25 pensieri su “Cose più grandi di noi

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    Mattia Cacciari dice:

    Mi è piaciuto questo libro, lo stile dell’autore è fluido e genera interesse nel lettore. L’unica cosa che non mi è piaciuta molto è il fatto che il gruppo di Margherita intraprendere anche azioni violente per farsi ascoltare dalle autorità e cambiare le cose. Io penso che ricorrere alla violenza, indipendentemente dalla motivazione, sia sempre la scelta sbagliata, e anche se può sembrare la strada migliore e più efficace sicuramente non è quella giusta.
    Mi è piaciuto veramente molto il fratello di Margherita, un ragazzo che ha sempre la testa tra le nuvole e come dice l’autore stesso:”Si interessa solo alle cose per lui importanti”.
    La madre di Marghe, un avvocato di quello rigidi e austeri è un personaggio molto particolare perché possiamo vedere come il suo rapporto con la figlia cambia durante il racconto.
    Nelle ultime pagine ci sono tanti momenti di tensione e decisioni difficili, come la scelta di Margherita di violare gli arresti domiciliari per andare il fratello catturato dai membri del suo gruppo per salvarlo. È una scelta molto nobile e non so se tutti avrebbero il coraggio di farlo.

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    Bianca Bastianelli dice:

    Cose più grandi di noi
    Secondo me questo è il libro dei cambiamenti poiché la protagonista, “Marghe”, non solo si trova nel periodo dell’adolescenza, che già è un periodo complicato della vita, ma si trova anche in un periodo storico non facile.
    Marghe è solo una ragazzina innamorata quando decide di partecipare a qualche “incontro in un garage” ma poi le cose le sfuggono di mano e si ritroverà in carcere. Questo evento non travolgerà solo la sua vita ma anche quella di tutta la sua famiglia. Grazie all’aiuto di sua madre e di una legge nuova e speciale Marghe riceverà uno sconto di pena, ma per averlo non solo si metterà contro la sua stessa “gente” ma anche contro persone “comuni” che la vedono come pericolosa. Tutti questi eventi naturalmente cambieranno Marghe e grazie all’amore del padre e del fratellino crescerà.
    Purtroppo i pentiti non sono ben visti da nessuno e una strana macchina le porterà via una delle persone a lei più care.
    Questo libro lo consiglierei perché ti porta a tante di quelle domande che la tua mente non smette mai di lavorare e quando hai trovato la risposta ad una di esse leggi un’ altra pagina e sei al punto di partenza. Credo che non comprenderò mai a pieno le scelte e i pensieri di Marghe ma devo ammettere che se un libro fa riflettere e appassionare ad un argomento così difficile una ragazzina di 14 anni merita di essere letto.

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    Francesca Gambilonghi dice:

    Questo libro, “Cose più grandi di noi”, è un romanzo che, con delicatezza e coraggio, affronta il difficile passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta, in un momento storico complesso, mostrando come la violenza non sia la risposta alle ingiustizie, nemmeno negli anni giovanili della contestazione. Marghe, la protagonista, è una pentita diciottenne, accusata di fiancheggiamento, destinata agli arresti domiciliari ma nonostante ciò, dopo la scomparsa del suo fratello più piccolo, lei non si arrende e continua a cercarlo malgrado le ritorsioni che potrebbero accadere. In questo romanzo, oltre all’affetto che prova Marghe nei confronti del suo fratello più piccolo, trovo forte anche la figura paterna, che non vuole perdere sua figlia e cerca di aiutarla come può, spesso mostrandosi fragile e vulnerabile, a differenza della madre che mantiene un approccio razionale e in apparenza indifferente. Questo romanzo mi è piaciuto molto perché io mi rispecchio in modo particolare nella figura della protagonista e lo consiglio soprattutto ai ragazzi che vivono la fase dell’adolescenza.

