta come possa essere considerata normale una vita così, d'altronde non può mancarci qualcosa che non si è mai avuto, no? E la protagonista non ha mai avuto una vita standard con persone intorno a lei che la amassero e amici che le volessero bene. Eleanor in pratica non ha mai avuto un rapporto umano profondo con un'altra persona, e nel libro conosce un uomo (Raymond) con cui fa amicizia. Ed è li che nasce tutto, nasce la vita sociale di Eleanor, la voglia di conoscere se stessa meglio e il rapporto tra i due. Il libro è veramente bello, in particolare ripensando alla storia mi viene in mente che all'inizio Eleanor mi è sembrata vermente molto strana ma conoscendola ho scoperto un modo di vivere molto diverso dal mio che ritenevo quasi impossibile anche perchè nella mia vita i rapporti umani sono la base di tutto, o quasi. Questo è uno di quei libri che si leggono velocemente ed in modo scorrevole, io ho avuto per tutto il tempo la piacevole sensazione di non averne abbastanza, anche alla fine. Mi immagino il continuo della storia con un lieto fine che veda Eleanor e Raymond insieme "felici e contenti", magari anche con dei figli, ma apprezzo che il finale sia aperto lasciando spazio all'immaginazione. Il libro è la testimonianza che le persone cambiano e che senza amore (dato e ricevuto) non si vive. 

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    Teresa Conti dice:

    “Forse il tutto che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene”.

    Eleanor, la protagonista del romanzo di esordio di Honeynman, è una giovane donna di trent’anni che vive in una dimensione di apparente stato di normalità e di relativa vita sociale. Personaggio che comunica con il mondo in maniera critica e troppo spesso diretta. Si capisce che il suo passato influenza di non poco il presente con rinnovata sofferenza: tutti i mercoledì parla con la madre rinnovando le sue debolezze. L’incapacità di staccarsi dalla madre è tanta quanta la voglia di crearsi una sua famiglia; l’occasione le si presenta quando casualmente incontra un giovane musicista, J. Lomond, che rappresenta il suo riscatto per una vita diversa. Ma colui a cui deve una vera svolta è il collega altrettanto emarginato, Raymond, che accorgendosi di lei, le offre la sua amicizia e la accompagna in un processo di cambiamento che la porterà a volersi più bene. L’inadeguatezza sociale di questa donna ha sfumature talmente ironiche che strappa diversi sorrisi, salvo poi ricordarci il baratro dell’alcolismo a cui si affaccia e la depressione che la minaccia. Perdite, abusi, morte sono raccontate nel libro con grande capacità e si deve arrivare al termine del racconto per comprendere a 360° il mistero che grava intorno alla vita di Eleanor; si trasformerà a quel punto in una eroina insolita e stimolante; fra tanto dolore, un mondo di intelligenza e riscatto, alla fine la salverà.

    Rating: 3
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    Marta Wilcox dice:

    Uno scrigno, un tesoro pieno di pensieri riflessioni e temi tutt'ora poco affrontati che ti immergono completamente nella vita travagliata di Eleanor, una persona internamente fragile ma proprio come nella piccola botte c'è il vino buono, dentro di lei ci sono sentimenti emozioni e ricordi che la contraddistinguono e che la rendono unica. Eleanor Oliphant non sta esattamente benissimo ma imparerà piano piano ad accettare il suo passato e le persone che le stanno attorno ma soprattutto, riuscirà a perdonare e ad amare se stessa. 

    Rating: 5
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    Laura Cirella dice:

    Questo libro all’inizio era molto noioso, e difficile da leggere per me. Però man mano che lo leggevo mi ha coinvolta sempre di più. Eleanor racconta la sua vita, che si presenta molto monotona, anche se lei afferma di stare bene, a parte quando il mercoledì riceve la chiamata di sua mamma dal carcere. Questo romanzo afferma il coraggio di non arrendersi mai di Elanor. 

