46 pensieri su “Ladies football club

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    Elisabetta Gandi dice:

    Mai avrei pensato di leggere un libro sul calcio… ma l’ho fatto e sinceramente non me ne pento.
    Bel libro, si legge velocemente.
    Vi consiglio di leggerlo se volete saperne di più salla storia del calcio, soprattutto su quello femminile, senza annoiarvi.

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    TOMMASO VINCI dice:

    Il libro “Ladies football club” è molto bello e a tratti emozionante, l’abilità dello scrittore a creare la “suspense” è eccellente e brillante.
    Io gioco a calcio quindi questo libro per me è ancora più significativo.Ritengo che sia molto interessante anche per chi pratica un’altro sport o non fa niente perchè riporta in parole le emozioni di queste 11 operaie di Sheffield. Questa storia mi ha fatto riflettere sulla spensieratezza di queste donne che hanno i mariti in guerra e che giocano come se pure loro lo fossero (in guerra).
    Prtroppo le donne al giorno di oggi vengono ancora discriminate e c’è gente che pensa che il calcio o altre discipline siano solo da uomini. Mi è piaciuto molto non solo la trama ma anche il messaggio, cioè che bisogna avere coraggio come queste 11 donne che si sono messe in gioco e non si sono nascoste o vergognate della loro passione evitando di obbedire a degli steriotipi maschilisti.

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    Lorenzo Pio Sarubbi dice:

    Il libro è bellissimo,anche perchè io adoro il calcio,e sono sempre più convinto che il calcio non sia uno sport solo per uomini come molti credono,ho iniziato a seguire l’anno scorso il calcio femminile e me ne sono appassionato, consiglio il libro.

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    Niccolò Magnelli dice:

    “Ladies football club” è un romanzo pubblicato nel 2019 da Mondadori, scritto da Stefano Massini. L’autore è nato a Firenze nel 1975, laureato in lettere antiche, nel 2005 decolla la sua attività di scrittore scenico; tra il 2009 e il 2012 scrive “lehman trilogy”, opera teatrale tradotta in quindici lingue e rappresentata sui palcoscenici di tutto il mondo, raccoglie un notevole successo. Una delle sue ultime opere è proprio “Ladies football club”, in questo romanzo ambientato nel 1917 a Sheffield, città situata nel centro d’Inghilterra, Stefano Massini, ispirandosi alla storia vera delle delle prime squadre femminili, inventa le vite di undici donne. Raccontando, con uno stile semplice e veloce ma anche ironico e leggero, a tratti quasi commovente, i loro sogni, le loro paure, la speranza di undici donne ognuna con i suoi pregi e i suoi difetti. Sono operaie in una fabbrica di munizioni, tutto ha inizio durante una pausa pranzo nel cortile della fabbrica quando, mentre mangiavano i loro sandwich, si accorsero che davanti a loro c’era un “pallone” abbandonato… Iniziarono a giocare, piano piano ci presero gusto, il padrone della fabbrica le notò e organizzò loro una partita, nessun campionato o tornei vari in assenza di squadre femminili, ma sarà la prima di una lunga storia e che, soprattutto, introdusse le donne in un mondo, fino ad allora, completamente maschile. Questa storia di undici donne che, in piena Guerra mondiale, in un mondo prevalentemente maschilista, fanno ciò che le diverte; dal cortile della fabbrica, da un “pallone” abbandonato, da undici operaie, da undici donne ha inizio una storia emozionante che susciterà scalpore in tutto il mondo.

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    Thomas Marchi dice:

    Questo libro mi e’ piaciuto molto, mi ha lasciato intense emozioni. L’ambientazione e’ quella di un’ Europa attraversata dalla Rivoluzione di Lenin e dalla Prima Guerra Mondiale. A mio parere questi eventi storici hanno subito un primo forte impatto, visto che sono stati drastici per il corso della storia e del futuro dell’Europa. Si arriva poi a parlare di un piccolo gruppo di operaie donne che costruiva armi e munizioni militari al posto degli uomini. Gli anni della Prima Guerra Mondiale sono stati anche gli anni in cui le donne hanno iniziato a raggiungere l’indipendenza e a emanciparsi: le operaie della “Doyle & Walker munizioni” ne sono un esempio. In questo caso, pero’, siamo nell’ambito del fenomeno del calcio femminile in Inghilterra. L’autore del libro ci racconta in modo molto attrattivo, curioso e coinvolgente le vicende di queste operaie simbolo del coraggio femminile, che prendono posizioni come madri, mogli e, in particolar modo, lavoratrici e anche come calciatrici con lo sguardo rivolto verso le speranze future

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    Alessia Fantoni dice:

    Il libro che ho letto,ovvero “Ladies Football Club”,mi è piaciuto per il messaggio che trasmette,ovvero l’importanza del gioco di squadra e anche del famoso “l’Unione fa la forza”.Un altro aspetto che mi è piaciuto molto di questo libro è anche l’esortazione di non abbandonare mai i propri sogni nonostante ci sono tante persone che ti vanno contro.Un aspetto che invece non ho tanto apprezzato è stato il linguaggio,che in alcune parti del racconto era un pò difficile da comprendere.Lo consiglio comunque come lettura per il messaggio che trasmette e che è importante.

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    FRANCESCO GAZZARRI dice:

    Questo libro mi è piaciuto molto perché, rispecchia i diritti che la donna deve avere, e soprattutto non deve essere schiavizzata dal marito ma deve realizzare i propri sogni sportivi o lavorativi.

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    Sara Giannini dice:

    D’impatto, sicuramente. Scritto come una poesia, o una canzone, fa trasparire tutto il sentimento della lotta contro il mondo: lo sfogo sul campo delle paure e i problemi di ognuna come persona, delle difficoltà di tutte quante come figure femminili nel calcio, delle interazioni, e i dettagli si immaginano negli spazi bianchi della pagina. Figure del tutto diverse e assolutamente complementari, realistiche nel loro essere esagerate e rese indispensabili una per una nella narrazione. Senza contare un finale non letteralmente da favola, ma appunto per questo grandioso.