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    Giulia Sposato dice:

    Questo libro mi è piaciuto molto, perché, ha una storia particolare, soprattutto per il personaggio Marghe, che si dimostra essere una ragazza forte e coraggiosa, anche dopo quello che le è successo in carcere. I personaggi che mi hanno colpito di più sono stati la ragazza Marghe e suo fratello Martino, il quale rintraccia la sorella scappata di casa per motivi personali. Consiglio questo libro a tutti quei ragazzi che amano le storie adolescenziali e la vita piena di difficoltà da superare.

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    Anna Manzoni dice:

    Un libro preso per caso, fuori dalla lista dei 3 libri che avrei scelto, che ha saputo però farmi appassionare, immedesimare, farmi provare emozioni.
    Coraggio, determinazione e il poco dimostrato amore per la famiglia sono le principali qualità di Marghe, la giovane pronagonista. Marghe si trova ad affrontare situazioni “da adulti” dopo essersi affiliata ad associazioni terroristiche, situazioni fuori dall’ordinario per una ragazzina di 18 anni, ma nelle quali Marghe riesce a muoversi agevolmente.
    Dopo essere stata arrestata, ed essersi pentita, Marghe ottiene uno sconto di pena e finisce agli arresti domiciliari. Ma ecco che si trova davanti una scena inaspettata, e Marghe dovrà compiere una difficile scelta: seguire la legge, rimanere chiusa in casa e non fare nulla, o mettere a rischio se stessa e la sua vita futura per un bene superiore e ben più prezioso? Marghe sarà in grado di fare la scelta più giusta come ha già dimostrato di saper fare?
    Giorgio Scianna scrive il libro in maniera tale da far immedesimare completamente il lettore, così da farlo entrare nel mondo di Marghe e vivere con lei questa parte della sua vita.

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    Sofia Wilson dice:

    Inizio col dire che “Cose più grandi di noi” è un libro che si legge tutto d’un fiato per la voglia di conoscerne il finale e per entrare nella storia… Infatti, letti i primi capitoli, il lettore non si sarà ancora appassionato ed immedesimato nel romanzo di Giorgio Scianna, per questo bisognerà che aspetti il momento bollente del racconto. E’ proprio questa la differenza tra “Cose più grandi di noi” e tutti gli altri libri; non crea una forte suspance iniziale. Questo fatto mi ha incuriosita ma dall’altra parte mi ha fatto dubitare che il libro fosse interessante ed intrigante come pensavo. Il proseguire la lettura ha fatto si che il mio parere sul libro si stravolgesse. Non sono sempre riuscita ad immedesimarmi in uno dei personaggi del libro, dato che è ambientato in un arco temporale a me remoto e tratta un argomento a me quasi sconosciuto, ma l’ho fatto nella figura del narratore che mi ha dato la sensazione di vedere tutto dall’alto.
    Il libro è molto piacevole ed interessante da leggere, la trama è articolata e significativa ma nonostante ciò non inserirei “Cose più grandi di noi” nella mia top 5.

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    Tommaso Cionini dice:

    A volte la vita ci fa dei brutti scherzi, ci porta a fare cose che noi non vorremmo fare. Questa è la storia di una normale ragazza che però si fa trasportare in qualcosa più grande di lei, essere prigioniero non vuol dire sempre essere dentro una cella, puoi sentirti prigioniero anche stando in una casa come quella di Marghe. Ora noi stiamo vivendo un momento di “prigionia” come quello di Marghe, c’è un dettgalio in più che per tutti i suoi giorni di prigionia lei si affaccia dalla finestra e vede raggazzi/e come lei andare a scuola. Ogni giorno viaviamo la vita con spensieratezza pensando a tutti i ragazzi che sono in delle condizioni in cui la loro vita è un film dell’orrore e che ogni giorno vedono persone care morire.
    Come dice il titolo le cose diventano più grandi di noi e non riusciamo a contenerle e ci facciamo trasportare in mondo diverso, questo però non deve accadere perchè ogni giorno della nostra vita bisogna essere forti.

