70 pensieri su “L’ultima notte della nostra vita

  1. Avatar
    Sawani Geethika Perera Sinhara Mudalige dice:

    L’ultima notte della nostra vita è un romanzo scritto da Adam Silvera che parla di un futuro a noi sconosciuto e a tratti inquietante, di temi importanti come l’amore e l’amicizia e di temi che fanno provare timore come la morte.
    Mateo Torrez e Rufus Emeterio sono due sconosciuti che nello stesso giorno ricevono una notizia orribile da Death-Cast: entro ventiquattr’ore moriranno. Mateo, con la paura di vivere nuove esperienze vuole provare a farlo nel suo Giorno Finale, cosa che lo porta a scaricare l’App “Last Friend” per trovare un Ultimo Amico con cui passare l’ultimo giorno della sua vita. Rufus, con un passato tragico alle sue spalle e appena scampato dai poliziotti non vuole passare il suo Giorno Finale da solo. L’App “Last Friend” fa incontrare i due ragazzi che passeranno l’intera giornata insieme tra risate e imprevisti. Moriranno davvero entrambi? L’essersi incontrati sarà la causa della loro morte? Riusciranno a scampare alla morte?
    Scopritelo leggendolo.
    L’ultima notte della nostra vita è un libro che ti cattura e che ti lascia col fiato sospeso fin da subito. Adam Silvera ha creato una storia che ti coinvolge e ti fa provare le stesse emozioni dei protagonisti.
    Trovo lo stile di Silvera scorrevole e innovativo, in grado di trasportarti dentro la storia. I due protagonisti sono descritti in maniera a dir poco perfetta, infatti la cura dei dettagli fa in modo di poter “conoscere” veramente i personaggi in tutte le loro sfumature. Inoltre, è interessante vedere come i due personaggi crescano durante la storia. Mateo Torrez e Rufus Emeterio sono davvero di grande ispirazione: il primo ci insegna che non è mai troppo tardi per inizare a vivere veramente e che dobbiamo imparare a buttarci anche nelle situazioni più difficili, mentre il secondo ci insegna che c’è sempre un po’ di luce anche nei momenti più bui.
    L’ultima notte della nostra vita invita tutti quanti a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, ponendoci di fronte delle domande che ci dovremmo chiedere un po’ più spesso.
    Questo libro lo consiglio a tutte le persone di tutte le età perché ci ricorda di quanto vivere veramente sia importante.

  2. Avatar
    Elvira Gjoni dice:

    Come sarebbe se sapessimo che questa e l’ultima notte della nostra vita? Un disastro. Tutti sappiamo che un giorno moriremo ma non sappiamo dove, quando e come. Questo libro mi ha fatto riflettere su tante cose,per esempio sulla vita e le cose che abbiamo sempre voluto fare. Mi ha fatto capire che la vita si deve vivere in massimo,come se ogni giorno fosse l’ultimo e che dobbiamo fare sempre quello che sentiamo e che non dobbiamo fermarci solo perché abbiamo paura o perché pensiamo che non siamo in grado di fare quella cosa. Io sono la prima che pensava che non sarei mai riuscita a fare quello che sentivo ma mi sbagliavo. Sono stata sempre io quella che non voleva più vivere perché pensava che la vita faceva schifo,solo perché non riuscivo a vedere le cose belle. Dopo che ho letto questo libro ho capito che la vita e troppo corta e che deve essere vissuta come noi vogliamo e che dobbiamo fare quello che abbiamo avuto sempre paura di farlo. E così e venuto anche il mio momento… voglio vivere la vita senza avere più paura di sbagliare, senza pensare come sarà il giudizio dei altri,devo dire quello che sento e lo devo fare adesso o sarà troppo tardi. Nella vita non si sa mai cosa succede ecco perché dobbiamo essere coraggiosi di fare quello che non abbiamo mai pensato di fare. Se c’è l’ho fatto io a cambiare idea c’è la farete tutti. Amare mentre stai per morie e una cosa brutta,non avere mai fatto quello che abbiamo sempre desiderato di fare una cosa brutta,ma la cosa più brutta e che noi ci facciamo mille problemi per ogni cosa e poi alla fine siamo noi che perdiamo perché pensiamo che e troppo tardi, questa vuol dire non avere coraggio ed e la cosa più brutta per una persona. Però non dimenticate meglio tardi che mai.La vita e dura per tutti but if we have faith we can do everything. Grazie mille di aver messo questo libro come uno dei 15 magnifici libri. Don’t forgot”☮️ and ❤️”.

  3. Avatar
    Lorenzo Pio Sarubbi dice:

    è un libro bellissimo che riesce a coinvolgere bene ragazzi ed adulti.Tratta bene il tema dell’amicizia,ti fa capire che anche se sei all’ultimo giorno della tua vita non devi stare da solo.

  4. Avatar
    Samuele Bartalesi dice:

    Adam Silvera scrive un libro ambientato nel 2017. Un 2017 particolare, dove puoi sapere in anticipo quando morirai attraverso il servizio Death-Cast, che ti avvisa con una telefonata per “farti vivere il tuo ultimo giorno al massimo”. Rufus e Mateo, i nostri protagonisti, ricevono il fatidico squillo.
    Adoro questo libro. Narra una storia ambientata in un solo giorno, ma la fa sembrare lunga e affascinante. Devo fare i complimenti allo scrittore per come é riuscito in così poco tempo a inserire un racconto tanto interessante. Mi piace molto lo stile di divisione in paragrafi; il punto di vista si sposta da Mateo a Rufus e ad altri personaggi secondari ( che si incastrano nella storia principale ), ogni poche pagine rendendo il libro più movimentato, vivo,anche se alle volte alcune storie parallele hanno poco o nulla a che fare con la trama centrale, e “bloccano” il flusso del racconto. É perfetto per i ragazzi; un lessico leggero, semplice, descrizioni belle e riflessive ma non troppo lunghe.
    Consiglio molto questo libro a chi ha voglia di leggersi un romanzo non complesso, con una storia originale a dir poco.

  5. Avatar
    Lorenzo Gallorini dice:

    Il libro che ho letto mi è piaciuto.
    È un libro abbastanza particolare e ha un messaggio molto profondo, infatti sin dalle prime pagine ti mette un po’ di hipe e di suspance, esse te le fa portare fino alla fine perché si legge e rilento perché ci vuole un bel po’ di pagine per far sì che si sblocchi e che entri nel cuore della storia.

  6. Avatar
    Makka Ahmed dice:

    Ho trovato questo libro affascinante,è stato bellissimo leggerlo sono felice di averlo scelto.Io non sono una amante dei libri ma questo mi ha davvero aperto la mente. Il messaggio fondamentale che mi ha mandato Adam Silvera, l’autore di questo fantastico libro, è che non dobbiamo aspettarci di vivere per sempre ma che dobbiamo vivere la vita a pieno, perché magari noi non abbiamo un app (Death-Cast) che ci dice quando moriremo ma è possibile che anche noi all’improvviso smettiamo di esistere,”non lasciare mai niente in sospeso” questo mi sono sentita dire mentre leggevo il libro.
    Questi ragazzi Matteo e Rufus ci insegnano veramente come vivere. Consiglio a tutti di leggere questo libro è davvero bello ed emozionante.

  7. Avatar
    Costanza Quintavalla dice:

    Tutti noi esseri viventi sappiamo che l’unica cosa che abbiamo in comune è la morte, solo che non pensiamo a fondo a cosa realmente comporti fino a che non ce l’abbiamo davanti. Questo libro fa riflettere noi ragazzi, che solitamente non pensiamo alle conseguenze delle nostre azioni, sul fatto che in realtà tutto ha importanza nella nostra vita, anche un solo respiro. Il romanzo intreccia tra di loro storie di persone, sia vecchie che giovani, che vivono il loro ultimo giorno di vita senza badare alle conseguenze, cercando di amare ed essere amate senza condizioni. Il libro riesce a coinvolgerti perchè vorresti sapere se alla fine queste persone, nonostante sappiano che il loro destino è già scritto, riusciranno a vincere la morte.

  8. Avatar
    Giada Giampaglia dice:

    L’ultima notte della nostra vita ci fa riflettere su come stiamo vivendo la nostra vita e ci ricorda che essa non esiste senza la morte. È una storia che scorre bene, ricca di emozioni forti che, o provocano al lettore un senso di ansia permanente o sensazioni positive che lo fanno affezionare ai protagonisti. Lo stile dell’autrice è semplice e la storia scorre velocemente, nonostante ci siano dei punti in cui è più difficile capire chi parla o di chi sia il punto di vista.

  9. Avatar
    Camilla Olivari dice:

    Questo libro mi ha colpita sin dall’inizio, mi sono subito affezionata al personaggio di Mateo dato che ritrovo in lui molte caratteristiche che mi appartengono. Ho apprezzato molto che la focalizzazione cambiasse per ogni sequenza perchè ciò ha reso il libro molto scorrevole. Il personaggio di Rufus mi è piaciuto per la storia che aveva alle spalle e come, nonostante la sua durezza, si sia affezionato a Mateo. Questo libro mi è piaciuto molto perchè l’autore è riuscito a farmi sentire parte della storia, lo consiglio a tutti.

  10. manuel falcone
    manuel falcone dice:

    Inizio questa recensione, dicendo che questo è stato il libro più bello che abbia mai letto. Devo ammettere che quando l’ho preso in biblioteca, l’ho tenuto a casa fermo per un po’, perché vedevo tutte quelle pagine e seriamente mi faceva un pochino fatica. Approfittando della quarantena, ho iniziato a leggerlo e inutile dire che una pagina ha subito tirato l’altra. Una storia davvero originale, che riesce pure a inserirci dentro il tema del LGBT. Piano piano, riesci a conoscere i personaggi e quando alla fine succede quello che deve succedere, ci stai molto male, anche se sai dall’inizio che sono destinati a morire (il titolo originale è “They both die at the end”). Fortemente consigliato!

