Fumofonico o come fare i salti vocali

Fumofonico in studio

“Ulisse, chi era costui?” Parafrasando il Manzoni, chissà quanti ragazzetti, nell’antica Atene, o a Sparta, si saranno fatti questa domanda! Chi era questo mitico re di cui sentivano parlare dai genitori, nonni, zii, cugini? E quella storia del cavallo… a pensarci bene, c’erano pure delle sirene! No, ecco, le sirene come ce le avranno infilate… […]

“Ulisse, chi era costui?” Parafrasando il Manzoni, chissà quanti ragazzetti, nell’antica Atene, o a Sparta, si saranno fatti questa domanda! Chi era questo mitico re di cui sentivano parlare dai genitori, nonni, zii, cugini? E quella storia del cavallo… a pensarci bene, c’erano pure delle sirene! No, ecco, le sirene come ce le avranno infilate…

 Chissà, davvero, quanti ragazzi avranno pensato questo. E quanto nel sentire ricordare storie di sirene, ciclopi e streghe, avranno fatto una risatina ironica. Cose da vecchi o bambini, avrebbero detto. Fino a quando una sera, probabilmente intorno ad un fuoco, col vino ed i liuti, avevano visto Omero. O insomma, uno dei tanti Omero che giravano per la Grecia. Un omino smunto, dai capelli bianchi, lunghi ed anche unticci, gli occhi senza luce di un cieco, vestito di stracci. Era lui che raccontava quelle storie vecchie di cavalli di legno ed eroi invincibili! Ma nell’ascoltare i versi di quell’anziano malmesso, di fronte al fuoco, quelle storie da bambini prendevano una nuova forma. Era lui che diventava il formidabile Achille, o il pianto di Andromaca, vedova del principe Ettore, o la furia di Ulisse che torna dal mare… e, come si trasformava, appena si zittiva tornava il vecchio di prima.

 Così nasce la poesia occidentale, con un uomo che grazie alla sua voce si faceva poesia. “Bisogna fare di sé dei capolavori”, diceva non a caso qualche decennio fa Carmelo Bene, uno dei più grandi ‘Omeri’ della storia italiana. E da questa tradizione nasce anche Fumofonico, collettivo di poesia performativa nato a Firenze nel Maggio del 2017. Con i nostri versi, o con quelli dei grandi del passato, cerchiamo sempre di essere quello che diciamo, e diamo asilo a tanti aspiranti Omero che vengono da tutta Italia e che da tempo girano il paese recitando i loro versi davanti ad un pubblico. Certo, vengono con il Treno Alta Velocità o Flixbus, non più con un ciuchino; ed al posto del falò c’è un pub del centro storico con le poltrone imbottite, ma non rompiamo la magia… una cosa è certa: il vino è sempre rimasto.

Libernauta 19
Charles Bukowski

Sì ok, potreste sentire la puzza di mummia a forza di parlare di antica Grecia. Avanti Veloce. Stop. Stati Uniti d’America, ventesimo secolo. Poesia beat, Kerouac, Bukowski. Un chitarrista blues, nero ed anche arrabbiato, scrive delle poesie ed invece che cantarle, le recita mentre suona.

Libernauta 19
Gil Scott Heron

Si chiamava Gil Scott-Heron,e dal suo ‘spoken word’ al rap il passo è brevissimo. Giovani rapper si incontrano e si sfidano , un minuto o più a testa con il microfono in mano; sono le battaglie rap. A Chicago un poeta di nome Marc Kelly Smith si annoia a morte. Non ne può più dei vecchi barbosi poeti, sacri ed intoccabili. Allora prende un gruppo di colleghi poeti, sale su un palco di un locale e da vita a

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Marc Kelly Smith

quella che sembra una battaglia rap, solo che al posto di offendersi le madri a vicenda, mettono tutti sé stessi per recitare le proprie poesie. Il pubblico è in visibilio, anche perchè sono loro a decidere il vincitore di quella battaglia poetica. Nasce il poetry slam.

Questo è da dove veniamo. Un po’ dall’Europa, un po’ dagli U.S.A. Dalla poesia ma anche dal rap, dal teatro e dalla musica. Rispettiamo il nostro passato ma guardiamo ansiosi verso il futuro, un futuro veloce, interattivo, democratico. Un futuro che costruiamo giorno per giorno cercando di costruire uno spazio stimolante per amanti della poesia, soprattutto per chi ancora non sa di esserlo; per chi vuole mettersi in gioco davanti ad un microfono o vorrebbe farlo, un domani; per smentire chi pensa che la poesia sia un monumento ammuffito o raccolte di aforismi buoni un tanto al kilo.

Per una città con più poesia, ci potete trovare sui social (Facebook, Instagram), o dal vivo. Che tu voglia vedere uno spettacolo di poesia performativa, guardare un poetry slam o esserne giudice, noi ti aspettiamo a braccia aperte. E perchè no, magari anche partecipare! Stai a vedere che avevamo il nuovo Omero tra le mani e ce lo siamo fatto scappare…