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    Alessia Fantoni dice:

    Il libro “Cose più grandi di noi” mi è piaciuto molto,Infatti è stato uno dei pochi libri che mi ha “preso” al cento per cento.Mi è piaciuto molto il messaggio che l’autore ha deciso di trasmettere, ovvero dell’importanza di fare le scelte giuste durante tutta la nostra vita, in particolare durante il periodo dell’adolescenza,in cui per la maggior parte i giovani sono ribelli e quindi non danno ascolto ai propri genitori.Come per esempio fa Marghe, ovvero la protagonista del libro,che si infila in un pasticcio ma che, insieme all’aiuto della sua famiglia,riesce ad uscirne.Lo consiglio come lettura soprattutto agli adolescenti e ai giovani

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    Duccio Corri dice:

    Il titolo “ Cose più grandi di noi” racchiude in sè l’essenza del romanzo che tratta di ragazzi che in nome di ideali politici di cui spesso non capiscono nemmeno bene il significato combattono il nemico ovvero lo Stato facendo cose da adulti pur non avendone le capacità.
    Lo sa bene la protagonista che viene travolta da un mondo molto più grande e complicato di lei finendo per questo addirittura in carcere e venendo poi considerata infame per essere stata costretta dai genitori a pentirsi ottenendo così una riduzione della pena. Lo sfondo della vicenda sono gli anni di piombo e l’azione delle Brigate Rosse che miete vittime ad oltranza trovando consensi proprio nel mondo dei giovanissimi spinti dalla loro indole rivoluzionaria propria dell’età e affascinati da tutto ciò che è “contro”. La figura di Margherita però riscatta il concetto di gioventù bruciata : lei ha creduto in qualcosa e qualcuno che per il raggiungimento dei propri ideali sacrifica tante vite di persone innocenti ed è proprio questo che la fa riflettere non potendolo accettare.Sarà però coerente con se stessa fino in fondo scontando la sua pena e riscattando se stessa senza però pentirsi mai nè avendo rimpianti.
    Libro scorrevole, ben scritto, appassionante e mai noioso che spinge il lettore ad un una veloce corsa verso il finale.

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    Ginevra Felici dice:

    La lettura del libro “Cose più grandi di noi”, mi ha emozionata molto.Mi sono sentita, certe volte, molto vicino alla protagonista: un po’ malinconica, a volte triste , ma con un amore unico per il proprio fratello.L’ho trovato un libro molto scorrevole, seppur abbastanza lungo.Di esso, in particolare, mi sono piaciuti il registro linguistico adottato, perché molto comprensibile ma allo stesso tempo non banale e il fatto che faccia riferimento al 1980, anni in cui l’aria sta cominciando a cambiare.Mi è piaciuto appunto perché non è del tutto inventato, ma proprio perché fa riferimento ad anni storici.Inoltre, in copertina, è presente una frase in cui mi sono ritrovata molto : essere giovani è una lotta.È proprio vero, che a volte, essere giovani significa lottare per arrivare ad un obiettivo, a volte sconosciuto.Tutto questo, per trovare un posto nel mondo.Se dovessi trovare un difetto, direi che non ho trovato comprensibile il finale del libro, o meglio, poco chiaro.Globalmente però, l’ho trovato un bel libro, che consiglio vivamente.

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    Elisa Garofalo dice:

    Una storia immersa in un periodo particolare, confusionario e pieno di instabilità. Le dinamiche familiari in cui è immersa la protagonista, si rivelano molto altalenanti, il rapporto con la madre è quasi come fra due conoscenti, mentre quello con il padre è silenziosamente profondo; e il rapporto con il fratello è speciale, bellissimo direi, basato su una nascosta preoccupazione reciproca. Durante il racconto a volte mi sono persa rispetto agli avvenimenti storici di quegli anni, perché non sempre era chiaro a cosa ci si riferisse, probabilmente a causa della mia carenza storica.