  11. Avatar
    Pakinam Elsegeny dice:

    L’ultima notte della nostra vita. Suona drammatico vero? È il titolo del libro più bello che abbia mai letto. Pubblicato nel 2017 da Adam Silvera. Il titolo originale è “They Both Die at the End”. Con una trama che ti irretisce fin da subito. La lettura è molto scorrevole, non annoia neanche per un secondo. Ti affezioni facilmente ai personaggi, tanto che mi sono commossa dalla metà del libro in poi. Questo libro fa capire i veri valori dell’amicizia che non dipendono dagli anni passati insieme e fa capire che anche un solo giorno basta per trovare un VERO amico. Avevo capito immediatamente, dal loro primo incontro, che Mateo e Rufus non sarebbero diventati semplici amici. Inizialmente non capivo il senso di passare l’ultimo giorno della tua vita con una persona di cui non sai niente, ma questa storia mi ha fatto cambiare completamente prospettiva. Il racconto ha iniziato a farsi molto più interessante quando Mateo e Rufus hanno iniziato a legare veramente, a parlare con scioltezza e sincerità, in modo da non portarsi i loro macigni, i fardelli che non avevano il coraggio di rivelare alle persone che conoscevano da molto nella tomba. Mi ha colpito la parte in cui i due ragazzi vanno al cimitero per visitare la madre di Mateo un ultima volta e Mateo trova un uomo che sta sistemando la sua tomba e reagisce in maniera molto più calma di quanto mi aspettassi, e io credo che la sua reazione sia dipesa dal fatto che Rufus fosse lí con lui, la presenza di qualcuno può davvero fare la differenza. La mia parte preferita è stata la fine, piena di suspance ma devo dire che avrei preferito un finale lieto, anche perchè prima di finire il libro non sapevo quale fosse il titolo originale e quindi mi aspettavo che andasse tutto bene ma hanno vissuto a pieno tutti e due fino alla fine. Una frase che mi è rimasta molto impressa è stata l’ultima del libro,detta da Rufus ”Attraverso la strada senza un braccio che mi tenga” e questa frase mi ha fatto ricordare tutti i momenti della storia in cui Mateo guardava a destra e a sinistra anche se la strada era deserta prima di permettere a Rufus di attraversare. Mi rispecchio molto in Rufus e devo dire che lo stimo molto, io non avrei mai resistito alla morte del mio VERO amico, lui ce l’ha fatta fino alla fine, e ha fatto quello che Mateo non è riuscito a concludere alla fine della giornata. Libro fantastico, assolutamente da leggere, vi farà provare emozioni continue e contrastanti dall’inizio alla fine

  12. Avatar
    Mattia Cacciari dice:

    Ho trovato questo libro verramente molto interessante e mi ha fatto pensare alla mia vita e mi sono chiesto se la sto vivendo o la sto lasciando scorrere via, e dopo molte riflessioni ho capito che la sto vivendo, non sempre come la vorrei ma sto vivendo il tempo che mi resta per vivere.
    Il personaggio che mi è piaciuto di più è Rufus, perchè aiuta sempre Matteo e lo supporta fino alla fine e siccome a me generalmente piace aiutare gli altri mi sono immedesimato molto in Rufus.
    Secondo me questo è un libro molto particolare, sai che i protagonisti moriranno fino dalla prima pagina ma continui a sperare in un miracolo per tutto il libro perchè mica possono morire i protagonisti; invece quando arrivi alla fine capisci che questo libro ti ha raccontato la cruda realtà dei fatti, una cosa a cui noi non siamo abituati perchè ci piace sognare e scappare dall’ inevitabile realtà della vita che giunge ogni attimo più vicina alla sua conclusione.

  13. Avatar
    Ilaria Aspi dice:

    Mateo e Rufus sono due ragazzi di diciassette e diciotto anni, che vivono a New York, ma ancora non si conoscono. Poco dopo la mezzanotte del 5 settembre del 2017, vengono contattati al telefono da un servizio chiamato death-cast, il quale gli comunica che moriranno nel giro delle prossime 24 ore. Death-cast è una compagnia che ha il compito di comunicare alle persone quando moriranno. Il primo dei due ragazzi ad essere chiamato è Mateo, che quando riceve la telefonata è in casa. Suo padre è in coma all’ospedale mentre sua madre morì di parto. Poco dopo death-cast chiamò anche Rufus

  14. Avatar
    Ilaria Aspi dice:

    Rettifica della precedente. Mateo e Rufus sono due ragazzi di diciassette e diciotto anni, che vivono a New York, ma ancora non si conoscono. Poco dopo la mezzanotte del 5 settembre del 2017, vengono contattati al telefono da un servizio chiamato death-cast, il quale gli comunica che moriranno nel giro delle prossime 24 ore. Death-cast è una compagnia che ha il compito di comunicare alle persone quando moriranno. Il primo dei due ragazzi ad essere chiamato è Mateo, che quando riceve la telefonata è in casa. Suo padre è in coma all’ospedale mentre sua madre morì di parto. Poco dopo death-cast chiama anche Rufus che riceve la telefonata mentre sta prendendo a pugni il fidanzato della sua ex insieme ai suoi amici Malcom e Tagoe. Rufus è orfano e vive in una casa famiglia insieme ai suoi amici soprannominati i “Plutone”. Poco dopo la telefonata Rufus è costretto a scappare, perché il ragazzo che stava picchiando aveva chiamato la polizia, e lui non voleva passare il suo ultimo giorno in una cella. Quindi arrestano i suoi amici. Dopo essere scappato non aveva intenzione di vivere il resto delle sue ore da solo, quindi dopo aver visto un poster in strada con una pubblicità di un app, la scarica. Quest’applicazione si chiama last-friend ovvero “ultimo amico” che aiuta proprio le persone che hanno ricevuto la telefonata soprannominati “decker” ad incontrare una persona nella loro stessa situazione per vivere un’ultima giornata insieme.
    Grazie a quest’app Rufus è Mateo si conoscono e passano il resto della giornata insieme. Diventano grandi amici in poche ore. Parlano di tutto quello che avrebbero voluto fare nella vita, poi vanno a trovare il padre di Mateo all’ospedale in coma, la sua migliore amica Laila è sua figlia Penny. Insieme si divertono, provano a buttarsi con un paracadute in un locale in realtà virtuale, poi vanno in un posto dove possono visitare tutto il mondo in novanta minuti, sempre virtualmente e l’ultima cosa che fanno è andare ad un karaoke dove si accorgono di essere innamorati e si baciano. Finita la giornata gli amici di Rufus vengono scagionati e si abbracciano tutti insieme. Dopo Mateo porta a casa sua Rufus, dove vuole andargli a preparare un te ma muore bruciato. Rufus muore poco dopo ma non è specificato come. Questo libro è diviso in orari e non in capitoli, proprio per aggiungere tensione al lettore ed al tempo dei protagonisti che stava finendo. È un libro commuovente e che aiuta a riflettere sull’importanza della vita è fa venire voglia di godersi ogni giorno come se fosse l’ultimo. Da un momento all’altro potresti non avere più tempo.

  15. Avatar
    Matilde Rabai dice:

    Questo è sicuramente uno dei libri che mi ha trasmesso di più. In molte parti mi sono commossa e mi sono davvero sentita dentro la storia, dentro ai personaggi e perfino nei pensieri dei personaggi. Questo libro mi ha fatto capire che dobbiamo vivere, non solo esistere, che non sappiamo quando tutto potrà finire, quindi dobbiamo fare tutto quello che vogliamo senza rimpianti e senza troppe paure a frenarci, senza preoccuparci di quello che le persone potrebbero pensare di noi e vivere il momento. Mi ha anche fatto capire che ogni momento, bello o brutto che sia, con gli amici è sempre migliore e che questo insegna sempre qualcosa a tutti, non solo ai protagonisti.
    Questo libro ci insegna qualcosa di veramente fondamentale in un modo che travolge ed è scritto veramente molto bene, non con un linguaggio specifico e inarrivabile, ma con parole semplici che portano significati profondi.

  16. Avatar
    Chiara Sulca dice:

    Questo libro parla di come due sconosciuti,con personalità e vite completamente diverse, si possano incontrare durante il loro Ultimo Giorno e creare un rapporto di intimità e serenità l’uno con l’altro, un rapporto così forte che segnerà la loro vita. I protagonisti sono Rufus e Mateo, due ragazzi di New York che ricevono la chiamata da Death-Cast, con cui viene loro comunicato che nelle prossime 24 ore moriranno di una morta sconosciuta. Entrambi non sanno cosa fare e si sentono persi, finché decidono di scaricare Last-Friend, un’applicazione che fa conoscere i Deckers nel loro Ultimo Giorno. Si messaggiano attraverso l’applicazione e decidono di incontrarsi: durante le ore successive si conosceranno meglio e da completi sconosciuti diventeranno, l’uno per l’altro, le persone di cui hanno sempre avuto il bisogno. Girano la città in bici e vanno a visitare i loro cari per l’ultima volta. La storia mi ha fatto realizzare quanto corta a volte la vita possa essere per alcune persone e quanto loro purtroppo non abbiano il tempo di realizzare quello che avrebbero sempre voluto. Però mi ha fatto pure capire che sprechiamo troppo tempo a farci problemi inesistenti e che ci sono cose più importanti di cui preoccuparsi, dato che non sappiamo quando arriverà il nostro momento. Con lo svolgimento della vicenda ho cominciato ad affezionarmi ai personaggi, grazie alle loro personalità, perché io come lettrice capivo i loro dubbi e i loro sentimenti ed era quasi come se li conoscessi e questo ha reso la lettura molto piacevole e veloce. Penso che questo libro mi abbia aperto la mente perché mi ha fatto capire che io, a differenza di loro, ho la possibilità di andare avanti, fare ciò che voglio, e che le mie insicurezze non mi devono fermare, nonostante a volte sia più facile arrendersi davanti alle difficoltà. Questa storia ispira sentimenti contrastanti, tra tristezza, paura della morte, ed emozioni positive, perché i due protagonisti riescono a rendere l’ultima notte della loro vita indimenticabile.

  17. Avatar
    Maira Danisi dice:

    Ho cominciato questo libro quasi per caso perché, sì lo ammetto, mi stavo annoiando in quarantena. Già la presentazione in classe mi aveva incuriosito e quindi, quando l’ho visto tra i libri da poter leggere dal pc, mi sono detta “perché no?”.
    Devo ringraziare l’autore per avermi fatto riflettere a fondo sull’esistenza di uno o più aldilà (spero che il film della mia vita sarà interessante!), sulla presenza di una mano che ci guida nel nostro percorso e che comunemente chiamiamo “destino” e sulla brevità dell’essere.
    Durante la lettura del libro mi sono chiesta varie volte come sarebbe il mondo se Death-Cast esistesse davvero e l’unica riposta che mi sono data è che, personalmente, non risponderei MAI al telefono per la paura che sia la morte in persona a chiamarmi.
    Mi permetto di consigliare questo libro a chi non crede più nell’amicizia e nell’amore perché questa lettura ha il potere di far capire che questi due valori sono tra le cose più importanti della vita e che c’è sempre un motivo per credere in loro.
    Penso che si sia capito che mi è piaciuto veramente tanto, che mi ha fatto emozionare molto e che mi ha aiutato a leggere dentro di me e a conoscermi più a fondo; cercherò sicuramente altri libri di Adam Silvera sperando di poter rimanere coinvolta e stupita da una bellissima storia come lo è stata questa! 🙂

  18. Avatar
    Alejandro Corbizzi dice:

    questo libro mi piaciuto perché racconta di una nuova amicizia che riesce a legarsi molto velocemente tra due ragazzi, Mateo e Rufus, che si incontrano tramite l’app Last Friend per trascorrere il loro ultimo giorno insieme. I due infatti sono stati chiamati da Dead Cast, una associazione che nella loro società chiama determinate persone per farle morire in un giorno preciso. soprattutto mi ha colpito il finale inaspettato che rende questa storia fantasy profonda e riflessivo.

  19. Avatar
    Teresa Pacciotti dice:

    “L’ultima notte della nostra vita” è un romanzo con una trama affascinante. Due ragazzi, Mateo e Rufus, ricevono una chiamata da Death-Cast, un’agenzia che informa le persone sulla data della loro morte. I due ragazzi inizialmente non si conoscono e hanno due vite e trascorsi differenti: Mateo ha paura di vivere e ogni cosa lo spaventa, mentre Rufus ha un passato tragico alle spalle che lo rende aggressivo. Entrambi ricevono la chiamata il giorno stesso della loro morte, e nessuno dei due vuole passare l’ultimo giorno della propria vita in solitudine. Così si iscrivono ad un’app, che permette loro di trovare un “ultimo amico”. I due si incontrano. Il lettore si appassiona alla trama, perché vuole scoprire se i due giovani moriranno veramente, oppure continueranno a vivere. Viene da riflettere sul momento che tutti noi stiamo vivendo, un momento di reclusione totale. Non possiamo più relazionarci con le persone a causa della pandemia. Tutte le attività che prima svolgevamo in modo naturale e scontato, adesso ci sembrano lontane e difficili da realizzare. Andare a scuola o in palestra, uscire con gli amici o semplicemente andare a fare la spesa, adesso sono ricordi lontani. Ora rimpiangiamo tutti quei bei momenti perché facevano parte della nostra libertà di muoverci. Se avessimo immaginato ciò che sarebbe accaduto, forse avremmo posto un po’ più di attenzione. Avremmo salutato con un abbraccio più stretto la nonna che non riusciamo a vedere o avremmo fatto pace col compagno di classe che non amiamo. Tutti sappiamo che la morte arriva improvvisa e inaspettata. Questa pandemia non è la fine dell’esistenza, ma è una “morte” sociale. Ho riflettuto sull’importanza del coltivare rapporti sociali sinceri, perché tutto può cambiare in un attimo.

