21 pensieri su “Dalla terra alla luna

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    Matteo Santini dice:

    Sogni, Sfida e Squadra queste sono le tre parole che sintetizzano la mia recensione del libro di Renato Cantone “Dalla Terra alla Luna”.
    Sogni perché la storia di Rocco Petrone dimostra come i desideri si possano realizzare concretamente anche quando sembrano irraggiungibili. Per fare questo occorre seguire e impegnarsi a fondo nelle proprie passioni. Rocco ha lavorato per pagarsi gli studi e aiutare la madre, ha fatto sacrifici per approfondire la conoscenza dei missili, la sua passione.
    Così un figlio di poveri italiani emigrati negli Stati Uniti, rimasto orfano quando era un neonato, è riuscito a diventare il direttore responsabile del programma spaziale Apollo che ha portato l’uomo sulla Luna.
    Sfida perché Rocco Petrone non si è arreso di fronte a traguardi difficili. Grazie alla sua tenacia è riuscito a “ridurre le distanze planetarie”.
    Squadra perché Rocco Petrone lavorava in squadra, per lui ogni collaboratore era importante. Non comandava ma coordinava. Ogni collaboratore era essenziale come ogni tassello è necessario per completare un puzzle.

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    Leonardo Masi dice:

    Questo libro mi è piaciuto molto, racconta perfettamente la storia di Rocco Petrone, che dopo un’infanzia marcata dalla morte del padre riesce ad entrare nella scuola militare e in seguito a laurearsi. Risulta una tra le più brillanti menti nel lancio di missili e con l’avvento della guerra fredda viene chiamato da Wernher von Braun, nel suo personale team all’interno della neonata NASA. Durante il programma Apollo Rocco diventa uno tra gli uomini più iconici nel numeroso personale della NASA. Durante gli anni Sessanta diventa manager del suo reparto, ovvero quello che si occupa della costruzione della struttura nella quale si costruirà il Saturno V, occupandosi personalmente dell’assunzione del personale. Rocco risulta, in seguito alla fine del programma, uno degli uomini più importanti per la riuscita del programma stesso.
    Consiglio questo libro per la sua facilità di lettura e l’interesse che crea per la storia di Rocco e per quella del programma Apollo, ma anche perché sa trascinarti perfettamente nella periodo della conquista dello spazio.
    Lo consiglio alle persone a cui piacciono i libri biografici e alle persone appassionate di viaggi spaziali.

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    Niccolò Magnelli dice:

    “Dalla terra alla luna, Rocco Petrone, l’italiano dell’Apollo 11” è un libro di Renato Cantore pubblicato nel 2019 da Rubbettino editore. Renato Cantore è nato a Potenza il 18 febbraio 1952, laureato in filosofia, giornalista professionista, vanta i ruoli di caporedattore TGR Basilicata, TGR Puglia e vicedirettore della testata giornalistica della Rai. Inoltre ha scritto varie opere tra cui “Lucani altrove, un popolo con la valigia” nel 2007, ” La tigre e la luna” nel 2009 e “Il castello sull’Hudson” nel 2012. Il suo ultimo testo è proprio “Dalla terra alla luna, Rocco Petrone, l’italiano dell’Apollo 11”, nel quale Cantore ci racconta, con uno stile ampio e piacevole, la storia di Rocco Petrone, nato ad Amsterdam, New York, nel 1926, ma figlio di contadini lucani migrati nella terra delle opportunità. Rocco Petrone o “La tigre”, come veniva chiamato a causa della sua vigorosa personalità, fu un uomo fondamentale per lo sviluppo degli U.S.A. in ambito spaziale, fu l’uomo del “go” che mandò l’uomo sulla luna per la prima volta e fu lui la mente che riuscì a controllare e coordinare migliaia di uomini e milioni di dollari di tecnologia. Uomo di grande cultura, direttore del programma Apollo, ha concluso la sua carriera diventando uno dei più prestigiosi personaggi della NASA.
    L’autore ci racconta dunque, il modo in cui la vita di un uomo abbia inciso sul destino dell’umanità, dalle parole del suo collega Isom A. Rigell: “Non saremmo mai andati sulla luna in tempo o, forse, non ci saremmo mai arrivati senza Rocco”.

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    Lucia Checo dice:

    Mi è piaciuto davvero tanto il libro anche se il lessico era un po’ difficile forse per la mia età , forse è meglio per un età più adulta. Ho scelto il libro perché amo i pianeti e gli astronauti e leggerlo è stato davvero piacevole.