    Rating: 4
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    Emma Franchini dice:

    “Come stai?” è una delle domande più frequenti che ci sentiamo chiedere, ed è anche la prima domande che poniamo e/o ci viene posta quando incontriamo un conoscente per strada. Nonostante ciò la nostra risposta tende quasi sempre a essere un affermazione sbrigativa e superficiale: “bene”.

    Eleanor vive la sua vita, nella maniera più efficiente in cui un cittadino possa viverla. Ha un lavoro stabile, una casa dove vivere, è in ottima salute e fa le giuste interazione sociali che le buone maniere richiedano . Certo, il fine settimana lo passa ubriacandosi e cercando di smaltire la sbornia, ma alla fin dei conti lei è felice, o almeno, pensa di esserlo. Lei però non sa che, quel che crede una certezza, cioè il suo essere felice e appagata dalla vita non lo è, ma è una coperta a tutti quei suoi ricordi e sentimenti troppo difficili da affrontare. Il suo stare benissimo è superficiale quanto il nostro bene alla domanda come stai, e quando Eleanor lo realizzerà, grazie anche all’incontro di una persona speciale, inizierà un viaggio pieno di cadute e lividi, ma anche di gioie e scoperte, mano nella mano con il lettore che la accompagnerà per tutto il percorso di crescita che farà e che porterà entrambi a una versione di se stessi migliore e più matura.

     

    Rating: 5
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    Viola Cavani dice:

    Eleanor Oliphant  è una giovane donna di quasi trent'anni, ha la sua routine fa sempre le stesse cosa va a lavoro, fa le parole crociate, si prende cura di Polly(la sua piantina) e nel fine settimana beve Vodka per dimenticare. Dice di stare bene anzi benissimo ma in realtà è buia, spenta e senza vita ma vive nei suoi ricordi. Fino a quando un'amore non corrisposto cambia le sorti della sua vita.

    Rating: 2
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    Niccolo marchesi dice:

    Questo è il romanzo d’esordio di Gail Honeyman,che racconta della vita di una donna di trent’anni che ha avuto molti problemi familiari nel suo passato e adesso non riesce ad instaurare nessuna relazione è si sente molto sola,ma alla fine riesce a cambiare la sua vita con l’aiuto di un amico.

    Ho trovato questo libro all’inizio un pó noioso perché descrive argomenti un po’ lontani da me e la vita di una donna di trent’anni che onestamente non è che mi interessi molto.Invece continuando a leggere l’ho cominciato a trovare molto piacevole,sopratutto il personaggio di Raymond,l’amico che riesce a conoscere Eleonor,lui riesce a capire le sofferenze di Eleonor e l’aiuta a superarle.Eleonor ad un certo punto dice:”Sul mio cuore ci sono cicatrici altrettanto spesse di quelle che ho sul viso.Spero che resti un po’ di tessuto integro,una chiazza attraverso la quale l’amore possa penetrare e defluire”.Con l’amicizia si può aprire il cuore e capire che ci sono tante persone buone che ci aiutano a vivere meglio e intensamente.

    Rating: 4
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    Giancarlo Romiti dice:

    Eleanor Oliphant è una ragazza di trent'anni che conduce una vita solitaria e ai margini della società. Le uniche interazioni sociali che ha sono con i colleghi di lavoro, con la pianta, Polly, e con la vodka, che sorseggia durante i weekend ma senza ubriacarsi completamente. La sua vita è tutt'altro che invidiabile, eppure se qualcuno le chiedesse: "Come stai?" Eleanor risponderebbe: "Bene, anzi benissimo". Ciò che sembra desiderare è il non dare nell'occhio, atteggiamento che anche io spesso ho, e credo che in ognuno di noi si nasconda una Eleanor che si presenta quando tutto sembra andare storto. Ma anche nelle giornate più grigie a tirarci su c'è un amico, e nel caso di Eleanor c'è Raymond, un suo collega di ufficio che recepisce l'affetto della protagonista. Man mano Eleanor abbandona la sua corazza per lasciarsi avvolgere dal calore di amicizie sincere e disinteressate che riescono ad andare oltre l'apparenza. Questo libro non mi ha particolarmente appassionato, ma mi ha fatto riflettere molto sulla condizione di una persona sola e del suo stato d'animo. In particolare mi sono immedesimato nel personaggio di Eleanor e ho riflettuto su su come sarebbe stata la mia vita se non avessi avuto amici o parenti che nel momento del bisogno mi avrebbero aiutato. é comunque un libro che consiglio ad una persona adulta o ad una della mia età, poichè analizzando il carattere di Eleanor ci si rende conto dei propri modi di fare e delle reazioni che questi hanno sugli altri.