  20. Avatar
    Anna Manzoni dice:

    L’ultima notte della nostra vita

    Un libro più che bello, stupendo, meraviglioso, emozionante.
    Cosa fareste se sapeste che domani è l’ultimo giorno della vostra vita? Come e con chi lo passereste?
    Beh, Matteo e Rufus non hanno idee chiare ancora, ma hanno comunque uno scopo: vivere una vita in una sola giornata, provando nuove cose e nuove emozioni, andando in posti sconosciuti, e tutto questo non vogliono farlo da soli. Conoscendosi casualmente grazie a un’app, decidono di incontrarsi e di passare la giornata insieme. Il loro rapporto parte con un po’ di diffidenza, si sviluppa in un’amicizia meravigliosa, e si conclude con l’amore. La loro ultima giornata è talvolta interrotta da fatti inaspettati, ma i due amici riescono ugualmente a godersela al massimo: si conoscono perfettamente, fanno qualsiasi cosa di cui hanno voglia e alla fine riescono pure ad andarsene senza alcun rimpianto.
    Una storia davvero emozionante e commovente, che vi porta a pensare e a porvi domande su come avreste reagito se aveste avuto solo un giorno a disposizione, che porta a riflettere su temi importanti ma talvolta sottovalutati, quali l’amicizia e l’amore.

  21. Avatar
    marta lanfrancotti dice:

    Che cosa faresti se scoprissi che oggi è l’ultimo giorno della tua vita? Il 5 settembre, poco dopo mezzanotte, il servizio Death-Cast contatta Mateo Torrez e Rufus Emeterio per dargli una cattiva notizia: moriranno nel corso della giornata. Mateo e Rufus non si conoscono ma, per diverse ragioni, entrambi cercano un amico per passare l’ultimo giorno della loro vita. Esiste un’app per questo: si chiama Last Friend ed è così che Rufus e Mateo si incontrano. Entrambi sanno che il tempo a loro disposizione è già segnato, ma non hanno nulla da perdere e gli resta solo da vivere tutta una vita in un solo giorno. Questo romanzo ci ricorda che non esisterebbe la vita senza la morte e che è possibile cambiare tutto il nostro mondo in un solo giorno.

  22. Avatar
    Irene Cassandro dice:

    La trama di questo libro mi è piaciuta, ma secondo me non è stata sviluppata bene, i capitoli scorrevano lenti e non ti veniva voglia di leggere quello dopo. Verso la fine è arrivata un po’ più di suspance e non vedevi l’ora di finire. Il problema è che non tutti i lettori leggono i libri fino in fondo se non li convincono fin da subito.
    Io non vorrei essere avvisata da Death Cast, penso che non vivrei bene il mio ultimo giorno, magari farei delle cose che non avrei fatto se non avessi saputo che sarei morta sì, ma non avrei vissuto a pieno gli ultimi momenti della mia vita.
    Mi piace come sono strutturati i personaggi, avendo caratteri così diversi messi tutti insieme creano una perfetta armonia. Forse il personaggio che preferisco è Mateo, perché mi fa tenerezza, lui ha una paura che è diventata un po’ un’ossessione, ma con l’aiuto degli altri personaggi, soprattutto di Rufus, riesce a non pensarci. Avere paura di morire e rimanere chiusi in casa a diciotto anni non è molto bello.
    La cosa che frena per tanto tempo Mateo è la paura.
    Le persone veramente coraggiose sono quelle che sconfiggono le proprie paure.
    Quando diventi ossessionato dalla tua paura, è come se ti trovassi dentro una bolla, piano piano la bolla inizia a riempirsi d’acqua e se non la buchi ed esci soffochi lì dentro, dentro la paura. Fuori dalla bolla ci sono le persone importanti che ti tendono la mano, sta a te decidere di prenderla o meno. Irene Cassandro

  23. Avatar
    Caterina Nuti dice:

    L’ultima notte della nostra vita è un libro ambientato in un futuro in cui ognuno viene avvisato 24h prima della sua morte ed ha la possibilità di fare tutto ciò che avrebbe sempre voluto fare.
    Come all’inizio del libro viene scritto Oscar Wilde dice: “Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste e nulla più.” Infatti vivere non significa avere solo un cuore che batte ancora anzi una persona vive quando sa e riconosce che ogni giorno ha la sua determinata importanza, rimandare non serve a niente perché non possiamo sapere cosa ci potrebbe accadere il giorno dopo.
    Io leggendo questo libro mi sono correlata anche alla situazione attuale che si è creata grazie al Covid-19. Io conosco molte persone che con questa situazione hanno iniziato a soffrire di Agorofobia, la paura di uscire di casa.
    Questa fobia però potrebbe portare vari danni mentali, fisici ma anche di salute perché comunque l’uomo ha bisogno di uscire all’aria aperta per vivere. Infatti non dobbiamo aver paura di morire ma anzi di non aver mai neppure cominciato a vivere. Mateo, uno dei protagonisti dopo aver ricevuto l’avviso della sua improvvisa morte non vuole uscire per paura di morire solo grazie al suo nuovo amico conosciuto su last friend Rufus, anche lui un Decker, uscirà da casa sua.
    Questo libro mi ha insegnato soprattutto che non possiamo cercare di cambiare il destino perché se è quello che è destinato a noi allora succederà anche in questo modo. Dobbiamo accettarlo e fare in modo di passare il tempo che ci è destinato vivere con le persone a noi care e non essere tristi ma felici per gli ultimi attimi della nostra vita.

  24. Avatar
    Denise Duru dice:

    Il 5 settembre, poco dopo mezzanotte, il servizio Death-Cast contatta Mateo Torrez e Rufus Emeterio per dar loro una cattiva notizia: moriranno nel corso della giornata. Mateo e Rufus non si conoscono ma, per diverse ragioni, entrambi cercano un amico per passare l’ultimo giorno della loro vita. Esiste un’app per questo, chiamata Last Friend ed è così che Rufus e Mateo si incontrano. Entrambi sanno che il tempo a loro disposizione è limitato, ma non hanno nulla da perdere e resta solo da vivere tutta una vita in un giorno.
    Questo libro ci ricorda che dobbiamo vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, perché così, quando sarà veramente il giorno finale, saremo felici di aver fatto tutto quello che potevamo e volevamo fare.
    Ci ricorda anche come possa nascere, nei momenti in cui non ce lo aspetteremmo, l’amore verso qualcuno, indipendentemente dal sesso di quest’ultimo.
    Mi è piaciuto molto come libro e lo consiglierei ai miei coetanei. In più penso che, se Death-Cast esistesse anche nella vita reale, magari molte persone, durante il loro giorno “finale”, avrebbero la possibilità di fare ciò che hanno sempre desiderato, ma che non hanno ancora fatto, perché pensavano di avere altro tempo a disposizione.

  25. Avatar
    Sanie Hoxha dice:

    Leggere questo libro è come catapultarsi in un’altra dimensione, una dimensione in cui ci si trova davanti alla Morte in modo consapevole, ossia conoscendo già quando avverrà la nostra fine. In questo scenario l’autore Adam Silvera ambienta la storia di due ragazzi, apparentemente diversi, che alla fine impareranno a conoscersi meglio e a tirare fuori il meglio di sé. All’inizio ero un po’ titubante; l’autore non dà un quadro generale della particolare situazione e annuncia fin fa subito il finale: alla fine Mateo e Rufus moriranno. Non si sa bene in che modo si riesca a predire la morte di una persona e non viene nemmeno fatto presente.
    Non saprei come classificare questo libro. Di solito dopo aver finito di leggere un libro, mi faccio un’idea generale ed esprimo le mie considerazioni. Questo invece mi ha letteralmente spiazzato; parlare della morte, in questo caso da parte di due ragazzini miei coetanei quasi, mi ha fatto un certo effetto che non riesco a esprimere a parole.
    All’interno della narrazione si alternano principalmente le voci di Mateo e Rufus, i due protagonisti, anche se l’autore aggiunge anche dei capitoli sui personaggi secondari in cui racconta in linea di massima le loro vite.
    Secondo me questo tipo di narrazione è stato scelto in maniera astuta da Silvera; infatti, egli non vuole darci un riscontro sugli altri personaggi, ma darci un messaggio: la morte non potrà mai sopraggiungere perché proprio il ricordo delle persone le manterrà in vita. Le persone vivono nelle altre. Il ragazzo preso a pugni e scalzo si ricorderà per sempre quando Mateo lo ha aiutato, benché fosse molto malridotto, e gli ha donato le sue scarpe rimanendo lui stesso senza. Ecco cosa significa vivere.
    Formalmente il libro si presta bene a tutte le età e il linguaggio è abbastanza semplice; forse il messaggio un po’ meno perché implicito, ma comunque consiglio a tutti di leggerlo. Non è una lettura molto pesante perché scorre velocemente, infatti io personalmente avrei preferito che fosse un po’ più ricco di descrizioni, ma non mi dispiace nemmeno com’è tutt’ora.
    Buona lettura a tutti.

  26. Avatar
    Lapo Frosecchi dice:

    L’ ultima notte della nostra vita è un romanzo di formazione ambientato in un mondo, in cui la società, Death Cast, comunica telefonicamente alle persone il giorno della loro morte, questa informazione non serve ad impedire i decessi ma a permettere alla persone destinate a morire di sfruttare al meglio la loro ultima giornata.
    I personaggi principali sono due Deckers (coloro che ricevono la chiamata da Death Cast) Mateo, ragazzo timido, chiuso e preoccupato per come dovrà affrontare la propria morte, e Rufus che ha invece un atteggiamento opposto a quello di Mateo, è infatti aggressivo, estroverso ed è pronto a vivere a pieno il suo ultimo giorno; ma sarà proprio la loro diversità che permetterà loro di imparare molto l’ uno dall’ altro.
    Il libro non presenta una trama articolata e complessa ma punta soprattutto ad analizzare gli stati d’ animo dei personaggi, i problemi e le situazioni difficili in cui si trovano.
    La storia è commovente ma anche molto intensa perché man mano che si entra nel vivo del racconto più ci si immerge nelle vite dei due protagonisti da sentire le loro sensazioni e le loro paure.
    Inoltre il romanzo non analizza solamente i pensieri e le emozioni dei due protagonisti ma anche lo stato d’ animo di altri personaggio secondari che comunque vivono situazioni difficili: come la migliore amica di Mateo, Lidia che si trova sola con un figlio, il gruppo di amici di Rufus, che sonno di stare per perdere una persona molto importante e tanti altri personaggi che sono analizzati in poche pagine ma dei quali possiamo capire molto del loro carattere.
    Il libro invita i lettori a non sprecare nemmeno un attimo, ma a vivere come se ogni momento fosse l’ ultimo, i due protagonisti infatti sapendo che gli restano meno di 24 ore di vita cercano di compiere tutto ciò che non hanno mai potuto fare e capiscono soltanto nel loro ultimo giorno che non è la morte ma è il non vivere che li spaventa di più.