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    Gabriele Harff dice:

    Questo romanzo storico è interessante poiché ambientato in un periodo difficile per l’Europa (la storia infatti si svolge durante la Prima Guerra Mondiale). Undici operaie, emarginate dalla società e costrette a lavorare in fabbrica perché gli uomini di famiglia erano tutti al fronte a combattere, trovano in un pallone una via di salvezza per acquistare dignità e visibilità. Il loro ingresso nel mondo del calcio ottiene inaspettati consensi da parte del pubblico. La loro vicenda dimostra che anche le donne hanno il pieno diritto di appassionarsi a questo meraviglioso sport nonostante l’opposizione di uno sciocco maschilismo. Anche se, a guerra finita, il calcio maschile ha fatto di tutto per rimettere le donne al loro posto, lo sviluppo del calcio femminile è progredito sempre di più fino ad arrivare alla disputa del primo mondiale nel 1991. Un grande traguardo a distanza di ben 74 anni da quando queste undici operaie hanno fatto scoccare la scintilla della passione per questo sport. È vero che sono tanti 74 anni per poter permettere alle donne di disputare, alla pari con gli uomini, un proprio mondiale, ma personalmente sono fiero che finalmente abbiano potuto dimostrare di poter competere nel calcio.
    L’anno scorso milioni di italiani, per superare la delusione del 2018, quando la nazionale maschile non si è qualificata, hanno sostenuto con vigore le nostre Azzurre in un fruttuoso percorso: i quarti di finale contro l’Olanda. Le undici operaie sarebbero state fiere di loro!

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    ABELE HADGU dice:

    Appena ho visto il titolo ho pensato:”Vabbè dai,visto che c’è scritto football centrera con il calcio e io vado a braccietto con il calcio”.Leggendolo,mi ha fatto molto pensare,io non sono una donna,ma credo proprio che questo libro sia un punto di riferimento per tutte quelle donne che sono state e tuttora lo sono oscurate e ritenute meno importanti,mi ha fatto vedere le donne in modo diverso,non che prima non le rispettassi ma adesso ho anche più rispetto per coloro che ci completano e penso che abbiano diritto ad avere ciò che abbiamo noi uomini.
    Lo consiglio a molte donne,lo trovato molto interessante.

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    Mattia Cacciari dice:

    Un libro molto appassionante e coinvolgente, che racconta della storia di 11 donne che lavorano in fabbrica e decidono di fondare una squadra di calcio. Mi è piaciuto molto perché ha dei personaggi molto profondi ai quali mi sono molto affezionato e perché affronta la tematica della discriminazione nei confronti del genere femminile, un problema che ora stiamo combattendo ma resta ugualmente un grande problema e una terribile vergogna per la nostra società.
    Questo libro, come tanti altri, aiuterà ad affrontare e sconfiggere queste discriminazioni che per quanto appartenenti al passato sono ancora presenti nelle generazioni nate prima del 2000, penso infatti che i giovani di oggi non abbiano tutti quei brutti pregiudizi e che non discriminino più il genere femminile.

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    Flavia RADASSAO dice:

    bellissima la storia, delle ragazze che lavorano in una fabbrica e una bomba somigliante ad un pallone cambia la loro vita. si ritrovano a formare una squadra di calcio femminile, la prima che inizialmente scandalosa per un’intero popolo fino ad essere accettata e a scontrarsi in un vero stadio con una squadra di calcio femminile tedesca, vincendo con successo e andando avanti fino a scontrarsi con le squadre maschili. libro molto entusiasmante ed emozionante.

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    Elisa Orlando dice:

    Sono contenta di aver letto questo libro che, attraverso la storia inventata di undici donne ironiche e commoventi, parla non solo di calcio femminile ma anche di pregiudizi, illusioni, sofferenze, conquiste, mancanza di indipendenza e fragilità umana. Ho provato subito simpatia per queste donne così diverse che l’autore ha descritto in modo credibile e umano. Nonostante il peso della guerra, delle loro difficili storie e dei loro limiti, combattono come gli eroi di numerose lotte della storia, citati nel libro, ed iniziano a fare squadra diventando giocatrici del loro destino. Calcio dopo calcio, riescono a farsi rispettare in un mondo governato e giocato dagli uomini.
    È così che donne fragili, a cui nessuno avrebbe dato credito, grazie all’unione delle loro debolezze, diventano fortissime e si riprendono un posto nella storia.
    Sono rimasta veramente colpita dalla loro tenacia e dal loro coraggio!
    Questo libro, che alterna ironia e leggerezza mi ha permesso di vivere in prima persona la sofferenza delle protagoniste, spesso invisibili, costrette a soffocare la loro natura e a sostenere il peso della guerra al pari degli uomini.
    In questo periodo storico dove troppo spesso prevale l’individualismo, questo libro ci ricorda l’importanza e la potenza dell’essere squadra e della diversità, sicuramente grande risorsa.
    Da sportiva sono convinta, inoltre, che quando non diventa ossessione, lo sport è un importante strumento per migliorare almeno un po’ il nostro mondo.
    Sono felice, pertanto, che finalmente anche il calcio femminile stia avendo il rispetto che merita.
    Per concludere mi sento di aggiungere che sono orgogliosa di essere donna!

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    Elena Cerbai dice:

    Una storia di sport non legata ad un evento sportivo avvenuto e che segna l’inizio del calcio femminile, ma anche racconta la storia di donne che finalmente hanno trovato il loro posto nel mondo. A quel periodo le donne, hanno sempre dovuto fare sforzi enormi per sentirsi accettate ed ottenere dei diritti. In questo libro lo scrittore è riuscito a centrare in pieno il tema grazie a queste ragazze fantastiche, che tra mille difficoltà sono riuscite a ritagliarsi un piccolo spazio di dignità. Sono oltretutto felice di aver trovato finalmente un libro che parlasse di calcio, ma senza essere “tecnico”. Questo perché è da poco che ha cominciato ad interessarmi, quindi non sono ancora così esperta. Questo libro ha veramente soddisfatto le mie aspettative, se non superate!! I miei più grandi complimenti allo scrittore!

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    Chiara Presta dice:

    “L’amore per il football, noi lo sentimmo fin dal primo calcio, perché fu quell’amore a salvarci la vita”: così nacquero le Ladies Football Club il 6 giugno 1917 nel cortile della fabbrica Doyle & Walker munizioni.
    Avvincente e ricco di significati! Ai giorni nostri è ormai abbastanza normale ed accettato, anche se non ancora da tutti, il fatto che una donna possa giocare, spesso anche molto bene, uno “sport da maschi”, ma provate solo a pensare un attimo che stravolgimento poteva portare, agli albori del XX secolo, nella società di allora, un fatto come quello raccontato in questo bel romanzo! Le donne, in tutti i campi (e non solo in quelli sportivi) hanno sempre dovuto fare sforzi enormi per sentirsi accettate ed ottenere almeno una parvenza di parità di diritti. In questo libro l’Autore è riuscito a centrare in pieno il tema analizzando i profili di 11 ragazze speciali (che rappresentano l’intero mondo femminile) che tra mille difficoltà sono riuscite a ritagliarsi un piccolo spazio che fortunatamente, anche se dopo moltissimi anni, non fu solo una sporadica avventura vissuta nel misogino mondo del pallone.
    Consiglio questo libro a tutti coloro che pensano che gli uomini hanno un alto ruolo nella società, beh perché come abbiamo capito, in questo libro ma anche nella vita quotidiana non è così.
    Donne e uomini due parti fondamentali della società.

