Primo Bacio, Primo Libro. Di Paulina Sabugal

Primo bacio:
Si chiamava Julio, 16 anni. Non era il ragazzo più bello della scuola, né in classe, ma mi piaceva. Era un po’ grasso, capelli lunghi e occhi verdi. Ero innamorata. A 14 anni pensavo che l’amore fosse scegliere qualcuno che ti piacesse e poi sperare che con un po’ di fortuna anche tu gli piacessi. Non sapevo se piacevo a Julio, per quello mi dovette aiutare la mia migliore amica, Irene. Irene aveva già baciato diversi ragazzi: il vicino di casa, il suo cugino, il migliore amico di sua cugino. Si era rotolata su un divano con ragazzi più grandi di lei mentre i suoi genitori erano via. Per me tutto questo era un mistero. Un mistero che mi affascinava. Quando ho confessato ad Irene che non avevo mai baciato nessuno, lei è scoppiata a ridere e mi ha detto: “Stai scherzando, vero?! Non ti piacciono i ragazzi?” Ho risposto subito di sì e ho finito per chiederle aiuto: “Come si bacia qualcuno?” Lei rispose con fiducia: “Devi esercitarti con le arance” e tirò fuori dal suo zaino un’enorme palla arancione che sarebbe stata la mia amante per i giorni successivi, le settimane successive e i mesi successivi. Dopo aver passato molto tempo a infilare la lingua dentro e fuori spicchi d’arancia, ero pronta a baciare chiunque, ma preferibilmente avrei voluto che fosse Julio.
Tutti i lunedì e i mercoledì rimanevo a scuola il pomeriggio per partecipare alle assemblee dei gruppi politici studenteschi. Julio era lì e per la prima volta ho potuto vedere che cominciava a notare la mia esistenza. Un giorno, dopo l’assemblea siamo rimasti soli nella stanza, abbiamo parlato di Trotsky e Marx e quando abbiamo iniziato ad avvicinarci ho detto: “Non ho mai baciato nessuno!” C’è stato un lungo silenzio che ho cercato di riempire con un “Ma ho fatto pratica con le arance”. Julio rise e baciò comunque le mie labbra al gusto di agrumi. Fu un bacio breve e strano. Non aveva niente a che fare con la sensazione che davano le arance. Julio ed io ci siamo fidanzati subito dopo e lui mi ha insegnato a baciare. Di una cosa però era convinto: per praticare è molto meglio l’anguria.

Primo libro:
Alcuni genitori portano i loro figli nei negozi di giocattoli. Mio padre mi portava in libreria. Fin da piccola, mio padre condivideva con me una delle sue grandi passioni: l’acquisto di libri rari, nuovi e vecchi. Con il passare del tempo è diventato un piccolo rituale in cui un padre e una figlia passavano il tempo le domeniche. “Scegliete un libro qualsiasi e ti lo comprerò”. E quel “qualsiasi” significava il mondo per me: Charles Dickens, i Fratelli Grimm, i libri dell’orrore di Stephen King, i libri proibiti del Marchese de Sade, i complicati testi di Jean Paul Sartre che mio padre leggeva per ore nel suo studio. Tuttavia, ero più propensa a leggere qualcosa che avrei dovuto leggere piuttosto che qualcosa che avrei voluto leggere. Volevo in un certo senso creare curiosità negli altri, far vedere alle bambine della mia scuola elementare che io leggevo e loro no. E sulla base di questo pregiudizio infantile sceglierei il Romeo e Giulietta di William Shakespeare. È vero, il mio primo libro era un´opera teatrale e non era per niente facile: “Perché parlano usando dei dialoghi?” pensavo, ma mio padre l’aveva comprato per me e io sentivo la responsabilità di leggere tutto il libro dall´inizio alla fine. Lo dovevo a mio padre, a William Shakespeare e ai protagonisti della storia. Quando ho finito di leggere il libro sono rimasta molto sorpresa che Romeo e Giulietta non fosse una storia d’amore, o almeno non solo. Era una storia con molte piccole storie contenute al suo interno. Da quel momento in poi, avrei iniziato a leggere più Shakespeare, più teatro e poi sarebbero arrivati anche i romanzi polizieschi, il racconto breve e la poesia. Chi avrebbe mai pensato che le altre bambine a scuola non fossero interessate a quello che leggevo all’età di 10 anni. Chi avrebbe mai pensato che in seguito avrei studiato teatro e sarei diventata un’attrice. Chi avrebbe mai pensato che avrei vissuto nell’Italia di Romeo e Giulietta.