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    Margherita Sbriscia Fioretti dice:

    Questo libro mi è piaciuto molto per la storia che racconta. Fin da quando ne avevo letto la trama mi aveva subito incuriosito e questa curiosità è stata, leggendolo, ripagata. E’ una storia che non sai come potrebbe evolversi e per questo ti porta a continuarla e a finirla in fretta.
    Mi hanno colpito molto le personalità dei personaggi dato che ognuno ne ha una ben caratterizzata e nonostante non siano presenti ingenti descrizioni ne riesci comunque a capire l’essenza.
    La suddivisione dei capitoli che è quasi inesistente e il fatto che il punto di vista della storia passa spesso tra i personaggi a volte mi ha reso difficile capire chi stesse parlando anche perché sono presenti molti dialoghi e se non hai ben capito di chi è il punto di vista fai fatica a seguirli.
    Mi ha colpito molto il gesto che fa Margherita che pur di salvare il fratello scappa dagli arresti domiciliari torna da Pietro nonostante lei sappia che li è considerata come una traditrice. E il fatto che nonostante ciò Pietro l’aiuta a ritrovare suo fratello.
    E’ scritto in modo semplice, intuitivo e facilmente leggibile da chiunque poiché non presenta parole troppo complicate e quelle presenti, magari perché legate ai termini giuridici, sono ben spiegate.

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    Matilde Rabai dice:

    Questo libro ha una bella trama, solo che non mi ha particolarmente coinvolto. Sicuramente è una trama che trascina il lettore e lo catapulta direttamente nel periodo in cui è ambientata la storia, però emotivamente non mi ha catturato, non mi sono mai sentita come un personaggio o condiviso qualche pensiero con loro. Sono stata abbastanza estranea a questa storia. L’ho letta come una spettatrice, nonostante fosse una storia ben scritta e ben raccontata. Consiglierei comunque di leggerlo perchè molte persone con cui ho parlato del libro sostengono che, invece, sia molto entusiasmante e coinvolgente da tutti i punti di vista.

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    Giulio Pineschi dice:

    Libro avvincente e ben scritto. Scorrevole e travolgente, alternando momenti di tensione a tranquillità e pace. Si riesce a capire chiaramente cosa vuole esprimere l’autore. Una differente verità, un retropalco non banale e interessante. Molto piacevole alla lettura

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    Gemma Sensi dice:

    Il romanzo “Cose più grandi di noi” racconta di una ragazza, Margherita Carpani, che ha 18 anni e viene arrestata per aver partecipato ad alcuni incontri con dei terroristi. Dopo un paio di mesi in carcere, la polizia le concede gli arresti domiciliari e lei va a vivere con suo padre in un appartamento, vicino a dove abitano sua madre e i suoi fratelli. Il libro racconta il cambiamento e la crescita di Margherita: da ragazza ribelle, che si pente di ciò che ha fatto, a ragazza consapevole delle sue scelte, fatte in passato, che erano quelle giuste. Questo libro mi è piaciuto molto perchè mi ha fatto capire tante cose, come il fatto che tutti vogliamo essere qualcuno nel mondo e vogliamo lasciare una traccia del nostro passaggio. Un’altra cosa che mi è piaciuta particolarmente è il fatto che vengono menzionati molte volte i titoli di canzoni, dato che mi piace molto la musica e la reputo come un qualcosa di importante, in grado di mandare un messaggio. Un’altra cosa che mi è piaciuta di questo libro è il rapporto che Margherita ha con i suoi fratelli, in quanto anche io ho dei fratelli e ho un bellissimo rapporto con loro.

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    Chiara Sulca dice:

    Il libro si ambienta negli anni Ottanta a Milano, nel periodo in cui le brigate rosse stanno perdendo la loro “battaglia” contro il governo. La protagonista è una ragazza di 18 anni chiamata Margherita, che viene incarcerata perché coinvolta in attività terroristiche. Per uscire dal carcere deve raccontare il poco che sa per aiutare le indagini e far arrestare i terroristi, così che lei possa andare agli arresti domiciliari, ma poi Marghe si accorgerà che nell’appartamento in cui vive si sente, ancora una volta, prigioniera. Margherita, durante lo svolgimento della vicenda, viene considerata una traditrice dai suoi compagni del gruppo terroristico e lei ne soffre molto perchè non sa più quale sia il suo posto nel mondo.Mi è piaciuto il libro perché fa vedere un’adolescenza diversa dalle solite, perché inserita in un conflitto con lo Stato, quindi difficile di per sé, ma vissuta ancora peggio da una ragazza “persa”, che non sa più cosa fare. Mi è piaciuto il cambiamento di Marghe, perché prima pensava solo ai suoi ideali, ma dopo ha cominciato a pensare alle famiglie delle vittime che hanno perso i loro cari a causa di questi atti terroristici di cui lei, in modo meno diretto, era complice. Una cosa che non mi è piaciuta particolarmente è stata l’andamento della storia: mi sarebbe piaciuto che la vicenda si svolgesse con più rapidità, ma a parte questo è un libro che consiglierei a qualcuno che volesse una lettura più seria del solito.

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    Alice Azzolini dice:

    Iniziano gli anni Ottanta: Milano lo sa, e lo sa bene anche Marghe, la protagonista della storia, che quando esce dal carcere trova suo padre ad aspettarla, dissociandosi dal gruppo armato in cui si è trovata coinvolta quasi per caso. Ma per uscire da lì, ha dovuto fare una scelta, ovvero tradire i suoi amici più cari, compreso il suo Pietro, di cui ha perso le tracce. Questo libro è rivolto a chi si avventura nell’impresa di trovare o a chi pensa di aver trovato il proprio posto nel mondo.
    A Milano si respira un’aria feroce. Le Brigate Rosse stanno perdendo la loro battaglia contro lo Stato, e proprio per questo il cono d’ombra della violenza può raggiungere chiunque. Marghe ha dovuto parlare, raccontare ai giudici quello che sapeva per ottenere gli arresti domiciliari che sconterà in un’abitazione proprio davanti a casa sua. Affacciandosi alla finestra, Marghe intravede la tavola apparecchiata, la madre e la sorella che abitano la vita di tutti i giorni, e soprattutto Martino il suo fratellino di quattordici anni che la tiene in contatto con il mondo esterno. Perché da sola con il padre nel nuovo appartamento, Marghe scopre di essere ancora prigioniera. Delle tre stanze che segnano il suo perimetro di libertà, di un conflitto con la madre che gli altri non capiscono, ma soprattutto di sé stessa.

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    vittoria meyer dice:

    «Adesso Pietro era là fuori da qualche parte, i suoi compagni anche, in mezzo a ideali magnifici e azioni orribili. Loro erano sicuri di essere dalla parte giusta. Lei dov’era?»
    In una Milano agli sgoccioli degli anni di Piombo, dove buono e cattivo, giusto e sbagliato, si confondono nella violenza, Marghe viene costretta a pentirsi e raccontare ciò che sapeva ai giudici, voltando le spalle ai compagni e ai suoi ideali.
    Ottiene così gli arresti domiciliari che sconterà in un trilocale insieme al padre, proprio davanti alla casa dove continua a vivere il resto della famiglia.
    Nell’incoscienza della sua giovane età viene travolta da cose più grandi di lei, trascinata da un desiderio di giustizia sociale senza considerare la facilità con cui esso può sfociare nella lotta armata.
    Ha barattato il suo onore, trasformandosi in una traditrice, un’infame, e si troverà a dover fare i conti con le conseguenze delle proprie scelte, mettendo in dubbio sé stessa e i suoi errori , maturando da essi.
    Una scrittura magnetica, che cattura l’attenzione del lettore, portandolo ad affezionarsi ai personaggi straordinariamente unici nella loro ordinarietà.
    Un padre emotivo e premuroso, una madre apparentemente distaccata e indifferente ma che saprà dimostrare il suo amore per la figlia, e il fratello Martino, molto legato a Marghe e suo unico contatto con il mondo esterno.
    Con un tono intimo e delicato Giorgio Scianna riesce a raccontare la cupa realtà del terrorismo con una vicenda personale, concreta e profondamente umana, parlando di rapporti familiari, del passaggio all’età adulta e i conflitti che esso comporta.
    Un romanzo pieno di coraggio che insegna, tra le altre cose, che la violenza non è mai la soluzione.