    Chiara Presta

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    Francesca Gambilonghi dice:

    Ladies football club è un romanzo che racconta in maniera circostanziato il fenomeno del calcio femminile in Inghilterra durante la prima guerra mondiale. Squadre formate per lo più da operaie di stabilimenti tessili e di munizioni, che avevano preso il posto degli uomini andati in guerra. Con la fine della guerra però le istituzioni maschili del calcio hanno fatto di tutto per rimettere le donne al loro posto, costringendo le squadre a sciogliersi per legge. Secondo me calciare un pallone, per una donna in Inghilterra nei primi anni del 900, è un calcio di rivendicazione contro le persone che le giudicavano inferiori. Questo libro mi è piaciuto molto perché in maniera, leggera, ma molto emozionante fa un ritratto di donne coraggiose che hanno rivendicato il loro ruolo non solo quello di mogli e madri ma anche e soprattutto quello di donne lavoratrici.

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    Federico Lombardini dice:

    “Ladies Football Club”, libro di Stefano Massini, ambientato durante la prima guerra mondiale, è la storia di undici ragazze che lavorano alla fabbrica Doylie & Walker Munizioni, che danno vita al fenomeno del calcio femminile in Inghilterra.
    Tra le armi che la fabbrica produceva c’era la BOMB K4, un esplosivo che aveva la capacità di rimbalzare prima di esplodere, così da arrivare più lontano. Di questa ne esisteva anche una copia, SISTER K. Questa, a differenza di quella vera, non esplodeva. Un giorno durante la pausa pranzo, per scaricare la rabbia e la tensione, le giovani dipendenti decidono di giocare a calcio utilizzando come palla il prototipo della bomba. Dopo un po’ che giocavano a calcio, una delle ragazze si accorge che la palla era la bomba vera; spaventate smettono subito.
    Questo evento, invece di scoraggiarle e di farle smettere, le convince ulteriormente nel loro proposito e decidono di fondare una squadra di calcio, le “Ladies Football Club”. Il loro capo, saputo di questo progetto, decide di metterle alla prova organizzando una partita. Questa, dopo un inizio un po’ difficile – hanno fatto anche un autogol -, riescono a riprendersi vincendo la partita dieci a zero. Dopo questa vittoria diventano famose. I mariti, che sono in guerra, non sanno che le loro mogli da semplici operaie sono diventate calciatrici. Dopo tante vittorie, la Ladies Football Club incontra una squadra particolare: le avversarie hanno caratteristiche simili. Per questo motivo la partita è una delle più violente della storia del calcio femminile inglese.
    Massini, con questo racconto, sottolinea l’importanza delle donne al tempo di guerra. A loro era affidato il compito di badare alla famiglia sostenendola anche economicamente, poiché i mariti erano al fronte. Inoltre, fa capire che queste donne erano quasi degli uomini, perché ne prendevano il posto anche in altri ambiti tipicamente maschili, per esempio quello del calcio. Nel libro l’autore evidenzia anche i caratteri delle 11 ragazze, tutti diversi tra loro: fra le altre, la timida (Abigail Clarke), la prepotente (Rosalyn Taylor), l’astuta (Violet Champman), la determinata (Haylie Owen)
    Lo stile di scrittura presenta parti narrative in cui racconta la vita che le ragazze passavano in fabbrica, e parti in cui dialogano come prima di una partita per decidere come organizzarsi. Inoltre, le ragazze vengono molto spesso paragonate a eroi come Giovanna d’Arco o Giulio Cesare per far capire che le donne a quel tempo erano molto importanti e che lottavano con forza.
    Questo libro mi è piaciuto molto perché Stefano Massini è riuscito a descrivere molto bene le emozioni che hanno provato le protagoniste in ogni partita, soprattutto nell’ultima che hanno disputato.

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    Daniele D'Agruma dice:

    Il libro “Ladies football club” parla delle operaie della Doyle e Walker munizioni, che durante la prima guerra mondiale, il 6 aprile del 1917, durante la pausa pranzo, trovarono un pallone da calcio, in cortile e istintivamente si misero a giocare. Il padrone le notò e organizzò una serie di partite di calcio.
    Il libro mi è piaciuto molto, non solo perché sono appassionato di calcio, ma anche perché è scritto molto bene e racconta la dura vita di queste donne, fin da quando erano bambine e dà informazioni sulla prima guerra mondiale, lo consiglio perchè, appunto, è anche istruttivo.

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    chiara presta dice:

    “L’amore per il football, noi lo sentimmo fin dal primo calcio, perché fu quell’amore a salvarci la vita”: così nacquero le Ladies Football Club il 6 giugno 1917 nel cortile della fabbrica Doyle & Walker munizioni.
    Avvincente e ricco di significati! Ai giorni nostri è ormai abbastanza normale ed accettato, anche se non ancora da tutti, il fatto che una donna possa giocare, spesso anche molto bene, uno “sport da maschi”, ma provate solo a pensare un attimo che stravolgimento poteva portare, agli inizi del XX secolo, nella società di allora, un fatto come quello raccontato in questo bel romanzo! Le donne, in tutti i campi (e non solo in quelli sportivi) hanno sempre dovuto fare sforzi enormi per sentirsi accettate ed ottenere almeno una parvenza di parità di diritti. In questo libro l’Autore è riuscito a centrare in pieno il tema analizzando i profili di 11 ragazze speciali (che rappresentano l’intero mondo femminile) che tra mille difficoltà sono riuscite a ritagliarsi un piccolo spazio che fortunatamente, anche se dopo moltissimi anni, non fu solo una sporadica avventura vissuta nel misogino mondo del pallone.
    Consiglio questo libro a tutti coloro che pensano che gli uomini abbiano un alto ruolo nella società, beh perché come abbiamo capito, in questo libro ma anche nella vita quotidiana non è così.
    Donne e uomini due parti fondamentali della società con pari diritti.
    Presta Chiara
    questa recensione l’ho mandata anche dall’altra email presta1122@icloud.com

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    Sawani Geethika Perera Sinhara Mudalige dice:

    Ladies football club è una fiction storica scritta da Stefano Massini, che parla di un tema molto attuale durante la sua nascita.
    L’autore infatti, scrive di questo gruppo di operaie della Doyle & Walker, che nel pomeriggio del 6 giugno 1917 si ritrovano a giocare con una palla. La vicenda quindi, inizia con queste donne, piene di difetti ma che le rende uniche nel loro genere e soprattutto, reali. Un po’ per gioco e un po’ per protesta, le 11 cominciano ad allenarsi diventando sempre più brave, fin quando il padrone chiede loro di fare una vera partita, dando il via al calcio femminile. Stefano Massini, col suo stile semplice e ironico riesce fin da subito a catturare il pubblico e a raccontare uno storia con uno sfondo storico difficile. A parer mio è incredibile, il modo in cui ci parla di temi delicati con una semplicità tale. Inoltre, queste 11 donne assomigliano al nostro carattere che ha tante sfumature diverse ma che la voglia di non arrendersi mai accomuna. La cosa più incredibile ed entusiasmante della narrazione è che mentre leggevo mi è venuta una voglia matta di giocare a calcio e ve lo dico, se calcio io un pallone, invece che andare in avanti torna indietro…!
    Personalmente ho trovato questo libro molto scorrevole, che può essere quindi letto in un qualsiasi pomeriggio di una giornata estiva, pure in macchina a 40° all’ombra se volete!
    Consiglio questo libro a tutti coloro che sono in cerca di un libro facile da leggere che però parli di temi importanti.

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    Caterina Nuti dice:

    Questo libro mi ha molto colpito perché anche se non sono stata mai molto interessata al mondo del calcio racconta del coraggio di undici operaie che annoiate dalla quotidianità, mentre i mariti erano al fronte decidono di iniziare a tirare dei calci ad un pallone. Coraggio di ribellarsi ad una società per cui loro erano inferiori e non potevano essere in grado di competere con gli uomini.

    Tutto iniziò durante una noiosa pausa pranzo quando una di loro, precisamente Violet Chapman, spinta da un istinto che aveva sempre represso diede il primo calcio al pallone da quel calcio nacque una delle prime squadre femminili di calcio.

    L’autore vuole far capire cosa voleva dire per una donna che lavorava in fabbrica, con il marito sul campo di battaglia, con la famiglia da mantenere e l’impossibilità di dire la sua, avere il coraggio di prendere a calci il mondo e, per una volta, non scappare ma correre!

    Io penso che dal 1917 la situazione della donna sia molto migliorata ma ci siano ancora pregiudizi e differenze fra uomo e donna.

    Una ragazza che gioca a calcio viene considerata un maschiaccio ma anche un ragazzo che fa danza viene considerato una femminuccia. Io sono dell’opinione che non possiamo discriminare una persona per una sua passione.Comunque secondo me in Italia dobbiamo ritenerci fortunati perché in molte altre nazioni la donna viene considera come un oggetto o come una serva a disposizione dell’uomo.

    Per concludere vorrei riprendere una frase del libro:

    Però: che sensazione travolgente, all’improvviso,

    trovarsi così, con un ruolo, una funzione,

    cose che finalmente

    non c’entravano un cavolo di nulla

    con tutto quello che stava fuori.

    Gli sembro di ricordarsi, d’un tratto,

    che esistevano sul serio,

    per sé stesse (p. 71)

    Quindi avere anche il coraggio di essere sé stesse senza maschere dettate dalla società e dal giudizio altrui.

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    Matteo Bandinelli dice:

    Punto di forza del romanzo è sicuramente lo stile dell’autore giocato su toni ironici, scherzosi ma commoventi, capaci di raccontare con semplicità una storia difficile sia per lo sfondo storico in cui si svolge (non dimentichiamolo: siamo in piena guerra) che per il soggetto, dopotutto le donne non potevano di certo mettersi a praticare uno sport maschile in quegli anni. Stefano Massini è capace di rompere questo schema grazie a queste donne, ognuna con i propri pensieri e le proprie preoccupazioni ma accomunate tutte dal desiderio di fare qualcosa di diverso e unico. Ecco quindi che questa storia prende presto la forma di una ballata, dal ritmo veloce e dai versi scanditi come una partita di calcio, e racconta un desiderio di emancipazione della donna che anche se all’inizio viene deriso man mano acquista forza e credibilità.

    L’ironia con cui le stesse donne vengono presentate e la leggerezza della scrittura, capace di strappare sempre un sorriso (“d’altronde di operaie con la fissa del pallone non è che ce ne fossero, in giro”) rendono la lettura estremamente piacevole e veloce.

    Particolare risulta anche la scelta di creare personaggi fissi capaci di mantenere il loro carattere nonostante la situazione straordinaria che stanno vivendo. Una solo di loro fa l’eccezione, perché dopo 20 anni compie un cambiamento radicale assumendo un ruolo molto importante all’interno della squadra.
    Stefano Massini ci propone un libro storico per la scelta del racconto ma avvincente e leggero, a tratti ironico e capace di strappare sempre un sorriso, nonostante il tema delicato e importante che viene trattato.

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    marco paparini dice:

    Ho scelto di leggere questo libro perché l’insieme di argomenti trattati mi interessano; mi piace molto la storia per cui qualsiasi tipo di “questione” che la riguarda mi incuriosisce, seguo il calcio e per ultimo non meno importante il fatto che lo scrittore è giovane fiorentino (come me) . Siamo nel pieno svolgimento della prima guerra mondiale; tutti gli uomini sono stati chiamati al fronte, impegnati in una guerra per sopravvivere, e le donne li hanno sostituiti in fabbrica e stanno portando avanti l’economia e la vita di tutti i giorni. La storia che viene raccontata in Ladies Football Club è ispirata ad un fatto davvero avvenuto, Massini immagina le vite di queste donne che formano una squadra; le raffigura come donne coraggiose che vogliono rivendicare il loro ruolo non solo quello di mogli e madri “all’epoca ritenuto solo e obbligatorio” ma anche e soprattutto quello di donne lavoratrici, che coltivano il loro hobby, in questo caso il calcio rompendo così gli schemi tradizionali. Il 6 giugno 1917 le lavoratrici si ritrovano nel cortile della fabbrica per la pausa pranzo; una di loro vede un oggetto dalla forma perfettamente sferica e le tira un calcio, Massini da qui racconta questa vicenda in modo leggero, con toni anche ironici quasi voler sdrammatizzare e “sminuire” il periodo storico che al contrario era molto difficile e spesso doloroso; racconta questa vicenda con l’agonismo tipico dello sport come fosse una realtà parallela per “allontanare” il lettore da pensieri molto più profondi. Questo agonismo secondo me lo scrittore l’ha voluto sottolineare già dalla copertina; colora le maglie delle due “capitane” le scarpe e il protagonista principale il pallone, mentre il resto è in bianco e nero.