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    Ilaria Aspi dice:

    Figlio di emigrati italiani giunti in America dalla località di Sasso Castalda, Rocco Petrone nasce ad Amsterdam nel 1926, ultimo di altri due fratelli. Perse suo padre all’età di sei mesi, ma l’interesse per lo studio e per tutte le materie, fecero di lui una persona importante.
    Dopo aver finito la scuola vinse un posto all’accademia militare di West Point. Mentre era in accademia ricopriva anche il ruolo di difensore nella squadra vincitrice del campionato nazionale di football nel 1945. Ritornato poi in Europa proseguÌ gli sudial Massachusetts of tecnology dove nel 1951 conseguì il master in ingegneria meccanica. Intanto conobbe una ragazza ed ebbe dei figli ai quali non fece mancare nulla. Nel 1960 Petrone fu trasferito alla Nasa dove sovrintese alla costruzione per il programma Apollo. Nel 1966 diventò tenente colonnello, ma si congedò dall’esercito per concentrarsi solo sul suo lavoro alla Nasa venendo promosso a “direttore delle operazioni di lancio” del centro spaziale Kennedy. Nel 1969 poco dopo il successo di Apollo 11 fu nominato direttore dell’intero programma Apollo, succedendo nella carica al generale Philips.
    L’anno dopo durante la missione di Apollo 13 fu Rocco Petrone a prendere e mantenere i contatti con i politici e su quali iniziative la Nasa intendesse adottare per mantenere in salvo l’equipaggio. Nel 1975 si congedò dalla Nasa e divenne presidente e amministratore delegato del centro nazionale per il recupero di risorse. Negli anni 80 ricoprì incarichi alla Rockwell International, l’azienda che costruì lo Space Shuttle. Rocco era preoccupato per le temperature troppo basse che potevano aver danneggiato lo Space Shuttle, ma il 28 gennaio del 1986 il lancio proseguì comunque con a bordo sette astronauti. Il lancio non andò a buon fine e morirono tutti e sette, questo fatto è ricordato come il “disastro”. Visse gli ultimi anni della sua vita con la moglie nella cittadina del Pacifico di Palos Verdes Estates. Poi morì nel 2006 a causa di una malattia.

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    Gabriele Harff dice:

    Questo libro è un emozionante “riepilogo” della vita di Rocco Petrone, da quando i genitori si conobbero ed emigrarono in America al giorno in cui lui stesso ordinò la partenza dell’Apollo 11, il razzo che avrebbe portato Neil Amstrong, Buzz Aldrin e Micheal Collins ad atterrare sul suolo lunare. In questa storia vengono raccontati gli anni più importanti della vita di Petrone e descritte le sue speciali competenze in modo molto dettegliato. Però la storia non termina il 16 luglio 1969, ma si spinge fino agli anni successivi, quando Petrone arrivò a ricoprire le più alte cariche della Nasa. In seguito , Rocco lavorò per varie compagnie aerospaziali fino al 1989 quando smetterà di occuparsi di queste tecnologie e si ritirerà con la moglie nella cittadina di Palos Verdes Estates, dove morirà nel 2006.

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    Mattia Cacciari dice:

    Mi è piaciuto molto questo libro perché racconta al storia di un Italiano poco conosciuto, nonostante il suo ruolo chiave nel compimento della missione della NASA. Rocco si è sempre tenuto lontano dai riflettori, così il suo nome non è mai divenuto famoso come quello delle altre persone che hanno partecipato al suo stesso progetto. Ho apprezzato molto l’attenzione dedicata alla storia di Rocco Pretone, che ci ha permesso di capire le sue intenzioni, le sue motivazioni e di immaginare meglio che tipo di persona fosse. Mi ha colpito il fatto che, nonostante le sue umili origini, sia riuscito, grazie alle sue capacità e a una grande determinazione, ha diventare il direttore del lancio dell’Apollo 11, e poi nel suo momento di massima grandezza il terzo uomo più influente della NASA.

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    Alessia Fantoni dice:

    Il libro che ho letto,ovvero “Dalla Terra alla Luna”parla del viaggio che viene effettuato dalla Terra alla Luna durante la guerra fredda che avveniva fra la Russia e gli Stati Uniti d’America.Questo libro non mi è piaciuto molto per il linguaggio complicato e le numerose descrizioni sui mezzi che venivano usati per arrivare sulla Luna che rendevano il libro molto più lento e noioso

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    Matteo Bandinelli dice:

    È stata una lettura giovanile, forse uno dei primi romanzi che ho divorato nrl periodo delle scuole medie inferiori, ma rammento ancora come ne fui favorevolmente impressionato e come con la mia fantasia anch’io, pagina dopo pagina, fui partecipe di questa straordinaria avventura.
    Oggi che la Luna non è più un mistero, che gli uomini vi hanno già messo piede con ben altri mezzi e non certo con una sorta di proiettile sparato da un gigantesco cannone, se mi metto un po’ a riflettere giungo alla conclusione che spazio per sognare da un po’ di tempo ne è rimasto ben poco.
    La spedizione raccontata nel libro ha quasi il sapore di una favola, così lontana da diverse leggi della fisica e dalla ferrea razionalità che è propria del mondo attuale.
    Ricordo che fui rapito da questa ingegnosa costruzione, benché già fossero stati lanciati nello spazio dei satelliti, quello con la famosa cagnetta Laika e quello con Gagarin. Il lancio del proiettile non permise agli astronauti di Verne di mettere piede sul nostro satellite e anzi si risolse quasi in una tragedia, poiché la particolare navicella, entrata nell’orbita lunare, comincio a girare intorno e solo grazie all’ingegno umano si poterono salvare e far ritorno sul nostro pianeta.
    Oggi viene da sorridere per le soluzioni escogitate dal grande scrittore francese, ma non erano del tutto prive di fondamento e, per le conoscenze dell’epoca, erano le uniche possibili. Peraltro, occorre riconoscere a Jules Verne, oltre a una spiccata creatività, anche una genialità che è possibile riscontrare in altre sue opere, come, per esempio, Ventimila leghe sotto i mari. Possiamo in sostanza dire che per certi aspetti precorse i nostri tempi, così tecnologici, ed è questo un merito che non ne fa un autore visionario, ma una mente che sapeva vedere nel futuro.
    Per quanto ho evidenziato il libro è più che meritevole di essere letto e non solo dai bambini, ma anche dagli adulti, per tornare un po’ a sognare, per andare a ritroso fino a un tempo in cui, con la fantasia e solo con quella, tutto era possibile.

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    Tommaso Cionini dice:

    Questa storia parla di un viaggio, un viaggio in cielo e in terra. È la storia di una persona che fece la storia anche se all’inizio non era niente. A volte la nostra vita sembra maledetta per qualche strano motivo, ma bisogna capire che se ce la mettiamo tutta possiamo arrivare addirittura sulla luna, proprio come Petrone. Non sempre il viaggio è una cosa reale ma può essere solo un sogno, ma se uno vuole che si avveri bisogna mettercela tutta e non lasciarci abbattere dalle piccole cose. In questo caso Petrone era un normale ragazzo di paese, che poi si trasferì in America per trovare una nuova vita, e scalando vette che non aveva mai nemmeno visto con il binocolo è riuscito a diventare un collaboratore stretto di due delle menti più geniali del mondo: Eisenhower e Von Braun. Tutto questo lo riuscì a fare perchè non smise mai di credere nei suoi principi e nel fatto che se vuoi una cosa devi correrci contro e prenderla al volo, solo in questo modo si possono raggiungere traguardi che nemmeno noi ci saremo aspettati di raggiungere.

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    Mattia Allegra dice:

    Di sicuro in pochi si sono resi conto di cosa significava veramente preparare un viaggio dalla Terra alla Luna. Sono felice di dire che questo è un libro che ti lascia a bocca aperta, anzi spalancata. Da un’intervista si scopre come questo Italiano “underrated” (sottovalutato) abbia contribuito in primo piano alla costruzione di una gigantesca macchina volante che permise di far esplorare all’Uomo lo spazio. Anche se complicato da seguire e con linguaggio estremamente scientifico, il libro mi ha attratto e continuare a leggerlo non era affatto pesante. Consiglio il libro a tutti coloro interessati a conoscere una storia che ha scritto la Storia e di cui, mi rendo conto dopo aver letto il libro, nessuno sa veramente niente.

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    Mattia Orlandini dice:

    Terra. Splendida, nonché casa nostra. Si differenzia dagli altri pianeti del nostro sistema per una particolarità, la vita presente su di essa. Ma accanto a questa piccola sfera blu, sospesa nel vuoto, ce n’è un’altra ancora più piccola che le gira intorno. È la nostra Luna che, con tutta la sua fisicità fa la propria parte nel rendere possibile il susseguirsi di eventi che danno origine all’esistenza.
    Lo avevano capito i Romani e i Greci prima di loro. Nel corso della Storia l’essere umano ha sempre fantasticato sulle sue origini, sperando un giorno, di poterla raggiungere. Ma data l’impossibilità dovuta alla tecnologia dell’epoca, si è dato spazio alla fantasia della mente creando scene come quella di Ariosto nell’Orlando furioso, per poi spostarsi nell’espressione della musica, da Beethoven a Debussy, fino ad arrivare a un punto nel tempo in cui l’uomo si è accorto che le moderne tecnologie, avrebbero potuto portarci sulla Luna. Come sappiamo, l’impresa è stata più un obbiettivo mediatico volto ad alzare l’opinione pubblica del proprio paese per vincere una gara molto pericolosa. Il rischio? La bomba atomica.
    Questo libro, come riporta il titolo, può essere considerato la versione scientifica-odierna dell’opera di Jules Verne, appunto “Dalla Terra alla Luna” e fra i temi trattati c’è anche la questione strategica che esprime le dinamiche di pensiero di una parte di popolazione che desiderava e si impegnava a realizzare l’allunaggio per pura scoperta di scienza e spirito di esplorazione e un’altra parte che osservava l’obbiettivo con lo scopo di renderlo una conquista militare. I primi hanno le capacità, i secondi hanno le risorse. Ed è effettivamente questo concetto di collaborazione forzata ma efficace fra le due porzioni di mondo che rende il racconto non una semplice biografia del “padre dell’impresa” Rocco Petrone, ma una guida di riflessioni che ci portano a capire quanto possa essere infruttuoso occuparci solamente di affari che riguardano la politica intimidatoria di sfida fra paesi. Paesi che peraltro sono indistinguibili visti dallo spazio.
    Nel corso della lettura ci si accorge che la divisione tra le due parti di mondo non corrisponde alla scissione di buoni e cattivi; si presentano personaggi come JFK che a causa degli avvenimenti nel periodo della sua presidenza, si ritrova obbligato a tagliare risorse al progetto, per mandare avanti una guerra che avrebbe sempre di più infuriato le folle fino al totale fallimento statunitense in campo bellico. Ma Kennedy fa una serie di proposte azzardate e visionarie, alle quali il popolo americano non era ancora pronto. Dopodiché… Dallas.
    Altro personaggio particolare è lo stesso Petrone, che decide di usare come strategia quella di imporre all’interno dei laboratori e delle officine, una sorta di regime di “terrore”, probabilmente necessario per stimolare la massima efficienza fra i membri del programma. Chiaramente il livello di precisione doveva essere estremo. Ogni centesimo di millimetro di errore avrebbe comportato un enorme abbassamento di probabilità della riuscita del piano. Specialmente dopo il disastro dell’Apollo 204, poi ribattezzato come Apollo 1. Dunque Petrone non era esattamente la figura quasi eroica composta da intelligenza e gentilezza, ma studiosi e ricercatori non scherzano quando affermano che senza la tenacia di Rocco Petrone non avremmo messo piede sul nostro satellite. O almeno, sarebbe avvenuto molto dopo, ritardando così il progresso scientifico e anche mentale delle persone. Perché all’epoca il traguardo era la Luna, oggi è Marte e col passare del tempo andremo sempre più lontano ma non ci sarà mai una fine. È proprio quando comprendi di non poter capire fino in fondo lo spazio, che realizzi cosa significa la vastità dell’Universo.

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    Alice Filipperi dice:

    dalla terra alla luna è un libro di Renato cantore che racconta il progetto e la vita di Rocco Petrone, direttore della missione per il primo lancio sulla luna. Rocco Petrone nasce nel 1926 negli Stati Uniti da una famiglia di contadini, a pochi mesi morì il padre e da qui inizio una vita piena di sacrifici. Completati gli studi intraprese la carriera che lo portò al successo per il quale è conosciuto. Ho trovato questo libro abbastanza interessante e lo consiglio a chi piace il genere

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    Loris Lupi dice:

    RECENSIONE “DALLA TERRA ALLA LUNA”
    Il libro è scritto da Renato Cantore, giornalista che, con i suoi libri, racconta di storie dell’immigrazione.
    Qui, con la prefazione di un noto giornalista, Tito Stagno, cronista di quel tempo (1966) così importante, parla di un ragazzo di nome Rocco Petrone, figlio di una coppia di contadini immigrati dal Sud Italia per cercare fortuna in America.
    Nato in una piccola città di New York, rimane orfano di padre molto giovane. La sua vita ad un tratto divenne diversa.
    Con una particolare intelligenza, nel tempo, scegliendo la carriera militare, Rocco divenne ben presto uno degli uomini più importanti della NASA.
    Rocco venne assunto alla Nasa da Von Brawn e grazie alle sue magnifiche doti fu nominato direttore del lancio APOLLO 11, l’uomo del “GO”.
    Rocco dovette affrontare insieme alla squadra molti imprevisti ma nonostante questo non si arresero, e riuscirono a completare la missione mettendo il primo piede sulla luna.
    Libro ricco di tensione che tratta anche argomenti di migrazione e anche la forza di rialzarsi nei momenti più difficili.
    Questo libro lo consiglierei ai ragazzi dai 15/16 anni in su..