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    Lucio Rossi dice:

    La storia è ambientata nella Milano degli anni 70, periodo storico nel quale le Brigate Rosse stavano perdendo la loro lotta contro lo stato. La protagonista è Margherita Carpani, ragazza di 18 anni arrestata per presunte accuse di favoreggiamento al terrorismo davanti alla sua Università. La storia parla della scarcerazione di Margherita, costretta agli arresti domiciliari e con una riduzione della pena in caso avesse confessato tutto quello che sa alla polizia. Questo racconto trasmette forti emozioni, e la protagonista spesso si sente in colpa per le sue confessioni in tribunale, perchè si sentiva in qualche modo una traditrice. Consiglio vivamente la lettura di questo libro.

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    Mila Biagioni dice:

    Questo libro mi è piaciuto molto e mi fa capire proprio come dice il titolo che queste sono tutte cose più grandi di noi, per me e per una ragazza di 18 anni. All’inizio è stato difficile entrare nella storia, non riuscivo ad immaginare le cose in un’epoca in cui non ho vissuto ma mano a mano che andavo avanti era sempre più semplice immedesimarsi nella vita di Marghe. Ho riflettuto molto anche sul fatto dei pentiti e su quanto fossero esiliati, e su quanto lo siamo anche nelle prigioni di oggi. Ti ritrovi in mezzo a due gruppi ma nessuno ti appartiene, non sei apprezzato nè dai “buoni” perché sei stato un criminale nè dai “cattivi”; per alcuni sembra sia migliore l’omicidio in confronto, pensano che tu debba ricever più onore o che tu dimostri più coraggio, come se avessero un codice morale da rispettare e quello è il limite. Per il resto delle azioni non abbandoni i tuoi “ideali” anche se sbagliati.
    Marghe abbandona il gruppo perché pensa che solo gli ideali siano giusti, come venivano espressi era solo un grande errore di comunicazione che allontanava ancora di più la gente dallo scopo principale di essere liberi dallo Stato. Ideali rovinati dalla morte e da attentati per spaventare la gente. Nessuno capì che in quel modo non avrebbero cambiato il mondo e che sarebbe passata alla storia come una rivoluzione violenta e non una manifestazione di idee.

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    Teresa Pacciotti dice:

    Il romanzo è ambientato a Milano nel periodo del terrorismo. Marghe, la protagonista, è una giovane ragazza che frequenta un gruppo terrorista. Arrestata come fiancheggiatrice, viene consigliata e quasi costretta dall’avvocato e dalla famiglia a pentirsi e parlare, per ottenere gli arresti domiciliari. Così si trasferisce col padre in un piccolo appartamento molto vicino alla sua casa natale, dove rimangono sua madre e due suoi fratelli. Dalle finestre può vedere il resto della sua famiglia. Il romanzo affronta due aspetti: il difficile rapporto tra figli e genitori e la tematica del terrorismo, inteso come “cose più grandi di noi”, del titolo. Il salto generazionale è evidente, e Marghe vuole la sua libertà e la sua indipendenza. Ma in fondo lei non odia i suoi genitori. Suo padre e sua madre si trovano coinvolti involontariamente in questa situazione, ma non la abbandonano al suo destino e si capisce che le vogliono bene a prescindere dalle sue scelte e dai suoi comportamenti. Nonostante Marghe abbia un ruolo marginale nel gruppo, i suoi amici la considerano comunque una traditrice. Passerà solo poco tempo dagli arresti domiciliari e apparirà la scritta “infame” sul muro sotto casa fino ad arrivare al rapimento di suo fratello minore. Dalle azioni di Marghe si capisce che comunque rimane prioritario il rapporto con i genitori e soprattutto il legame speciale con suo fratello più piccolo. Farà di tutto, eludendo gli arresti domiciliari, per cercare i membri del gruppo terrorista e infine riuscire a salvare suo fratello chiamando la Polizia. Azione che, non rispettando così gli arresti domiciliari, la ricondurrà in carcere. Mi sembra di poter dire che le nuove generazioni tendono a volersi ribellare alla generazione dei loro genitori, e questo vale per ogni generazione. Tuttavia, il valore della famiglia e dell’amore fraterno prevalgono in ogni situazione del romanzo.