  27. Avatar
    Elisa Orlando dice:

    Questo libro, ricco di spunti di riflessione, dovrebbe essere letto da ogni ragazzo, possibilmente in meno di 24 ore. I protagonisti, infatti, moriranno nell’arco della giornata ed è giusto che il lettore viva con loro senza distrazioni. La spontaneità e la semplicità con le quali Adam Silvera riesce a narrare le avventure di Rufus e Mateo sono disarmanti. Amore, sofferenza, perdita , amicizia e destino si combinano nelle pagine del romanzo. Cosa farei se scoprissi che sto per morire? Probabilmente l’opposto di quello che hanno fatto Rufus e Mateo. Questo romanzo è invece uno spunto per credere in noi stessi e vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. Leggendo questo bellissimo libro mi sono anche resa conto di quanto il cellulare ostacoli i ragazzi. Spesso per “vivere” aspettiamo una notifica che ci dia il permesso. Adam Silvera ci invita invece a rischiare e a dare importanza ai veri valori della vita.

  28. Avatar
    Angela Caputo dice:

    Poco dopo mezzanotte del 5 settembre, Death-Cast chiama due adolescenti (Rufus e Mateo) per dire loro che moriranno nel corso della giornata. I destinatari del messaggio non si conoscono ma tutti e due cercano un ultimo amico. Esiste un’app: Last-Friend e così Rufus e Mateo si incontrano. Sanno di aver poco tempo, ma cercano di passare un magnifico ultimo giorno insieme.
    Mi è piaciuto che un’amicizia tra due sconosciuti sia diventata amore.
    Consiglierei il libro perché mi ha fatto riflettere sul fatto che con gli amici i momenti sono sempre belli e che dobbiamo imparare ad apprezzarli sempre di più.

  29. Avatar
    Sofia Wilson dice:

    “Cose più grandi di noi” di Adam Silvera é un libro originale ed emozionate soprattutto per noi ragazzi che veniamo catturati dalla memorabile storia dei due protagonisti, nostri coetanei, Rufus e Mateo. Il libro è piacevole e scorrevole grazie agli immancabili momenti di tensione. E’ incredibile come l’autore sia riuscito a riempire più di 300 pagine con la descrizione e la narrazione di una sola notte. Come altri libri per ragazzi, anche “L’ultima notte della nostra vita” è suddivisa in capitoli raccontati ogni volta dal punto di vista di un personaggio diverso. Personalmente penso sia questo a non far risultare il libro noioso e monotono, bensì incuriosisce il lettore. Mi è piaciuta tanto anche la modernità e l’attualità che il libro tratta (non faccio riferimenti specifici altrimenti spoilero), ma al contrario non sono rimasta totalmente soddisfatta del finale. Consiglierei questo libro a chi cerca qualcosa di innovativo e diverso dal solito romanzo per ragazzi.

  30. Avatar
    vittoria giotti dice:

    L’ultima notte della nostra vita, libro che ha suscitato in me mille emozioni. Non riuscivo a smettere di leggerlo, una pagina tirava l’altra, la voglia di sapere come e se quei due ragazzi fossero veramente uno strappo alla regola, se avessero passato la loro ultima giornata nel migliore dei modi, se il padre di uno dei due protagonisti si sarebbe risvegliato, insomma la curiosità era tanta. Certo non posso dire che sia un libro allegro perché non lo è affatto, ma anche nella sua tenebrosità mi ha aperto gli occhi a quella che è veramente la morte, e non in senso negativo, ma con una, anche se sottilissima, sfumatura di verità e di allegria. E’ un libro pieno di punti interrogativi e colpi di scena, una specie di storia d’amore inserita in un contesto abbastanza sinistro, se così si può definire, senza però un lieto fine. Questo libro non solo mi ha affascinato, ma ha anche scatenato in me tante di quelle domande che neanche io so dargli una risposta: “Rufus è ancora vivo?” “il loro amore è stato solo un abbaglio dovuto alla paura della morte o un amore vero?” “si saranno goduti al meglio la loro giornata?” , a queste domande lascio alla vostra curiosità una risposta, ma questa è la domanda che ha incasinato maggiormente i miei pensieri, e a cui non so dare una risposta “e se Death-Cast esistesse davvero?” sinceramente non so se vorrei davvero sapere quando e se morirò; la morte è una cosa che purtroppo arriva per tutti, a chi prima e a chi dopo, ma non sono sicura di voler sapere davvero quando “arriverà la mia ora”.

  31. Avatar
    Alessia Fantoni dice:

    Il libro “L’ultima notte della nostra vita” è molto carino perchè ha un linguaggio molto semplice e quindi molto facile da comprendere.Mi è piaciuto tanto il sentimento di amicizia che all’inizio si è instaurato tra i due protagonisti,ovvero Mateo e Rufus,il fatto di doversi aiutare l’un l’altro e di dover provare nuove esperienze insieme.L’unica parte che mi ha fatto rimanere triste è stato il finale,perchè Matei muore e Rufus piange, ed è una cosa molto brutta perdere un amico e in generale una persona a cui si tiene.

  32. Avatar
    Carlotta Bulli dice:

    Molto avvincete la storia, e devo dire che anche per chi non è amante dei libri (un po’ come me) esso scorre davvero bene, ho scalpitato per sapere come sarebbe andata finire.
    Consiglio la lettura del libro a chiunque abbia voglia di piangere un po’, veramente drammatica la storia, ma tra un pianto e l’altro uno dei due protagonisti, Rufus, riesce a strapparti un sorriso con la spensieratezza e l’ironia con cui si sta preparando a morire.
    È una lettura apparentemente tranquilla, ma in grado di portare a riflessioni profonde e tragiche, riesce a farti riflettere sulla tua vita, e credo che a chiunque abbia letto questo libro sia venuto spontaneo chiedersi:” sto vivendo come vorrei?” oppure “cosa farei se sapessi che in ventiquattro ore morirò?”.
    In poche parole questo libro ti fa venire i dubbi esistenziali, ma riesce anche a darti “una carica” tale da farti dire che è arrivato il momento di vivere come vuoi, come se ogni giorno fosse il tuo “Giorno Finale”.

  33. Avatar
    Niccolò Magnelli dice:

    “L’ultima notte della nostra vita”è un romanzo di Adam Silvera pubblicato il 5 settembre 2017. Silvera è nato a New York il 7 giugno 1990, ha lavorato come scrittore di recensioni per bambini e adolescenti e come community menager presso un’agenzia di creazione di contenuti prima di diventare un autore amato nel panorama “young adult”. Ha scritto diversi libri per adolescenti come “Può succedere anche a noi?”, “Infinity son” e lo stesso “L’ultima notte della nostra vita”; tutti bestseller del New York times. “L’ultima notte della nostra vita” è ambientato a New York in un mondo in cui esiste “death cast”, un servizio che avvisa le persone che moriranno nelle prossime ventiquattro ore. Mateo Torrez e Rufus Emeterio sono due ragazzi che vengono contattati da death cast la notte del 5 settembre, per comunicare loro che moriranno nel corso della giornata. I due non si conoscono ma entrambi cercano un amico per trascorrere l’ultimo giorno della loro vita; così, tramite l’app “Last friend”, Rufus e Mateo si incontrano. I due hanno diverse personalità, Mateo è un ragazzo tranquillo, timido e riservato, mentre Rufus è disinvolto e socievole; tuttavia hanno una cosa in comune: il loro tempo sta per finire e non hanno nulla da perdere. Questo romanzo, nonostante una cornice drammatica, riesce ad infondere al lettore un senso di speranza che rimane flebile ma costante per tutta la lettura, e che spicca nei momenti di maggiore intensità. Quest’opera ci ricorda che non esisterebbe la vita senza la morte e che bisogna vivere a pieno ogni momento della nostra esistenza. Come si intuisce dalle parole di Jhon A. Shedd, citate dall’autore all’interno del romanzo, “una nave in porto è al sicuro, ma non è per questo che si costruiscono le navi”. Il racconto di Silvera è coinvolgente e affascinante, poichè affronta argomenti fondamentali e complessi della vita, come l’amicizia e la morte. Scritto in forma scorrevole e intrigante, questo libro è in grado di catturare il lettore fin dalla prima pagina e di fargli balenare in testa una martellante domanda: se esistesse davvero il servizio di “death cast”, che mondo sarebbe?

  34. Avatar
    Giulia Fiore dice:

    Questo libro mi ha presa fin da subito ed è riuscito, grazie alla sua originalità, a catturare la mia attenzione fin dalle prime pagine. La trama è molto carina, e, a parer mio, le parole e terminologie usate sono tali da rendere questo libro adatto a lettori di qualsiasi età! Nient’altro da aggiungere, mi è piaciuto veramente tanto.

  35. Avatar
    Andrea Pieralli dice:

    Come sarebbe la tua reazione se ti dicessero che hai massimo 24 ore prima di morire? Tra le tante persone che ricevono queste telefonate, due ragazzi, Rufus e Mateo, grazie ad una applicazione, si conoscono e trascorrono tutta la loro ultima giornata insieme, raccontandosi della propria vita e condividendo le loro ultime emozioni. Una storia molto commovente, che mi ha aiutato a capire il vero valore di un’amicizia, mi ha trasmesso il fatto che non importa da quanto tempo due persone si conoscono ma il rapporto tra queste due.

  36. Avatar
    Sara Giannini dice:

    Dalla descrizione ci si aspetta subito un libro su una storia d’amore e morte, probabilmente romantico, commovente, con un po’ di fortuna non sdolcinato né troppo “tipico”. Ma intrigante. Leggendolo si entra in contatto con un mondo nella sua interezza, mondo dove storie di vite si intrecciano con morti e morti con vite nel creare una trama complessa e ad ampio spettro, piena di sfaccettature che riflettono la vita e il punto di vista non solo dei due protagonisti, ma di tutta l’atmosfera che li circonda; considerata poi la massiccia quantità di storie dove un amore si trova sempre a fronteggiare la morte quasi certa di uno o entrambi i protagonisti, il libro riesce a staccarsi e distinguersi dalla massa, operazione nient’affatto banale. E, come tutti quei libri che ti cambiano la giornata una volta letti, lascia quella catartica sensazione di nodo allo stomaco che mette di buonumore, ecco: è un libro che reindirizza la giornata. Romantico innegabilmente, ma in una giusta quantità.

  37. Avatar
    Andrea Rizzon dice:

    Molto interessante. Mi ha fatto davvero riflettere, sul senso della vita e della morte. I due protagonisti sono ben caratterizzati e delineati e non vanno contro la loro personalità praticamente mai cosa molto difficile da applicare per uno scrittore. Mi sono piaciute molto le interruzioni intermediarie che raccontano alcune cose anche di altri personaggi oltre ai due protagonisti. Stimo particolarmente lo scrittore per il modo in cui ha dato voce ai personaggi durante i capitoli narrato da loro e come sia estremamente facile capire chi sia il narratore dal modo di esprimersi. Trovo affascinante il modo in cui l’autore abbia messo in contrapposizione questi due personaggi molto diversi e allo stesso tempo molto simili. Non ho trovato alcuna parte del libro in cui non mi sia interessato a ciò che stesse accadendo, consiglierò volentieri anche ad altre persone se ne avrò l’occasione.

  38. Avatar
    sofia corti dice:

    L’ULTIMA NOTTE DELLA NOSTRA VITA.
    AUTORE= Adam Silvera
    CASA EDITRICE= Il castoro.