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    Spartaco Randelli dice:

    Lettura coinvolgente e interessante. Questo è un libro molto bello di un argomento molto interessante, che appassiona anche chi non è un amante dello sport o del calcio in particolare. La storia inizia con un annuncio di morti alla radio ma da lì undici operaie incominciano a correre dietro a un pallone. Da essere delle semplice operaie nonché madri, che stanno vivendo il periodo della guerra mondiale e della rivoluzione russa, passano ad essere giocatrici del proprio destino. Un fatto ambiguo che fa riflettere anche sul genere umano e su come esso si comporti; dove ancora oggi sai notsano differenze in stessi ambiti e a parità di tutto tra uomini e donne. Un’avvincente storia che introduce l’inizio del calcio femminile in Inghilterra scoppiato da una semplice pausa pranzo. Infine posso dire che l’autore unisce molto bene narrativa e drammaturgia creando un’atmosfera quasi da teatro.

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    Sophia Pierro dice:

    Ladies football club è un libro a mio avviso stupendo, per gli argomenti che tratta e il modo leggero in cui lo fa. Il racconto è ambientato nel periodo della Prima Guerra Mondiale, quando la maggior parte degli uomini erano chiamati alle armi e le donne restarono a casa prendendo il posto di fratelli e mariti nelle loro vite quotidiane, trovandosi ad esempio a lavorare in fabbrica per produrre proiettili e granate destinati ad armare l’esercito, come fanno le 11 protagoniste del libro. Le donne non prendono il posto del sesso maschile solo a lavoro, ma anche nel calcio, tirando su una vera e propria squadra, partendo dal giocare nel cortile della fabbrica durante la loro pausa pranzo, finendo per disputare delle vere e proprie partite. Ovviamente la cosa non venne vista di buon occhio da nessuno, nè dal padrone nè dalla società. E’ proprio il primo colui che, in modo da ridicolizzarle, le sfida a partecipare ad una partita. Le protagoniste vengono denigrate dal pubblico tutte le volte, vengono costrette ad indossare tute pesanti che ricoprivano tutto il corpo, che oltre a tenere un caldo estremo, rendeva difficili i movimenti. Mentre tutti si prendevano gioco di loro, esse non si arresero, finendo per trovare l’approvazione di donne come loro, ma terminata la guerra, tornati gli uomini, le cose tornarono come prima, forse. Credo che questo libro sia un perfetto esempio di quei libri che vanno letti, perchè se oggi la parità dei diritti sembra raggiunta, anche se ancora non lo è del tutto, e anche se ai giovani di oggi, come lo sono io, potrebbe sembrare che tutto sia sempre stato così… beh, semplicemente non lo era. Il libro oltre a raccontare della nascita del calcio femminile, fa soprattutto notare le lotte che le donne di tutto il mondo hanno fatto, e continuano a fare, per ottenere diritti e approvazione nella società. Credo che questa semplice storia possa essere applicata a tutto, il diritto al lavoro, al divorzio o all’aborto, perchè mostra la lotta e la perseveranza che il genere femminile ha avuto ed ha ancora, non è un semplice libro su undici ragazze che iniziano a calciare il pallone, ma uno stupendo esempio di cosa possono fare le donne se con uno scopo comune.

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    sofia bresolin dice:

    Questa storia mi ha fatto capire che fin dai tempi di guerra il sesso femminile è sempre stato definito il sesso debole della società non solo per la diversità nel fisico ma anche per un fatto di moralità. In questo romanzo possiamo vedere che non è cosi perchè Massini racconta il fenomeno del calcio femminile durante la prima guerra mondiale, dove crea un ritratto di donne forti che hanno trovato il loro ruolo, non solo quello di madri e mogli che si occupano di faccende e bambini ma anche di donne calciatrici e lavoratrici, Donne che non aspettano che qualcuno faccia qualcosa per loro ma se la prendono. Donne che vogliono essere padrone della loro vita.
    Una storia emozionante che parla del femomeno del calcio femminile e di come le donne sono capaci di fare quello che fanno gli uomini.

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    Rita Aquilani dice:

    Ladies football club è un libro a mio avviso stupendo, per gli argomenti che tratta e il modo leggero in cui lo fa. Il racconto è ambientato nel periodo della Prima Guerra Mondiale, quando la maggior parte degli uomini erano chiamati alle armi e le donne restarono a casa prendendo il posto di fratelli e mariti nelle loro vite quotidiane, trovandosi ad esempio a lavorare in fabbrica per produrre proiettili e granate destinati ad armare l’esercito, come fanno le 11 protagoniste del libro. Le donne non prendono il posto del sesso maschile solo a lavoro, ma anche nel calcio, tirando su una vera e propria squadra, partendo dal giocare nel cortile della fabbrica durante la loro pausa pranzo, finendo per disputare delle vere e proprie partite. Le protagoniste vengono denigrate dal pubblico tutte le volte, vengono costrette ad indossare tute pesanti che ricoprivano tutto il corpo rendendo difficili i movimenti. Tornati gli uomini, le cose tornarono come prima. Credo che questo libro sia un perfetto esempio di quei libri che vanno letti, perchè se oggi la parità dei diritti sembra raggiunta, potrebbe sembrare che tutto sia sempre stato così… beh, semplicemente non lo era. Il libro oltre a raccontare della nascita del calcio femminile, fa soprattutto notare le lotte che le donne di tutto il mondo hanno fatto, e continuano a fare, per ottenere diritti e approvazione nella società. Credo che questa semplice storia possa essere applicata a tutto, il diritto al lavoro, al divorzio o all’aborto, perchè mostra la lotta e la perseveranza che il genere femminile ha avuto ed ha ancora, non è un semplice libro su undici ragazze che iniziano a calciare il pallone, ma uno stupendo esempio di cosa possono fare le donne se con uno scopo comune.

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    camilla fortezza dice:

    Siamo nel pieno svolgimento della prima guerra mondiale. Tutti gli uomini sono stati chiamati al fronte,, e le donne li hanno sostituiti in fabbrica e stanno portando avanti l’economia e la vita di tutti i giorni. È in questo scenario che facciamo la conoscenza di 11 donne, mogli, madri e operaie presso la fabbrica di munizioni Doyle & Walker. L’autore ci racconta una ad una e le caratteristiche di queste donne, una più diversa dall’altra per credo e mentalità ma unite dal lavoro e dalla condizione in qui stanno vivendo.
    Il 6 giugno 1917 si trovano tutte nel cortile della fabbrica per mangiare ma accade qualcosa: una di loro vede quella che sembra essere il prototipo di una bomba dalla forma sferica e le tira un calcio. E così quel 6 giugno 1917 11 ragazze iniziarono a tirare un calcio a un pallone, rompendo gli schemi tradizionali.
    Ladies Football Club ci accompagna in una splendida cronaca di una squadra di calcio tutta al femminile che nei mesi successivi si vedrà impegnata in alcune partite memorabili.
    Il punto di forza del romanzo è lo stile dell’autore giocato su toni ironici, scherzosi ma commoventi, capaci di raccontare con semplicità una storia difficile per lo sfondo storico in cui si svolge. L’autore è capace di rompere questo schema grazie a queste donne, ognuna con i propri pensieri e le proprie preoccupazioni ma accomunate tutte dal desiderio di fare qualcosa di diverso e unico.
    L’ironia con cui le stesse donne vengono presentate e la leggerezza della scrittura, capace di strappare sempre un sorriso rendono la lettura estremamente piacevole e veloce.