    Rating: 4
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    Lucrezia Pisani dice:

    Abitudinaria, colta, acuta, coraggiosa, ecco come descriverei Eleanor, la protagonista di questo libro. Non solo, è anche altro: senza filtri, trasparente come una goccia d'acqua; non segue i rigidi canoni imposti dalla società e per questo è considerata una reietta, emarginata da tutti tranne da colui che diventerà il suo amico-salvatore: Raymond. Ho apprezzato che lei si salvi da sola, nonostante chieda aiuto a Raymond: nella vita reale, infatti, non c'è il principe azzurro e di questo Eleanor ne è a conoscenza fin dalla sua complicata infanzia, vittima di una situazione familiare devastante. Questa è una storia nella quale la protagonista combatte contro se stessa  e contro le cicatrici provocatele dal complicato rapporto infantile con la madre.  Un altro elemento fondamentale del romanzo consiste nell’esigenza di Eleanor di essere amata incondizionatamente e nella sua necessità di prendersi cura dell’altro; infatti accudisce ossessivamente la sua piantina Polly.

    Questo libro affronta con delicatezza ma con una precisione quasi chirurgica temi non facili: la solitudine, piaga sociale ben nota sia ai giovani che ai più attempati che spesso sfocia in depressione e affrontata da lei egregiamente; la violenza infantile, che porta a ferite profonde, perfino fisiche, che creano futuri rapporti disfunzionali fra le persone infine l’alcolismo, piaga odierna assai nota.

    Inizialmente ho trovato questo libro prolisso ma solo leggendolo fino alla fine mi sono resa conto del significato che c’è dietro alle descrizioni delle giornate insulse e prive di vitalità di Eleanor: taglia i ponti con il passato e supera il dolore a testa alta, trasformandosi da bruco in una bellissima farfalla. Un libro che ricrea un'altalena d'emozioni drammatiche ma comunque intriso di autoironia.

    Rating: 3
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    Spartaco Randelli dice:

     

    Eleanor sta benissimo è ciò che dice e crede la protagonista che vive nella solitudine, nella quale le emozioni svaniscono o non vengono considerate come tali.
    Eleanor è rinchiusa in una gabbia dove non succede nulla e dove tutto pare che vada bene. La gabbia della sua vita sembra che non le faccia niente ma  in realtà la distoglie dal socializzare con le persone. Il testo fa molto riferimento alla vita passata di Eleanor, dove la protagonista si priva di relazionarsi con le persone ma poi ricade nella sua solitudine e a volte addirittura con l'odio verso se stessa con una sensazione di non appartenenza  al mondo a cui tutti appartengono. 
    In questo libro vengono trattati due temi importanti come la famiglia e la vita nei quali la protagonista ne è immersa a tutti gli effetti. infine questo è un  libro che insegna l'importanza di socializzare e di avere una persona accanto, con cui poter parlare ed esprimersi, grazie alla quale si può percepire il senso di volersi e bene e di amore reciproco, perché tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci mostri il mondo con occhi diversi.

