Letizia e Ed Sheeran

Il 5 giugno Letizia era con entrambi i suoi genitori alla premiazione di Libernauta 19, dove riceveva in premio due biglietti per il concerto di Ed Sheeran.  Nove giorni dopo era immersa nel pubblico urlante dell’ippodromo delle Cascine, a cantare le canzoni del Ginger-boy. Le abbiamo chiesto di farci un breve reportage dell’evento e Letizia ci […]

Il 5 giugno Letizia era con entrambi i suoi genitori alla premiazione di Libernauta 19, dove riceveva in premio due biglietti per il concerto di Ed Sheeran.  
Nove giorni dopo era immersa nel pubblico urlante dell’ippodromo delle Cascine, a cantare le canzoni del Ginger-boy. Le abbiamo chiesto di farci un breve reportage dell’evento e Letizia ci ha regalato un concentrato di emozioni che qui potete assaporare.
Vale la pena leggere, date retta a chi lo fa per vizio e per virtù, sopratutto leggere i libri di Libernauta, ché poi si vincono dei premi niente male…

Sentire la musica partire a tutto volume, sentirsi schiacciare da una massa di persone e sentire un boato assordante che sembra prendere vita come un’onda e che attraversa tutti quanti. Solo dopo, rendendoti conto che anche tu stai buttando fuori l’aria dai polmoni con tutta la forza che hai, realizzi che, il boato, non è altro che un urlo, un colossale urlo di gioia. Questo è più o meno quello che ho provato all’inizio del mio primo concerto in assoluto ed è stata una delle sensazioni più inebrianti della mia intera vita. Talmente tanto che ci ho messo un secondo di troppo a realizzare che era tutto vero e che quella piccola figura con un ciuffo rosso sul palco non era l’ennesima riproduzione in foto o in video, ma era reale ed era colui che ha dato voce a molte delle canzoni per me più belle e significative: Ed Sheeran. Nell’attesa dell’inizio, stavo tranquillamente parlando con delle amiche quando la musica è letteralmente esplosa, il cantante è entrato correndo suonando la sua immancabile chitarra, apparentemente, con tutta la forza che aveva in corpo. La prima canzone è partita così, di botto, e l’unica cosa che abbiamo potuto fare è stata semplicemente cantare. Cantare con tutta la voce e l’emozione che ti puoi permettere solo ad un concerto, urlando le prime parole che ti passano per la testa, stonate, fregandotene del fatto che non siano quelle giuste per il semplice fatto che quando sei nel mezzo a quella calca, con il tuo idolo a pochi metri di distanza e con la sua musica, che ti ha accompagnato per tutta la vita, che ti rimbomba letteralmente dentro, non puoi fare altro che divertirti, emozionarti e sentirti in qualche modo più libero che mai, pur essendo pigiato tra un uomo alto un metro e ottanta ed una ragazza parecchio accaldata che urla tantissimo. Le canzoni si sono susseguite una dopo l’altra, con ritmi e significati totalmente diversi che hanno, perciò, scatenato emozioni diverse ma ugualmente potenti. Felicità, malinconia, gioia, amore e pura elettricità serpeggiavano tra la folla, quella massa di persone unite da una passione comune e dallo stesso ritmo che faceva ballare, alimentato anche dagli spettacolari effetti luminosi. Il pubblico sembrava essere quasi un corpo solo in cui tutti cantavano, saltavano e ballavano all’unisono, con la stessa emozione che accendeva i cuori e che pulsava. La potenza del concerto è stata in mano anche, ovviamente, dello stesso Ed Sheeran che, totalmente solo sul palco, ha suonato le basi di tutte le canzoni in modo talmente perfetto da non credere e ha poi dato loro vita con la sua voce potente e colma di emozione. Ha fuso insieme pezzi di canzoni diverse, le ha allungate, accorciate per renderle più vive ed altrettanto bellissime. Ha suonato e cantato, da ciò che io ho colto, in modo sincero e con una forza da lasciare senza fiato noi tutti del pubblico che se già lo adoravamo, dopo questo concerto non possiamo altro che essere ancora più fieri di essere fan di una persone di tale bravura e genuinità. Ed Sheeran ci ha inoltre fatto vivere la forza delle musica a pieno, interagendo moltissimo con noi, facendoci saltare, battere le mani, cantare le sue canzoni e non solo, tanto che al ritorno a casa ero totalmente sorda, dolorante e senza voce, ma sono sicura con ogni cellule del mio corpo che ne sia valsa pena. Credo infatti che niente sia equiparabile alle emozioni che si possono provare ad un concerto, molte delle quali non si possono nemmeno spiegare. E’ difficile provare a spiegare quell’emozione, quasi magica, che ho provato quando, nel bel mezzo di una delle canzoni più romantiche, è iniziata a scendere una leggera pioggia, quasi come se sapesse che quello era il momento giusto, quasi come se anche il cielo si fosse commosso. E’ difficile provare a mettere per iscritto la sensazione della musica che ti vibra dentro, che senti rimbombare a tal punto da percepire la cassa toracica che si muove e da darti la sensazione che ormai siano queste note a scandire il ritmo del tuo cuore. E’ stata una notte unica e irripetibile, perciò ringrazio davvero di cuore Libernauta per avermi permesso di vivere questa esperienza che mi ha lasciato dei ricordi unici e semplicemente bellissimi.

Alcune foto dell’evento