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    Erika Remolino dice:

    Ciao a tutti, sono Haylie Owen e abito a Sheffield, in Inghilterra.
    Sono una delle operaie inglesi che lavorano alla fabbrica di armi chiamata Doyle & Walker.
    Oggi è il 6 aprile 1917, un normale giorno di lavoro; e solitamente costruisco insieme alle mie colleghe delle armi che verranno poi date agli uomini per andare in guerra.
    Ora però siamo in pausa e, non sapendo cosa fare, io e altre 10 donne abbiamo iniziato a giocare a calcio con una vera e propria bomba.
    Da questa semplice pausa si è creata una squadra: abbiamo realizzato che il calcio è il sogno di tutte noi; un sogno che lega insieme la nostra passione e ci fa sentire bene e con tanta voglia di fare e migliorarsi.
    Il problema è che il calcio è ritenuto uno sport da maschi e non adatto alle femmine, infatti gli uomini stanno già cercando di rovinare la nostra carriera mettendoci in ridicolo davanti agli altri, ma soprattutto davanti a noi stesse.
    In realtà non ci importa molto: la vita è nostra, decidiamo noi cosa fare e cosa non fare, di sicuro non deve venire a dircelo un estraneo.
    La vita qui è troppo dura, ma noi donne siamo tutte forti e cerchiamo di vincere questa lotta.
    A voi del futuro, spero che le cose miglioreranno, che voi donne potrete fare qualsiasi sport voi vogliate perché se una cosa vi rende felici non importa cosa pensano gli altri, fatela.
    Le persone tanto saranno sempre pronte a giudicare qualsiasi cosa voi farete quindi perché tirarsi indietro?
    Infine spero che avrete finalmente i diritti che vi spettano e non di essere trattate come della plastica usa e getta.
    Vi auguro il meglio,
    la vostra vecchia e carissima
    Haylie Owen.

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    filippo mealli dice:

    In una giornata d’ aprile del 1917 le operaie della Doyle & Walker Munizioni di Sheffield stanno pranzando ed i loro mariti, padri e fratelli stanno preparando l’ equipaggiamento per l’ esercito. Nel frattempo, Violet, Rosalyn ed Olivia, trovano un pallone nel cortile della fabbrica e, da quel momento, cominciano a giocare insieme ad altre otto ragazze. Nel tempo esse, cominciano a sviluppare una vera e propria tattica di gioco e migliorano la loro tecnica nel giocare. Di conseguenza proprietario della fabbrica, notando la loro bravura nel praticare questo gioco, decide di disputarle in una partita, la prima di un campionato femminile di tutta la storia. La squadra delle ragazze, successivamente, vinse molte partite però, quando gli uomini torneranno dalla guerra, vorranno subito fermane la nascita del calcio femminile. Comunque le ragazze della squadra femminile “ Ladies Football Club “ riuscirà a farsi valere.
    Il libro è scritto in maniera molto scorrevole e con un registro medio. Lo consiglierei a tutte le persone interessate a questo sport, in particolare alla nascita di un calcio che non viene visto spesso. Se dovessi dare un voto, darei nove.

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    Raffaele Galdi dice:

    Stefano Massini è nato a Firenze il 22 settembre del 1975, è laureato in lettere antiche all’università di Firenze.
    Lo stile dell’autore unisce la narrazione con la drammaturgia.
    Stefano Massini Ha scritto diverse opere una delle più comuni è il romanzo “Ladies Football Club”. il libro è ispirato alle vicende dei primi club di football femminili nati durante la Prima guerra mondiale in Inghilterra.
    Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta nel 2019 dalla casa editrice Mondadori. il libro è ambientato nella Seconda guerra mondiale più precisamente nel 1917.
    Il romanzo narra di undici operaie che si occupavano di costruire e fornire armi e granate per la guerra, che una mattina diedero un calcio ad un pallone, solo per la noia; da quel giorno non smisero più di giocare a calcio. A causa della mancanza dei giocatori perché impegnati in guerra fu compito delle donne sostituirli. Inizia così un periodo di gloria ma le istituzioni maschili, all’indomani della fine della guerra cercheranno subito di bloccare sul nascere questi astri del mondo del calcio femminile. Ma la forza delle donne vincerà su tutto.
    Il libro Ladies Football Club mi ha colpito molto durante la lettura; ed è un libro che consiglierei a tutti.

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    Elide Casini dice:

    Ladies football club narra della storia di un gruppo di lavoratrici di una fabbrica di armi ,durante il periodo della prima guerra mondiale, che un giorno per caso durante la loro pausa pranzo trovano un pallone. Così iniziano a giocare una partita di calcio e questa sarà solo la prima di una lunghissima serie. Un giorno il loro capo le vide e così gli propose di fare una vera e propria partita. Da quel giorno il calcio femminile riuscì ad avere la sua prima stagione avendo un grandissimo successo. Purtroppo la loro carriera da calciatrici è breve ,dura più o meno un anno,ma nonostante questo è piena di emozioni e di allegria.

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    Alice Filipperi dice:

    Ladies football club È un libro per ragazzi che racconta la storia di un gruppo di lavoratrici di una fabbrica. Ci troviamo nel periodo della prima guerra mondiale quando un giorno durante una pausa le lavoratrici trovano un pallone. così iniziando a giocare per svago il loro capo vista la loro bravura gli propone di giocare una vera e propria partita. da quel momento anche il calcio femminile riesce avere un proprio spazio e anche se la loro carriera durò poco fu piena di emozioni. Ho trovato questo libro intrigante e lo consiglierei

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    Rebecca Palmerini dice:

    Il libro “ladies football club” è un meraviglioso e affascinante libro scritto da Stefano Massini, ambientato alla fine della prima guerra mondiale. Racconta la storia di undici operaie che lavorano in una fabbrica di munizioni che si ritrovano a giocare a football con una bomba al posto del pallone, durante la pausa pranzo; ognuna di loro è diversa dall’ altra, hanno differenti ragioni per cimentarsi nel gioco del football ma sono tutte accomunate da un forte carattere e dalla voglia di urlare al mondo che le donne valgono e hanno le medesime capacità degli uomini. Incontrano diversi uomini che le sottovalutano prendendosi gioco di loro e non le comprendono, ma le calciatrici non rinunciano alla loro passione e grazie a ciò inizierà una vera e propria rivoluzione sociale che salverà non solo loro, ma cambierà la vita, da prima alle giovani donne inglesi e successivamente, partita dopo partita, la squadra delle ladies football club si farà conoscere in tutto il mondo. Molte persone trovano divertente il fatto di vedere una partita di semplici operaie che calciano una sfera di cuoio, ma alle ragazze non importa perché ad ogni calcio che tirano alla palla sentono di scassare e mettere sotto sopra il mondo intero. Il libro è molto ben scritto e valorizza moltissimo la figura della donna, specialmente il suo istinto materno e la sua comprensione che viene fuori in ognuna delle undici durante le partite; l’autore descrive la situazione della donna nel 1917 e spiega che non sono solo quelle che stanno a casa aspettando il ritorno dei mariti dal fronte ma sono molto di più.