    Rating: 5
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    Vittoria Anichini dice:

    “Eleanor Oliphant sta benissimo” è un romanzo scritto da Gail Honeyman. Eleanor sta benissimo. O almeno è così che sua madre e gli assistenti sociali la hanno convinta di stare. Il tema principale di questo romanzo è la solitudine. Eleanor passa le sue giornate a lavoro, con la sua bottiglia di wodka e con la sua pianta, non sapendo che al di fuori della sua triste casa c’è un mondo che la sta aspettando. Un giorno però tutto cambia: qualcuno le rivolge un gesto gentile. Il primo della sua vita. E all’improvviso scopre che le persone seguono regole a lei sconosciute e che non hanno le sue paure. Eleanor inizia così una sorta di viaggio alla scoperta di se stessa. Lascia indietro le grida, le offese di sua madre, le cicatrici sul viso e nel cuore e prova a vivere per la prima volta dopo trent’anni. Prende in mano il libro della sua vita e lo scrive da capo, provando a dimenticare. Esce dal guscio che si è creata e scopre l’amicizia, l’affetto, e l’amore. Sentimenti a lei sconosciuti, che sono stati bruciati insieme alla sua vita fino a quel momento. È un romanzo che accompagna il lettore alla scoperta dell’io interiore, spesso sconosciuto alla maggior parte delle persone. Non sempre le cose sono giuste come le vediamo noi. A volte dobbiamo solo cambiare prospettiva. E io lo ho fatto in questo romanzo, affidandomi ad Eleanor, che mi ha insegnato a notare anche i gesti più piccoli: un bacio, una carezza, una stretta di mano. Lo consiglio a persone di tutte le età, sia adulti che ragazzi. Non è mai troppo tardi o presto per intraprendere un viaggio alla ricerca di se stessi. Come ha fatto Eleanor e come ho fatto io.

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    PJ Desagun dice:

    Credo che dovremmo essere tutte un po' Eleanor Oliphant. La sua ingenuità e la sua noncuranza dei giudizi altrui, la sua forza interiore nel riuscire a fare pace con un passato che non le ha dato scelte, la razionalità e la purezza con cui vive i momenti… delineano un personaggio interessante e divertente, a volte strano, che ci sottolinea l'importanza delle relazioni umane ma soprattutto ci ricorda come ogni persona sia protagonista di una battaglia che noi dall'esterno non riusciamo a percepire ma che dobbiamo rispettare.

    Rating: 4
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    Caterina Dosio dice:

    Quando ho iniziato a leggere questo libro la storia mi aveva colpito, però a causa di alcuni aspetti non è riuscito a coinvolgermi. 

    Uno dei motivi per cui non è riuscito a prendermi è perché nella prima parte del romanzo il modo in cui era scritto era troppo lento e dettagliato. Il secondo motivo è che in questo periodo non ero più appassionata come sempre alla lettura e pensavo che potesse riappassionarmi ma non è stato così 

    Rating: 1
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    camilla sali dice:

    Se devo essere sincera questo romanzo non mi ha molto entusiasmata. Non dico che sia un brutto libro, anzi, però non è il genere di lettura che mi spiange a continuare a sfogliarne le pagine, infatti sono riuscita difficilmente a giungere alla conclusione. Probabilmente questo tipo di romanzo attirerebbe di più l'attenzione di qualcuno che, per quanto non lo augurerei a nessuno, si trova più o meno nella stessa situazione di Eleanor, la protagonista. Il fatto che non ne sia rimasta troppo colpita è forse perchè non ho ancora la conoscenza tale da poterlo apprezzare in tutte le sue sfaccettature, per questo lo consiglierei a chiunque si senta abbastanza maturo da affrontare una lettura simile.

    Rating: 2
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    Giada Pacini dice:

    “cambiamenti”

    Eleanor stava bene, o almeno lo credeva.                                                                                                                                                                   La storia di una contabile con “entità autosufficiente”, goffa ed asociale; fino ai suoi 30 anni non aveva realmente conosciuto la felicità. Dopo aver sofferto per un dura infanzia, che non le ha permesso di godersi a pieno la sua vita, si rifugia nelle sua apatia. Ad abbattere i suoi muri è un’amicizia, un legame che ha reso Eleanor nuovamente viva. Un libro coinvolgente, che trasmette, anche con ironia, quanto è importante avere persona accanto, perché una parola, uno sguardo, un abbraccio, possono risolvere problemi che la propria interiorità, non è capace nemmeno di percepire.