    TRAMA:
    Era la notte del 5 settembre, scattata da poco la mezzanotte quando Mateo e Rufus vengono contattati dalla Death-Cast, un’organizzazione che si occupa di comunicare con una telefonata a chi è destinato a morire nelle seguenti 24h. Questi due ragazzi ancora diciottenni non si conoscono, fanno vite completamente diverse, ma la malinconia delle ultime ore li spinge a cercare un ultimo amico con cui passare le ultime ore della loro vita. E’ grazie a questo che Rufus e Mateo riescono a conoscersi e si dedicano le ultime ore della propria vita l’un l’altro, vivendo così in una sola giornata quello che sino a quel momento non erano mai riusciti a vivere. Mateo è un ragazzo, pauroso, orfano di madre e ha il padre in coma nella sua stessa casa, egli non ha amici, le uniche persone che ha vicino sono Lydia e Penny, ma essendo molto riservato fino ad ora non era riuscito a vivere a pieno la sua vita.
    Rufus, invece, è l’opposto di Mateo, un ragazzo orfano che vive insieme a due suoi amici, da sempre è un ragazzo forte e ribelle.
    Una volta ricevuta la tragica notizia, Mateo e Rufus decidono di partecipare a Last-Friend ed è così che si conoscono e nonostante la paura decidono di trascorrere l’ultimo giorno al mondo insieme, passando da un luogo ad un altro di New York, compiendo esperienze che segneranno la loro vita e provando sentimenti che, vivendo realmente, non avrebbero mai provato. Ma il destino di questi due ragazzi appena diciottenni è davvero segnato? Finirà davvero la loro vita?

    COMMENTO:
    Come reagiresti se ti venisse detto che tra 24h la tua vita giungerà al termine? Cosa faresti al posto di Rufus e Mateo?
    Tra i libri dell’libernauta questo è stato sicuramente uno dei miei preferiti.
    Si parla di fantascienza, cose che nel mondo reale non accadranno mai e poi mai, ma che riescono veramente a intrigarti come se al posto dei protagonisti ci fossi tu. Un libro bellissimo, che ti fa capire quanto è preziosa la vita ma anche quanto essa può rivoltarsi da un giorno all’altro. Leggendo questo libro ho imparato che di vita ce n’è solamente una e va vissuta al meglio, senza pensare.

  39. Avatar
    Thomas Loi dice:

    Come vivrei l’ ultimo giorno della mia vita? Senza troppi giri di parole lo vivrei con la mia famiglia, almeno per l’ ultima volta…
    Questo libro mi ha toccato molto, nel senso che mi ha fatto riflettere davvero tanto sulla vita e l’ opportunità che noi abbiamo e che la avremo solo una volta; il, libro narra di due uomini di nome Rufus e Mateo che il servizio Death-Cast, li contatta per informarli che la loro vita sta per finire in giornata, è giunta al termine. I 2 si incontrano grazie ad un’ App di nome “Last Friend” che ti permette appunto di trovarti degli amici; ed così loro si incontrarono.
    Come hanno vissuto l’ ultimo giorno della loro vita? Beh vivendo una intera e dico intera vita, in un solo e unico giorno! Questo libro da veramene tanti consigli sulla vita e vi fa, almeno a me, riflettere molto e pensare. I consigli o almeno le frasi da “apprezzare” sono le seguenti, prese gentilmente dalla descrizione del libro: non esisterebbe la vita senza la morte, né l’amore senza il sentimento di perdita. E che è possibile cambiare tutto il nostro mondo in un solo giorno. Per chi ha bisogno di ricordare che ogni giorno è importante. Un’intensa storia d’amore definita dal destino fin dall’inizio.

  40. Avatar
    camilla fortezza dice:

    È appena passata la mezzanotte quando Mateo Torrez riceve La Chiamata da Death-Cast che gli comunica che nel corso delle prossime ventiquattro ore lui morirà. Mateo ha solo diciotto anni. Sua madre è morta dandolo alla luce e suo padre è in coma da tempo dopo un incidente sul lavoro. È da solo, e spaventato, e quando il messaggero della Death-Cast gli dice ciò, si pente di non essere mai uscito dai suoi schermi e di non aver mai osato. Mateo vorrebbe uscire e vivere il suo Ultimo Giorno da ragazzo coraggioso, ma non è sicuro di poterlo fare da solo. Perciò, scarica un app che permette di trovare un Ultimo Amico: LastFriends. Questa app aiuta i Decker come lui (cioè quelle persone a cui è stato annunciato che moriranno nel corso del giorno successivo) a entrare in contatto e a passare insieme il Giorno Finale. È lì che Mateo entra in contatto con Rufus, quello che diventerà il suo Ultimo Amico.
    Rufus Emeterio ha ricevuto la chiamata qualche minuto dopo Mateo, mentre era impegnato in una rissa. È un diciassettenne in affido dopo che, quattro mesi prima, tutta la sua famiglia – madre, padre e sorella – hanno ricevuto La Chiamata e sono morti annegando nella loro auto nel fiume Hudson. L’unica cosa bella ricavata da tutto quel dolore, sono gli amici che ha trovato nella Casa Famiglia (che loro chiamano Plutone): Malcolm, Tagoe e Aimee .
    Mentre le ore scorrono lentamente e al contempo velocissime, accompagniamo Mateo e Rifus in giro per la città, osserviamo New York attraverso i loro occhi, conosciamo la loro vita tramite i loro racconti.
    Riuscirà Mateo a trovare un po’ di coraggio dentro di sé e a buttarsi, senza timore di cosa gli altri potranno pensare? E riuscirà Rufus a dimenticare la rabbia e a essere grato di aver avuto quegli altri quattro mesi e, soprattutto, quell’Ultimo Giorno con una persona così speciale?
    È un romanzo meraviglioso che andrebbe letto da chiunque.Un romanzo che regala emozioni e profondità. Due personaggi che si fanno amare nel giro di una riga e che fino all’ultimo speriamo non muoiano Un romanzo che mi ha commosso fino alle lacrime.Trasmette un messaggio per me molto importante: bisogna vivere. Non importa quando scade il tempo. Bisogna vivere ogni giorno come se ce ne fossero altri cento e al contempo come se fosse l’ultimo. Bisogna uscire dalla propria zona di confort e buttarsi in qualcosa di inaspettato. Bisogna circondarsi delle persone che amiamo e che ci amano e ricordare ogni giorno che non siamo soli. Bisogna abbracciare stretto il tempo e rendere ogni singolo secondo indimenticabile.

  41. Avatar
    Vittoria Masti dice:

    Ho apprezzato molto questo libro perché l’ho trovato molto commovente e coinvolgente.
    La storia parla di un mondo in cui, nelle prime ore della giornata in cui morirai, verrai informato della tua fine da Death Cast. Viene raccontata in particolare la storia di Mateo e Rufus, due ragazzi che hanno ricevuto l’avviso e i cui destini si incroceranno. Il personaggio a cui mi sono affezionata di più è Mateo, infatti abbiamo molte cose in comune e lo trovo molto simile a me sotto numerosi aspetti. Trovo fantastico lo sviluppo di questo personaggio e il fatto che riesca ad aprirsi, a essere sé stesso e a vivere veramente, anche solo per un ultimo giorno.
    Credo che il libro affronti dei temi molto importanti, come il trauma e i sensi di colpa che molti ragazzi devono affrontare dopo aver perso i propri cari. Mi sono piaciute molto anche le brevi storie dai punti di vista di personaggi secondari e comparse, che mostrano che forse l’annuncio della propria morte prima che questa accada non è una buona cosa, dato che molti personaggi sono deceduti proprio provando a salvarsi.
    La storia mi ha preso particolarmente e ho apprezzato soprattutto, per quanto spiacevole, la morte di Mateo, che è accaduta nel modo più inaspettato e che ha rappresentato un colpo di scena notevole.
    Questo libro insegna che la vita va vissuta a pieno, perché non si può sapere quando questa finirà, e che per farlo bisogna prendersi dei rischi. Oltre a questo insegna anche che non bisogna aver paura di sé stessi e dei propri sogni, qualunque essi siano, e che, al contrario, vanno inseguiti senza nascondersi.

  42. Avatar
    Lorenzo Noviello dice:

    Questo libro rappresenta l’ultimo giorno di vita di due ragazzi.Mateo e Rufus sono appena stati chiamati dal Death-cast e gli è stato appena detto che sarà l’ultimo giorno della loro vita. I due si incontrano e fanno tutte le cose che avrebbero sempre voluto fare. Il libro si rivela allo stesso tempo inquietante e bello,tragico e pieno di speranza. Il libro insegna che è possibile cambiare tutto il nostro mondo in solo giorno.. La lettura mia ha entusiasmato molto e ha creato in me quella suspence che ha reso la lettura ancora più coinvolgente

  43. Avatar
    Lali Pieri dice:

    L’autore di questo libro è Adam Silvera, un giovane autore americano.
    Questo libro mi ha colpito, perchè l’intera storia si basa su un solo giorno,ovvero il 5 settembre del 2017 e il tutto è scandito dagli orari.
    Già dall’inizio conosciamo Mateo Torrez, un giovane ragazzo di diciotto anni che vive solo, perché la sua mamma è morta lo stesso giorno in cui lui è nato e il padre è in coma. A 00:22 del 5 Settembre, arriva una telefonata a Mateo da parte di Death-cast, che è il servizio che avverte le persone dicendo che durante quel giorno moriranno. La vita di Mateo, fino ad allora, è stata molto monotona e per questo motivo lui vorrebbe, a questo punto, cambiarla. Lui ha solo una migliore amica, Lidia.
    Rufus Emeterio è un altro ragazzo che riceve la stessa chiamata da Death-Cast nella stessa notte di Mateo. Lui ha diciassette anni e vive in una casa-famiglia, perché ha perso i genitori e la sorella da poco tempo. Lì dentro ha fondato con Malcom, Tagoe e Amiee, altri ragazzi che stanno nella casa-famiglia, il gruppo dei PlUTONI.
    Mateo e Rufus scaricano e si iscrivono all’app di LastFriend, per passare l’ultimo giorno insieme. Mi è piaciuta fin dall’inizio l’amicizia tra Mateo e Rufus, perché pur essendo molto diversi tra loro, si completano a vicenda e diventano amici. Mateo è insicuro, spaventato, mentre Rufus è pronto a vivere il suo ultimo giorno. Ho apprezzato il fatto che hanno avuto un bel legame, pur essendo sconosciuti fino a poco prima e che alla fine scoprono di amarsi, malgrado tutte le difficoltà incontrate.
    Il libro è scorrevole e lo consiglio anche a un pubblico di lettori adulti, non solo adolescenti. Il voto che darei a questo libro è sette.

  44. Avatar
    Veronica Zingales dice:

    Ogni persona che riceve una banale chiamata sa esattamente che entro delle ore, loro moriranno, ma non sanno come. Rufus e Mateo riceveranno la telefonata, per avvisarli che presto moriranno, ma nel frattempo loro vivono la loro vita, più che possono, facendo cose che non hanno mai avuto il coraggio di fare. In realtà leggendo questo libro possiamo vedere che i due protagonisti sono molto simili, Mateo, un ragazzo buono e ingenuo, troppo per la vita che ha, decide di rimanere a casa fino a che il suo nuovo amico Rufus andrà a casa sua. Rufus è un ragazzo troppo giovane per morire, come Mateo, con un passato non bello, che insegnerà a Mateo quanto la vita possa essere bella.