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    Adelina Greku dice:

    1917. Prima guerra mondiale. Inghilterra. undici operaie con carattere totalmente diversi scoprono l’amore per il football durante una pausa pranzo. Erano sedute sopra un muretto e stavano mangiando i loro sandwich, quando Violet Champman vide la Sister K,un prototipo della bomba alla quale stavano lavorando, la Bomb K4. la Sister K era la copia esatta della Bomb K4 ,solo che non esplodeva perché non era una bomba, veniva usata solo per esercitarsi sui lanci. Le operaie giocavano ma non si erano rese conto di qualcosa di molto importante e pericoloso che però diede inizio alla loro carriera, che non era accettata dalla società del tempo, cercheranno in tutti i modi di mettere loro i bastoni fra le ruote, ma chissà cosa accadrà… Questo è un libro molto scorrevole, è un libro dal quale non riesci a staccare gli occhi. Insegna a credere nei propri sogni e a combattere per realizzarli per questo è consigliato agli adolescenti.

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    Veronica Zingales dice:

    Il giorno 6 aprile del 1917, la radio del fronte annunciava nuovi morti, gli Stati Uniti entravano in guerra e il compagno Lenin preparava la Rivoluzione Russa. Ma nessuna di queste tre cose interessa oggi. Preme invece che il 6 aprile del 1917, durante la pausa pranzo, undici operaie della Doyle & Walker Munizioni cominciarono a correre dietro un pallone. Pian piano iniziarono a prenderci gusto arrivando a distribuirsi i ruoli e imparando la tecnica, finché il loro padrone notandole propone una vera e propria partita. Le undici operaie di Sheffield molto amate dal pubblico finirono di giocare a calcio più o meno un anno dopo alla fine della guerra, a causa delle istituzioni maschili del calcio che fecero in modo di rimettere le donne al proprio posto. Questa è una storia molto intensa di quelle che ti chiedono se siano realtà o leggenda.

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    Bianca Bastianelli dice:

    Ladies Football Club
    1917: anno di cambiamenti, e non solo per la Russia, ma anche per undici operaie inglesiche, per il volere del Signore, Madre natura e tutto il resto, si ritrovano a “inseguire un pallone”.
    Secondo me il libro nella sua semplicità è così accurato da farti identificare con i personaggi e farti appassionare delle loro storie e forse anche un po’ al calcio.
    Perché ancora oggi, dopo 103 anni, il calcio viene visto, almeno in Italia, quasi sempre come sport per maschi.
    Questo libro dovrebbe, a parer mio, esser letto da tutti perché è una storia rivoluzionaria, scritta in modo divertente e accurato.
    Quindi forse il pallone per quelle operaie era stato una bomba, un’arma potentissima, per dimostrare al mondo il potere delle donne, o almeno provarci.

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    Sofia Costanzo dice:

    “Se undici operaie iniziano a giocare a football prendendo a calci una bomba per mezz’ora, puoi pensare che di lì in poi sia una storia regolare?”
    Undici donne, una bomba utilizzata come pallone e la prima guerra mondiale in corso. Comincia così questo libro di Massini, strutturato come una sceneggiatura, che racconta della storia di queste giovani e della fondazione del primo club calcistico femminile, il “Ladies Football Club”. A vederle così sembrerebbe che non possano riuscire a concludere nulla, ma, in realtà, tutte insieme riusciranno a dimostrare davvero quanto lo spirito di squadra diventi importante in un periodo difficile come quello della guerra e come l’amicizia vera possa nascere nei luoghi e nei momenti più inaspettati.

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    Martina Frosali dice:

    Ladies football club è un meraviglioso libro che presenta come protagoniste 11 ragazze. Le vicende sono ambientate nel periodo della prima guerra mondiale, momento in cui gli uomini erano costretti a fare parte dell’esercito e quindi le donne dovevano prendere il loro posto in casa, ma anche a lavoro. Le protagoniste del racconto lavoravano, infatti, in una fabbrica il cui compito era quella di rifornire i soldati con armi. Tutto sembra procedere tranquillamente finché un giorno, durante la pausa pranzo notano per terra un oggetto sferico che apparentemente sembra un pallone e iniziano così a calciarlo divertendosi. Col tempo iniziano ad appassionarsi sempre di più al gioco del calcio tanto da arrivare a fondare una loro squadra e a disputare vere e proprie partite. Naturalmente questo fatto non viene apprezzato dalla società e il direttore della fabbrica decide di organizzare una partita alle ragazze con lo scopo di umiliarle davanti a tutti. In un primo momento tutti le deridono ma col tempo iniziano ad acquisire sempre maggiore ammirazione da parte delle altre donne come loro. Arriva, però, il momento in cui gli uomini tornano a casa dalla guerra e in cui tutto dovrebbe tornare come prima, invece… Trovo che gli argomenti trattati siano molto importanti e che l’autore del racconto sia riuscito a spiegarli in un modo molto piacevole ma allo stesso tempo intenso. Anche se oggi la parità dei diritti sembra essere raggiunta in molti luoghi non è così. Le donne sono considerate inferiori agli uomini e non possiedono la libertà di fare ciò che vorrebbero. Ci sono molti luoghi in cui le donne sono costrette a svolgere lavori domestici e a restare chiuse dentro casa mentre magari il loro sogno sarebbe un altro. Consiglio vivamente a tutti di leggere questo libro perché credo aiuti veramente tanto a riflettere su tale argomento e ci insegna che non dobbiamo mai rinunciare a lottare per raggiungere i nostri obiettivi, proprio come hanno fatto queste 11 calciatrici.