    Rating: 4
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    Angela Zheng dice:

    Eleanor Oliphant sta benissimo

    Eleanor Oliphant è una ragazza normale o quasi, la sua cicatrice infatti attrae attenzione dei passanti e colleghi di lavoro; ma nonostante ciò Eleanor continua la sua routine tra il lavoro in ufficio, le parole crociate durante la pausa pranzo e soprattutto la telefonata della mamma il mercoledi. Questa monotona quotidianità viene interrotta da vari cambiamenti e fatti che aiuta Eleanor a cambiare il rapporto con le persone vicine e l’aspetto. Mi è piaciuto questo libro e vedere la protagonista superare le sue difficoltà passo dopo passo, Eleanor è una persona molto diretta ed è molto buffo vederla commentare sulle cose dalla sua ottica particolare.

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    Beatrice Blasi dice:

    Recensione libro “Eleanor Oliphant sta benissimo”

    Gail Honeyman nel romanzo “Eleanor Oliphant sta benissimo” racconta la storia di Eleanor, una donna di quasi trent'anni che vive da sola assieme a Polly la sua piantina. Ė una ragazza asociale, goffa, con un passato alle sue spalle devastante e ha grandi difficoltà ad relazionarsi con le persone. Non è difficile per lei dire ogni cosa che le passa per la mente, all'esterno sembra una donna forte, ma per quasi tutto il romanzo si cerca di comprenderla. Ogni volta che il mercoledì cade e sua madre la chiama dalla prigione la sua forza svanisce e le sue cicatrici acquistano più spessore e provocano ancora più dolore. Eleanor desidera disperatamente una famiglia che non ha mai avuto allo stesso modo, brama l'amore di Johnnie Lomond, simbolo del suo desiderio di piacere, di una vita normale, quella vita che gli altri hanno e che lei disprezza, ma che sotto vorrebbe a tutti i costi.

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    arianna@wilcox.it dice:

    Accompagnata da Eleanor e dalle sue riflessioni quotidiane esistenziali, che io non mi sognerei di proferire neanche con tutto l’impegno fornitomi da madre natura per quanto complesse e articolate (anche se sono state proprio queste caratteristiche ciò che più mi ha intrigato e spinto ad avventurarmi ulteriormente nella lettura), mi sono goduta lo splendido racconto de “La fantastica crisi di una donna di mezza età”, la quale è ammirevolmente riuscita a correggere l’autoimmune comportamento di imperturbabilità (grazie Glen per il termine) che attua verso le persone ma soprattutto verso se stessa. Ironia a parte, la mia vuole essere una recensione più che positiva ed encomiatrice. 

    Vorrei infatti elogiare la graditissima ed eccezionale capacità descrittiva dell’autrice che, come se fosse riuscita a scrutare nei meandri più profondi dell’encefalo umano, ha saputo riprodurre per mezzo di pigmento su cellulosa metafore che rispecchiassero ogni singola caratteristica di determinate azioni, immagini, sensazioni o emozioni con una tale accuratezza tanto da lasciarmi esterrefatta ma al contempo deliziata. Ho apprezzato questo adorabile stile lungo l’intera – e purtroppo breve – avventura che è stata la lettura di questo libro. 

    Non vorrei soffermarmi eccessivamente sulla trama che, senza fare troppe cerimonie, mi ha letteralmente lasciata a bocca aperta sul finale (e io che già mi immaginavo un ritorno in grande stile della madre, con fumo e musica tragica, neanche fosse Darth Vader).

