LEGGERE PER CAPIRE LA REALTA’

Quando avevo quattordici anni e frequentavo il Liceo mi aggiravo per le strade nebbiose di Cremona e sentivo il disperato bisogno che qualcuno mi spiegasse cos’ero e in che strano pianeta ero finito a vivere e il perché e il percome di un sacco di cose. Avevo un disperato bisogno che qualcuno mi raccontasse il […]

Quando avevo quattordici anni e frequentavo il Liceo mi aggiravo per le strade nebbiose di Cremona e sentivo il disperato bisogno che qualcuno mi spiegasse cos’ero e in che strano pianeta ero finito a vivere e il perché e il percome di un sacco di cose. Avevo un disperato bisogno che qualcuno mi raccontasse il mondo e gli uomini e quel che succedeva- e magari anche le ragazze. Sono cose che si imparano con l’esperienza ma a quattordici esperienza non ne hai molta; sono cose che a volte ti spiegano gli adulti ma non sempre gli adulti hanno voglia e capacità di spiegarti le cose di cui avresti realmente bisogno. Quando sono arrivato al Liceo ero già un buon lettore ma leggevo soprattutto per divertirmi, per il piacere di farmi portare via dalle storie ( che è un ottimo modo di leggere, intendiamoci!) Poi, un po’ alla volta, ho scoperto che potevo trovare risposte e imparare a conoscere il mondo, gli uomini e le cose attraverso i romanzi. Le ragazze no, quelle ancora non le ho capite. Rimango ancora convinto che il metodo sia sempre valido e che i bei romanzi, quelli che ti riempiono gli occhi e la pancia, siano il modo migliore per conoscere la realtà e per cercare di capirla. Ma va’, mi dicono. E i 999 canali televisivi? E Internet? Ogni tanto qualcuno mi spiega che i giovani oggi hanno a disposizione strumenti che noi non avevamo e sono abituati a usarli; che sono molto più informati di quanto fossimo noi e molto più svegli, altrochè. Mi piacerebbe, ma non è vero.  Che cosa sanno, poveri? Poco. Cosa possono capire di una realtà così confusa e stridente e che cambia alla velocità della luce? Poco. Il magma indifferenziato che cola ogni giorno dai 999 canali televisivi mostra poco e  non spiega nulla. Internet dà qualche informazione –ammesso che non sia falsa- ma non spiega il mondo e la sua complessità. Sembra un paradosso, ma secondo me solo i romanzi oggi hanno la capacità di spiegare il mondo e la sua complicata complessità, i rapporti tra i popoli, le razze, le religioni, le persone, le tante diverse culture, solo i romanzi possono percepire le sfumature, le differenze e le somiglianze, le contraddizioni e le ragioni profonde e nascoste o inconfessabili. Ma quale televisione, fatemi il piacere, quali Social. Ma c’è di più: i romanzi – i bei romanzi, quelli che ti riempiono gli occhi e la pancia- sanno darci le Grandi Cose. C’avete fatto caso? I bei romanzi sono pieni di maiuscole: Passioni, Sentimenti, Emozioni, Avventura, Amore, Odio, Divertimento, Paura, Ideali, Aneliti, Fremiti, Ricchi Premi&Cotillons. Anch’io nei miei romanzi cerco sempre di mettere un po’ di maiuscole: l’Amore per la Libertà, la Lotta contro l’Ingiustizia e la Prepotenza, il gusto della Disobbedienza, la Voglia di dire di No, le Scelte Giuste… Abbiamo tutti bisogno di Grandi Cose, la vita non sempre ce le dà. Se poi hai quindici-sedici anni….sono le Grandi Cose quelle che ti illuminano il futuro. Nella quindicina di titoli che abbiamo selezionato per il progetto Libernauta abbiamo volutamente scelto- tra i titoli che maggiormente ci hanno colpito nell’ultimo anno-romanzi molto diversi tra di loro per contenuto, per stile, per linguaggio. Da questa diversità di storie, di volti, di suoni, di voci, di assonanze e dissonanze uscirà un’immagine del mondo, perchè il mondo è così, si regge sulla diversità. Ricomponete i frammenti come meglio credete, andatevi a cercare tra le pagine- e poi nella vita- le vostre risposte. Se non le trovate, niente di grave: usate le storie del mondo per farvi qualche domanda in più. In fin dei conti imparare a interrogarsi e a farsi sempre una nuova domanda è quasi più importante che trovare le risposte. Guai quando si smette di essere curiosi. I bei romanzi servono a tutte queste cose – e anche ad altre. Mi sembra già un ottimo motivo per leggere.

Buone letture a tutte  e a tutti.