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    Margherita Sbriscia Fioretti dice:

    Ladies football club stupisce molto per il modo in cui i fatti e la storia sono narrati. Nel libro viene utilizzato un modo di scrivere particolare: per tutto il racconto le caratteristiche comportamentali dei personaggi vengono ripetute anche in modo esagerato, ciò li rende più ironici e divertenti.
    La trama tiene il lettore sulla corda, le diverse azioni si susseguono velocemente.
    Nel finale si intuisce la grande difficoltà che tutte le squadre di calcio femminile hanno dovuto affrontare nel dopoguerra con il ritorno a casa dei soldati “calciatori”. Si sono nuovamente sentite sottovalutate e poco adatte in uno sport, il calcio, tradizionalmente maschile.
    Il finale ci richiama al senso primo di questo libro, il racconto di una storia di straordinario coraggio ed emancipazione femminile in un periodo storico ancora molto “maschile”.
    Il delicato tema dell’emancipazione femminile viene qui affrontato con leggerezza e ironia senza inutili moralismi.
    Il linguaggio è semplice e conciso.
    La presenza di numerose anafore e l’assenza di descrizioni dei luoghi, aggiunge scorrevolezza alla lettura.
    È interessante il personaggio di Sherill Bryan che vincendo la sua timidezza cronica assume un ruolo decisivo per l’esito vittorioso della partita; come un leone che da cucciolo piccolo e indifeso diventa poi il re della savana.
    Inoltre è significativo il gesto di Rosalyn Taylor, che, sentendosi per l’ennesima volta sottovalutata e considerata una persona a cui bisogna sempre insegnare, decide di andarsene portando con se il pallone, come a voler suggerire che se qualcuno ti sottovaluta e non vede i tuoi punti di forza, non merita neanche la tua attenzione.
    Consiglio questo libro a chiunque voglia leggere un racconto divertente e semplice che però narri anche un pezzo di storia che non ci saremmo mai aspettati di leggere.

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    Giulia Casucci dice:

    Dei tre libri che ho letto questo è quello che mi è piaciuto di meno, forse perché io stessa non sono appassionata di storia. Nonostante non mi sia piaciuto molto, la trama è molto interessante perché ti fa capire come è partito il calcio prima di arrivare a quello che vediamo oggi.

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    Margherita Congiu dice:

    Devo ammettere che mi aspettavo un libro storico che parlasse della nascita del calcio femminile rigorosamente con fatti narrati come fosse un libro di storia… E invece no!
    È narrato a parer mio molto bene, ti fa entrare nelle vite delle undici operaie-future calciatrici, e sorprendentemente ti fa ridere e riflettere.
    Le scene che mi sono piaciute di più sono state le partite, soprattutto quando succede qualcosa e tutte guardano Abigal Clarke perché vede i fatti per quello che sono, e ne succedono di cose.
    Le partite sono sempre contro raccattati di guerra, anziani o bambini. Solo l’ultima la più importante contro altre ragazze.
    Il finale mi ha lasciato di stucco, perché in ogni partita lo scrittore ripeteva che Rosalyn voleva scappare con la palla ma si tratteneva, questo le succedeva per “traumi” avuti da giovane… Ma non si può finire un libro con lei che scappa, io volevo e voglio sapere chi vince la partita!!
    Comunque, non ho un personaggio preferito perché sono tutte donne fantastiche con storie fantastiche da raccontare.
    Vi consiglio di leggerlo perché oltre per il finale che va alla vostra immaginazioni, merita davvero.

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    Greta Segeni dice:

    Qual’ è il primo pensiero che ci viene in mente pensando alla parola Donna ? Anzi , pensando all’ essere umano Donna . Si perchè , una donna non è solo un nome che attribuiamo al sesso di colei a cui appartengono genitali femminili , è molto di più . Nel 2020 quando penso ad una donna mi vengono in mente le parole ribellione , diritti , forza , determinazione , lotta … fino a poco tempo fa e ancora oggi , fortunatamente in poche parti del mondo , donna significa casa , figli , casa , figli e nient’ altro . Nessun lavoro , nessuna aspirazione , nessun diritto , nessun’ uguaglianza .
    Ho sempre odiato le manifestazioni perchè credo che non siano efficaci per raggiungere i propri obbiettivi , ma allo stesso tempo penso molto spesso a cosa sarei , come vivrei se in passato non fossero esistite donne con la d maiuscole come le ” Ladies football club “. Persone con la voglia di riscattarsi , con la voglia di avere un nome che le rappresentassero a pieno . Perchè donna si nasce è vero , ma una donna forte e determinata si diventa , lottando , facendosi rispettare per ciò che si è non per ciò che si fa e le “ladis football club ” erano delle grandi calciatrici e come diremmo oggi delle vere fighe , pronte a tutto pur di far vedere il proprio valore al mondo e ribaltare gli ideali sociali e maschilisti dell’ epoca.
    Dovremmo prendere esempio da donne come loro perchè oggi ci sono ancora molte battaglie da combattere e molti nemici da sconfiggere

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    Jacopo Coviello dice:

    Questo romanzo di Stefano Massini racconta la nascita e l’evoluzione del calcio femminile e di come undici donne, lavoratrici presso un’industria di bombe durante la prima guerra mondiale, devono farsi strada nello sport per diventare vincenti. Romanzo avvincente che ti porterà a tifare per queste calciatrici fantastiche che dovranno lottare contro tutto e tutti per farsi rispettare in uno sport che, a quel tempo, era considerato solo e solamente maschile e che anche ora oggi fatica ad essere “importante” come il calcio maschile, pur essendo passati 100 anni. Donne che, in tempo di guerra in cui gli uomini sono impegnati al fronte, si sono ritrovate a ricoprire più ruoli: madri, padri, lavoratrici; eppure hanno trovato la determinazione e la forza per combattere e per credere in un sogno. Tutte le carte in regola per essere un libro fantastico e che trasporterà il lettore sugli spalti negli anni venti ad esultare per un gol di Brianna Griffith, punta della squadra.

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    Francesca Dolfi dice:

    Ladies football club è una squadra di calcio, che come dice il nome, è composta da donne. Una delle prime squadre femminili della storia. È formata da alcune donne che in un periodo di guerra, in una pausa pranzo del lavoro si ritrovano a calciare un pallone tutte insieme. All’inizio è solo un gioco per svagarsi, poi diventa una vera e propria passione. Le undici donne, ci mettono tutta la loro dedizione, la loro grinta e le loro pause pranzo per arrivare a giocare contro altre squadre. Pur non avendo l’appoggio di nessuno vanno avanti senza abbattersi ed al contrario abbattono il maschilismo. Quello che prima era considerato uno sport maschile grazie a loro e ad altre squadre femminili non lo è più.
    Un libro bellissimo che mostra la forza di volontà di queste donne e che insegna che pur senza l’appoggio altrui, dobbiamo andare avanti per realizzare i nostri sogni e le nostre passioni.

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