    Rating: 5
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    Noa Pelosi dice:

     

     

     

    Anche se il titolo potrebbe sembrare banale e scontato, anche un po’ brutto, in realtà questo romanzo è davvero inaspettato. Devo ammettere che mi ha lasciata senza parole. Mi è piaciuta particolarmente la tecnica della scrittrice che ha deciso di non svelare tutti i particolari subito, lasciandoci così con domande e riflessioni, che ci portavano a voler continuare la lettura. Inoltre devo ammettere che è un romanzo molto scorrevole e avvincente, con importanti valori e significati, quello prevalente è l’amicizia. È anche importante sottolineare la crescita della protagonista nella quale mi sono rivista molto. È un libro che consiglio a tutti, non è difficile da leggere e scorre molto velocemente

    Rating: 4
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    Laura Wu dice:

    Oliphant è una donna inusuale, che resta in solitudine e non è interessata ad associarsi alla comunità sociale. Ma lei sta bene, non ha bisogno di affetto o di attenzione, infatti ha cercato di essere nella media.  Delle volta è disgustata da certi atteggiamenti e/o usanze (qualche volta mi sono sentita in sintonia con lei), per di più non si limita a dire quello che vuole, la persona davanti a lei, solo per compiacerlo. È sempre protagonista del gossip dei suoi colleghi ma lei se ne frega.

    I colleghi la credono una malata mentale, non capiscono l’atteggiamento e la personalità di Eleanor. Difatti non sanno niente di Eleanor, anche perchè lei non racconta della sua vita privata e non è altrettanto interessata a farlo

    Personaggi importanti , oltre alla madre, sono Sammy e Raymond perché è grazie a loro che Eleanor iniza a cambiare, ad aprirsi, gradualmente, accettando e permettendoli di entrare nella sua vita privata e di essere aiutata. In fin dei conti non è noioso stare in solitudine, a dispetto del preconcetto che le persone hanno, ma avere degli amici veri che ti accettano per quello che sei è la cosa, a mio parere, migliore.

    Devo dire che è stata un’esperienza nuova, non avevo mai letto un romanzo del genere, unico. Che ci fa intravedere che non c’è un solo aspetto, ma ci sono, come minimo, due punti di vista al quale dobbiamo sempre tenere in mente prima di criticare.

    Rating: 5
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    Alice Stefanelli dice:

    Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman.

    Mi chiamo Eleanor, Eleanor Oliphant. Sono una donna di trent’anni e da nove anni lavoro in un ufficio. A pranzo mangio sempre un sandwich e risolvo le parole crociate, il venerdì sera ordino la pizza e nel fine settimana bevo della vodka. Sono una donna sola ma a questa cosa non ho mai dato peso, mi sento bene e sto bene o meglio dire benissimo. Il mercoledì le mie paure prendono il sopravvento, chiama mia madre, la mia infanzia frastornata e i ricordi di quella cicatrice tornano in me. Come ho detto prima, sto bene o meglio credevo di stare bene fino a che un uomo è entrato nella mia vita. Non il grande amore, non il principe azzurro, semplicemente un amico, una persona, Raymond. 

    È una storia che si scopre un pò alla volta, si capisce un pò alla volta e si apprezza un pò alla volta. Alla fine é bellissimo, non se ne rimane delusi. È un libro che tocca nel profondo scritto, in maniera delicata. Risulta difficile recensirlo, sembra di rovinarlo, di svelare di più. Posso dire che Eleanor è rimasta in me e se lo leggerete rimarrà in voi.

    Rating: 5
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    matilde marchetto dice:

    Questo libro presenta una narrazione ed una storia molto  particolare, come il protagonista stesso. Inizialmente non mi entusiasmava molto:  l'autore si avvale della tecnica del "narrare ma non spiegare", fino a meta del romanzo, creando in me molti dubbi sulla storia.  Arrivata alla fine, sono riuscita a cambiare idea. 

    Rating: 3
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    Antonio Di Lorenzo dice:

    Eleanor è una ragazza molto riservata di 30 anni con una vita abitudinaria, lavora da lunedì al venerdì nel suo ufficio senza mai ammalarsi e prendere giorni festivi,( passando però il suo fine settimana assieme agli alcolici) e un determinato giorno della settimana chiama sempre sua madre. Eleanor ha un passato oscuro che verrà fuori ( diventando quasi un giallo), la sua vita cambierà quando per la prima volta si innamorerà di un importante personaggio e quando farà una importante amicizia con un collega di lavoro che la porterà ad abbandonare il passato. Una storia a tratti malinconica con una lettura scorrevole.