  45. Avatar
    Giada Baldini dice:

    Quella di Mateo e Rufus non è una storia come tutte le altre. È una storia che, in un certo senso, presenta e parla della morte come fosse una vecchia amica. Due coraggiosi ragazzi, oramai con il destino segnato, che decidono di non arrendersi e combattere per la loro vita, per la libertà e per l’amore fino a che hanno battito nel proprio cuore. È un libro coinvolgente e pieno di emozioni, pienamente consigliato a chi desidera versare qualche lacrima (che sia di gioia o di tristezza).

  46. Avatar
    Mauro Mancone dice:

    Cosa vorresti fare se sai che la giornata che stai vivendo fosse l’ultima? Immagina di aver ricevuto una chiamata che annuncia un evento del genere, come la prenderesti? Da lì penso che farei una corsa alle “emozioni” che spesso tutti i giorni diamo per scontate, come un abbraccio ai propri cari, oppure uscire con gli amici che avvolte ci capita di trascurare. Questo fa rivivere le emozioni di alcuni ragazzi, incontrati per caso, che decidono di passare il loro ultimo giorno insieme. Fa riflettere anche su come spesso non sfruttiamo “l’attimo fuggente” perché tanto c’è un domani. Considero questo libro molto interessante che ti fa soffermare a riflettere se vale la pensa “rimandare al giorno” dopo perché proprio come insegna la trama, non rimandare mai a dopo quel che puoi fare ora.

  47. Avatar
    Bianca Bastianelli dice:

    L’ ultima notte della nostra vita
    Come diceva Jimmy Fontana “il mondo non si è fermato mai un momento”, e oggigiorno neanche noi.
    Abbiamo sempre qualcosa da fare, per qualche ragione abbiamo sempre fretta e mai spazio per fermarci e prenderci una pausa.
    Ma penso proprio che quando ti dicono che ti rimangono solo 24 ore di vita, allora sì che cominci a correre.
    Quando sai che morirai puoi fare solo due cose:arrenderti, prendere consapevolezza della morte e aspettarla. Oppure iniziare a vivere.
    Ma forse nella morte c’è un ultimo spazio per l’ amore…
    O almeno è quello che speriamo durante tutta la lettura di questo orribile, affascinante romanzo.
    Questo libro è molto intrigante ma allo stesso tempo anche inquietante.
    Io spero che questo rimanga sempre e solo un libro, poiché solo all’idea di sapere quando morirò mi assale un terribile senso d’ ansia.
    Il libro mi ha fatto riflettere molto e anche se per adesso nessuno è in grado di preannunciarci la nostra morte, questo libro ci ricorda di vivere pienamente, poiché da un momento all’altro potremmo smettere di esistere e probabilmente nel giro di pochi anni nessuno ci ricorderà più.

  48. Avatar
    Sofia Costanzo dice:

    “Non bisogna avere paura di morire, ma di non aver neppure cominciato a vivere.”
    Ricevere la chiamata di Death Cast e sapere che entro ventiquattro ora la vostra vita sarà finita è diventato normale, una cosa da tutti i giorni. Certo, è così che viene visto, ma soltanto finché riguarda gli altri. Nessuno vuole morire. Neanche Mateo, un ragazzo che si è isolato dal mondo per paura, la cui vita gli è passata davanti come un film e lui neanche si è accorto di esserne il protagonista. Neanche Rufus vuole morire, lui che ha perso tutta la sua famiglia in un incidente e non sa cosa vuole dal futuro.
    Esiste un’app, Last Friend, che permette a coloro che hanno ricevuto la chiamata di passare la giornata con un nuovo amico, l’ultimo amico.
    Mateo. Rufus. L’ultimo giorno che hanno la possibilità di vivere.
    Leggendo questo libro ho pensato spesso: “Sarei pronta a ricevere la chiamata? Avrei rimpianti?” Onestamente, devo ammetterlo, no, non sarei per niente pronta, mi pentirei di non aver fatto alcune cose.
    Questa storia, a primo impatto, potrebbe sembrare un cliché, qualcosa di visto e rivisto, ma in realtà mi ha fatto riflettere più di moltissimi altri libri: spesso non viviamo la nostra vita al massimo e, quando scopriamo di non avere più tempo, è in quel momento che vediamo ciò che abbiamo sprecato, quante occasioni abbiamo buttato via. E per cosa? Paura? Vergogna? Noia? Nessuna di queste dovrebbe essere un freno per il poter vivere davvero. Consiglio vivamente questo libro, che, lo ammetto, inizialmente avevo sottovalutato: vi farà riflettere sull’importanza del rischiare sempre, del provare a buttarsi e non temere ciò che non conosciamo. Inoltre anche i sentimenti vengono messi in risalto, e così anche i rapporti fra le persone: l’amore e l’amicizia, senza i quali non si può dire di aver vissuto veramente, avranno ruoli fondamentali in questa storia

  49. Avatar
    Annapia Fiore dice:

    È la notte del 5 Settembre 2017 quando Rufus Emeterio e Mateo Torrez ricevono la chiamata che scombussolerà le loro vite per sempre; e, a dire il vero, farà anche in modo che esse giungano al termine.
    La chiamata in questione arriva da Death Cast, un centralino telefonico che si occupa di avvisare le persone della loro imminente morte.

    Rufus e Mateo hanno entrambi diciotto anni, non si conoscono e conducono due vite diverse: entrambi newyorkesi, Mateo aspetta il giorno in cui il padre, ormai in coma, si risvegli. D’altra parte Rufus vive un’esistenza più spericolata, vivendo l’attimo (correndo anche non pochi rischi).
    Le loro vite sembrano essere due binari ferroviari, ma cosa accadrebbe se questi due binari si incrociassero? E se fosse un app a fare tutto?

    Questa la semplice premessa de “L’ultima notte della nostra vita” di Adam SIlvera (Harper Collins Editore).

    Attraverso numerosi, ma brevi capitoli, narrati a più voci, l’autore racconta di una storia che difficilmente i lettori si scorderanno. Un po’ per l’intensità di essa, dell’amicizia e in seguito breve relazione che lega i due personaggi principali e un po’ per l’intreccio eccellente “L’ultima notte della nostra vita” è un eccellente libro per chi ha bisogno di ricordare che ogni giorno è degno di essere vissuto.

    Voto: cinque/cinque.

  50. Avatar
    Vanessa Terzani dice:

    “L’ultima notte della nostra vita”, libro così intitolato dal suo autore Adam Silvera, è un romanzo che ha l’obbiettivo di ricordarci che non esisterebbe la vita senza la morte. Il messaggio ci arriva attraverso i due protagonisti: Mateo e Rufus. I due hanno in comune non solo la città in cui vivono ma anche il destino: entrambi sono stati avvisati da death-cast che moriranno nel giro di un giorno. Dopo essersi incontrati su un app per “ultimi amici” i due si troveranno a dover vivere la loro intera esistenza in sole 24 ore. Le avventure che condivideranno, come quella all’interno della travel arena o come la morte scampata vicino alla libreria, li avvicinirà ancora di più tanto da far nascere un amore che terminerà con un drammatico finale.
    Tra il dolore e l’inquietudine il libro ci invita a riflettere sul modo in cui decidiamo di vivere la vita ma soprattutto, ci viene posta indirettamente la domanda “Cosa faresti se scoprissi che oggi è l’ultimo giorno della tua vita?”.

  51. Avatar
    Mila Biagioni dice:

    Questo libro mi è piaciuto davvero tanto perché
    fa riflettere molto sulla vita e su quanto delle volte viene sprecata, è straziante quando i due ragazzi capiscono di aver vissuto una giornata così bella perché piena di amore e di vincite contro la quasi morte, da paragonare a una vita intera. Mi chiedo: e se facessimo sempre come se fosse l’ultimo giorno della nostra vita?
    Non dobbiamo sprecare le opportunità che adesso abbiamo, dobbiamo fare come se ogni giorno ricevessimo una chiamata. Dopo questo libro penso che darò più attenzione alle piccole cose.

  52. Avatar
    Ginevra Paggetti dice:

    Il libro “l’ultima notte della nostra vita” mi è piaciuto davvero molto; credo che unisca tanti temi importanti come l’amicizia, l’amore, la morte, la paura, e l’importanza della vita. L’idea del “death cast”, il servizio che contatta le persone informandole che moriranno entro 24 ore, mi ha colpito moltissimo; vorrei tanto che esistesse davvero, così da dare l’occasione di poter vivere un ultimo giorno indimenticabile a tutti.
    Entrambi i personaggi hanno delle storie pazzesche, ed è per questo che sono fortissimi; se mi trovassi nelle loro situazioni familiari non so come mi comporterei.
    Se avessi l’opportunità di avere un “ultimo giorno” farei tutto quello che mi passa per la mente, comprese anche molte delle cose che hanno fatto Rufus e Mateo: come il giro del mondo in 80 minuti e la simulazione delle montagne russe.
    inoltre il finale mi ha sorpresa moltissimo, ovviamente mi ha lasciata con il dubbio e avrei preferito sapere che fine fa Rufus, ma mi accontento così, provando a sperare che lui non morirà e la sua chiamata sia stata un errore.
    Credo che questa sia una delle storie più commoventi e belle che abbia mai letto, nella quale non posso rispecchiarmi, perché non ho idea di come reagirei ad una telefonata in cui mi comunicano che è il mio ultimo giorno di vita, è inimmaginabile come cosa.
    però dove ho imparato che ogni singolo giorno è importante e che è possibile cambiare tutto il nostro mondo e destino in una sola giornata.

  53. Avatar
    Margherita Congiu dice:

    “L’ultima notte della nostra vita” è uno dei libri più belli che abbia mai letto. La storia all’inizio può sembrare banale, perché si pensa sia la solita storia sdolcinata di due adolescenti che si incontrano per caso e si innamorano follemente, ma qui è molto di più di una relazione. Insieme, Mateo e Rufus, imparano a vivere e ad amare. Appena si sono baciati giuro che ho fatto un mega sorriso da ebete e non riuscivo più a togliermelo dal viso.
    La cosa che mi ha colpito di più è che questi ragazzi si conoscono da meno di in giorno e si sono stravolti le vite, hanno colmato quel piccolo vuoto, che tutti sentiamo, proprio prima di morire. Uno dei miei desideri più grandi è questo, colmare quel profondo ma allo stesso tempo piccolo vuoto che c’è sempre dentro di te.
    Allora, parliamo del finale… STAVO PER PIANGERE. Devo fare una grossa critica allo scrittore, Adam Silvera, per modo in cui fa morire Mateo, non è ammissibile che per aver acceso i fornelli muoia. E’ stato un pugno nello stomaco molto, molto forte, come l’ultima frase con cui il libro finisce. Mi ha tolto il fiato, in modo positivo perché giuro che lo rileggerei per riprovare tutte quelle sensazioni per la prima volta.
    Concludo consigliandovi vivamente e con tutto il cuore questo libro.
    Margherita Congiu

  54. Avatar
    Maya Sali dice:

    Ho trovato questo libro davvero interessante. Ciò che mi ha colpito di più e che mi ha spinto a leggerlo, è stato il tema molto particolare: come si comporta una persona sapendo che sono le sue ultime 24 ore di vita? Non avevo mai trovato un libro di questo genere, sebbene io sia un’appassionata lettrice e abbia letto moltissimi libri nella mia vita, perciò ero molto curiosa e piena di buone speranze che, devo dire la verità, si sono avverate tutte. Ovviamente ciò che mi ha colpito di più è il rapporto tra i due protagonisti, Rufus e Mateo. I due non potrebbero essere più diversi: il primo è un ragazzo esuberante, testardo, socievole e soprattutto che non ha paura di niente, mentre il secondo è timido, con una sola amica e molto più incline a rimanere in casa invece che a uscire e divertirsi. E’ bello il fatto che si siano trovati così bene in così poche ore: mi ha fatto capire quanto siano importanti le relazioni umane, l’unica cosa che ci può aiutare a superare le brutte situazioni. Mi ha anche fatto riflettere sull’importanza dei singoli giorni: ogni giornata vissuta è un dono, perchè non si sa mai cosa potrebbe accadere, perciò ogni secondo va vissuto come se fosse l’ultimo. E’ importante quindi non dare per scontato le piccole cose quotidiane, perchè è da queste che dipende la nostra felicità.
    Questo libro mi è piaciuto davvero tanto e lo consiglio a chi cerca un romanzo particolare, fuori dalla norma, ma che faccia riflettere e emozionare.