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    Sofia Costanzo dice:

    La corsa alla Luna: un sogno, una lotta, condiviso dall’umanità. La sfida fra Stati Uniti e Russia per arrivare primi sulla luna è passata alla storia, e altrettanto vi sono passati coloro che hanno lavorato in primo piano nei centri spaziali. Fra questi vi è anche Rocco Petrone, un uomo figlio di italiani emigrati in America. Ma lui è l’esatto opposto dello stereotipo italiano, definito come rumoroso, sfaticato ed esuberante: Rocco invece è timido, lavoratore ed introverso, disposto a qualsiasi sacrificio pur di raggiungere i propri obbiettivi. E, se per riuscire a portare a termine un’impresa deve lasciare la propria famiglia per mesi, vedendola solo qualche weekend, e prendersi i soprannomi “The Rock” e “La tigre di Cape Canaveral”, a causa della sua durezza e precisione, così sia.
    Devo ammettere che questo libro non mi ha entusiasmato e l’ho trovato alquanto lento: ci sono molti dati e precisazioni tecniche perciò, pur essendo molto interessante l’argomento, ho apprezzato soltanto (o quasi) l’ultima parte, quando finalmente il viaggio Terra-Luna comincia a sembrare realizzabile davvero. Infatti così sarà.
    Penso comunque che questo sia un libro che trasmette valori sani e giusti, ad esempio l’impegno da mettere in qualunque azione che ci stia a cuore. Inoltre mi è piaciuto molto il fatto che Rocco, nonostante fosse costantemente occupato, trovasse sempre un po’ di tempo per stare con la propria famiglia, andando persino in Italia per conoscerne alcuni componenti.

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    Domenico Marzelli dice:

    “Dalla Terra alla Luna”
    è un libro che racconta le vicende di un soldato di nome Rocco arruolatosi nell’esercito dopo la Seconda Guerra Mondiale che è riuscito a contribuire personalmente all’arrivo dell’uomo sulla Luna.
    Ho trovato il lessico un po’ complicato, poiché caratterizzato da vari tecnicismi sui razzi (la principale passione di Rocco.)
    Consiglierei questo libro a lettori curiosi ed attenti, ma soprattutto pazienti, infatti certe volte ho dovuto leggere nuovamente alcuni periodi per la complessità.
    Nonostante questo, il libro mi ha intrattenuto molto, soprattutto per la caratterizzazione del personaggio di Rocco,
    dalla morte del padre fino ad un rapporto stretto di fiducia coi suoi colleghi al lavoro, poiché più avanti verrà eletto comandante generale della preparazione al lancio.

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    Giovanni Belcari dice:

    Questo è l’ultimo dei libri che ho letto per questa edizione del Libernauta. Siccome quest’anno dovevo andare in vacanza in Lucania ho cominciato a documentarmi su persone famose originarie di quella regione. Solo dopo aver letto su web la storia di Rocco Petrone, mi sono ricordato che era anche il protagonista di uno dei libri di questa edizione, così me lo sono procurato e l’ho letto. Nella complessità il libro è scorrevole e ben dettagliato, non risulta mai pesante e, una volta che lo cominci, non ti fermi più. Renato Cantore, giornalista e scrittore lucano, ha fatto passare un bellissimo messaggio: in un paese dove il merito viene premiato, uno può partire da zero ed arrivare così in alto. Ed è il caso di dire che Rocco Petrone -la cui famiglia originaria di Rocca Castalda ed emigrata negli Stati Uniti negli anni Venti del Novecento-, partendo da un paesino lucano di poco più di ottocento abitanti più in alto di così non poteva davvero arrivare.

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    Alice Di Francesco dice:

    Questo libro racconta della missione spaziale dell’Apollo 11 del 20 luglio del 1969 che portò l’uomo sulla Luna. In particolare l’autore racconta di Rocco Petrone, l’ufficiale statunitense di origini italiane, che partecipò a questa missione.
    Cantore narra dettagliatamente quel giorno che ha segnato la storia dell’umanità. L’autore aggiunge anche il contesto storico di quel periodo e tutti gli avvenimenti che sicuramente hanno influenzato lo sbarco sulla Luna, come per esempio la tensione tra Stati Uniti e Unione Sovietica e la guerra in Vietnam. La sua scrittura mi ha catturato molto e ho trovato la narrazione sempre più interessante, pagina dopo pagina.
    Consiglio fortemente questo libro a chiunque sia appassionato dell’argomento

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