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    Maya Sali dice:

    Questo libro è stata una lettura davvero interessante. Mi è piaciuto in particolare come l’autore descrive le emozioni di Marghe e di suo padre, e la natura del loro rapporto, che a volte sembra freddo e distante ma in realtà, a mio parere, è molto profondo. Inizialmente, leggendo i primi capitoli, non sono stata presa eccessivamente dalla storia: mi sembrava monotona e senza uno scopo; andando avanti, però, con il succedersi degli eventi, mi sono appassionata sempre di più e mi sono affezionata al personaggio di Marghe. Più volte, infatti, mi sono ritrovata a sperare con lei, a cercare di fermarla nel fare una cosa che ritenevo sbagliata o a spronarla nel farne un’altra, come se fosse un vero personaggio e io potessi davvero comunicare con lei tramite le parole dell’autore.
    Questo libro mi è piaciuto davvero tanto e lo consiglio a chi cerca una lettura realistica ma diversa da tutte le altre, e soprattutto che si concentri molto sulla descrizione delle emozioni della protagonista.

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    Chiara Pelacchi dice:

    Appassionante, coinvolgente, comprensiva, questa storia permette di immedesimarsi al pieno nella protagonista, una ragazza di 14 anni con tanti ideali che cerca di seguire, unendosi a un gruppo che le costerà molto caro: due mesi di prigione. Poi una speranza di libertà, ma per ottenerla è necessario parlare, rivelare nomi, luoghi, piani… e diventare pentiti, tradendo così gli ex compagni.
    Una storia che parla di cambiamenti, dell’adolescenza, di quanto siano forti certe convinzioni e ideali a quest’età, di quanto si è facilmente condizionabili, perché spesso è facile da adolescenti farsi coinvolgere e guidare dai compagni sbagliati, non accorgendosi realmente delle loro intenzioni, ma anche dai propri genitori che spesso riescono a manipolarci, che è poi il motivo per cui Marghe ha potuto liberarsi. Una storia di rapimenti, di rapine, ma anche di amore, di come questo sentimento possa portarci a fondo facilmente, tirarci con sé, perché spesso quando si è innamorati non si vede davvero la realtà. È così che Marghe ha coinvolto il proprio fidanzato nella banda, una banda che finirà per disgustare sia lui che lei. Ma è anche una storia di amore fraterno, di coraggio, di come si è pronti a rinunciare alla propria libertà per la salvezza di un fratello. Marghe lo fa, perché il bene che vuole al piccolo Martino è più forte di qualsiasi cosa. Una storia, insomma, da non perdere, perché vi farà appassionare fin dalla prima pagina e vi terrà incollati fino all’ultima.

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    Giorgia Campolmi dice:

    Un libro coinvolgente, che apre gli occhi sulla realtà della vita, che non è sempre tutta rose e fiori, ma presenta anche molte le spine. Dalle parole di Scianna ho percepito la pressione e l’ansia perenne che annegano Marghe, la diciottenne appena uscita di carcere, dopo aver ceduto alle persuasioni del suo avvocato e tradito il gruppo armato del quale faceva parte. “La traditrice”, questa è l’etichetta che si è cucita sulla sua fronte ma anche nella sua mente. Non è più al sicuro, una bolla di tensione la accerchia quotidianamente senza farla respirare, mille pensieri le bombardano la testa come freccette. Deve fare i conti con amore, famiglia e sensi di colpa, lance che le trafiggono il cranio e non la lasciano più in pace.
    Questa è la storia di una ragazza la cui vita viene stravolta, che si vede costretta a vivere nelle mura di un trilocale con il padre e a dover gestire un amore perduto, un pessimo rapporto con la madre e il pentimento per aver parlato di fronte ai giudici del carcere: tutte “cose più grandi di lei”.

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