  55. Avatar
    sara rizzuto dice:

    libro molto interessante, il pensiero di ricevere una chiamata e scoprire il giorno in cui moriremo mette molta ansia ma allo stesso tempo è una cosa intrigante. Il libro mette in evidenza come due persone possono vivere diversamente l’ultimo giorno della loro vita, e sopratutto l’autore cerca di far passare un messaggio molto importante, ovvero quello di viverci ogni giorno a pieno la propria vita, senza rimpianti, e di far capire che non sarà infinita ma arriverà il momento di morire per tutti.

  56. Avatar
    Mattia Orlandini dice:

    È un giorno qualsiasi, probabilmente uno di quei giorni sterili dove non riesci a combinare nulla di produttivo. Hai passato le ore a pensare, mangiare e a rigirarti nel letto. Nessuno fa squillare il tuo cellulare per parlare, ma in effetti neanche tu hai provato a telefonare a qualcuno per tirarti su il morale. E alla fine va bene così perché vuoi solo che questo giorno passi. Arriva la sera e la noia ti sta distruggendo, così decidi di fare tardi guardando un bel film, per distrarti finché non sopraggiunge il sonno. È quasi mezzanotte e sei nel mezzo del dormiveglia. Poco dopo stai già sognando. Il cuore batte forte, come se stesse impazzendo, il cervello elabora tantissimi pensieri sovrapposti, vuoi piangere ma non ci riesci e ad un tratto, ti svegli. C’è una suoneria assordante che rimbomba in tutta la casa. È l’avviso di una vita. Lo sai e vorresti non saperlo. È Death-Cast. Non è più un sogno. E il valore del giorno “qualsiasi” cambia esponenzialmente. Ma purtroppo te ne sei accorto appena prima della fine. Ma la fine potrebbe durare più di un istante, c’è ancora una possibilità.
    “L’ultima notte della nostra vita” è uno di quei libri che ti rendono partecipe di ogni sensazione. Nelle prime pagine si riconoscono nei protagonisti, emozioni apparentemente contrastanti, ma che convergeranno in passione e soprattutto tanta voglia di vivere. Seguendo ora per ora il viaggio di Mateo e Rufus, ci si accorge che, nonostante nelle loro menti stia avvenendo un apocalisse di sensazioni e la loro vita stia per finire, c’è un mondo che continua il suo corso, tutto il resto va avanti, oltre a loro, altri moriranno, altri ancora nasceranno. Fra i capitoli dedicati ai due amici, anzi ultimi amici, vengono portate avanti altre storie in parallelo che si intersecano impeccabilmente fra di loro, rendendo la lettura molto movimentata. Interessante è notare la differenza nel modo di pensare fra chi ha ricevuto l’avviso di Death-Cast e chi invece no. La preoccupazione e l’indifferenza, l’empatia e la sete di vendetta. Con tutte queste considerazioni non mancano chiaramente colpi di scena. Anche solo la possibilità che possa avvenire un urto di narrazione, crea nel lettore la giusta suspence che lo “obbliga” a continuare a leggere. Si potrebbe pensare che la storia tratti di argomenti drammatici in modo molto lento e melanconico, ma in realtà, approfondisce un tema struggente in maniera riflessiva e a tratti umoristica; È un libro che scorre fluidamente grazie alla sua dinamicità. Il lettore è curioso di sapere a chi apparterrà la sezione successiva. Dopo il turno di Rufus potrebbe toccare di nuovo a Mateo o al migliore amico di Rufus, oppure sarà la volta di un nuovo personaggio; ognuno ci racconta il mondo dal proprio punto di vista. Un singolo evento viene spiegato via via con maggiori dettagli saltando da una personalità all’altra. Tutto questo con l’intenzione di raccontare il percorso di due amici (che si sono conosciuti grazie all’app Last-Friend) seguiti dall’ombra della morte. Due ragazzi di 17 e 18 anni che si sono promessi a vicenda di non morire prima dell’altro. La loro amicizia è nata da poco ma l’intensità di questa è infinita e il loro obbiettivo è vivere. Vivere per tutti. Persino dopo eventi estremi continueranno il viaggio perché di tempo ne hanno poco. Ma poco potrebbe essere abbastanza per vivere una vita intera. In poche ore… O pochi minuti, non lo sanno. Di una cosa sono a conoscenza. Una cosa che avrebbero voluto sapere prima che la sopravvivenza li ha insegnato: meglio essere vivi desiderando di essere morti, che morire desiderando di poter vivere per sempre.

  57. Avatar
    adele traversi dice:

    Questo romanzo di formazione scritto da Adam Silvera si incentra su un’organizzazione chiamata Dead-Cast che è in grado di sapere il giorno di morte di qualsiasi persona, e quando quel giorno avviene attua una chiamata allo sfortunato. Ogni Decker, ovvero colui che ha ricevuto la chiamata, decide come viversi la vita a modo suo; c’è chi vive la propria vita come nulla fosse o chi sta in ansia per tutta la giornata o chi ancora decide di godersi l’ultimo giorno facendo cose uniche.. per aiutare a passare l’ultimo giorno al meglio è possibile trovare altri Decker attraverso un app apposita chiamata appunto Last-Friend ,insomma Dead-Cast non intende mettere paura ma invitare i Decker a trascorrere al meglio l’ultimo giorno della loro esistenza. Questo romanzo ha quindi come protagonisti due ragazzi conosciutisi grazie appunto a Last-Friend. Mateo, un ragazzo di diciassette anni introverso, timido, nervoso e molto ansioso che infatti all’arrivo della chiamata tende a procrastinare anche solo il fatto di uscire di casa per paura, e Rufus, spigliato, estroverso, socievole che invece si rassegna al fatto di dover morire dopo aver visto morire l’intera famiglia in un disastro stradale , due ragazzi completamente diversi che però grazie alla loro diversità raggiungono un equilibrio stabile, infatti riescono ad affrontare l’ultimo giorno nel miglior modo. L’autore non tende molto a descrivere l’esterno e ciò che circonda i due protagonisti ma piuttosto ad analizzare lo stato d’animo di essi descritto secondo me molto bene e dettagliatamente. Personalmente preferirei non sapere la data della mia morte o almeno non il giorno stesso perchè insomma, come fa una qualsiasi persona a godersi la vita la meglio sapendo che da un momento all’altro potrebbe morire? In ogni caso trovo molto originale la trama del libro e consiglio a tutti di leggerlo perché molto interessante e riflessivo.

  58. Avatar
    Martina Frosali dice:

    L’ultima notte della nostra vita è un romanzo di formazione ambientato in un mondo in cui una società, chiamata Death Cast, avvisa le persone nel giorno in cui esse moriranno. Il compito di Death Cast non è di impedire i decessi ma di permettere agli abitanti di godersi il loro “giorno finale”. Ho trovato il racconto molto piacevole, scorrevole e pieno di colpi di scena. Più andavo avanti nella lettura e più mi appassionavo ai due protagonisti, ma allo stesso tempo ero preoccupata per loro: la morte li avrebbe potuti cogliere da un momento all’altro. Arrivata alla fine ero molto dispiaciuta poiché mi mancava vedere Mateo e Rufus divertirsi insieme ed essere felici. Credo che il romanzo abbia un importante significato dato che ci spiega quale sia il valore dell’amicizia. I due ragazzi, nonostante si conoscano da meno di un giorno sembra fossero amici da sempre, all’inizio, appena si incontrano sono un po’ titubanti, specialmente Mateo, ma dopo pochissimo tempo prendono confidenza e iniziano a scherzare come se si conoscessero da una vita. Penso che amicizia voglia dire questo, l’amico è una persona con cui stai bene, con cui ti diverti e a cui puoi confidare tutto senza paura. Uno dei miei momenti preferiti, che mi ha fatto commuovere maggiormente, è quando Mateo va a trovare per l’ultima volta suo padre in ospedale. In conclusione penso che questo libro meriti di essere letto sia perché potrete vivere una fantastica avventura ma anche perché ha un importantissimo significato.

  59. Avatar
    Greta Segeni dice:

    ” Sto morendo ” . Mi chiedo spesso quale sarebbe il mio ultimo desiderio , l’ ultima parola che vorrei pronunciare , L’ ultima persona che vorrei vedere e la verità è che non lo so . Immagino spesso la morte , come immagino spesso una rinascita , ma cosa farei se sapessi di morire tra un giorno ?
    Cercherei una persona con la quale vivere le esperienze più folli ? Ribalterei casa chiedendomi perchè proprio io ? Non lo so , ma so che l’ unico grande rimpianto che potrei avere sarebbe non aver dato abbastanza , non essere stata abbastanza , non aver amato abbastanza da non essere dimenticata . L’ unico grande emozione che contraddistingue l’ essere umano è l’ amore , si , perchè nasciamo e amiamo nostra madre e nostro padre , cresciamo ed amiamo la nostra bambola o macchinina , maturiamo e cominciamo ad amare noi stessi e i nostri amici , impariamo e amiamo le lezioni di vita che abbiamo appreso , poi arriviamo ad un certo punto della nostra vita dove tutto quell’ amore dato ed offerto e mai ricevuto lo dedichiamo solo ad una persona .Quella persona con la quale speri di condividere il tuo ultimo respiro , il tuo ultimo ti amo , sperando e pregando di non morire da solo .
    Cosa farei se dovessi morire domani ? Cercherei di amare tutte le piccole cose che ho dato per scontato e darei un ultimo bacio alla persona che scontata non mi ha mai fatta sentire .

  60. Avatar
    Chiara Abdel Hamed dice:

    Il libro che ho letto, “L’ultima notte della nostra vita”, parla di due ragazzi, Matteo Torrez e Rufus Emeterio, che vengono contattati dal Death Cast e gli viene detto che moriranno nel corso di quella giornata. Le persone come loro sono dette Decker e esiste un’applicazione, “Last Friends”, che appunto li aiuta a ritrovare un amico con cui spendere l’ultimo giorno. Mi è piaciuto molto come libro in generale e lo consiglio ai ragazzi della mia età. Mi piace l’idea del servizio che avverte le persone a proposito di quando moriranno e anche l’idea dell’applicazione. Trovo le storie di sfondo dei due personaggi molto tristi e che sicuramente hanno reso le loro vite difficili; Mateo non ha più genitori visto che sua madre è morta dandogli nascita e suo padre è in coma. Rufus invece vive in una casa famiglia. Tutti e due non hanno niente da perdere e hanno due caratteri completamente diversi. Mateo è molto spaentato dalla situazione ma d’altro canto Rufus è prontissimo ed è ciò che secondo me permette loro di avere una sinergia singolare. Di tutto ciò che ho letto mi ha colpito più di ogni altra cosa l’evoluzione della loro amicizia: sono partiti come due sconosciuti e sono diventati molto più di semplici amici in poco tempo. Mi sono immersa completamente nella lettura e nei diversi punti di vista nella lettura. E’ stata una lettura molto leggera e piacevole, che mi ha fatto riflettere molto soprattutto sul tema dell’amicizia e dell’amore che una persona può provare verso i propri cari.