    Libro carino e consigliato.

    Rating: 3
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    Sofia Trallori dice:

    Inizialmente mi è sembrato un libro lento e scontato ma quando ha iniziato a prendermi l’ho letto tutto ad un fiato. Gall Honeyman utilizza un linguaggio semplice, la trama e i personaggi sono ben studiati, nulla è lasciato al caso. In più da molti spunti di riflessioni su vari temi molto importanti.

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    Gabriele Orsini Federici dice:

    “Eleanor Oliphant sta benissimo” è un romanzo bestseller venduto in 35 paesi della scrittrice scozzese Gail Honeyman, pubblicato nel 2017 da Garzanti e tradotto da Stefano Beretta, che ci illustra il grande cambiamento della vita di una ragazza solitaria di trent’anni che vive a Glasgow, Eleanor Oliphant.

     

    Eleanor, che da circa nove anni lavora come contabile in un’azienda che si occupa di grafica, non esce quasi mai di casa, non ha amici, la sua passione sono i cruciverba e vive costantemente di abitudini, come andare tutti i venerdì a mangiare la pizza nello stesso posto o bere alcolici tutti i weekend per liberarsi dai pensieri.

     

    Non ha mai conosciuto suo padre, dopo essere stata presa in affido da diverse famiglie, a causa del maltrattamento subito per mano della madre durante a sua infanzia, ed ora vive da sola insieme ad una piantina della quale ama prendersi cura.

     

    Tutti i mercoledì sera la attende una telefonata da parte di sua madre, pronta a continuare a trattarla come una ragazza inutile e buona a nulla, insomma, ha una vita molto tormentata e problematica nonostante lei non lo ammetta mai e dica di “stare benissimo”.

     

    Con la scoperta dell’amore inizia per lei un percorso di riappropriazione della propria femminilità, che la condurrà a riconciliarsi con il suo passato e a superare tutte le insicurezze che avevano condizionato la sua giovane esistenza.

     

    Il romanzo, pagina dopo pagina, presenta ricchissime descrizioni di tutti i pensieri che popolano la mente di Eleanor, che dopo tanto tempo, riesce ad aprirsi al mondo e non ad alzare barriere.

    Rating: 4
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    alessia iglio dice:

    Uno scenario comune visto dagli occhi di chi, di comune, non ha mai avuto nulla.
    Esperienze al limite dell'ordinario per la protagonista che nuovamente, di ordinario non ha niente; eppure sarà proprio questa incapacità di staccarsi la catena che la tiene ancorata a darle il giusto slancio per prendere il volo.
    Avvincente romanzo dove l'ordine di una vita sull'orlo di un burrone viene irrimediabilmente ed improvvisamente sconvolto; eppure Eleanor Oliphant, la protagonista sembra quasi non accorgersene.
    Un'ineguatezza nella socialità e nella vita di tutti i giorni che si trasforma in qualcosa di diverso, in qualcosa che finalmente vale la pena di vivere con un sorriso e non più con lo sguardo cinico di chi le ha passate tutte ed ora non ci crede più.
     

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    vieri fossati dice:

    Eleanor Oliphant sta benissimo é un romanzo scritto da Gail Honeyman, scrittrice scozzese che ha sempre sognato di dedicare la sua vita alla scrittura.

    Ora Gail vive a Glasgow, luogo dove ambienta il suo racconto. Il libro parla appunto di una donna "normale" chiamata Eleanor, sempre sincera e sicura di sé, che si accontenta della vita a lei data. Questo personaggio mi ha affascinato moltissimo, facendomi riflettere e pensare. Un romanzo dallo stile e dal linguaggio semplice ma articolato, che alterna situazioni ed emozioni contrapposte, catturando il lettore che si ritrova in un mondo completamente diverso. É un libro che, personalmente, considero particolare, diverso rispetto agli altri, un libro in cui dominano i dialoghi e le riflessioni dei personaggi, creando una specie di nuovo genere letterario che mi é davvero piaciuto.

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