  61. Avatar
    Lara Villani dice:

    Voglio definire questo libro con il termine “travolgente”, mi ha appassionata sin dalla prima pagina: scorrevole, giovanile e dalla storia completamente nuova. Ho rivolto a me stessa numerose domande durante la lettura ed è forse la cosa che mi ha spinto ad andare avanti a tutta forza. Cosa farei se ricevessi oggi la chiamata di Death-Cast? Con chi passerei l’ultimo giorno della mia vita? Cosa farei? Dove andrei? La cosa che mi ha stupita è di non essere riuscita a trovare una risposta a queste domande. Credo che per me sarebbe estremamente difficile decidere, piuttosto passerei quelle ultime ore a martoriarmi in cerca di una risposta e morirei infelice, e forse è proprio questo il nocciolo del libro. Forse non abbiamo bisogno di una vera e propria chiamata, dovremmo solo avere il coraggio di fare ciò che vogliamo quando ne abbiamo la possibilità, dobbiamo creare legami forti, importanti che però non siano catene. Dobbiamo fare tutto ciò che ci passa per la testa, divertirci, essere d’aiuto per chi ne ha bisogno e non avere paura di esprimerci e di mostrare al mondo noi stessi per come siamo realmente, senza alcun tipo di censura. Non ho legami forti con praticamente nessuno e la mia preoccupazione più grande durante la lettura, immedesimandomi nei protagonisti, è stata: “morirei da sola nella mia stanza?”. Credo che il concetto di solitudine alla mia età sia incredibilmente gettonato, non credo di essere l’unica adolescente ad avere crisi e sentirsi incredibilmente sola, ma in ogni caso questo libro mi ha spinta a credere un po’ più in me stessa, a pensare che certe volte i legami importanti arrivano nel momento cruciale, che non bisogna cercarli avidamente, ma essere propensi ad essi. Vorrei concludere con una domanda retorica: c’è cosa più bella di camminare per strada con le parole di un libro impresse nella mente e nel cuore?

  62. Avatar
    Francesca Dolfi dice:

    Death-cast è un servizio che chiama le persone per comunicargli che “moriranno nel giro di 24 ore”. La notte del 5 settembre 2017,vengono chiamati due ragazzi, Mateo e Rufus, più o meno della stessa età che ricevono la brutta notizia. Mateo, di appena 18 anni, è un ragazzo timido e che non ha mai “vissuto”, ossia non ha fatto esperienze di nessun tipo e passa molto del suo tempo da solo in casa, rifugiandosi dal mondo esterno. Il padre è in coma, mentre la madre è morta dandolo alla luce. Ha una sola amica, Lydia, con una figlia di nome Penny. Appena scopre di dover morire, fa di tutto per non uscire ma poi si fa coraggio e cerca un ultimo amico con cui passare le sue ultime ore. Rufus, 17 anni è più estroverso e impavido, è orfano e per questo sta in una casa famiglia. Ha due amici molto importanti che stanno sempre con lui. Quando viene a sapere che dovrà morire, dedde di passare tutto il tempo con loro e con la sua ex ragazza, che ancora ama; qualcosa però rovina i suoi piani e così, ritrovandosi solo, decide di cercare anche lui un ultimo amico. Rufus e Mateo si conoscono grazie ad un’applicazione chiamata “last friend” e passano il resto del loro tempo insieme.
    Il libro è scritto molto bene ed è abbastanza scorrevole. È una storia davvero allettante che in poco tempo ti fa affezionare ai personaggi. È stato il primo libro per cui ho pianto e per cui mi sono emozionata. A mio avviso attira moltissimo, quindi lo consiglio alle persone che,come me, non sono mai riuscite a immedesimarsi molto in un libro perchè con questo ci possono riuscire. Un particolare che non mi ha convinto è stato il fatto che in ogni capitolo viene cambiato il personaggio e quindi a volte risulta difficile ricordare alcune vicende o persone.

  63. Avatar
    Federica Fanti dice:

    L’ultima notte della nostra vita è un libro che ci racconta l’esperienza di Mateo e Rufus, la storia è basata su un unico giorno, il 5 settembre 2017, ovvero l’ultimo giorno della loro vita.
    Mateo e Rufus sono due giovani ragazzi di diciassette e diciotto anni, Mateo vive da solo, in quanto la madre è morta e il padre si trova in coma, mentre Rufus vive in una casa famiglia.
    La notte del 5 settembre i due protagonisti ricevono una telefonata da Deth-Cast, ossia il servizio che avverte le persone che moriranno entro ventiquattro ore.
    Mateo e Rufus perciò cercano un amico con cui passare il loro ultimo giorno di vita.Entrambi si iscrivono all’app LastFriend e tramite questa si conoscono e vivono a pieno il loro ultimo giorno di vita insieme.
    Il libro è molto interessante, tratta di una storia veramente originale e commovente.Un aspetto che mi ha colpito molto è quello dell’amicizia tra i due protagonisti, inizialmente sono dei semplici sconosciuti che cercano un amico con cui passare il loro ultimi momenti, ma poi il loro legame diventa qualcosa di speciale. La lettura è leggera, scorrevole e appassionante, consiglio molto questo libro.

  64. Avatar
    Anna Viola Bonini dice:

    Con la sua trama molto intrigante e con il testo molto scorrevole penso che sia un libro davvero fantastico! Come ho detto la sua trama intrigante mi aveva subito affascinata appena mi venne letta, allora presi il libro ed ho trovato pure quello stupendo. La storia non è assolutamente prevedibile in quanto potrebbe succedere di tutto anche nei momenti più inaspettati, e il modo in cui il libro è scritto lo rende molto scorrevole e particolare, infatti la narrazione si basa sull’arco di 24 ore e ogni paragrafo/capitolo è distinto da un’ora precisa. Consiglio vivamente a chiunque di leggere questo libro, perchè oltre alla lettura abbastanza semplice e alla bellissima storia, il libro include anche varie problematiche dell’essere adolescenti.

  65. Avatar
    Charlotte Mucci dice:

    Che cosa faresti se scoprissi che oggi è l’ultimo giorno della tua vita? Affidarti ad uno sconosciuto con un passato sospetto è stata la strana scelta di Mateo, ma la migliore della sua vita perché anche se per meno di 24 ore ha incontrato Rufus, e ha finalmente cominciato a vivere davvero

  66. Avatar
    Chiara Pelacchi dice:

    Ho sperato fino all’ultimo che il finale non fosse davvero quello che già ci aspettiamo all’inizio: ci ho sperato come i due protagonisti, due sconosciuti che dopo una semplice telefonata devono rassegnarsi alla morte, alla fine precoce del loro percorso in quello stesso giorno. È questo il motivo per cui i due protagonisti si conoscono attraverso un’applicazione: entrambi cercano qualcuno con cui vivere il loro ultimo giorno. Mateo più solitario e insicuro, Rufus ormai rassegnato alla morte dopo la perdita di tutti i membri della sua famiglia, sono i protagonisti di questa storia affascinante.
    Avvincente e, nonostante si conosca già il finale, inaspettato, questo libro mi ha tenuta incollata dalla prima all’ultima pagina, per un susseguirsi di eventi che avvengono alla fine in un solo giorno: si dà spazio ad ogni singolo momento, perché ogni istante è importante quando ti accorgi che la vita è breve e che il tempo per viverla, e per viverla a fondo, è assai poco. È questo che mi ha fatto realizzare questa storia: che non abbiamo tempo da poter buttare via e che in un solo giorno tutto può cambiare, tutte le nostre certezze possono crollare, ma sempre in un solo giorno possiamo dare una svolta alla nostra vita, realizzare quei sogni che teniamo chiusi in un cassetto da troppo tempo e vivere un giorno che vale tanto quanto una vita intera!
    Una storia triste, ma bellissima, che ci ricorda che la vita è importante e merita di essere vissuta, dando valore ad ogni istante, ad ogni piccolo giorno.

  67. Avatar
    Francesca Gambilonghi dice:

    “Ultima notte della nostra vita” è un romanzo ambientato in un mondo dove da sette anni una società chiamata Death-Cast informa telefonicamente le persone del giorno nel quale sono destinati a morire. Questi avvisi permettono ai cittadini di vivere al meglio la loro ultima giornata, tanto che esistono strutture ed intrattenimenti dedicati proprio a questo fine. Protagonisti e voci narrati della storia sono due adolescenti di New York, Mateo e Rufus; i due sono dei perfetti estranei, ma riescono ad incontrarsi tramite un’app pensata per chi cerca un amico con il quale trascorrere l’ultimo giorno, finendo così per iniziare un viaggio tra ricordi ed affetti. Questo romanzo mi è piaciuto particolarmente per l’originalità della storia e per come il narratore ha saputo intrattenere il lettore trasmettendo attimi di suspense e di sorpresa. L’ultima notte della nostra vita è un libro che consiglio particolarmente agli adolescenti perché narra un’ intensa storia d’amore definita dal destino fin dall’inizio.

  68. Avatar
    Elena Mugnaini dice:

    L’ultima notte della nostra vita è un libro di Adam Silvera che mi ha appassionato molto. Una storia avvincente, un legame e amicizia unica tra due ragazzi a cui viene annunciata la propria morte tramite una semplice telefonata. Un’ultimo giorno da vivere, nuove esperienze e poco tempo per cambiare le cose. Rufus e Mateo si scontrano con la paura di uscire di casa e quella del modo fuori pronto ad attaccarli. Un mix di sorpresa e inquietudine è al centro di questo libro che ti prende e ti fa vivere le vicende come uno dei protagonisti, catapultandoti in un mondo dove bisogna vivere l’attimo, dove il tempo è troppo prezioso per essere sprecato, anche davanti allo schermo di un telefono. L’avventura, l’amore, la fiducia ma anche l’importanza di vivere sono temi che Silvera sviluppa nel libro con un particolare significato. E’ un libro adatto ai giovani davvero molto toccante che ci porta a riflettere riguardo la morte, la presenza e il valore degli amici con cui condividi qualcosa, purtroppo anche come accade qui la fine della vita e un’ultimo giorno da passare al massimo, ma ci porta anche a piangere, legandoci ai protagonisti, più di quanto possiamo aspettarci, che sono destinati a lasciarsi alle spalle questa stupenda avventura chiamata vita.

  69. Avatar
    Sara Meziu dice:

    Per Mateo Torrez e Rufus Emeterio il 5 settembre sarà l’ultimo giorno della loro vita: moriranno nel corso della giornata. Loro due non sono a conoscenza dell’esistenza dell’altro ma entrambi cercano un amico con cui passare l’ultimo giorno della loro vita. Grazi ad un’applicazione chiamata Last Friend Rufus e Mateo si incontrano. Entrambi sanno che il tempo a loro disposizione è già al limite. Ma non hanno nulla da perdere e gli resta solo da vivere l’ultimo giorno della loro vita. Questo romanzo ci ricorda che non esisterebbe la vita senza la morte, né l’amore senza il sentimento di perdita. E che è possibile cambiare tutto il nostro mondo in un solo giorno. Il libro mi è piaciuto molto. Mi è piaciuta fin dall’inizio l’amicizia tra Mateo e Rufus, in quanto entrambi si completano. Il libro è scorrevole e leggero, e non annoia. Nonostante sia diverso da i libri che ho letto, è allo stesso tempo intrigante, una storia diversa dal normale che ti cattura subito.

Lascia un commento